{"id":10232,"date":"2023-10-11T00:18:36","date_gmt":"2023-10-10T22:18:36","guid":{"rendered":"http:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=10232"},"modified":"2023-10-25T22:45:17","modified_gmt":"2023-10-25T20:45:17","slug":"nel-capitalismo-non-esiste-il-giusto-salario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/nel-capitalismo-non-esiste-il-giusto-salario\/","title":{"rendered":"Nel capitalismo non esiste il \u201cgiusto salario\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Nella assemblea annuale di Confindustria, il presidente di Confindustria Bonomi ha detto che \u201cla nostra Costituzione ci obbliga a riconoscere al lavoratore un salario giusto\u201d da ottenersi con la contrattazione. \u2008Una posizione identica a quella espressa dal presidente del Cnel, dai vertici sindacali confederali e dal papa.<\/p>\n<p>Da parte sua Elly Schlein, segretaria del PD ha affermato che i 9 euro lordi orari del salario minimo sono lo spartiacque dello sfruttamento (dunque, se fossero 9 euro e mezzo lo sfruttamento non ci sarebbe pi\u00f9).<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 \u00e8 solo la copertura ideologica dello sfruttamento in regime capitalistico. \u00c8 il frutto dell\u2019accordo tra \u201clorsignori\u201d che non hanno passato un giorno in catena di montaggio e che per confondere le idee agli operai devono necessariamente gettare Marx alle ortiche.<\/p>\n<p><strong>Plusvalore e sfruttamento<\/strong><\/p>\n<p>\u00c8 infatti solo nella teoria marxiana del plusvalore che i concetti di salario e profitto, quindi quello di sfruttamento, poggiano su una base razionale.<\/p>\n<p>La ripetiamo per sommi capi. La teoria del plusvalore poggia su quella del valore.<\/p>\n<p>Le merci hanno un prezzo. Su che cosa si fonda? I detrattori di Marx direbbero sul rapporto tra domanda ed offerta che avrebbe a sua volta a che fare con l\u2019utilit\u00e0 e la \u201cscarsit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>L\u2019utilit\u00e0 \u00e8 ovvia. Gi\u00e0 per Marx un bene inutile non si scambia\u00a0 (valore d\u2019uso e di scambio della merce). Presupponiamo quindi che possano essere prodotte in gran quantit\u00e0 per soddisfare il bisogno di chi pu\u00f2 comprarle. Pomodori, mele, arance, sono spesso talmente abbondanti da non essere raccolte. Recentemente il \u201cgranchio blu\u201d \u00e8 cos\u00ec abbondante da essere una calamit\u00e0 per la pesca. Eppure tutti questi prodotti li troviamo al mercato a prezzi elevati.<\/p>\n<p>Ci sono naturalmente anche prodotti \u201crari\u201d, come certi minerali. Sono costosi perch\u00e9 ci vuole tempo e lavoro per ricercarli, estrarli, raffinarli. L\u2019offerta dei beni \u00e8 spesso soggetta alla speculazione, connessa con posizioni di monopolio. Ma un sistema economico integrato non pu\u00f2 fondarsi sulla speculazione sui prezzi. Se tutti speculano siamo al punto di partenza.<\/p>\n<p>Dove si fondano in questo caso gli scambi? La speculazione non pu\u00f2 essere spiegata con la speculazione, cos\u00ec come non tutto ci\u00f2 che possiede valore d\u2019uso \u00e8 merce, ossia un oggetto prodotto per lo scambio. Supponendo quindi che ad un prezzo troppo elevato possa entrare nel mercato un concorrente che propone la merce a prezzo inferiore si va verso una situazione di equilibrio e normalit\u00e0, ed \u00e8 questa \u201cnormalit\u00e0\u201d che va indagata.<\/p>\n<p>In queste condizioni di incontro tra domanda ed offerta, un kg. di carne costa varie volte un kg. di mele.<\/p>\n<p>Perch\u00e9? Perch\u00e9 le merci sono prodotti diretti o indiretti del lavoro umano. Anche quando si considera che per produrle ci si avvale di materie prime (ed ausiliarie) e macchinari si deve mettere in conto che tali mezzi di produzione sono a loro volta prodotti del lavoro umano. Quando esistono pi\u00f9 produttori che impiegano differenti quantit\u00e0 di lavoro ne va considerata la media.<\/p>\n<p>Marx, come gli economisti classici su cui inizialmente si appoggia, indagando a fondo il rapporto tra prezzi e valori delle merci, arriva a concludere che una merce ha una grandezza di valore data dal lavoro socialmente necessario alla sua produzione.