I PASSI COMPIUTI DALLA CONFERENZA INTERNAZIONALE DI PARTITI ED ORGANIZZAZIONI MARXISTI-LENINISTI

 

Abbiamo più volte scritto su queste colonne che il nostro punto di riferimento a livello internazionale è la Conferenza Internazionale di Partiti ed Organizzazioni Marxisti-Leninisti (CIPOML).

Questo organismo del movimento comunista internazionale,  pur nelle difficoltà dell’attuale periodo storico, ha saputo tenere alta la bandiera del marxismo-leninismo, esprimendo un notevole livello di compattezza ideologica e di analisi politica.  

A causa di molteplici motivi (fra questi l’assenza di un autentico partito comunista) la realtà della Conferenza non è ben conosciuta dai compagni italiani. Perciò abbiamo pensato di ricostruire, sulla base della documentazione in nostro possesso, il percorso compiuto nelle undici riunioni plenarie regolarmente  tenute dalla CIPOML, cui hanno partecipato organizzazioni e partiti sudamericani, europei, africani ed asiatici unitisi sulla base degli insegnamenti di Marx, Engels, Lenin, Stalin e dell’internazionalismo proletario.

Attraverso il processo di costruzione della Conferenza Internazionale, le realtà  partecipanti  si sono poste l’obiettivo di affrontare i problemi vecchi e nuovi della rivoluzione e del socialismo, di combattere senza tregua  l’imperialismo, il revisionismo e l’opportunismo, unendo la lotta del proletariato e dei  popoli dentro ciascun paese ed a livello internazionale. Oggi queste realtà sono in crescita e costituiscono un importantissimo momento di cooperazione e di orientamento delle forze comuniste e rivoluzionarie.

La sintetica ricostruzione delle undici riunioni plenarie che offriamo non ha ovviamente valore ufficiale, ma serve solo a  fornire un’idea precisa dei passi compiuti dalla CIPOML attraverso gli anni, nelle condizioni della feroce offensiva anticomunista e di  risveglio della lotta di classe del proletariato.

Nelle pagine seguenti presentiamo inoltre il documento che rappresenta il riferimento ideologico e politico della CIPOML, la “Dichiarazione comunista ai lavoratori e ai popoli del mondo”. La traduzione, a cura della nostra redazione, è stata condotta sul testo in lingua spagnola pubblicato dalla rivista «Unidad y Lucha», n.1, pp. 7-10.

A questa “Dichiarazione”, approvata dalla Conferenza Internazionale di Partiti e Organizzazioni  Marxisti-Leninisti svoltasi a Quito (Ecuador) nel 1994, furono invitati ad aderire tutti i partiti e le organizzazioni che la condividono.

La redazione di Teoria & Prassi ha deciso di sottoscriverla  spinta dalla convinzione che  il rafforzamento dell’unità politica ed ideologica dei ranghi del movimento comunista internazionale è un dovere per tutti i sinceri comunisti.

 

La prima sessione plenaria della CIPOML si realizzò nel luglio del 1994 a Quito, Ecuador. In quella occasione la Conferenza stabilì una piattaforma ideologica e politica attraverso il “Proclama comunista ai lavoratori ed ai popoli del mondo” ed adottò un minimo di misure organizzative per rafforzare le basi del movimento marxista-leninista internazionale: l’istituzionalizzazione della Conferenza, la nomina di un comitato di coordinamento e la pubblicazione di una rivista teorica, “Unità e Lotta”, pubblicata in diverse lingue. Furono anche approvate un certo numero di risoluzioni e lanciate delle campagne concrete. La prima Conferenza non servì soltanto a riaffermare i fondamenti ideologici, teorici e storici del movimento comunista. Essa fu  una manifestazione da parte del movimento marxista-leninista  - sottoposto ad una durissima offensiva da parte della borghesia imperialista e dei moderni revisionisti - di radunare le forze, di convertirle in una alternativa politica e sociale, di assumersi precise responsabilità e continuare con determinazione la lotta per il socialismo proletario. Quito segnò dunque una svolta significativa del nostro movimento.

