Il capitale specula su ogni aspetto della nostra vita!

 

Dopo le ferrovie, dopo le poste, dopo l'Alitalia, dopo le tante altre privatizzazioni compiute dai vari governi borghesi che si sono succeduti negli ultimi anni, il governo Berlusconi - e la maggioranza parlamentare prona ai suoi voleri - hanno privatizzato adesso anche l'acqua, il nostro bene primario assoluto!

 Nelle mani di capitalisti speculatori che faranno di questo bene prezioso uno strumento di lucro che andrà ad impinguare i loro profitti, l'acqua costerà alle famiglie dei lavoratori italiani più di quanto già costano il gas e la luce. Il rischio concreto è un aumento medio del 30 per cento delle tariffe.

E i controlli sull'erogazione dell'acqua? Essi dovrebbero essere gestiti in modo assoluto dallo Stato, perché la rete idrica italiana presenta gravi  problemi di manutenzione. E' facile capire, invece, che in Sicilia sarà la mafia a metterci sopra le mani. E nelle altre regioni?

La privatizzazione dell'acqua è un vero e proprio attentato alla salute pubblica. Una nuova conferma che, nel quadro dello Stato borghese, nel quadro della democrazia borghese, ogni governo non è altro che «il comitato d'affari» della borghesia dominante. I giornali, dopo l'approvazione del decreto Ronchi sull'acqua, hanno riportato questo significativo commento di un lavoratore: «A quando la privatizzazione anche dell'aria che respiriamo?» Ogni operaio, ogni lavoratore cosciente, proprio a partire dalla sua quotidiana esperienza si renderà conto sempre di più che tutti i problemi vitali della sua esistenza potranno essere risolti solo in una società non più basata sul profitto capitalistico: la società socialista.

 

Novembre 2009                                      Piattaforma Comunista