DALLA CINA CON FURORE

 

La notizia della rivolta operaia di Tonghua, nel Nor­dest della Cina, ha fatto rapidamente il giro del mondo. La combattività e la risolutezza della massa degli operai cinesi, dopo aver impedito l’intervento poliziesco ed inferto una durissima punizione al dirigente di un’azienda statale dell’accia­io (che accumulava fortune sullo sfruttamento e le disgrazie dei proletari), hanno anche determinato l’annullamento del piano di fusione che comportava migliaia di licenziamenti.

Un episodio non isolato, come sono costrette ad ammettere le fonti di agenzia.

I borghesi e le anime belle al loro seguito, già turbati di fronte ai sequestri dei manager in Francia, ora avranno sonni più agitati. Questo è il vero contagio che temono, altro che influenza A!

Gli avvenimenti odierni sono ricchi di insegnamenti. Soprattutto per quei proletari che ancora si illudono che con burocrati sindacali, fasce tricolori e vescovi alla loro testa si possa ottenere qualcosa.

Quando nella produzione capitalistica la questione della salvaguardia del posto di lavoro si presenta sotto forma di lotta aperta fra la classe dei capitalisti e la classe operaia, come sempre fra uguali diritti decide la forza.

E questa forza oggi ricomincia ad essere usata anche dagli operai, in maniera sempre più organizzata. Le ventate che si sono alzate in Francia e in Cina sono solo l’avvisaglia delle prossime tempeste, causate dalla profondissima crisi che scuote il mondo capitalista-imperialista, in cui si porrà di nuovo l’alternativa: dittatura della borghesia o dittatura del proletariato?

La classe operaia ha le migliori prospettive di successo nella lotta contro i capitalisti, nella misura in cui si unisce e indirizza la sua lotta non contro gli effetti della crisi economica che subisce quotidianamente, ma contro la causa: il sistema di sfruttamento capitalista. Un sistema che da tempo ha generato le condizioni materiali e le forme sociali necessarie per una completa ricostruzione economica, sociale, culturale, morale, della società.

E la rivoluzione sociale arriverà prima possibile, in modo cosciente e con meno sacrifici, se gli operai disporranno del loro reparto avanzato, che ha scritto sulla rossa bandiera "Soppressione del sistema del lavoro salariato": il Partito comunista.

La combinazione del socialismo scientifico col movimento operaio è il compito all’ordine del giorno.

 

27 luglio 2009                                                                       Piattaforma Comunista