<\/p>\n<p>\u201cSocialmente necessario\u201d, perch\u00e9 questa media considera il tempo necessario alla fabbricazione di una merce determinata, in condizioni di produzione medie, cio\u00e8 un livello tecnico medio, un\u2019abilit\u00e0 media e un\u2019intensit\u00e0 di lavoro media. Questo tempo di lavoro corrisponde alle condizioni di produzione nelle quali \u00e8 fabbricata la maggior parte delle merci di un determinato tipo.<\/p>\n<p>Il plusvalore si fonda su questa teoria razionale una volta che si fanno intervenire i rapporti sociali di produzione, che del resto gi\u00e0 sono evidenti quando si osserva che la produzione \u00e8 un atto sociale.<\/p>\n<p>Nelle condizioni capitalistiche il lavoro umano \u00e8 erogato in gran parte dagli operai che si presentano sul mercato come una merce il cui valore d\u2019uso consiste nella capacit\u00e0 di essere fonte di valore.<\/p>\n<p>Questa merce particolare \u00e8 la forza-lavoro (insieme delle facolt\u00e0 fisiche e mentali di cui dispone l\u2019essere umano e che mette in azione quando produce beni materiali).<\/p>\n<p>La forza-lavoro degli operai viene acquistata dal capitalista a un determinato prezzo alla cui base sta il valore di questa merce. Il valore della forza-lavoro \u00e8 pari al valore dei mezzi di sussistenza necessari al mantenimento dell\u2019operaio e della sua famiglia.<\/p>\n<p>Dunque l\u2019operaio non viene pagato per tutta la quantit\u00e0 di lavoro da esso svolto, ma solo per una parte di esso.<\/p>\n<p>Dell\u2019altra parte, cio\u00e8 del valore creato in aggiunta dall\u2019operaio al valore della sua forza lavoro, se ne appropria gratuitamente il capitalista, sotto forma di plusvalore, che \u00e8 il frutto del lavoro non pagato dell\u2019operaio.<\/p>\n<p>Il salario nasconde il rapporto di sfruttamento capitalistico, creando un\u2019apparenza ingannevole per cui si crede che l\u2019operaio \u00e8 retribuito per tutto il lavoro fornito, mentre in realt\u00e0 esso \u00e8 solo il prezzo della sua forza-lavoro.<\/p>\n<p>In altre parole: il salario nel capitalismo rappresenta il pagamento di una sola parte della giornata lavorativa. Perci\u00f2 non potr\u00e0 mai essere \u201cgiusto\u201d o \u201cequo\u201d!<\/p>\n<p>Complessivamente le merci scambiabili con il fondo salari sono, come somma di valore, minori di quella di tutte le merci prodotte, altrimenti il capitalista che assolda l\u2019operaio non avrebbe alcun vantaggio, mentre invece deve ottenere il plusvalore che \u00e8 lo scopo immediato della produzione capitalistica.<\/p>\n<p>Il singolo operaio \u00e8 quindi acquistato per la sua forza-lavoro, che vale poniamo, 2 ore di lavoro sociale (tempo di lavoro necessario). In cambio, messo in produzione, ne eroga, poniamo, 8 ore. Le 6 ore di differenza costituiscono il tempo di lavoro supplementare fonte del plusvalore che viene estorto all\u2019operaio dal capitalista che lo sfrutta.<\/p>\n<p>Cos\u00ec tanto? Assolutamente s\u00ec, dato lo sviluppo delle forze produttive.<\/p>\n<p>Sappiamo anche che quanto pi\u00f9 la societ\u00e0 capitalista \u00e8 sviluppata e complessa, tanto pi\u00f9 ci sono altri capitalisti e ceti improduttivi che si avventano su questo plusvalore che il capitalista industriale \u00e8 costretto a cedere: mercanti, banchieri, assicuratori e lo stato tramite la tassazione.<\/p>\n<p>Di quanto plusvalore ciascuno di costoro se ne appropria dipende dalla struttura del sistema e dai loro rapporti di forza, quindi dal proseguimento dei rapporti sociali al di fuori dei luoghi di produzione.<\/p>\n<p><strong>Salario e lotta di classe<\/strong><\/p>\n<p>La contrattazione del salario tra la classe operaia e quella dei capitalisti, cos\u00ec come si verifica la suddivisione del plusvalore tra i capitalisti nelle tangibili figure di profitto, e in maniera ancora pi\u00f9 netta, avviene sulla base dei rapporti di forza e non c\u2019entra nulla con concetti come giustizia ed equit\u00e0.