Il secondo plenum, svoltosi a Parigi nel 1995 - mentre era in corso una grande ondata di lotta che assestava un serio colpo alla demagogica campagna della borghesia imperialista - affrontò in maniera più particolareggiata la questione del bilancio delle esperienza del socialismo. Furono sconfitte alcune tendenze, sostenute da una piccola minoranza di partiti, secondo le quali la conferenza doveva essere soltanto un club di discussione senza la capacità di prendere decisioni. Grazie al lavoro della Conferenza generale, alle riunioni regionali, agli incontri sindacali e della gioventù, intanto andavano riallacciandosi relazioni con organizzazioni e partiti che avevano perso il contratto col movimento marxista-leninista.

La terza riunione generale della CIPOML, tenutasi nel 1996 nella Repubblica Domenicana, approvò una risoluzione che – sulla base dell’approfondimento e della generalizzazione della crisi del capitalismo e della lotta della classe operaia e dei popoli nei diversi continenti – stabilì i compiti rivoluzionari dei partiti comunisti.  Mentre si conquistavano nuove posizioni di lotta e si rafforzava la fiducia reciproca fra i partecipanti furono anche definite un certo numero di norme interne di funzionamento della Conferenza.

Nella quarta sessione plenaria, svoltasi nel novembre 1997 in Germania, la discussione principale fu sviluppata sul lavoro dei partiti comunisti nella classe operaia. A fianco della ricca esperienza acquisita in questo campo, furono evidenziati anche errori e deficienze, al fine di gettare radici più profonde nella classe operaia ed avanzare su questo fronte. Particolare attenzione fu dedicata al lavoro nei sindacati. La CIPOML approvò in quell’occasione  risoluzioni sulla lotta dei popoli africani, sull’Algeria, sul Medio Oriente e sugli sviluppi della crisi in America Latina.

Nel 1998 a Caracas in Venezuela si compì il quinto incontro della CIPOML. L’argomento principale in agenda fu la lotta antimperialista ed i compiti dei partiti comunisti; su tale questione fu approvata una dichiarazione comune. Il centro della discussione riguardò le responsabilità degli autentici partiti comunisti  al fine di combattere le correnti revisioniste, riformiste, socialdemocratiche e collaborazioniste nelle condizioni di flusso ascendente del movimento operaio. In questa conferenza furono sottolineati alcuni limiti nel funzionamento degli organi del movimento marxista-leninista ed affrontato il problema di ampliare il campo di lavoro rafforzando i fondamenti ideologici, politici ed organizzativi. Tra le altre decisioni prese ci fu quella di migliorare i contenuti e la distribuzione della rivista “Unità e Lotta”, la continuazione di alcune campagne internazionali (ad es. quella per la libertà di Francisco Caraballo). Ugualmente venne sottolineata la realizzazione di importanti eventi, come l’Incontro Internazionale Sindacale realizzato in Francia l’edizione commemorativa del 150° Anniversario del Manifesto Comunista, nonché l’organizzazione di incontri su scala regionale.

Il sesto plenum della CIPOML avvenne nell’aprile del 2000 e discusse le esperienza concrete  del Partito Comunista dell’Alto Volta e del Partito Comunista Marxista Leninista dell’Ecuador. Questi partiti esposero la direzione del loro lavoro nei processi rivoluzionari dei loro rispettivi paesi. La conferenza discusse anche un documento redatto in comune dall’Organizzazione Comunista “Ottobre” di Spagna e del Partito Comunista degli Operai di Francia (PCOF) sulla guerra in Yugoslavia, nel quale veniva svolta una critica ad alcune posizioni contraddittorie che si erano registrate, al fine di dare risposte comuni su problemi essenziali del movimento operaio e  popolare. Oltre alle risoluzioni sul processo rivoluzionario in Burkina Faso, sul sollevamento popolare in Ecuador, sulla costruzione del Partito Comunista dei Lavoratori della Danimarca, di solidarietà con i compagni Hammami e  Caraballo,  fu approvato e diffuso un appello ai lavoratori ed ai popoli del mondo per celebrare il I Maggio  in modo combattivo.

