{"id":10491,"date":"2024-01-08T16:22:49","date_gmt":"2024-01-08T15:22:49","guid":{"rendered":"http:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=10491"},"modified":"2024-01-08T16:23:11","modified_gmt":"2024-01-08T15:23:11","slug":"il-contributo-di-lenin-alla-fondazione-del-partito-comunista-ditalia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/il-contributo-di-lenin-alla-fondazione-del-partito-comunista-ditalia\/","title":{"rendered":"Il contributo di Lenin alla fondazione del Partito Comunista d\u2019Italia"},"content":{"rendered":"<p>Il 21 gennaio 2024 ricorre il 100\u00ba anniversario della morte del compagno Lenin, colui che col suo gigantesco lavoro teorico e pratico si rese protagonista della conquista e del mantenimento del potere politico da parte del proletariato. Distruggendo la macchina statale borghese in Russia e diffondendo l&#8217;eco rivoluzionaria e l&#8217;elaborazione della critica al tradimento socialdemocratico e al centrismo massimalista, apr\u00ec la strada alla fondazione dei partiti comunisti in molti paesi del mondo.<\/p>\n<p>Nella stessa data ricorre altres\u00ec il 103\u00ba anniversario della fondazione del Partito Comunista d&#8217;Italia (PCd&#8217;I). Vogliamo perci\u00f2 rendere omaggio al dirigente bolscevico rammentando il contributo che svolse a tale fine. Tale lavoro \u00e8 di vitale importanza nella lotta che stiamo conducendo per la ricostruzione del partito comunista nel nostro paese,\u00a0 comprendendo\u00a0 le analogie tra il revisionismo di ieri e di oggi e i modi per combatterlo, smascherarlo ed annientarlo.<\/p>\n<p>La fondazione del PCd&#8217;I fu legata alle vicissitudini del PSI che palesarono il suo opportunismo fallimentare, per cui occorre soffermarsi su alcune fasi salienti di questo processo per comprendere al meglio il lavoro di Lenin, in particolare al II congresso dell\u2019Internazionale Comunista, premessa alla fondazione del PCd\u2019I.<\/p>\n<p>La linea politica del PSI rappresentava una anomalia, se comparata a quella degli altri partiti della II Internazionale. Tale linea fu propiziata soprattutto dall&#8217;espulsione, in occasione del XIII Congresso del 1912 (in cui i massimalisti guadagnarono la direzione), di una delle fazioni riformiste, quella capeggiata da Bonomi e Bissolati, sostenitrice della guerra contro l\u2019Impero ottomano.<\/p>\n<p>Epuratosi da quegli elementi sfacciatamente socialsciovinisti, allo scoppiare del conflitto del 1914, il PSI fu contrario a prenderne parte ribadendo questa volont\u00e0 quando l&#8217;Italia dichiar\u00f2 guerra agli Imperi Centrali, espellendo gli altri gruppi interventisti che sorsero.<\/p>\n<p>La specificit\u00e0 \u00e8 manifesta se si considera che alla Conferenza di Zimmerwald del 1915 organizzata da fazioni dissidenti dei partiti della II Internazionale, il PSI fu l&#8217;unico a parteciparvi per iniziativa della propria maggioranza. Tuttavia, questi furono i suoi unici meriti. Malgrado il non appoggio alla guerra, all&#8217;epoca tutt&#8217;altro che scontato, il PSI era lungi dall&#8217;essere un partito rivoluzionario: la parola d&#8217;ordine che propagandava, coniata da Lazzari, era &#8220;n\u00e9 aderire, n\u00e9 sabotare&#8221; (con la preponderanza della seconda asserzione)\u00a0 che faceva da contraltare a quella bolscevica di Lenin &#8220;trasformare la guerra imperialista in guerra civile&#8221;.<\/p>\n<p>A differenza di quanto accaduto nel partito socialdemocratico russo, con la scissione tra bolscevichi di Lenin e menscevichi, la rottura col riformismo fu limitata solo ad una delle sue correnti: questo era ancora ben saldo nel partito e si manifestava in Turati e il suo gruppo. Turati invero, in occasione della disfatta di Caporetto, si dichiar\u00f2 solidale verso la propria borghesia, quindi aspro nemico delle sommosse operaie e popolari di Torino e Milano, al fine di impedire che esse avessero uno sbocco politico in quello che sarebbe dovuto invece essere il partito d&#8217;avanguardia per la rivoluzione socialista.