<\/p>\n<p>Nei rari momenti in cui\u00a0 gli operai mettono in campo la loro forza (in Italia negli anni \u201970 del secolo scorso, dopo l\u2019\u201dautunno caldo\u201d) il salario pu\u00f2 aumentare ed intaccare il profitto, costringendo l\u2019intera societ\u00e0 capitalista ad una nuova ridistribuzione del reddito tra le classi.\u00a0 In teoria \u2013 ma solo in teoria \u2013 la classe operaia potrebbe riappropriarsi dell\u2019intero plusvalore. Questo sarebbe il limite massimo, ipotetico e del tutto transitorio, del salario nel regime capitalistico.<\/p>\n<p>Le richieste di aumenti del 16% in quattro anni recentemente espresse dai metalmeccanici nordamericani non sono perci\u00f2 \u201cesagerate\u201d o campate in aria, ma appena sufficienti, considerando\u00a0 il biennio trascorso di elevata inflazione.<\/p>\n<p>Quasi sempre la tendenza \u00e8 il tentativo opposto, messo in atto dai padroni, di abbassare i salari fino al limite della sussistenza dell\u2019operaio ed anche meno, di aumentare l\u2019orario di lavoro fino allo sfinimento, di \u201cpotenziare\u201d le giornate lavorative intensificandone i ritmi e i carichi di lavoro, saturando al massimo la produzione.<\/p>\n<p>Lo sfruttamento viene aumentato anche con l\u2019uso di contratti anomali, agenzie interinali, appalti e subappalti \u201ca cascata\u201d.<\/p>\n<p>Sui tempi lunghi, l\u2019aumento del tasso di plusvalore &#8211; cio\u00e8 del grado di sfruttamento dell\u2019operaio da parte del capitalista &#8211; avviene non per via contrattuale, ma per via economica con l\u2019aumento della produttivit\u00e0 del lavoro per mezzo del rinnovo del macchinario (plusvalore relativo).<\/p>\n<p>Con ci\u00f2 la massa dei beni che si scambiano con il salario richiede meno tempo di lavoro, quindi si riduce il tempo di lavoro necessario e si accresce per questa via il plusvalore.<\/p>\n<p>L\u2019inflazione attuale conseguente alla pandemia, alla crisi agricola dovuta al clima impazzito, alla guerra in Ucraina ha abbassato ovunque i salari e fatto giustizia del mito che l\u2019inflazione sia causata dagli aumenti salariali.<\/p>\n<p>Quasi sempre (nel 99% dei casi, osserva Marx) la classe operaia \u00e8 costretta a muoversi sulla difensiva e a lottare per recuperare la perdita del potere d\u2019acquisto.<\/p>\n<p>Non ha il potere e i mezzi dei padroni, non controlla n\u00e9 lo stato, n\u00e9 la moneta, n\u00e9 i mezzi di produzione, non ha nessuna leva economica.<\/p>\n<p>Deve quindi contare essenzialmente sulla sua capacit\u00e0 di unirsi, di lottare, sulla propria forza organizzata.<\/p>\n<p>Riferendosi al livello del salario Marx dice:<\/p>\n<p>\u201cLa determinazione del suo livello reale viene decisa soltanto dalla lotta incessante tra capitale e lavoro; il capitalista cerca costantemente di ridurre i salari al loro limite fisico minimo \u2026 mentre l\u2019operaio esercita costantemente una pressione in senso opposto. La cosa si riduce alla questione dei rapporti di forza\u201d (Salario, prezzo e profitto,\u00a0 capitolo 14).<\/p>\n<p><strong>I limiti politici della lotta salariale<\/strong><\/p>\n<p>Per i suddetti motivi la classe operaia si impegna quasi sempre, sul salario, sull\u2019orario di lavoro, la sicurezza ed altro, in una lotta economica difensiva. Tale lotta non va tuttavia sminuita, specie nei periodi di riflusso del movimento operaio o di graduale ripresa della lotta di classe degli sfruttati, come quello attuale.<\/p>\n<p>La borghesia, oltre agli strumenti economici ed alla pressione materiale (licenziamenti, scorpori, delocalizzazioni) mette in campo potenti strumenti ideologici e politici.<\/p>\n<p>Nel campo ideologico un suo obiettivo permanente \u00e8 quello di occultare Marx con la teoria dei fattori di produzione. Il prezzo di vendita delle merci prodotte remunererebbe tali fattori (lavoro, capitale, capacit\u00e0 imprenditoriale ed altro) aggiungendovi un profitto dall\u2019origine misteriosa. I rapporti sociali spariscono, cos\u00ec come l\u2019operaio che diviene un \u201ccollaboratore\u201d remunerato con un salario \u201cequo\u201d o \u201cgiusto\u201d.