L' IMPORTANZA DELL' OPERA DI ENVER HOXHA

 

Sedici anni fa, l' 11 aprile del 1985, cessava di battere il cuore di Enver Hoxha,  segretario  del C.C. del Partito del Lavoro di Albania, uno dei più prestigiosi capi del proletariato.

Più passano gli anni e più la limpidezza della figura e l' importanza dell' opera di Enver  si delineano  in tutta la loro grandezza.  E' difficile  esporre  questo o quell' elemento del suo lavoro, questo o quella battaglia di classe che diresse per far avanzare la rivoluzione nel suo paese e nel mondo intero, senza scadere nella parzialità.

Enver fu allo stesso tempo il fondatore del glorioso Partito del Lavoro d' Albania ed il pioniere del Socialismo, il valoroso combattente antifascista ed il più  implacabile   nemico del revisionismo,  l' amico del popolo albanese ed il sostenitore del proletariato rivoluzionario internazionale. Nella sua lunga vita politica ha riunito in se le qualità di capo politico, scrittore, comandante militare, diplomatico,  economista. 

Noi comunisti, che dalle vicende della lotta di classe traiamo insegnamenti preziosi per  la nostra teoria e la nostra pratica, vogliamo rendere omaggio alla figura di questo grande dirigente comunista evidenziando oggi alcuni aspetti del contributo che ci ha lasciato, che riteniamo  di fondamentale importanza per il lavoro che ci aspetta.

Sebbene generati dalla lotta di un piccolo popolo gli insegnamenti e l' opera di Enver Hoxha hanno un grande significato internazionale.  La seconda metà del Novecento è stato uno dei periodi più complessi della storia mondiale. E' stato un periodo di profonde trasformazioni nei rapporti di forza tra le classi, dal momento che dapprima si è creata - grazie alla direzione leninista di Stalin - una situazione favorevole al Socialismo e, successivamente, un capovolgimento di posizioni a beneficio dell' imperialismo che mobilitò tutte le sue forze e svolse un lavoro di sabotaggio contro l' ideologia marxista-leninista, avvalendosi  del tradimento revisionista.

In questo arco di tempo il Socialismo, che  era avanzato in gran parte del globo,  è  stato in seguito transitoriamente sconfitto. Si è verificato il crollo del vecchio sistema colonialista,  ma è sorto il nuovo sistema neocolonialista, addirittura più sfruttatore ed opprimente del primo. Si è realizzata la rivoluzione tecnico-scientifica che ha dato un impulso potente allo sviluppo delle forze produttive, ed insieme si è  approfondita la crisi generale del capitalismo sotto ogni aspetto. E' stato il periodo dell' incremento e dell' espansione dell' imperialismo americano, ma anche dell' inizio della sua decadenza storica. E' stato il periodo della risalita  di altri  paesi e blocchi capitalistici, come quello europeo e quello giapponese, il periodo che ha visto il crollo del socialimperialismo russo e l' ascesa del socialimperialismo cinese.

Tutti questi mutamenti sono stati accompagnati dalla diffusione di un grande caos ideologico e politico, da divisioni e sbandamenti nelle fila del movimento comunista ed operaio, dall' affermarsi di teorie borghesi e  revisioniste sulla inutilità della rivoluzione, sulla sparizione della classe operaia, sulla coesistenza pacifica fra capitalismo e  socialismo,  sulla democratizzazione della società capitalistica, sulla "fine della storia", ecc.

Tali teorie in realtà hanno avuto un solo scopo: mettere in dubbio prima, e rigettare completamente poi, le analisi e le conclusioni della teoria marxista-leninista. La borghesia è sempre stata consapevole che senza teoria rivoluzionaria non c'è movimento rivoluzionario, che senza il Partito che esprime la coscienza sociale il proletariato sarebbe stato  sconfitto.

Nel momento della storia in cui il revisionismo, lo sbandamento, le manovre diversive ed il tradimento più vergognoso erano divenuti l' andazzo quotidiano, in cui tutto sembrava andare a rotoli per il movimento comunista, è emersa la figura di Enver Hoxha, quale grande rivoluzionario e coerente marxista-leninista.

