RESPINGIAMO L’ACCORDO SU PENSIONI E WELFARE!

   

Come da tradizione, la borghesia imperialista ed il suo comitato d’affari di Palazzo Chigi hanno approfittato dell’estate per sferrare un doppio attacco alle condizioni di lavoro e di vita delle masse popolari.

Nello scorso luglio, infatti, il governo Prodi (una congrega che assomiglia sempre più ai “ladri di Pisa” che di giorno litigano e di notte si mettono d’accordo per fregare i lavoratori) ha varato il nuovo “maxi-accordo” fra le parti sociali – in realtà la “parte” è una sola, quella borghese - che comprende  previdenza,  mercato del lavoro e contrattazione, e welfare.

Questo accordo è l’ennesima fregatura per operai e pensionati in quanto comprende:

a) da un lato la finta abolizione dello scalone, delle finestre e dell’esenzione per i lavori usuranti, dall’altro il vero innalzamento dell’età pensionistica e il ribasso dei coefficienti ogni tre anni, peggiorando di fatto la stessa legge Maroni;

b) il mantenimento (ed anzi il rafforzamento nelle sue parti essenziali) della Legge 30, dello “staff leasing” (in pratica del caporalato), del lavoro straordinario. Il tutto in cambio di qualche briciola sul fronte “assistenziale”.

Questo duplice attacco è parte di una più vasta offensiva che serve a scaricare la crisi del sistema capitalista sulle spalle delle masse operaie e popolari, per cercare di risollevare i profitti.

Allo stesso tempo però evidenzia anche una contraddizione sociale ormai insostenibile. Più il proletariato produce ricchezza, più esso è condannato a lavorare più a lungo ed a vedere peggiorate le sue condizioni di vita; più le masse lavoratrici creano le basi materiali per poter godere di un maggior benessere, più questo benessere è accaparrato da una minoranza di parassiti.

Di fronte a questa nuova dura offensiva – che ha costretto persino il vertice riformista della FIOM ad opporsi per non perdere il legame con le tute blu - la risposta chiaramente non può stare solo nell’esprimere la nostra contrarietà all’accordo nella consultazione prevista per il 7-8-9 ottobre. Deve stare soprattutto nella lotta diretta ed immediata nelle piazze, negli scioperi di massa, nello Sciopero generale che dobbiamo costruire dal basso, senza accordare nessuna fiducia alle manovre parlamentari.

Abbandoniamo le illusioni: qualsiasi miglioramento si potrà verificare solo come conseguenza della lotta dura ed indipendente della classe operaia. Facciamo carta straccia di questo accordo vergognoso! Costruiamo una vera piattaforma di lotta imperniata sui genuini interessi della classe operaia.