Uno schifoso ricatto sulla pelle delle donne

Se qualcuno aveva ancora dubbi sulla matrice fascista di questo governo, ci ha pensato il senatore Maurizio Gasparri a chiarire come stanno le cose.

Dopo aver aperto le porte dei consultori alle associazioni antiabortiste integraliste cattoliche, il senatore Gasparri ha proposto il “Reddito di Maternità” (dopo aver abolito quello di cittadinanza) da elargire alle donne che decidono di non abortire, vecchio cavallo di battaglia del crociato Mario Adinolfi.

Come comunisti riteniamo questo disegno di legge aberrante, demagogico e ricattatorio. Ciò non solo perché non rimuove le cause economiche e sociali che impediscono alle donne di generare dei figli, ma perché stabilisce anche un prezzo alla maternità e alla vita umana: 1000 euro per cinque anni.

Basterebbe questo per essere disgustati, ma il senatore ha voluto strafare.

Questa legge servirà unicamente a ridurre il numero delle interruzioni di gravidanza perché solo le donne bisognose che decidono di non abortire ne avranno diritto. Ecco a cosa servono le associazioni cattoliche nei consultori: a far cambiare idea sotto ricatto economico alle donne degli strati popolari, per farle tornare indietro di decenni.

E le donne disoccupate o con salari da fame che desiderano avere un figlio dovranno forse fingere di voler abortire per poi cambiare idea nei consultori per avere il bonus statale? Che vergogna!

Dobbiamo inoltre specificare che SOLO le donne di “RAZZA” italiana residenti potranno eventualmente beneficiarne, non le donne immigrate. Anzi se queste ultime abortiranno faranno un piacere a un governo xenofobo, razzista e misogino che sostiene la cospirazione della “sostituzione etnica”.

Ma le donne di figli ne fanno pochi non perché c’è un complotto a favore dei migranti, bensì a causa della mancanza di lavoro, di redditi sufficienti, di abitazioni a prezzi accessibili, di servizi sociali e sanitari, così come a causa della devastazione ambientale e della politica di guerra che il capitalismo promette alle nuove generazioni.

Come comuniste e comunisti non possiamo che indignarci e denunciare questo disegno di legge  come l’ennesimo attacco alla legge 194, ai diritti e alle conquiste progressiste ottenute dalle donne, l’ennesimo tentativo reazionario per aumentare la dipendenza e l’oppressione soprattutto delle donne proletarie.

Queste donne per portare avanti la lotta per la propria emancipazione politica e sociale devono condurla assieme agli uomini della loro stessa classe sociale, contro la classe dei capitalisti e dei loro servitori politici, contro la loro ideologia reazionaria e la loro ipocrita morale.

Lo stesso lavoro per ridare alla classe proletaria il proprio Partito comunista non può prescindere dall’apporto delle donne proletarie più avanzate e coscienti.

Sappiamo che la battaglia sarà lunga e per nulla facile, ma l’unica strada percorribile e sicura per farla finita con queste barbarie è la lotta e l’organizzazione di classe per la rivoluzione e il socialismo!

Luglio 2024

Militanza Comunista Toscana

Piattaforma Comunista – per il Partito Comunista del Proletariato d’Italia

 

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