Riceviamo e
pubblichiamo. Trasformiamo le 2 h. di sciopero previste per venerdì 14/12 in
una giornata di sciopero e di lotta in tutti i posti di lavoro, contro lo sfruttamento
capitalistico e le sue micidiali conseguenze!
STRAGE ALLA THYSSENKRUPP
DI TORINO: IL COSTO DEL PROFITTO
4
operai morti, bruciati vivi, altri 3 in condizioni gravissime con ustioni
sul 90% del corpo; altri, più “fortunati” se la sono cavata solo con qualche
bruciatura.
Nella
fabbrica il padrone, con la complicità dei sindacati confederali, aveva imposto
turni di lavoro di 12 ore. Alcuni degli operai uccisi lavoravano con 4 ore di
straordinario alle spalle.
Nella
fabbrica in smobilitazione, destinata a chiudere a settembre, si risparmiava sulla manutenzione e
sulla sicurezza. Spremendo dai 200 operai rimasti la produzione che fino a
luglio era fatta da 385, la multinazionale ThyssenKrupp
incrementava i
propri profitti con turni anche di 16 ore.
Questo
ennesimo “incidente” ha colpito l’opinione pubblica per le modalità con cui è
avvenuta: operai bruciati vivi come se fossimo ancora nell’800.
Questa, invece, è la “modernità” del capitalismo.
Da
sempre per il
capitale gli investimenti devono servire ad aumentare i profitti e ciò che non
rende è capitale “morto”. Muoiano quindi pure gli operai pur di non spendere
qualche euro in più in prevenzione e sicurezza.
Ora
tutti piangono lacrime di coccodrillo. I
padroni, definendo questa ennesima strage un “fatale incidente”; i politici borghesi parlando di “piaga
inaccettabile” ma dimenticando di dire che nel 2006, mettendo nell’indulto
l’omicidio colposo per cause di lavoro, hanno garantito l’impunità ai padroni e
ai loro dirigenti; i sindacati confederali, che accettano
come legittimo il profitto e a questo subordinano ogni piattaforma sindacale e
ogni legge sul lavoro, siglando in ogni
accordo il peggioramento delle
condizioni di lavoro.
Come
sempre succede in questi casi, finito il clamore e la protesta operaia, i padroni se la
caveranno con un risarcimento pagato dalle assicurazioni.
I
dirigenti della Thyssenkrupp, recidivi e già
condannati 4 anni fa per incendio colposo, allora se la cavarono con due
patteggiamenti .
Portare
a casa un salario nella guerra quotidiana fra capitale e lavoro è sempre più
rischioso.
Nel
2006, sono stati 1.302 lavoratori morti per arricchire loro padroni,
Dietro
ai morti sul lavoro c’è la brutalità e la violenza del sistema capitalista.
Protetti dalle leggi che tutelano la proprietà privata dei mezzi di produzione,
in nome del libero mercato e del profitto, i capitalisti hanno impunità e
licenza di uccidere.
Negli
ultimi anni la condizione operaia è peggiorata costantemente.
L’aumento dello sfruttamento e il
peggioramento delle condizioni di vita e di lavoro sono la causa principale
dell’aumento degli infortuni e dei morti sul lavoro.
Con
il ricatto del posto di lavoro e la riduzione dei salari reali, subordinati
alla produttività, i padroni ci costringono a lavorare sempre di più e sempre
peggio.
ECCO COSA SONO GLI OPERAI NEL SISTEMA
CAPITALISTA: CARNE DA MACELLO…..
Solo
in una società socialista dove si produce per soddisfare i bisogni degli esseri
umani e non per il profitto, eliminando lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, è
possibile mettere i lavoratori e la vita umana al primo posto creando le
condizioni per mettere al bando i morti sul lavoro e di lavoro.
SOLIDARIETA’ PROLETARIA AI LAVORATORI MORTI E FERITI E AI LORO FAMILIARI.
RICORDIAMO
I NOSTRI COMPAGNI ASSASSINATI DAL CAPITALISMO ORGANIZZANDO ASSEMBLEE, FERMATE
DI PROTESTA NELLE FABBRICHE E NEI LUOGHI DI LAVORO.
COSTRUIAMO
UN COORDINAMENTO NAZIONALE DEGLI OPERAI, DEI PROLETARI E DEI LAVORATORI
COMUNISTI PER COMINCIARE AD ORGANIZZARE UNITARIAMENTE
8 dicembre 2007
Coordinamento Lavoratori Comunisti
lavoratoricomunisti@yahoo.it