Ischia: ennesima strage ambientale

Nella notte fra il 25 e il 26 novembre Ischia è stata il teatro di una vasta frana a seguito di un nubifragio: 8 finora le vittime estratte dal fango (4 i dispersi), centinaia gli sfollati.

Ormai non passa mese in cui non accadono tragedie come quella che ha colpito l’isola.

Non si tratta di fatalità, ma delle inevitabili conseguenze di un sistema socio-economico obsoleto, distruttore del genere umano e dell’ambiente in cui vive, produce e si riproduce.

L’equilibrio naturale del pianeta è sconvolto dalle leggi di funzionamento del capitalismo, il cui scopo è il raggiungimento del profitto a ogni costo, entrando così in conflitto permanente con le leggi della natura.

L’assetto idro-geologico del paese è debole e fragile, dissestato e devastato da decenni di abusivismo edilizio (e condoni), deforestazioni, incuria. Per evitare tragedie come quella che ha colpito la popolazione ischitana, ci vogliono azioni concrete e urgenti di adattamento alla situazione climatica, di prevenzione e mitigazione degli effetti degli eventi atmosferici estremi.

Manutenzione, pulizia degli alvei, messa in sicurezza dei costoni delle montagne e costante monitoraggio del territorio, sono indispensabili per prevenire tragedie. Ma ad Ischia nulla di questo è stato fatto dal 2009, quando si verificò un episodio analogo, ad oggi. La stessa situazione si ripete nel 94% dei comuni italiani a rischio  erosione costiera. Otto milioni di cittadini, specie della classi subalterne, abitano in zone ad alta pericolosità, e la crisi climatica aggrava questa condizione.

La classe dominante non vuole mettere in campo le necessarie risorse umane ed economiche che servono. Al contrario, esse vengono tagliate dai governi borghesi che si succedono a favore delle spese militari e delle sovvenzioni ai monopoli.

Non viene adottata alcuna politica efficace per affrontare le cause e le conseguenze del cambio climatico, non c’è alcun piano nazionale per la messa in sicurezza dei territori, non viene individuato nessun colpevole delle stragi ambientali.

Il capitalismo è barbarie, devastazione e morte. E’ un sistema che frana cercando di trascinare con se la sola classe che lo seppellirà: il proletariato.

Una vera politica di prevenzione, programmazione e stanziamento di risorse e mezzi adeguati si potrà attuare solo con il socialismo, che realizzerà un’organizzazione cosciente della produzione

sociale nella quale si regolerà razionalmente lo scambio materiale fra gli esseri umani e la natura.

Esprimiamo condoglianza e solidarietà alle famiglie ischitane colpite dalla tragedia.

Le drammatiche esperienze di oggi serviranno da insegnamento alla popolazione e grazie alle denunce e all’attività dei comunisti si svilupperà la coscienza rivoluzionaria e di classe.

 

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