PER USCIRE DALLA CRISI:
LA CLASSE OPERAIA DEVE GOVERNARE!
La crisi
economica, fenomeno inevitabile nel capitalismo, si aggrava ogni giorno di più.
Il numero dei senza lavoro, dei senza salario, dei
senza tetto, di chi non può curarsi aumenta. Nel contempo aumentano i ritmi di
lavoro e gli infortuni per chi rimane in produzione. E il peggio deve ancora
arrivare.
Quale
affidamento può dare ai lavoratori il governo Berlusconi?
Nessuno. Il suo programma è chiaro: utilizzare i fondi pubblici per aiutare i
monopoli a mantenere i loro profitti e scaricare tutto il peso della crisi
sulle spalle della classe operaia e degli altri lavoratori.
Per
questo si vuole ridurre ancora il salario, distruggere i CCNL, innalzare l’età
pensionabile, estendere flessibilità e precariato, etc.,
usando lo strumento degli accordi separati con i vertici sindacali collaborazionisti.
Non v’è dubbio. Approfittando vigliaccamente della crisi ci colpiscono
alle spalle per impoverirci, dividerci ed indebolirci di più. Vogliono
liquidare i nostri diritti (per primo quello di sciopero) per creare un regime
reazionario che garantisca profitti e privilegi ad una minoranza insaziabile e corrotta.
Hanno però fatto i conti senza l’oste. Le
conseguenze della crisi inaspriscono i contrasti di classe. Cresce il
malcontento e la protesta delle masse lavoratrici. Lo sciopero odierno esprime
la volontà di lotta e di unità della classe operaia e dei suoi alleati, ed è il
presupposto di una ripresa di classe che deve svilupparsi impattando
frontalmente con la realtà politica attuale.
Siamo chiamati a serrare le nostre file e a dar vita ad una
mobilitazione ancor più incisiva e determinata, per respingere l’accordo “della
complicità” e affrontare un’offensiva capitalista che sarà pesante.
Per questo è necessario:
Solo con l’unità di lotta delle larghe
masse sotto la direzione della classe operaia si potranno ottenere
miglioramenti e battere nelle fabbriche e nelle piazze il governo Berlusconi.
Un’unità che si deve concretizzare in organismi unitari
di classe ed esprimersi nell’azione comune contro il potere capitalista, per
aprire la strada ad un GOVERNO
OPERAIO
che non s’inchini all’altare del profitto, ma sia deciso a porre fine alle
ingiustizie e alle violenze di un sistema che produce crisi, miseria e guerre.
La questione chiave è la direzione politica delle lotte e la
prospettiva da seguire: il superamento rivoluzionario del capitalismo, per
conquistare un sistema alternativo, che assicuri lavoro e
sicurezza sociale a tutti. Questo sistema SI CHIAMA SOCIALISMO!
Per farla finita con la dittatura
del capitale e le sue devastanti crisi, per conquistare la democrazia dei
lavoratori, è dunque indispensabile la lotta politica da parte del proletariato
e dei suoi alleati, condotta grazie al partito
comunista.
Questo partito,
basato sul marxismo-leninismo, è il fattore politico organizzato di cui
necessita la classe operaia per affermare i propri interessi generali. Perciò
chiamiamo tutti i comunisti, i sinceri rivoluzionari e i lavoratori coscienti a
compiere i passi necessari per ricostruirlo, rompendo decisamente con l’opportunismo
e rafforzando le nostre posizioni.
AVANTI COL FRONTE UNICO ANTICAPITALISTA!
VIA DAL POTERE BERLUSCONI E I SUOI COMPLICI!
Sabato 28 feb., h. 16,30 Sesto S.Giovanni
(MI) CPO “La Fucina”,Via Falck 44 - MM1 Sesto FS
- “La crisi capitalista e le
proposte dei comunisti”
Piattaforma Comunista
ASSEMBLEA PUBBLICA
PARTECIPATE!