<\/p>\n<p>Nel far ci\u00f2 ebbe un ascendente perfino su Lazzari, uno tra i principali dirigenti massimalisti. La lotta contro i riformisti social-patrioti e gli assertori dell\u2019unit\u00e0 a tutti costi che li coprivano, rappresentava dunque per Lenin la condicio sine qua non per \u201cfare come in Russia\u201d.<\/p>\n<p>Le contraddizioni insite nel PSI erano numerose. Se da una parte questo partito salut\u00f2 formalmente il Congresso del 1919 di Mosca fondativo della III Internazionale, non trov\u00f2 il modo di inviare un suo delegato e non diffuse fra i suoi iscritti e fra la classe operaia le risoluzioni e le tesi del Congresso; dall\u2019altra, nonostante in Italia maturassero tutte le condizioni essenziali per il rovesciamento del capitalismo, il PSI si limit\u00f2 a roboanti proclami rivoluzionari uniti ad una prassi centrista e a forti riserve verso la Russia sovietica, senza considerare la sua incapacit\u00e0 di creare un\u2019organizzazione di tipo combattente e di raccogliere le masse contadine e piccolo-borghesi irretite dai partiti borghesi nascenti. Questi mali furono perpetuati dal trionfo della corrente massimalista di Serrati al XVI Congresso di Bologna nell\u2019ottobre del 1919. Lenin, pur salutando la conferma dell\u2019adesione del PSI all\u2019Internazionale, si rammaric\u00f2 per la conservazione del vecchio nome del partito. Ma la presenza dei riformisti toglieva a quell\u2019adesione ogni significato.<\/p>\n<p>Andavano per\u00f2 esacerbandosi le contrapposizioni nel PSI: a quel congresso si present\u00f2 la mozione astensionistica, dell\u2019omonima corrente di Bordiga, che esigeva la non partecipazione di principio alle elezioni (una pregiudiziale che cost\u00f2 cara al proletariato italiano perch\u00e9 rinvi\u00f2 di un anno l\u2019unificazione della frazione comunista). Bordiga riteneva possibile conquistare tutto il partito, cacciando solo i riformisti. Tuttavia, davanti al muro centrista, gi\u00e0 nel novembre 1919, in un articolo della rivista \u2018\u2019Il Soviet\u2019\u2019 rivolto alla Terza Internazionale, cominci\u00f2 a prospettare una divisione anche minoritaria nel PSI per fondare il partito comunista.<\/p>\n<p>Non trascorse molto tempo prima che anche il gruppo torinese de \u2018\u2019L\u2019Ordine Nuovo\u2019\u2019, di cui Gramsci era il massimo esponente, entrasse in rotta di collisione coi massimalisti. Il gruppo era espressione del proletariato combattivo di Torino che si organizzava nei consigli di fabbrica, istituti di unit\u00e0 della classe che avrebbero dovuto fungere da impalcatura della nuova macchina statale socialista.<\/p>\n<p>Di fronte alla serrata padronale del marzo-aprile 1920 e allo sciopero generale proclamato dalla FIOM che dilag\u00f2 negli stabilimenti piemontesi con le occupazioni delle fabbriche, i dirigenti della Confederazione Generale del Lavoro (CGdL) e del PSI agirono per isolare gli operai. La sconfitta fu politica e mise in piena luce l\u2019incapacit\u00e0 dei massimalisti di passare dalle parole ai fatti.<\/p>\n<p>Gramsci, recatosi come osservatore al convegno astensionista di Bordiga per proporre la creazione della frazione comunista, incontr\u00f2 il rifiuto di quest\u2019ultima per via della pregiudiziale astensionista e fu isolato dagli stessi compagni ordinovisti riscopertisi unitari coi massimalisti. Questo era dunque il clima alla vigilia del II Congresso della Terza Internazionale. Ma la situazione era destinata a cambiare.<\/p>\n<p>Appena arrivata in Russia nel giugno del 1920, la delegazione socialista italiana a detto\u00a0 Congresso fu subito biasimata per la non espulsione dei riformisti. Lo scontro di Lenin con Serrati tocc\u00f2 diversi punti, ma anche la corrente astensionista fu pesantemente bersagliata.