Insediato il nuovo governo Berlusconi.
Un commento.
Ciò che ha colpito tutti gli
osservatori è la fulminea rapidità con cui si è svolto il «rito» delle
consultazioni e l'insediamento del nuovo premier a Palazzo Chigi.
Nessuna accettazione «con riserva», secondo la prassi istituzionale
consolidata. Berlusconi, subito dopo aver
ricevuto l'incarico dal Capo dello Stato (che aveva avuto in precedenza con lui
due colloqui «informali» del tutto irrituali), è
uscito leggendo la lista dei ministri che, al momento del conferimento
dell'incarico, aveva già in tasca. E Napolitano si è
compiaciuto per la mancanza di «lungaggini» che ha caratterizzato tutta la
faccenda! «Un uomo solo al comando«, un «governo proprietario» (come hanno
titolato giustamente alcuni giornali), tagliato su misura per Berlusconi, padrone assoluto della nuova compagine
governativa, formata da soli 20 dicasteri (
I nomi? Tremonti
all'Economia, l'uomo dei condoni agli evasori fiscali e agli speculatori
edilizi che, qualche anno fa, regalò ai ricchi l'abolizione dell'imposta sulle
successioni e oggi annuncia ai lavoratori nuovi «sacrifici». Sacconi al Welfare, autore - con Marco Biagi
- di quel «Libro Bianco sul lavoroo» che spianò la
strada alla legge 30 e alla sempre più selvaggia proliferazione del
lavoro precario. Alla Giustizia Alfano, lo stretto amico di quel Dell'Utri che è stato condannato a 9 anni di reclusione per
concorso esterno in associazione mafiosa. Maroni,
agli Interni, sta preparando un maxi-decreto forcaiolo
per inasprire le pene e le espulsioni nei confronti degli immigrati. Alla
Difesa c'è
Dobbiamo prepararci tutti a dure
lotte. Non siamo soltanto in presenza di un governo
di destra che si appresta a sferrare un violento attacco alla classe operaia e
alle masse popolari, ma - come dimostrano i recenti avvenimenti -
assistiamo, sul piano istituzionale, a un lento, ma evidente trapasso da una
democrazia autoritaria a un'oligarchia elettiva.
11 maggio 2008 Piattaforma Comunista