L'ITALIA È GIÀ UN PAESE FASCISTA? ANCORA NO, MA LA STRADA DI UN REGIME ULTRAREAZIONARIO VIENE GIÀ PERCORSA A LARGHI PASSI DAL GOVERNO BERLUSCONI!

 

Con l'approvazione alla Camera, il 13 maggio, del disegno di legge liberticida che porta il nome del ministro Maroni (e che sarà sicuramente approvato anche dal Senato) sono state introdotte nel nostro ordinamento le «associazioni di volontari» per la sicurezza, le cosiddette «ronde» (già precedute, in ordine di tempo, dalle «ronde padane» organizzate dalle camicie verdi della Lega di Bossi nelle regioni del Norditalia dove essa spadroneggia).

Un'assoluta novità la legge Maroni? Non proprio.

Con il regio decreto 14 gennaio 1923 n. 31 (Istituzione di una milizia volontaria per la sicurezza nazionale) e con i due successivi regi decreti 8 marzo 1923 n. 831 (Regolamento di disciplina per la milizia volontaria per la sicurezza nazionale) e 8 marzo 1923 n. 832 (Norme per la costituzione, la formazione, il funzionamento e le chiamate della milizia volontaria per la sicurezza nazionale) il regime fascista aveva già provveduto in merito.

Secondo l'art. 2 del decreto istitutivo, la milizia «provvede, in concorso coi corpi armati per la pubblica sicurezza e col regio esercito, a mantenere all'interno l'ordine pubblico»; «il reclutamento è volontario» (art.4), ed essa «presta servizio gratuito» (art. 6); «le spese per l'istituzione e il funzionamento della milizia per la sicurezza nazionale sono a carico del bilancio del Ministero dell'Interno» (art. 8).

Quante coincidenze, non è vero?

Certo, le associazioni volontarie per la sicurezza così fortemente volute da Maroni e da Berlusconi non sono esattamente la stessa cosa di quelle del «ventennio» mussoliniano. La storia non si ripete mai due volte allo stesso modo.

Ma una cosa è sicura. La finalità generale della nuova legge Maroni è la stessa che ispirò i provvedimenti fascisti: associare alle forze istituzionali preposte al mantenimento del cosiddetto «ordine pubblico» gruppi di civili (ma quali?) a cui tali funzioni non dovrebbero assolutamente competere.

Da chi saranno formate queste nuove «ronde»? Chi saranno questi veri o presunti «volontari»? Già Marx aveva stigmatizzato, al tempo suo, la «società del 10 dicembre», creata in Francia da Napoleone III e formata da  gruppi di sottoproletari e di disperati che facevano da picchiatori nelle pubbliche riunioni in favore dell'imperatore.

In Italia, contro il nuovo «imperatore» del nostro tempo la lotta deve diventare sempre più dura e consapevole, ed è la classe operaia rivoluzionaria e i comunisti che debbono dirigerla.

 

Abbattere il governo Berlusconi!  Per un governo operaio!

 

15 maggio 2009                                                 PIATTAFORMA COMUNISTA