AL 9
NOVEMBRE DELLA BORGHESIA REAZIONARIA
CONTRAPPONIAMO
IL 7 NOVEMBRE
DEL PROLETARIATO RIVOLUZIONARIO
La campagna anticomunista,
condotta dalla borghesia reazionaria e dal governo Berlusconi, nei mesi scorsi
è andata sempre più intensificandosi, in particolare con l’istituzione del 9
novembre, giorno della caduta del muro di Berlino, come “festa nazionale della
libertà”.
Si tratta di una ricorrenza
ipocrita, di un atto politico provocatorio, di una farsa di regime utilizzata
per fare propaganda alle forze reazionarie, antidemocratiche e fasciste; per
fomentare le guerre d’aggressione e di rapina condotte dall’imperialismo in
nome della “libertà e della democrazia”; per puntellare il dominio del grande
capitale sulla classe operaia e sui popoli e portare avanti il massacro
sociale.
Gli sfruttatori dei lavoratori,
gli oppressori dei popoli decantino pure la loro libertà di affamare, di
spogliare, di ridurre in miseria gli operai. Celebrino la reintegrazione
neocolonialista dell’est europeo sotto le loro grinfie. Facciano del 9 novembre
un’occasione per coprire di maledizioni, di ingiurie, di beffe la lotta per
liberazione dell’umanità dal giogo del capitale e dalle guerre imperialiste.
Vomitino tutto il loro odio verso i primi tentativi di costruzione di un altro
mondo.
Ma non si illudano che con il
crollo del revisionismo e la completa restaurazione del capitalismo sia scomparsa
la lotta di classe, sia venuto meno il comunismo come movimento reale. Finché
esisterà lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, finché il capitalismo distruggerà
l’esistenza umana e l’ambiente naturale, finché l’imperialismo opprimerà i
popoli e le nazioni, la rivoluzione proletaria, il socialismo ed il comunismo
rappresenteranno per miliardi di lavoratori l’unica alternativa in grado di
trasformare la società attuale. E perciò essi saranno disposti a lottare
coraggiosamente al fine di liberarsi una volta per tutte.
Ad ogni classe le sue feste!
Nostro dovere è mettere di fronte all’ipocrita celebrazione del 9 novembre
borghese il glorioso 7 novembre del proletariato, giorno della vittoria della
Rivoluzione Socialista d’Ottobre.
Il 7 novembre 1917 rappresenta un
cambiamento radicale nella storia dell’umanità, mostra il passaggio dal vecchio
mondo capitalista al nuovo mondo socialista. Per la prima volta la classe degli
schiavi salariati, ponendosi alla testa di tutti gli oppressi, divenne classe
egemone, offrendo un esempio, luminoso e ripetibile, ai proletari ed alle masse
popolari di tutti i paesi e di tutte le epoche.
Oggi, a distanza di decenni,
quell’esperienza che ha spazzato via il mito dell’indistruttibilità dell’ordine
borghese, mettendo in discussione l’esistenza del capitalismo come sistema e
costituendo la prima tappa della rivoluzione mondiale, è di estrema attualità!
Quanto più ci allontaniamo da
quel grande giorno, quanto più riflettiamo sulle lezioni del passato, tanto più
chiaro diviene il significato della rivoluzione proletaria e tanto più
intensamente emerge la necessità di costruire, sulle rovine del capitalismo,
un’altra società di tipo superiore, socialista.
Lottare per strappare il potere
politico alla borghesia imperialista, questo è il compito che sta davanti alla
classe operaia ed ai suoi alleati.
Riaffermiamo la nostra volontà di
combattere la borghesia imperialista e di costruire il socialismo!
Celebriamo la gloriosa
Rivoluzione d’Ottobre, perché possa essere d’esempio alle prossime Rivoluzioni
Socialiste del XXI secolo!