Un governo da rovesciare con la lotta operaia e popolare

Comunicato/volantino per le giornate di sciopero e manifestazione del 2 e 3 dicembre 2022

I primi passi del neo-Nato governo Meloni in politica interna ed estera dimostrano che esso è l’erede della linea antioperaia stabilita dai governi precedenti, rendendola ancora più feroce.

Gli obiettivi politici che persegue sono chiari: integrarsi a fondo e proseguire l’offensiva capitalista contro la classe operaia; ritardare il più possibile la ripresa del proletariato e delle masse popolari, sbarrandogli le vie dell’azione e limitando la libertà di manifestazione e partecipazione alle proteste; seguire sino in fondo la politica di guerra decisa dall’imperialismo USA coinvolgendo sempre più il nostro paese nel conflitto in corso in Ucraina, aumentando le spese militari a scapito di quelle sociali.

La politica seguita e i provvedimenti finora adottati da questo gabinetto di estrema destra lo dimostrano ampiamente.

La legge di bilancio, concordata dal governo con la UE e in linea con i “suggerimenti” del FMI e delle agenzie di rating, è impostata sulla difesa degli interessi del grande capitale, dei ricchi, dei mafiosi, che non pagheranno un centesimo e continuano a intascare profitti con lo sfruttamento dei proletari e le speculazioni.

Malgrado il tentativo di nascondere la realtà con la demagogia, la politica economica del governo vassallo di Meloni è totalmente filo-padronale: non si toccano profitti e sovraprofitti, rendite e grandi patrimoni, ma si aumenta la platea della flat tax; niente lotta reale all’evasione, ma sconti fiscali ai padroni; niente aumenti dei salari, ma voucher, riduzione di pensioni e sussidi di disoccupazione; via libera alla corruzione, al lavoro nero, ai traffici della criminalità con i condoni e il rialzo al tetto dell’uso del contante; credito d’imposta, trivelle in mare e rigassificatori per gli interessi dei monopoli dell’energia da fossili e per assicurare prezzi scontati ai padroni, invece di ridurre drasticamente il caro bollette e salvaguardare l’ambiente.

Lo sbandierato taglio al cuneo fiscale è un’elemosina di pochi euro finanziata con la stretta al reddito di cittadinanza e alle spese sociali, specie scuola e sanità pubbliche, mentre si regalano miliardi ai capitalisti con il PNRR e le tassazioni agevolate.

Intanto procede a tenaglia con autonomia differenziale e presidenzialismo con cui procede la divisione di classe e la trasformazione autoritaria dello stato borghese.

Questa politica criminale fa piombare sempre più in basso i lavoratori salariati e i disoccupati, mentre un’esigua minoranza si arricchisce a dismisura. Una politica che comprende l’intensificazione della repressione perché la classe dominante è consapevole che l’antagonismo sociale diverrà più aspro e acuto.

A ciò servono il pretestuoso decreto sui rave, diretto in realtà contro chi organizza le lotte proletarie; il divieto permanente di manifestare sotto Palazzo Chigi e Montecitorio; le manganellate agli operai e agli studenti che protestano, a chi resiste agli sfratti. E per deviare l’attenzione delle masse dai problemi reali riecco il vergognoso attacco ai migranti, mentre sempre più numerosi sono i giovani costretti a emigrare all’estero per trovare lavoro.

In questo scenario, si esprime con scioperi e manifestazioni la volontà di ampi strati operai e popolari di resistere all’offensiva padronale, di lottare per il lavoro e forti aumenti salariali, contro la guerra, ponendo le basi di una più vasta ripresa di classe. Scioperi e manifestazioni – come quelli del 2 e 3 dicembre – vanno sostenuti e valorizzati perché indicano la strada da seguire per cacciare dal potere il governo ultrareazionario di Meloni e tutti i responsabili della politica di sacrifici e di guerra: la lotta e l’unità degli sfruttati e degli oppressi, non le chiacchiere parlamentari delle nullità politiche riformiste, populiste e opportuniste.

E’ compito dei comunisti e degli operai avanzati sviluppare l’organizzazione e l’azione di massa, soprattutto nel proletariato industriale, conducendo la lotta nei suoi tre aspetti principali, politica, economica e ideologica, nella prospettiva della costituzione di un partito indipendente e rivoluzionario, contrapposto a tutti i partiti delle classi possidenti.

Proseguiamo e estendiamo con il fronte unico di classe e i suoi organismi la mobilitazione per il lavoro, il pane, la pace, le libertà operaie, in modo da unire le forze per abbattere l’obsoleto sistema capitalista-imperialista, che genera con qualsiasi governo borghese e piccolo borghese sfruttamento, licenziamenti, miseria dilagante, devastazione ambientale, reazione politica e guerre di rapina. Il futuro si chiama socialismo!

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