La settima riunione generale della CIPOML, tenutasi nel 2001 in Messico, si tenne sotto l’eco dell’attentato alle Twin Towers e dell’annuncio della “guerra al terrore” di Bush. Nella risoluzione approvata – che sollecita a opporsi e combattere decisamente i disegni di guerra dell’imperialismo – è scritto che il principale terrorista che ha sparso sangue e morte nel mondo è l’imperialismo, particolarmente quello yankee. La Conferenza iniziò un’analisi e un dibattito sulla classe operaia attuale, in quanto classe chiamata a svolgere il ruolo dirigente nella rivoluzione; in particolare venne discusso un testo redatto in comune da “Ottobre” e dal PCOF sui cambiamenti avvenuto nella classe operaia determinati dallo sviluppo della tecnologia, della flessibilità, della precarietà, delle divisioni e della frammentazione. Tra le decisioni prese va citata la riedizione di «Imperialismo, fase suprema del capitalismo” di Lenin, la realizzazione dei Seminari «Problemi della Rivoluzione in America Latina» a Quito, la celebrazione degli Incontri Sindacali e la realizzazione dei Campeggi Internazionali della Gioventù..

L’ottavo plenum della CIPOML si svolse nel 2002 in Danimarca. Essa analizzò la situazione internazionale creatasi con l’avvio della nuova guerra di ripartizione lanciata dall’imperialismo USA. Il dibattito riguardò anche il rapporto fra il movimento m-l ed i vari movimenti sorti in difesa della pace, dei diritti sociali, dei diritti nazionali, ecc. che si stavano sviluppando in tutto il mondo. La conferenza produsse risoluzioni, appelli e denunce diffusi a livello internazionale. Diversi partiti nell’occasione svilupparono una dura polemica con il partito “Bandiera Roja” del Venezuela.

Nella nona sessione plenaria  della CIPOML, che ebbe luogo nel 2003 nella Repubblica Domenicana, fu analizzata la situazione politica internazionale, allo scopo di evidenziare gli elementi che contribuiscono a promuovere una tattica utile a vincolare i comunisti alle masse, guadagnare la loro direzione politica e fortificare le prospettive della rivoluzione. Durante i lavori la polemica con “Bandiera Roja” assunse un più ampio respiro. Il disaccordo sulla valutazione delle caratteristiche del governo di Chavez si aggiunse ai vecchi dissensi, ora esacerbati, sulla natura della CIPOML. Quest’ultima - oltre a dibattere i temi in agenda, a discutere il lavoro realizzato ed a fissare i compiti per avanzare nel processo rivoluzionario - adottò norme di funzionamento interne necessariamente più stringenti di quelle osservate fino ad allora, al fine di contribuire alla crescita della CIPOML stessa.  Fu anche approvata un’importante dichiarazione politica denominata “Un altro mondo è necessario: si chiama socialismo!”.

Il decimo plenum della CIPOML si tenne nel dicembre del 2004 in Ecuador e fu caratterizzato dalla parola d’ordine “La Conferenza si rafforza combattendo le posizioni anti-leniniste”. Dopo aver fatto il bilancio dei compiti realizzati dai vari partiti, la discussione si focalizzò sulla situazione venezuelana e sul ruolo opportunista svolto dal partito “Bandiera Roja”, nei cui confronti vennero prese misure organizzative. Al proposito la CIPOML diffuse un documento con il quale fu indicata la necessità di combattere contro certe posizioni e riaffermata la solidarietà con il popolo venezuelano. Nell’occasione fu eletto un nuovo comitato di Coordinamento ed adottate risoluzioni su Iraq, Palestina, sulla guerra in Costa d’Avorio, contro la costituzione dell’U.E., contro l’Accordo per Libero Commercio in America, sul Sahara, ecc.

