Un governo israeliano fascista, ancor più pro-annessione!

Israele ha ufficialmente un nuovo governo dal 29 dicembre. Come facevano presagire i risultati delle elezioni parlamentari (1), questo governo è il più a destra della storia di Israele. Razzisti, terroristi, fascisti, provocatori, artefici e fautori sia della colonizzazione, sia dell’annessione totale dei Territori occupati, corrotti e fraudolenti… i ministri e della sicurezza nazionale, delle finanze e degli insediamenti, o il vice ministro responsabile dell’interno, della salute e delle finanze sono ad immagine di Netanyahu.

Ma altri membri del nuovo governo con affiliazioni “meno estremiste” non sono meno inquietanti, come il nuovo ministro della Difesa Yoav Gallan del Likud e vicino a Netanyahu, ex comandante dell’operazione “Piombo Fuso” nella Striscia di Gaza nel 2005, che ha provocato la morte di 1.440 palestinesi.

Questo carattere del governo riflette la tattica consumata di Netanyahu, che, di fronte al procedimento giudiziario per corruzione al quale è sottoposto, ha cercato la rielezione, stringendo alleanze sempre più a destra, facendo propria la retorica dell’estrema destra sul Grande Israele, l’unico in grado di garantire la “sicurezza di Israele” di fronte alla “minaccia” palestinese e all’Iran. Di conseguenza, la ricolonizzazione di tutti i territori occupati appare come uno dei principali obiettivi del governo.

Ma se all’interno questa radicalizzazione della linea governativa serve a Netanyahu, essa sta cominciando a creare problemi nei rapporti con il suo principale alleato e finanziatore, gli Stati Uniti, così come riguardo la strategia governativa di alleanza con le potenze arabe reazionarie, promossa sotto l’amministrazione di Trump a proposito dei cosiddetti accordi di Abramo.

Queste ultime sono riluttanti a impegnarsi ulteriormente con Israele. Hanno molto da perdere se un nuovo incendio dovesse scoppiare in Palestina considerando il sostegno da parte delle masse popolari arabe che si è espresso con forza durante la Coppa del Mondo di calcio in Qatar. È il caso in particolare dell’Arabia Saudita.

Salah Hamouri espulso

La politica di vessazioni dello Stato israeliano, che conduce una politica di apartheid nei confronti dei palestinesi che lottano per i loro diritti, sta crescendo. L’espulsione dell’avvocato franco-palestinese Salah Hamouri, attivista di Addameer, un’associazione palestinese per i diritti dei palestinesi, ne è un forte segnale. (2) L’ex ministro della Giustizia israeliano Ayelet Shaked ha dichiarato: “È un risultato straordinario il fatto di essere stato in grado di sollecitare la sua espulsione poco prima della fine del mio mandato”. È il culmine di anni di vessazioni giudiziarie e poliziesche per costringere l’attivista a lasciare Gerusalemme e il suo paese. Salah Hamouri ha trascorso quasi dieci anni in prigione, di cui recentemente due e mezzo sotto il regime di detenzione amministrativa.

Gli era già stata offerta la possibilità di annullare la sua condanna in cambio del suo definitivo esilio in Francia, un accordo spregevole che aveva rifiutato. La sua espulsione definitiva rappresenta una preoccupante novità nell’arsenale di mezzi messi in atto da Israele per svuotare la Palestina dei suoi combattenti, soprattutto perché ci sono state solo poche parole di critica da parte delle autorità francesi. Il popolo palestinese, sia nei territori occupati, in Israele, in esilio nei campi o rinchiuso nelle carceri israeliane, non smetterà mai di lottare per i propri diritti nazionali, sociali e politici. Ha bisogno del nostro sostegno più che mai.

“Carrefour” complice della colonizzazione

Questo sostegno include la denuncia della complicità di alcune grandi aziende francesi con la colonizzazione per far cessare la loro cooperazione commerciale con le aziende che partecipano alla colonizzazione come nel caso di Orange alcuni anni fa. Una nuova campagna rivolta al gruppo Carrefour ha avuto appena inizio, come abbiamo riportato su La Forge del dicembre 2022.

Volantinaggi dinanzi ai principali centri commerciali Carrefour nella regione parigina (Nanterre, Montreuil o Montigny-le-Bretonneux) o in varie città di provincia sono stati fatti per denunciare “i pericolosi legami di Carrefour con la colonizzazione israeliana”. Noi vi abbiamo partecipato. È un modo per informare diffusamente sulla politica di apartheid di Israele e per far firmare ai passanti spesso solidali la petizione o le lettere standard che verranno inviate alla direzione del gruppo.

Pubblicato su La Forge, n. 646 – gennaio 2023, Organo centrale del Partito Comunista degli Operai di Francia – PCOF

Note:

  1. L’ex primo ministro Netanyahu ha vinto le elezioni del primo novembre 2012 alla testa di un’alleanza che ha conquistato 64 dei 120 seggi della Knesset, il parlamento monocamerale di Israele. Sotto processo per corruzione, “Bibi” ha trovato alleati nell’estrema destra fomentatrice dell’odio razziale contro i palestinesi e gli arabo islamici. (NdR)
  2. La politica delle espulsioni prosegue: il 16 gennaio la compagna Stefania di Pisa, da alcuni mesi impegnata in progetti di solidarietà internazionale nel campo profughi di Dheisheh a Betlemme, è stata espulsa dopo essere stata brutalmente arrestata e picchiata. Nell’operazione le forze sioniste hanno assassinato un giovane palestinese e danneggiato diverse case. Alla compagna va la nostra piena solidarietà. Sosteniamo la lotta di tutte le forze che si battono su fronti diversi contro l’occupante sionista, l’imperialismo e i loro servi. (NdR)

 

 

 

 

 

 

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