SUGLI ATTENTATI DI LONDRA

 

I

eri 7 luglio, mentre i rappresentanti dei maggiori paesi imperialisti si riunivano nel G8 per approvare politiche antioperaie ed antipopolari, una serie di esplosioni ha scosso Londra, provocando decine di morti e centinaia di feriti.

Come l’anno scorso a Madrid, come succede ogni giorno in Iraq, in Afghanistan, in Palestina, di nuovo le bombe colpiscono lavoratori, giovani, gente comune, che paga sulla propria pelle il prezzo delle azioni criminali dell’imperialismo e di reti terroristiche che formano parte integrante del fronte reazionario.

Obiettivo di questo vile attacco che va condannato senza mezzi termini non sono state le forze militari o i centri politici dell’oligarchia imperialista, bensì la popolazione civile. Il boomerang terrorista ha colpito i cittadini di Londra, quegli stessi cittadini che da due anni dimostrano nelle piazze la loro opposizione alla guerra imperialista, reclamando il ritiro delle truppe dall’Iraq. Dunque, ancora una volta: “guerra vostra – morti nostri”.

Non si era ancora spento l’eco delle bombe che la cricca dei Bush, dei Blair, dei Berlusconi, dei Putin, si è affrettata a dichiarare che la loro “guerra santa” contro i popoli del mondo doveva proseguire con più determinazione. Un’aggressione che è la continuazione della politica delle “grandi potenze” e che provoca l’indignazione, la disperazione e l’odio delle masse oppresse in tutti gli angoli del mondo.

Allo stesso tempo i governi del G8 vogliono utilizzare gli attentati per varare altre misure reazionarie volte a restringere i diritti e le libertà dei lavoratori (le libertà di manifestazione e di espressione del pensiero, i diritti degli immigrati, ecc.), quando è proprio la politica di guerra e di miseria degli imperialisti che alimenta il terrorismo, spesso ispirato e diretto dai loro apparati statali, come insegna la storia sanguinosa delle stragi avvenute nel nostro paese.

Inoltre, approfittando di questi attentati, la borghesia imperialista ci viene a raccontare che siamo tutti sulla stessa barca: loro nelle ville-bunker con autisti e guardie del corpo, noi stipati sulle metropolitane! Ci chiama a sostenere il “sistema occidentale”: quello delle multinazionali che ci sfruttano e ci inquinano tutti i giorni, degli arsenali atomici, del fascismo e del nazismo, dei golpe, della mafia e della corruzione, dell’oppressione e dell’occupazione militare dei paesi dipendenti e coloniali, del saccheggio delle risorse del pianeta. Ci chiama a difendere la “libertà”: quella di spogliare, di opprimere, di sfruttare tutto il mondo per i secoli a venire.

No! Non dobbiamo lasciarci ingannare e dividere dalla velenosa campagna “patriottica” ed antislamica, necessaria per inquinare la coscienza degli operai e risolvere per questa via le contraddizioni provocate dalla crisi economica. Dobbiamo rifiutare l’equivalenza terrorismo = tutti coloro che lottano per l’indipendenza e la sovranità nazionale, contro l’imperialismo.

Ma la cosa più grave è che la classe dominante ci anticipa che la prossima volta toccherà a noi lavoratori italiani a fare da carne da macello per la loro sporca guerra in Medio Oriente e in Asia.  Ciò deve spingerci a lottare con più forza perché la sola via per accrescere la sicurezza nostra e dei popoli è quella di battersi per la pace, di opporsi alle aggressioni imperialiste e soprattutto di cacciare il governo reazionario e guerrafondaio di Berlusconi

Chiediamo con ancora più determinazione il ritiro immediato dalle truppe dall’Iraq e dagli altri paesi occupati! Lottiamo per impedire alla nostra borghesia di trascinarci in nuove avventure militari al carro degli USA e della UE!

Sviluppiamo l’unità delle forze comuniste, rivoluzionarie, progressiste e popolari, di tutti gli amanti della pace, per lottare contro l’imperialismo e la reazione!

Chiamiamo gli elementi più avanzati e decisi del proletariato ad impegnarsi nella ricostruzione del partito comunista, per uscire dalla ferocia della società tardo-capitalista e conquistare un mondo senza sfruttamento ed oppressione, il socialismo!

 

8 luglio 2005                  La redazione di Teoria & Prassi, rivista marxista-leninista