L’undicesima riunione generale della CIPOML si è svolta nell’ottobre del 2005 in Europa. In quest’ultimo incontro plenario si è, in particolare, analizzata l’importanza della vittoria del No nel referendum francese sulla Costituzione europea e sulla necessità dell’opposizione alle politiche neoliberali e alla costruzione di un blocco imperialista in questo continente. La CIPOML ha espresso la sua solidarietà con l’eroica lotta del popolo iracheno e di quello palestinese e denunciato le minacce che il regime di Bush ha proferito contro Iran e Siria. Il plenum ha approvato una Piattaforma Tattica che servirà come guida nella pratica  politica dei partiti e  delle organizzazioni rivoluzionarie nelle condizioni specifiche, più una serie di Risoluzioni, Dichiarazioni e Compiti. Infine ha deciso di ratificare l’esclusione dalle proprie fila del partito “Bandiera Roja” perché questo partito ha persistito nella sua attività al servizio dell’imperialismo e dei settori reazionari venezuelani. La CIPOML  ha preso impegno di riunirsi di nuovo in un altro luogo del mondo per continuare l’impegno  di lotta  per l’emancipazione della classe operai e dei popoli. 

La dichiarazione politica della XI Conferenza Internazionale di Partiti ed Organizzazioni Marxisti-Leninisti è stata firmata dalle seguenti forze comuniste: Partito Comunista di Germania (KPD),  Partito Comunista Rivoluzionario del Brasile (PCRB), Partito Comunista Rivoluzionario dell’Alto Volta (PCRV), Partito Comunista della Colombia Marxista Leninista (PCdeC (ML)),  Partito Comunista dei Lavoratori della Danimarca (APK), Partito Comunista Marxista Leninista dell’Ecuador (PCMLE), Organizzazione Comunista Ottobre di Spagna (OC Octubre), Comitato Statale di Organizzazioni Comuniste della Spagna (CEOC),Partito Comunista degli Operai di Francia (PCOF), Organizzazione per la Ricostruzione del Partito Comunista di Grecia (OAKKE), Partito del Lavoro dell’Iran (Toufan) (PTI-Toufan),  Partito Comunista del Messico Marxista Leninista (PCM(ML)), Organizzazione Marxista Leninista “Rivoluzione” della Norvegia, Partito Comunista del Lavoro della Repubblica Domenicana (PCT), Partito Comunista degli Operai della Tunisia (PCOT), Partito Comunista Rivoluzionario della Turchia (TDKP).   

 

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DICHIARAZIONE COMUNISTA AI LAVORATORI E AI POPOLI

DEL MONDO

Fino a quando esisteranno esseri umani che sfruttano altri esseri umani, fino a quando il capitalismo distruggerà la vita umana sulla terra, vi sarà lotta!

Fino a quando gli imperialisti e la borghesia opprimeranno le nazioni deboli e i popoli indifesi, vi sarà lotta!

Fino a quando i lavoratori e i popoli del mondo aspireranno a cambiare  l’attuale società, a trasformarla a loro beneficio, e fino a quando saranno pronti, per questo, a vivere o morire, vi sarà lotta!

«La storia di ogni società sinora esistita è storia di lotte di classi» (Manifesto del Partito Comunista).

Contrariamente alle pretese conciliatrici dei capitalisti, secondo i quali i lavoratori e i padroni hanno gli stessi interessi, noi riaffermiamo con decisione la tesi marxista che la lotta di classe, nelle società divise in classi, è la forza motrice della storia.

La lotta di classe non avrà fine sin quando non saranno stati raggiunti i più alti e generali obbiettivi che i lavoratori e i popoli si sono posti: costruire, sulle rovine del capitalismo, il nuovo mondo del socialismo e del comunismo.