<\/p>\n<p>In \u2018\u2019L\u2019estremismo, malattia infantile del comunismo\u2019\u2019, che preludeva il II Congresso, Lenin aveva scritto che: \u2018\u2019il compagno Bordiga e i suoi amici \u00abdi sinistra\u00bb dalla loro giusta critica nei confronti di Turati e soci traggono la falsa conclusione che, in genere, ogni partecipazione al parlamento sia dannosa. I \u00absinistri\u00bb italiani non possono addurre neanche l\u2019ombra di un argomento serio a sostegno di tale opinione\u2019\u2019 .<\/p>\n<p>Nel dibattito sulle \u2018\u2019Tesi sui compiti fondamentali del II Congresso dell\u2019Internazionale Comunista\u2019\u2019, emersero la critica aperta di Lenin a Serrati sulla questione della epurazione dei non comunisti dal partito e il riconoscimento delle tesi de \u2018\u2019L\u2019Ordine Nuovo\u2019\u2019 come sostanzialmente corrispondenti a tutti i principi fondamentali della Terza Internazionale .<\/p>\n<p>Le 21 condizioni di ammissione dei partiti alla Terza Internazionale, a partire dal II Congresso, escludevano il PSI perch\u00e9 prescrivevano l\u2019espulsione dei riformisti, il centralismo democratico e la ridenominazione dei partiti, condizioni osteggiate dalla maggioranza socialista italiana.<\/p>\n<p>Una volta giunti al II Congresso, alle critiche preliminari fu rincarata la dose. Lenin, rivolgendosi a Serrati, disse: \u2018\u2019Noi dobbiamo dire semplicemente ai compagni italiani che all\u2019indirizzo dell\u2019Internazionale comunista corrisponde l\u2019indirizzo dei militanti dell\u2019Ordine Nuovo e non l\u2019indirizzo della maggioranza attuale dei dirigenti del partito socialista e del loro gruppo parlamentare. [&#8230;] Perci\u00f2 dobbiamo dire ai compagni italiani e a tutti i partiti che hanno un\u2019ala destra: la tendenza riformista non ha niente di comune con il comunismo. Vi preghiamo, compagni italiani, di convocare il vostro congresso e di leggervi le nostre tesi. Sono certo che gli operai italiani vorranno restare nell\u2019Internazionale comunista\u2019\u2019 .<\/p>\n<p>E rivolto a Bordiga: \u2018\u2019se voi, compagno Bordiga, affermate di essere marxista, si pu\u00f2 esigere da voi un po\u2019 pi\u00f9 di logica. Bisogna sapere in che modo si pu\u00f2 distruggere il parlamento. Se potete distruggerlo in tutti i paesi per via dell\u2019insurrezione armata, benissimo. [&#8230;] Ma voi avete dimenticato che ci\u00f2 \u00e8 impossibile senza una preparazione abbastanza lunga e che, nella maggioranza dei paesi, \u00e8 ancora impossibile distruggere il parlamento di un sol colpo. Noi siamo costretti a condurre anche nel parlamento la lotta per la distruzione del parlamento. [&#8230;] La storia della rivoluzione russa ha dimostrato precisamente che nessun argomento pu\u00f2 convincere le grandi masse della classe operaia, i contadini, i piccoli impiegati, se essi non si convincono per esperienza propria\u201d . A questa diatriba si aggiunse anche l\u2019ostilit\u00e0 di Bordiga alla strategia leninista nella questione nazionale e coloniale.<\/p>\n<p>La prova della correttezza delle tesi del II Congresso dell\u2019Internazionale Comunista si ebbe il 10 settembre del 1920 quando, con l\u2019occupazione delle fabbriche in corso, si riunirono gli \u2018\u2019stati generali\u2019\u2019 del proletariato italiano per deliberare sulla rivoluzione italiana: il PSI e la CGdL riformista. Di fronte al rifiuto della seconda di dirigere l\u2019insurrezione spontanea per trasformarla in rivoluzione socialista per la presa del potere, il PSI si accod\u00f2 ad essa per non assumere la responsabilit\u00e0 di scatenare la rivoluzione. Era questa la pi\u00f9 flagrante prova del fatto che i \u2018\u2019centristi\u2019\u2019 non erano altro che ostaggi dei riformisti, con cui finiscono giocoforza per convenire in nome dell\u2019 \u2018\u2019unit\u00e0\u2019\u2019 incondizionata, senza principi.<\/p>\n<p>Da queste esperienze la parte pi\u00f9 avanzata della classe operaia ricevette la spinta per la rottura con i riformisti, per la separazione dai centristi\u00a0 e per mettersi sulla via della propria organizzazione indipendente basata sul marxismo rivoluzionario, il leninismo.<\/p>\n<p>Il gruppo dell\u2019Ordine Nuovo si impegn\u00f2 a pieno nell\u2019opera di costruzione della frazione comunista unificata, pur non disponendo di grandi forze organizzate fuori di Torino.