PER UN 25 APRILE ROSSO E
PROLETARIO
Il 25 Aprile 1945, con la discesa dei partigiani in armi a
liberare le città dalla ferocia nazifascista, è il punto
di arrivo di anni ed anni di resistenza proletaria e di lotte eroiche contro la
dittatura dei latifondisti e degli industriali, un risultato reso possibile
dalle esperienze acquisite con la partecipazione internazionalista alla guerra
di Spagna e con l’organizzazione degli scioperi del marzo 1943.
Il prezzo in vite umane, anni di galera, confino e sacrifici che i
proletari hanno pagato, primi tra loro i comunisti, per riannodare le fila dopo
ogni ondata repressiva, è stato altissimo: di sicuro l’hanno fatto pensando che
il giorno della Liberazione sarebbe stato solamente una tappa nel processo di
emancipazione della classe operaia e dei lavoratori e che non sarebbero stati
costretti, come poi è stato, a riconsegnare il potere nelle mani di quella
stessa borghesia, ripulita e resa presentabile dalla camicia bianca anziché
nera, che aveva finanziato i fascisti.
Ogni speranza di trasformazione sociale venne
presto soffocata, i fascisti liberati ed i partigiani incarcerati; gli anni che
seguirono furono anni di dure lotte, non
solo economiche ma anche antifasciste ed antimperialiste, represse duramente
dall’apparato dello Stato democratico con centinaia di proletari assassinati nelle
piazze, da Reggio Emilia, ad Avola, a Battipaglia fino ad arrivare al G8 di Genova.
CHI NON HA MEMORIA NON HA
FUTURO
Ancora oggi ci ritroviamo a difendere i nostri diritti contro i governi, di centro destra o di centro sinistra che siano,
che attraverso le loro ricette liberiste in campo sociale ed economico
scaricano la crisi sulle spalle dei lavoratori e, attraverso la guerra, aprono
nuovi mercati all’imperialismo, non ultimo quello italiano.
La guerra permanente e preventiva è diventata il paradigma sul
quale si fonda e si costituisce il nuovo ordine mondiale. Una guerra che si impone su due livelli: un fronte esterno che colpisce
le popolazioni civili dei paesi più poveri, ma ricchi di materie prime, e un
fronte interno che ha come obiettivo la riduzione dei diritti, degli spazi di
libertà e l’abbattimento del costo del lavoro per finanziare le imprese
criminali dello stato borghese.
Contrari ad ogni tentativo di riconciliazione e fermamente decisi
a contrastare la logica revisionista di chi vuole
mettere sullo stesso piano vittime e carnefici, noi, lavoratori comunisti, cerchiamo
oggi di ricostruire quel filo rosso che lega le attuali forme di resistenza sociale
alle lotte di chi, eroicamente, ci ha preceduto.
ORA, SEMPRE E OVUNQUE RESISTENZA !
COORDINAMENTO LAVORATORI COMUNISTI