Negli ultimi anni il movimento comunista e operaio ha subìto alcuni duri colpi. Il processo di restaurazione del capitalismo, generalizzatosi a partire dal XX Congresso del Partito Comunista dell’Unione Sovietica, e culminato con gli avvenimenti dell’Europa dell’Est, della ex Urss, e col tradimento dell’Albania, fa parte dell’azione dell’imperialismo, delle forze reazionarie, revisioniste, filocapitaliste. I limiti storici, l’inesperienza, il mancato sviluppo della teoria, la sottovalutazione delle contraddizioni interne della società socialista, la burocratizzazione e l’isolamento del partito comunista dalle masse, non hanno permesso ai comunisti, alle classi lavoratrici e ai popoli di difendere le loro conquiste e di evitare la restaurazione del capitalismo. Non siamo riusciti a impedire la nascita di una nuova classe borghese che, mascherandosi come «socialista», si è impadronita del potere e ha distrutto il socialismo. Ma questi duri colpi, queste sconfitte, non significano la fine della storia.

Dopo l’ultimo e generale assalto dell’imperialismo e del capitalismo (che pretendono di averla fatta finita per sempre col marxismo-leninismo, col  socialismo scientifico, con la rivoluzione proletaria e l’antimperialismo), siamo di nuovo presenti in tutti i continenti. Noi comunisti risorgiamo in ogni sciopero operaio, in ogni mobilitazione popolare, in ogni lotta della classe operaia e dei popoli per la libertà e la democrazia, in ogni rivolta giovanile, in ogni movimento guerrigliero. Ci riorganizziamo, ci uniamo, traiamo lezione da quanto è accaduto, e continuiamo la nostra marcia in avanti.

Finché non avremo compiuto la nostra missione storica, non verremo meno al nostro impegno.

Siamo milioni di esseri umani in lotta. Noi lavoratori continueremo ad essere i fondamentali produttori di tutta la ricchezza, dovunque e nelle più varie condizioni di sviluppo dei mezzi di produzione. Nulla, in definitiva, cambierà finché altri vivranno del nostro sudore, finché non saremo riusciti a trasformare la società esistente in un’altra società, di tipo superiore.

Quale innovazione, quale rivoluzione tecnico-scientifica, può modificare il  fatto che siamo l’asse principale dell’attuale società? Tutti i progressi scientifici e tecnologici non cambiano assolutamente la natura del proletariato, né il fatto che i mezzi di produzione continuano ad essere nelle mani dei capitalisti. La ricchezza creata dal nostro lavoro è stata e continua ad essere la base materiale di ogni sviluppo tecnico e scientifico.

La lotta di classe non può essere eliminata, e non scomparirà finché esiste la proprietà privata dei mezzi di produzione. Dobbiamo, tuttavia, tener conto di questi progressi tecnici e scientifici, imparare a dominarli, e utilizzarli a beneficio del popolo e della rivoluzione.

«Il movimento proletario è il movimento indipendente dell’enorme maggioranza nell’interesse dell’enorme maggioranza. I proletari non hanno nulla di proprio da salvaguardare; essi hanno soltanto da distruggere tutte le sicurezze private e le guarentigie private finora esistite» (Manifesto del Partito Comunista).

Nessun’altra classe o strato sociale attuale può assolvere questo compito. Esso è il compito del proletariato, che è la classe più rivoluzionaria della società, dotata del più elevato spirito pratico, capace di unire e di dirigere, nella lotta contro il capitale, altre classi e altri strati sociali sfruttati.

Siamo presenti e attivi nell’epoca contemporanea. La classe operaia e i  popoli non hanno cessato per un solo istante di lottare per i propri obbiettivi. Nulla di essenziale è cambiato nella nostra epoca, da quando Lenin l’ha definita. Essa continua ad essere l’epoca dell’imperialismo e delle rivoluzioni proletarie. Tutti i fatti accaduti dopo la Rivoluzione d’Ottobre del 1917 - la seconda guerra mondiale, la sconfitta del fascismo, la liberazione dei paesi coloniali, la rivoluzione cinese, la rivoluzione vietnamita, ecc, i progressi realizzati durante la costruzione del socialismo, la recente offensiva imperialista e l’attuale realtà della lotta dei popoli - confermano le tesi leniniste sull’epoca nella quale viviamo. Le contraddizioni fondamentali sono rimaste le stesse!

