TFR, PENSIONI: RESPINGIAMO NEI POSTI
DI LAVORO, NELLE ASSEMBLEE, NELLE PIAZZE, L’ENNESIMA
FREGATURA!
Le pensioni degli operai e degli
altri lavoratori sono di nuovo sotto tiro. Già nella Finanziaria si è compiuto
un intervento pesante con il trasferimento del TFR ai fondi pensioni. La manovra
ha dato il senso della operazione più complessiva sul sistema previdenziale,
cioè la progressiva riduzione del peso della pensione pubblica a favore di un
sostanzioso rafforzamento della pensione integrativa.
Contemporaneamente il governo
Prodi-DAlema,
Si è passati quindi dalla padella
dello scalone di Maroni alla brace delle proposte di
Damiano, che di fatto introduce l’allungamento dell’età
lavorativa attraverso le sforbiciate del “disincentivo” ed il passaggio al
sistema contributivo per tutti.
Sul capitolo pensioni la linea
del governo Prodi-D’Alema è chiarissima:
fare cassa giocando sui requisiti (rendimenti ed età pensionabile) e spianare la
strada al definitivo smantellamento della previdenza pubblica in favore delle
pensioni integrative.
Di fronte a questo scenario il
malcontento della massa dei lavoratori è ben percepibile: “Abbiamo già dato,
basta con i sacrifici!”. In parecchi hanno capito che i ritornelli usati dal
governo in carica (“dobbiamo fare un sistema che regga nel futuro, dobbiamo
intervenire oggi per non intervenire domani”) sono identici a quelli del governo
Berlusconi. In aggiunta Prodi
e soci aggiungono un po’ di demagogia: “la pensione come scelta”, “l’interesse
all’allungamento della vita lavorativa”, ecc.
Per rispondere a questa nuova
aggressione, dobbiamo avere ben chiaro il da farsi, ma prima di tutto è bene
rinfrescare la memoria.
Breve storia delle truffe
subite
Si parla di pensioni, di età
pensionabile, di costi del sistema, come se negli ultimi quindici anni non ci
siano state molteplici controriforme delle pensioni, compiute tanto dal
centro-sinistra quanto dal centro-destra, che hanno intaccato profondamente il
sistema previdenziale pubblico, peggiorando drammaticamente le condizioni degli
occupati e dei pensionati.
Il governo Amato nel
Il primo governo Berlusconi nel
Il governo Dini nel
Il primo
governo Prodi nel
Il governo Berlusconi nel
Oltre queste riforme dai primi anni novanta ad oggi ci sono stati quasi quaranta interventi e disposizioni varie sulle pensioni. Circa 300 mila miliardi di vecchie lire che sono stati prelevati dalle tasche dei lavoratori. Il risultato è che con la piena applicazione delle controriforme susseguitesi fino ad oggi, per i lavoratori dipendenti «regolari» la copertura pensionistica del sistema pubblico si riduce di 20-30 punti percentuali rispetto all’ultima retribuzione. Lasciando il lavoro a 60 anni, con 35 anni di contributi, si prende orami una pensione inferiore al 50% dell’ultima retribuzione!
SEGUE NELLA
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