MITOMANI O PROVOCATORI DI STATO?

 

Qualsiasi proletario cosciente che abbia letto il documento firmato dai cosiddetti NAT, ampiamente pubblicizzato dai media borghesi e riformisti (ad es. “l’Unità” lo ha pubblicato integralmente), si è posto una semplice domanda: si tratta del delirio di qualche mitomane in cerca di notorietà a buon mercato o di una provocazione degli apparati statali?

Gli sviluppi ci forniranno elementi per sciogliere questo enigma. Intanto una cosa è certa. Gli anonimi estensori del documento a cui la classe dominante offre tanto spazio – al contrario dei numerosi comunicati e volantini redatti dagli operai in lotta e dagli autentici comunisti che vengono sistematicamente censurati -  non hanno nulla a che vedere con il marxismo, con il leninismo, con il socialismo proletario.

Costoro infatti, non esprimono un’analisi materialista della società e della situazione concreta, sono lontani anni luce dalla concezione leninista dello stato, non si battono per costruire un vero partito comunista, non vogliono la conquista del potere da parte della classe operaia e dei suoi alleati, non aspirano ad una società senza sfruttamento.

Qual è allora il loro programma? Una sorta di economicismo armato, completamente slegato dalle lotte e da una prospettiva politica rivoluzionaria, che dimostra solo un pessimismo ed una profonda sfiducia nelle capacità organiche masse, a  cui vorrebbero sostituirsi. Non a caso Lenin ha evidenziato nel Che fare? il legame intrinseco fra economismo e terrorismo.

Di chi fa il gioco questo spontaneismo armato, questo metodo incapace di dare il benché minimo fastidio all’avversario, del tutto estraneo ad una strategia rivoluzionaria? Evidentemente non del proletariato, di cui mira a paralizzare l'azione, ma dei suoi nemici, in primo luogo del governo reazionario di Berlusconi. Non a caso gli è stata offerta così ampia pubblicità, condita dalla notizia delle notti passate per sicurezza (immaginiamo con quale compagnia) a Palazzo Grazioli.

E' necessario che i veri rivoluzionari non si lascino attirare da vuoti proclami che fanno comodo solo a chi vuole indurire la stretta autoritaria, comprendendo quali sono i compiti politici principali e fondamentali che oggi abbiamo di fronte.

La “risposta straordinaria” che oggi gli elementi migliori del proletariato, i giovani che vogliono farla finita con questo marcio sistema, devono dare si chiama ricostruzione del partito comunista, per costruire un'organizzazione combattiva, capace di dirigere un movimento di massa rivoluzionario.

La discriminante che deve affermarsi per raggiungere questo obiettivo si chiama marxismo-leninismo.

16 novembre 2009

Piattaforma Comunista