Enver strappò la maschera al  revisionismo di fronte all' intero movimento comunista mondiale, denunciò senza pietà la propaganda  anticomunista, indicò quale doveva essere la via che la classe operaia ed i popoli devono seguire. Enver  dimostrò che quanto avveniva  non era che uno zig zag nel lungo cammino della rivoluzione, a cui non erano assolutamente precluse le prospettive. La  rivoluzione socialista  dunque  rimaneva  all' ordine del giorno, non come una vaga aspirazione, bensì come questione posta sul tappeto dallo sviluppo stesso delle contraddizioni proprie della nostra epoca. Una questione che andava risolta  nella pratica rafforzando la lotta di classe, con la certezza della vittoria finale.

Tale  intendimento  esprimeva il compagno  Enver quando scriveva: "L'epoca delle rivoluzioni proletarie è appena cominciata. L' avvento del socialismo rappresenta una necessità storica, che deriva dallo sviluppo oggettivo della società. Ciò è inevitabile. Le controrivoluzioni avvenute finora, come pure gli ostacoli che sorgono, possono prolungare  un po' l' esistenza al vecchio sistema di sfruttamento, ma non hanno la forza di impedire la marcia della società umana verso il suo futuro socialista" (da: "L' eurocomunismo è anticomunismo").

Uno dei più grandi problemi sorti nel secondo dopoguerra era quello di comprovare che i temporanei mutamenti nel rapporto di forza fra le classi, i nuovi fenomeni e processi  manifestatisi nei paesi capitalisti, le  recenti espressioni del capitalismo monopolista, la creazione degli organismi sovranazionali, ecc., non rinnegavano il marxismo-leninismo ma confermavano la giustezza delle sue conclusioni. Sulla base dei suoi principi fondamentali era possibile  fare una giusta analisi di tutti i cambiamenti intervenuti e giungere a  conclusioni esatte e scientifiche.

Fu proprio questo compito difficile  e di storica importanza che Enver Hoxha  riuscì ad assolvere, approfondendo e sviluppando le analisi e le conclusioni dei classici del comunismo, aiutando le forze rivoluzionarie ed i popoli ad orientarsi correttamente nella lotta contro l' imperialismo.

Generalizzando una moltitudine di fenomeni e di fatti nuovi Enver spiegò che l' imperialismo non ha per nulla mutato  la sua natura, che i caratteri rilevati da Lenin non sono scomparsi ma si sono fatti più profondi ed essenziali, e  di conseguenza rimangono valide le sue conclusioni. L' imperialismo attuale non è dunque una società "diversa", un capitalismo "ringiovanito" e senza più crisi, ma è il sistema capitalistico che ha raggiunto il suo  stadio più elevato e conclusivo, trasformandosi in capitalismo  parassitario e aggressivo, al tempo stesso vigilia della rivoluzione proletaria.

Su tali basi Enver ha sempre combattuto chiunque predicava la conciliazione di classe   ed ha  continuamente difeso la prospettiva della rottura rivoluzionaria e del Socialismo, unica via di salvezza  dalla schiavitù e dalla barbarie capitalista ed imperialista.

Il compagno Enver guidò personalmente  con saggezza e coraggio la lotta contro il moderno revisionismo in un periodo in cui partiti e stati "socialisti" cambiavano strada dalla sera alla mattina, in cui le correnti socialdemocratiche soffocavano il movimento comunista ed operaio   internazionale.

Nel corso degli anni i revisionisti avevano creato una enorme confusione  non solo a proposito della questione dell' imperialismo e della rivoluzione, ma anche sulla questione del socialismo, diffondendo ogni sorta di  concezioni e modelli antimarxisti, come il "socialismo autogestito", il "socialismo democratico e pluralista", il "socialismo reale", il "socialismo di mercato" e così via.

Lo scompiglio aumentava sempre di più perché i revisionisti presentavano il ripristino del capitalismo nei loro paesi come uno sviluppo ed un perfezionamento del socialismo, mentre  la propaganda borghese ha sempre presentato il fallimento del revisionismo come la prova del fallimento del socialismo nel suo complesso. 