<\/p>\n<p>Nella conferenza di Milano (15 ottobre 1920) si costitu\u00ec la frazione comunista favorevole alle 21 condizioni dell\u2019Internazionale, con una piattaforma comune, contrapposta a quella massimalista dei \u2018\u2019comunisti unitari\u2019\u2019 e a quella di \u201cconcentrazione socialista\u201d, riformista.<\/p>\n<p>Alla frazione aderirono, assieme ai gruppi de \u2018\u2019L\u2019Ordine Nuovo\u2019\u2019 e del \u2018\u2019il Soviet\u2019\u2019, anche dirigenti e gruppi di varie citt\u00e0 esponenti della posizione massimalista di sinistra.<\/p>\n<p>L\u2019obiettivo della frazione era la vittoria del successivo congresso per trasformare il PSI in conformit\u00e0 alle condizioni stabilite dal II Congresso dell\u2019Internazionale Comunista, quindi cambiando il nome del partito in PCd\u2019I (Sezione della I.C.), rielaborando il suo programma ed espellendovi i riformisti. In aggiunta, il patto d\u2019alleanza tra il partito ripulito dai riformisti e la CGdL sarebbe stato sostituito con l\u2019effettiva direzione delle organizzazioni economiche da parte del Partito comunista.<\/p>\n<p>Al successivo convegno precongressuale svolto a Imola il 28-29 novembre 1920 dalla frazione comunista, vennero ribadite l\u2019accettazione delle condizioni poste dall\u2019IC e la piattaforma di Milano. L\u2019accordo non fu facile, specie sul punto della partecipazione alle elezioni politiche allo scopo di svolgere propaganda e agitazione rivoluzionaria, ma la mozione e il programma furono approvata all\u2019unanimit\u00e0, grazie alla funzione unificatrice svolta da Gramsci, con l\u2019appoggio entusiastico dei giovani della FGSI. Il documento approvato sarebbe stato presentato al congresso di Livorno del gennaio 1921. Si ponder\u00f2 anche sull\u2019eventualit\u00e0 di non ottenere la maggioranza al congresso e si decise che ci\u00f2 non avrebbe precluso la creazione del partito comunista, sebbene per mezzo di una scissione su chiari fondamenti.<\/p>\n<p>Fu proprio per scissione a sinistra che and\u00f2 formandosi il PCd\u2019I, anche per via dell\u2019indebolimento delle prospettive rivoluzionarie su scala europea (la sconfitta dell\u2019Armata Rossa nella guerra contro la Polonia, gli effetti dannosi sull\u2019economia sovietica consequenziali alla guerra civile scatenata dai bianchi) e nazionale (offensiva borghese, squadrismo) che fecero tendere quei massimalisti irresoluti verso la conservazione dell&#8217;unit\u00e0 del partito per, secondo loro, meglio affrontare la reazione incombente.<\/p>\n<p>Al XVII Congresso Nazionale del PSI di Livorno, i comunisti deplorarono gli ultimi vani tentativi conciliatori di alcuni propri delegati e le ultime promesse melliflue dei massimalisti di adattarsi alle condizioni dell\u2019Internazionale con tempistiche pi\u00f9 lunghe. Dinanzi alla vittoria dei massimalisti, i delegati comunisti, appoggiati dai delegati dell\u2019Internazionale M. R\u00e0kosi e C. Kabak\u010diev, la mattina del 21 gennaio 1921 abbandonarono il teatro Goldoni intonando L\u2019Internazionale per recarsi al teatro San Marco e deliberare la costituzione del Partito Comunista d\u2019Italia.<\/p>\n<p>La teoria e la pratica del compagno Lenin, i suoi decisi interventi contro il riformismo e la condanna del centrismo, l\u2019appoggio alla frazione comunista, permisero al proletariato italiano di creare per la prima volta il proprio partito di classe e rivoluzionario.<\/p>\n<p>Il 25 gennaio 1921 l\u2019IC. invi\u00f2 al nuovo partito un messaggio firmato anche da Lenin: \u201cIl vostro Partito \u00e8 l\u2019unica sezione dell\u2019Internazionale comunista in Italia. Noi siamo profondamente persuasi che gli operai coscienti del vostro paese passeranno di giorno in giorno dalla vostra parte\u2026 L\u2019avvenire sar\u00e0 vostro e non di coloro che sotto una forma o l\u2019altra vogliono intendersi con la borghesia essendone intermediari, i riformisti\u201d (Die Kommunistische Internationale, n.16, marzo 1921).