Elezioni politiche in Germania:

LA SCONFITTA DEI SOCIALDEMOCRATICI

 

Il tonfo elettorale dei socialdemocratici nelle recenti elezioni tedesche è un avvenimento politico che avrà ripercussioni in tutto il continente. La SPD ha perso circa il 12% dei voti, raggiungendo il minimo storico degli ultimi sessanta anni. Parte della sua base tradizionale si è astenuta, altri hanno votato per gli opportunisti della “Linke”, capeggiati da Lafontaine (ex ministro delle Finanze) o per i Verdi, mentre la componente di destra si è schierata con i liberali.

Qual è il significato di tale sconfitta? Che ruolo assumerà la socialdemocrazia in Germania e in Europa?

Il tracollo elettorale della SPD è conseguenza dell’esaurirsi dei presupposti economici delle politiche redistributive proprie del riformismo, e riflette la polarizzazione sociale che sta avvenendo sotto i colpi della crisi.

I lavoratori, sulle cui spalle sono scaricate le conseguenze della crisi capitalistica, hanno girato le spalle ai socialdemocratici che per quattro anni sono stati al governo con Merkel, appoggiando tutte le iniziative a favore dei monopoli.

Nella crisi la socialdemocrazia ha dimostrato alla classe operaia tedesca tutta la sua impotenza e il suo servilismo, mascherati con la solita demagogia della “regolazione” di un sistema fallimentare.

Sbagliano quelli che pensano che adesso il vecchio partito socialdemocratico si sposterà a sinistra.

Quanto più si acutizzerà la crisi capitalistica, tanto più la socialdemocrazia - vera e propria agenzia del capitalismo tra i lavoratori -  svilupperà il suo ruolo di copertura della politica borghese volta a peggiorare la condizione delle masse e a fascistizzare l’apparato statale, a reprimere la classe operaia in nome della difesa del sistema imperialista. Di conseguenza si svilupperà una crisi sempre più profonda nel rapporto con i lavoratori sfruttati (come testimonia in Italia lo scollamento sociale del PD).

Allo stesso tempo si evidenzierà meglio anche la funzione svolta dalla “sinistra radicale”, che con i suoi fumosi progetti di “alternativa di sistema”, vuoti di ogni contenuto rivoluzionario, illude ancora strati non secondari di lavoratori e rappresenta uno degli ostacoli per la costruzione di autentici partiti comunisti (si veda in Italia il ruolo svolto dal gruppo dirigente di Rifondazione e del PCdI).

La socialdemocrazia, in tutte sue varianti di destra e di sinistra, è uno dei principali sostegni sociali della dittatura borghese. In tutte le tappe fondamentali dello sviluppo della lotta di classe si è sempre schierata con i padroni e contro il proletariato. I comunisti, lottando contro la socialdemocrazia dimostrano ai lavoratori sfruttati che il fallimento storico del riformismo è inevitabile.

Nostro compito è attirare questi lavoratori a lottare assieme in un solo fronte per respingere l’offensiva capitalista e combattere la reazione politica. All’interno delle lotte le masse lavoratrici si libereranno sempre più dall’influenza socialdemocratica e si rafforzerà il processo di ricostruzione di forti partiti comunisti basati sul marxismo-leninismo.

29 settembre 2009                  Piattaforma Comunista