Senza ombra di dubbio non era facile schierarsi contro queste posizioni, dire "alt!" ai tradimenti  più  infami, resistere di fronte alla inaudita pressione dell' imperialismo e difendere a spada tratta il socialismo proletario. Eppure per oltre trenta anni Enver  ha tenuto alta e portata avanti la bandiera del marxismo-leninismo, conducendo una lotta senza quartiere contro l' imperialismo ed il revisionismo non da posizioni nazionalistiche o per gretti interessi, ma sempre a  partire da solide e coerenti posizioni di principio e internazionaliste, senza scendere a compromessi opportunisti.

Alla sua base non c'erano gli interessi contingenti o una visione parziale degli avvenimenti. C'erano  i grandi problemi del nostro tempo, i principi e le conclusioni fondamentali della scienza della rivoluzione, le questioni  centrali della strategia e della tattica dei comunisti, la lotta senza quartiere all' imperialismo, il ruolo della classe operaia. 

Ciò ha fatto di Enver Hoxha e dei suoi insegnamenti un punto di riferimento indispensabile per tutti i veri comunisti, una bussola su cui orientarsi nel groviglio ideologico, una fonte di ottimismo, di fiducia  per le forze marxiste-leniniste di tutti i continenti.

I grandi meriti  di Enver non si possono limitare a quanto messo in luce  e non possono essere nemmeno "ridotti" al fatto di non aver permesso finchè visse l'  entrata del revisionismo ed il saccheggio imperialista in Albania.  Enver ebbe soprattutto il merito di aver tratto dalla tragedia avvenuta negli  altri paesi  insegnamenti e conclusioni di grande valore teorico e pratico, per chiudere il varco a questo pericolo anche in futuro, per assicurare la continuità della rivoluzione e della edificazione socialista anche dopo la conquista del potere.

Questa lotta ha una  eccezionale importanza per tutto il movimento comunista, rivoluzionario e di liberazione mondiale. L' analisi scientifica condotta da Enver sulle cause oggettive (la pressione della borghesia e la politica egemonica dell' imperialismo USA) e soggettive del revisionismo moderno, la chiara definizione della sua natura, del suo ruolo controrivoluzionario e dei suoi inseparabili legami con l' imperialismo, la lucida denuncia delle numerose correnti e varianti tattiche del revisionismo sia in campo teorico che nella pratica (quella krusciovisana, titista,  eurocomunista, cinese, ecc.) costituiscono splendidi esempi di difesa e di sviluppo creativo della  teoria rivoluzionaria del proletariato, sono una fonte di inesauribile ispirazione e di insegnamenti per portare avanti questa lotta.

Senza il grande contributo offerto da Enver, senza la sua assoluta fedeltà al marxismo-leninismo oggi le forze comuniste e rivoluzionarie non potrebbero indirizzarsi correttamente, sarebbero sicuramente più indietro e non riuscirebbero a fare strada nella tremenda confusione creata dal revisionismo e dall' imperialismo.

Sbaglia di grosso chi pensa di dipingere la storia del movimento comunista come una notte in cui tutti i gatti sono grigi. Ancor di più ha fatto male i suoi conti chi giudica gratuitamente i marxisti-leninisti al pari  dei "dogmatici estremisti" perché si battono con fermezza contro l' opportunismo dilagante, senza scadere nell' economicismo e nel solipsismo. Ad entrambi possiamo solo consigliare di togliersi gli occhiali revisionisti cosicché possano vedere più chiaramente.

A distanza di sedici anni dalla scomparsa di Enver Hoxha l' opera che ci ha lasciato è una pietra di paragone  per distinguere gli autentici comunisti  dai controrivoluzionari e dai rinnegati. La sua figura di dirigente rivoluzionario ha avuto una funzione altamente positiva ed  occupa un posto di rilievo nella storia del movimento comunista ed operaio. Il coraggio marxista, l' ortodossia  rivoluzionaria e la lungimiranza del compagno Enver ci devono ispirare  nella lotta di tutti i giorni.