<\/p>\n<p>Al III Congresso dell\u2019Internazionale Comunista (giugno-luglio 1921), Lenin pronunci\u00f2 un importante discorso, nel quale ribad\u00ec alcuni concetti di fondo: \u201cIl Partito che resta unito coi riformisti e gli opportunisti quali Turati non pu\u00f2 essere un Partito dell\u2019Internazionale Comunista\u2026.la pi\u00f9 grande disgrazia del Partito italiano \u00e8 che non ha fatto la scissione coi riformisti e i menscevichi prima della guerra e che non li ha espulsi dal Partito\u2026.La prima condizione per essere comunista, \u00e8 di rompere con gli opportunisti\u2026.O con l\u2019Internazionale Comunista, che non esiger\u00e0 mai che voi imitiate in modo servile i russi, o coi menscevichi che noi conosciamo da una ventina di anni, coi quali non saremo mai insieme in una Internazionale veramente rivoluzionaria e comunista\u201d (La questione italiana al III Congresso dell\u2019IC, Libreria editrice del PCdI, Roma 1921).<\/p>\n<p>I meriti di Lenin non si fermano qui; egli ha anche svolto una lotta, che meriterebbe un intervento a parte, per liberare il neonato partito dal sinistrismo settario di Bordiga, per affinarlo dal punto di vista organizzativo e tattico (con la linea del fronte unico) e strategico, avviando con Gramsci la sua bolscevizzazione.<\/p>\n<p>Dobbiamo fare tesoro di questi insegnamenti nella lotta che conduciamo per la creazione del partito comunista, trasporli alla realt\u00e0 concreta sviluppando un giudizio leninista sulle attuali guerre imperialiste che vanno aumentando in numero e in intensit\u00e0 e che si legano reciprocamente.<\/p>\n<p>Occorre tenere lontani dalle nostre file gli opportunisti di tutte le risme, i centristi e i massimalisti di oggi, ossia i moderni social-riformisti e i social-patrioti, cos\u00ec come i filo-imperialisti che appoggiano la Russia e la Cina in nome del \u2018\u2019multipolarismo\u2019\u2019 sabotando la lotta del proletariato e coloro che li coprono con posizioni meno nette, ma alla fine convergenti.<\/p>\n<p>Occorre tenere lontani dalle nostre file i confusionisti e i sedicenti comunisti, gli assertori della \u2018\u2019via italiana al socialismo\u2019\u2019, fautori dell\u2019applicazione completa della costituzione borghese e delle \u201criforme di struttura\u201d.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo \u00e8 necessario avvicinare nelle lotte, raggruppare e integrare in una sola organizzazione pre-partitica i sinceri comunisti, i proletari avanzati, i giovani rivoluzionari.<\/p>\n<p>Compagni, non \u00e8 il leninismo ad aver fallito, ma coloro che si richiamavano e si richiamano tuttora ad esso a parole ripudiandolo nei fatti.<\/p>\n<p>Aderendo fermamente ai principi marxisti-leninisti, il proletariato \u00e8 destinato alla vittoria; ricostruiamo il partito comunista su queste basi!<\/p>\n<p><strong>Da Scintilla n. 141, gennaio 2024<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 21 gennaio 2024 ricorre il 100\u00ba anniversario della morte del compagno Lenin, colui che col suo gigantesco lavoro teorico [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":10492,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[114,101,99],"tags":[108],"class_list":["post-10491","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-fondazione-pcdi","category-lotta-per-il-partito","category-memoria-storica","tag-home"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10491","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10491"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10491\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10493,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10491\/revisions\/10493"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10492"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10491"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10491"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10491"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}