Imperialisti e borghesi sferrano violenti attacchi contro il marxismo-leninismo e ne proclamano la morte. Noi domandiamo: se questa teoria è diventata inservibile, perché la attaccano così furiosamente? Perché sanno, in realtà, che essa è viva e attuale. Il marxismo-leninismo si basa sullo sviluppo continuo della conoscenza scientifica, sull’esperienza dello sviluppo sociale e sul pensiero umano progressista. È una teoria rivoluzionaria che rappresenta gli interessi storici del proletariato e di tutta l’umanità; esso avanza in maniera dialettica, supera ostacoli e genera il nuovo. Noi marxisti-leninisti siamo consapevoli di alcune nostre debolezze per quanto riguarda la comprensione, l’applicazione e lo sviluppo del marxismo-leninismo: sono nostri limiti, che supereremo. L’esperienza storica ha dimostrato la validità, l’attualità, la vitalità del marxismo-leninismo. Se esistono delle ideologie decrepite e obsolete, delle teorie che appartengono al passato, esse sono quelle della borghesia. Il marxismo-leninismo è il presente e l’avvenire.

«Ci vuole forse una profonda perspicacia per comprendere che, cambiando le condizioni di vita degli uomini, i loro rapporti sociali, la loro esistenza sociale, cambiano anche le loro concezioni, i loro modi di vedere e le loro idee, in una parola, cambia anche la loro coscienza?

Si parla di idee che rivoluzionano tutta una società; con ciò si esprime soltanto il fatto che in seno alla vecchia società si sono formati gli elementi di una società nuova, che con la dissoluzione dei vecchi rapporti di esistenza procede di pari passo il dissolvimento delle vecchie idee» (Manifesto del Partito Comunista).

In coerenza con i loro interessi di classe, i revisionisti e gli opportunisti di tutte le specie deformano questi enunciati del Manifesto Comunista e ne traggono conclusioni anticomuniste; vogliono conservare le loro posizioni di «grandi dirigenti» e i loro privilegi; vogliono manipolare il movimento operaio e impedire che i lavoratori prendano nelle proprie mani il loro destino: servono, in tal modo, la borghesia e arrecano un grave danno alla classe operaia. Al contrario, noi comunisti lottiamo contro queste deviazioni, respingiamo questi servi della borghesia e aiutiamo la classe operaia a contare sulle proprie forze e ad avanzare.

Il revisionismo rappresenta un pericolo per il processo rivoluzionario, per il Partito Comunista e per la costruzione del socialismo. È assolutamente necessario combattere il revisionismo di ogni specie, e su tutti i terreni. Esso è un pericolo contro il quale non è possibile cessare o indebolire la lotta.

Discutere queste questioni, prendere posizione su di esse, stabilire che cosa occorre fare adesso, è l’inevitabile, necessaria ed urgente lotta ideologica da condurre all’interno del campo rivoluzionario, altrettanto  necessaria dell’offensiva ideologica rivoluzionaria per battere l’attacco della reazione. Nessun comunista, nessun partito di avanguardia della rivoluzione può temere questi confronti di concezioni e di idee. Dobbiamo aprire il dibattito, dobbiamo mettere a confronto idee, analisi, esperienze, lezioni, ragionamenti, per giungere a delle conclusioni che ci permettano di avanzare. I fatti sono testardi, diceva Lenin, e la testardaggine dei fatti ci obbliga ad essere leninisti.

Abbiamo creato i nostri partiti nel fuoco della lotta contro il revisionismo e l’opportunismo, i quali, con la loro degenerazione e il loro tradimento politico, sono stati i principali responsabili dei danni causati al movimento comunista e operaio internazionale.

I partiti comunisti sono strumenti indispensabili per ORGANIZZARE la rivoluzione in ciascuno dei nostri paesi. Come Conferenza Internazionale dei Partiti e Organizzazioni Marxisti-Leninisti, rappresentiamo, tutti insieme, la reale alternativa per la classe operaia e per i popoli. La fiamma della rivoluzione proletaria e la speranza dei popoli sono nelle mani dei comunisti.