<\/p>\n<p>Sul piano politico essa veicola la sua ideologia attraverso i partiti riformisti e reazionari, e tenendo a bada gli operai con sindacati collaborazionisti.<\/p>\n<p>Le lotte economiche, in quanto fanno saltare questa ideologia e riscoprire la forza dell\u2019unione e dell\u2019organizzazione operaia, in quanto risvegliano le masse dal torpore, in quanto cozzano contro i limiti imposti dal capitalismo, hanno un\u2019importanza che non deve essere trascurata. Esse suscitano anche, seppur temporaneamente e limitatamente, un istinto di classe. Le organizzazioni e i partiti comunisti le devono perci\u00f2 seguire con grande attenzione, senza inchinarsi davanti ad esse, ma promuovendole, allargandole, mettendo in campo forze adeguate ad infondere nelle masse operaie la coscienza di classe e rivoluzionaria, per unire il movimento operaio al comunismo, e viceversa, per raccogliere forze di avanguardia.<\/p>\n<p>La loro importanza va dunque correttamente valutata, non gonfiata e tantomeno assolutizzata. Esse possono contribuire al processo politico rivoluzionario, ma non si sostituiscono ad esso. Il passaggio tra l\u2019economico e il politico \u00e8 un passaggio dialettico, pi\u00f9 facile \u2013 \u00e8 vero \u2013 quando le lotte economiche si estendono e coinvolgono l\u2019intera classe e non si concludono con accordi per i quali oggi non esistono margini economici.<\/p>\n<p>Ma il passaggio alla coscienza di classe e quindi alla necessit\u00e0 della lotta per l\u2019abolizione del sistema capitalistico non \u00e8 automatico.<\/p>\n<p>Lasciamo dunque la parola a Marx:<\/p>\n<p>\u201c la classe operaia \u2026 non deve esagerare a se stessa il risultato finale dei questa lotta quotidiana. Non deve dimenticare che essa lotta contro gli effetti, ma non contro le cause di questi effetti \u2026; che essa applica soltanto dei palliativi, ma non cura la malattia \u2026 essa deve comprendere che il sistema attuale \u2026 genera le condizioni materiali e le forme sociali necessarie alla ricostruzione economica della societ\u00e0. Invece della parola d\u2019ordine conservatrice: \u2018equo salario per un\u2019equa giornata di lavoro\u2019\u00a0 gli operai devono scrivere sulla loro bandiera il motto rivoluzionario: \u2018soppressione del sistema di lavoro salariato\u2019 \u201d\u00a0 (Ibidem).<\/p>\n<p>Occorre per questo il partito di tipo leninista. Secondo Lenin, che realizza e sviluppa il pensiero di Marx nelle nuove condizioni della lotta di classe, senza il partito che nelle masse lavoratrici sfruttate porta la coscienza di classe rivoluzionaria esse arrivano al massimo ad una coscienza \u201ctradeunionistica\u201d, che non mette in discussione il sistema del lavoro salariato e le fa brancolare nel buio.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 \u00e8 indispensabile un autentico partito comunista che sia capace di mettersi alla testa del movimento operaio e sindacale, salvaguardando la sua autonomia dalla borghesia e indicando i suoi compiti politici e la sua meta finale.<\/p>\n<p><strong>Da Scintilla n. 138 \u2013 ottobre 2023<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nella assemblea annuale di Confindustria, il presidente di Confindustria Bonomi ha detto che \u201cla nostra Costituzione ci obbliga a riconoscere [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":10233,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[100,111],"tags":[],"class_list":["post-10232","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita","category-economia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10232","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10232"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10232\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10234,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10232\/revisions\/10234"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10233"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10232"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10232"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10232"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}