SEMPRE PIU’ DETERMINATI NEL COMPLESSO PERCORSO

PER LA RICOSTRUZIONE DEL PARTITO

 

In una fase di rapidi mutamenti del quadro politico interno ed internazionale (citiamo ad esempio l’avvento del governo Prodi e le sue gesta quotidiane, la sempre più tragica situazione in Palestina e in Libano, il coinvolgimento del governo italiano nell’affare CIA, ecc. ecc.), per i comunisti è sempre più duro non disporre dell’ unico organismo in grado di dispiegare tutte le proprie forze in una campagna complessiva di mobilitazione anticapitalista ed antimperialista, che porterebbe con andamento esponenziale le masse proletarie e popolari italiane verso una presa di coscienza generalizzata delle reali contraddizioni di un sistema mondiale sempre più dilaniato e sempre più prossimo a conflagrare.

Questo organismo è evidentemente il Partito Comunista, il Partito del Proletariato d’Italia, lo strumento senza il quale ogni sforzo per la liberazione delle masse popolari dal giogo imperialista non può che risultare vano e velleitario.

Eppure ormai non bastano più le dita di una mano per enumerare i “partitini” presenti sullo scenario politico italiano, nel momento in cui da Rifondazione sortiscono ancora ben due micropartiti.

Quali sono le ragioni di fondo per cui, nella fase in cui in tanti paesi del mondo si procede a rapidi passi verso l’unificazione delle forze comuniste, in Italia procede la disgregazione e la confusione?

Crediamo di avere fornito, nei numeri precedenti della nostra rivista, un’analisi sufficientemente chiara delle deviazioni dal marxismo-leninismo che hanno portato a questa penosa situazione, che dobbiamo avere il coraggio di considerare una (provvisoria) vittoria del nemico di classe.

E la proliferazione dei partitini non sembra aver fine. Nella decomposizione di quell’ equivoco e tardivo frutto del revisionismo che è Rifondazione “Comunista”, i micropartiti nascono  addirittura a due alla volta. Ricci e Ferrando sparano un partito a testa, e, colmo dei colmi, entrambi partiti dichiaratamente trotzkjsti.

 

SEGUE NELLA RIVISTA