«I comunisti lottano per raggiungere gli scopi e gli interessi immediati della classe operaia, ma nel movimento presente rappresentano in pari tempo l’avvenire del movimento stesso» (Manifesto del Partito Comunista).

Noi pensiamo che le masse popolari siano e debbano essere sempre e in ogni campo le protagoniste della storia. Solo quando i partiti comunisti si sono burocratizzati, sono degenerati ideologicamente e hanno perduto il loro carattere di avanguardia rivoluzionaria al servizio della classe operaia e dei popoli, le masse hanno voltato loro le spalle. I proletari e i comunisti, i lavoratori e i popoli non debbono mai rompere i legami che li uniscono. Noi comunisti lottiamo insieme alla classe operaia e ai popoli per i loro interessi; con loro dobbiamo e possiamo conquistare il potere; con loro dobbiamo costruire le varie forme di democrazia popolare, la dittatura del proletariato, lo Stato socialista, costruire il socialismo e procedere oltre.

L’imperialismo è stato, e sempre sarà, fonte di guerre di aggressione e di rapina. Negli ultimi tempi, l’Irak, la Somalia, Panama, lo Yemen, il Ruanda, l’ex Jugoslavia, l’ex Unione Sovietica, Haiti, ecc., sono stati teatri di guerre di aggressione, di guerre razziste, reazionarie. Noi denunciamo il vero carattere di queste guerre. È necessario organizzare e sostenere la mobilitazione popolare contro questa politica imperialista di guerra. I lavoratori, i popoli, i comunisti saranno alla testa di questa lotta.

La rivoluzione esige l’unità e l’azione della classe operaia e dei popoli. Noi comunisti dobbiamo esserne gli artefici. L’unità è una concezione e una pratica che deve svilupparsi. Le alleanze sono necessarie. Per crearle dobbiamo, anzitutto, contare sulle nostre forze, unirci con altre forze, praticare la politica delle alleanze con obbiettivi rivoluzionari. Potremo concludere dei compromessi che non comportino concessioni di principio. Questi compromessi non debbono mai farci dimenticare che la lotta di classe continua.

Lottiamo per la rivoluzione. Rivendichiamo la violenza rivoluzionaria dei popoli come la via per la conquista del potere. Per questo è necessario che noi impariamo ad avvalerci di tutte le forme di lotta.

Riaffermiamo la nostra decisione di mantenere alta la bandiera del marxismo-leninismo, di lottare per la sua applicazione, di trasformare i nostri partiti e organizzazioni in un’alternativa politica, sociale e organizzativa su scala nazionale e internazionale. I nostri partiti e organizzazioni riaffermano la loro decisione di lottare insieme alla classe operaia e ai popoli, insieme ai democratici, ai patrioti e ai progressisti, per contrapporre al dominio capitalistico la lotta per la rivoluzione sociale del proletariato.

Manteniamo vivo lo spirito della Comune di Parigi, della Rivoluzione d’Ottobre, di tutti i processi e le esperienze rivoluzionarie, basandoci sui princîpi elaborati da Marx, Engels, Lenin e Stalin:

«I comunisti sdegnano di nascondere le loro opinioni e le loro intenzioni. Essi dichiarano apertamente che i loro scopi non possono essere raggiunti che con l’abbattimento violento di ogni ordinamento sociale esistente. Tremino pure le classi dominanti davanti a una rivoluzione comunista. I proletari non hanno nulla da perdere in essa fuorché le loro catene. E hanno un mondo da guadagnare».

Proletari e popoli del mondo: la lotta continua. Dinanzi alla nuova ondata di lotte rivoluzionarie che si avvicina, i comunisti, i lavoratori e i popoli debbono esserne i protagonisti. Trasformiamo in fatti la consegna storica di Marx ed Engels:

Proletari di tutti i paesi, unitevi!

Quito (Ecuador), agosto 1994.