{"id":10542,"date":"2024-01-31T11:26:15","date_gmt":"2024-01-31T10:26:15","guid":{"rendered":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=10542"},"modified":"2024-04-22T12:36:07","modified_gmt":"2024-04-22T10:36:07","slug":"la-teoria-e-la-pratica-della-rivoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/la-teoria-e-la-pratica-della-rivoluzione\/","title":{"rendered":"&#8220;Zeri i Popullit&#8221;, La teoria e la pratica della rivoluzione"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h3><strong>Editoriale pubblicato il 7 luglio 1977 da \u00abZ\u00ebri i Popullit\u00bb, organo del Partito del Lavoro d&#8217;Albania\u00a0\u00a0<\/strong><\/h3>\n<h3><strong>INTRODUZIONE<\/strong><\/h3>\n<p>Poniamo a disposizione dei comunisti e dei proletari avanzati del nostro paese questo storico articolo di difficile reperimento, da noi scannerizzato. La nostra organizzazione, cos\u00ec come la Conferenza Internazionale di Partiti e Organizzazioni Marxisti-Leninisti (CIPOML) di cui siamo parte integrante, sono eredi e continuatrici degli insegnamenti del compagno Enver Hoxha, riflessi in questo articolo, il quale fece compiere un salto di qualit\u00e0 alla lotta antirevisionista, orientando correttamente i partiti autenticamente comunisti. Per la precisione, esso rappresenta la difesa dei principi leninisti nella lotta per il socialismo e all\u2019imperialismo, per la liberazione nazionale e sociale. Lo scritto rappresent\u00f2 la prima manifestazione aperta dei contrasti sino-albanesi e dell\u2019incipiente rottura: in esso si fa riferimento invero alla sola Albania come paese appartenente al campo socialista e viene definita come antimarxista e antileninista l\u2019elaborazione \u00abterzomondista\u00bb cinese. Prima di allora, contrariamente a quanto falsamente affermato dai maoisti e da qualche storico borghese, visioni confliggenti e diatribe erano gi\u00e0 desumibili dalla non adozione da parte albanese di alcun \u00abapporto\u00bb maoista<a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\"><sup><strong>[1]<\/strong><\/sup><\/a> e dalla lettera di protesta del CC del PLA del \u201871 contro la messa in programma della visita di Nixon in Cina svoltasi nel \u201872, poich\u00e9 la RPS d\u2019Albania era tutt\u2019altro che la \u00ablonga manus\u00bb cinese nell\u2019Adriatico e l\u2019anno successivo avrebbe denunciato pubblicamente gli atti perfidi e ostili, le deviazioni ideologiche e la linea controrivoluzionaria della direzione cinese, con la nota lettera del CC del PLA al CC del PCC.<\/p>\n<p>Per agevolare e rendere pi\u00f9 comprensibile la lettura, specie per le giovani generazioni, \u00e8 d\u2019uopo contestualizzare le argomentazioni alla luce dei cambiamenti e degli eventi verificatisi in quegli anni.<\/p>\n<p>Nella seconda met\u00e0 degli anni \u201870 si verificarono importanti trasformazioni dal punto di vista delle relazioni e degli equilibri internazionali, riguardanti tanto i rapporti tra i vari imperialismi che tra gli imperialismi e i paesi dipendenti. Riguardo ai rapporti e agli equilibri conflittuali tra imperialismi, sono da segnalare: la cessazione della convertibilit\u00e0 tra dollaro e oro a seguito della crisi di sovrapproduzione del 1969-70 che si svilupp\u00f2 negli USA, la crisi di prestigio degli Stati Uniti d\u2019America dopo lo scandalo Watergate, la disfatta in Vietnam, l\u2019acuirsi di contraddizioni non ancora esplose del tutto nemmeno attualmente entro il blocco occidentale con l\u2019emersione del Giappone e con la prosecuzione dell\u2019integrazione europea in termini qualitativi e quantitativi, con corollario l\u2019adozione di misure protezionistiche. Dal canto suo l\u2019Unione Sovietica, per mezzo della coesistenza pacifica kruscioviana, alla promozione della via parlamentare al socialismo e alla degenerazione capitalista attraversava un ulteriore processo di distensione con l\u2019Europa occidentale e il Nord America. Il Cancelliere tedesco occidentale Brandt abbandon\u00f2 la Dottrina Hallstein a favore dell\u2019Ostpolitik che consent\u00ec il riconoscimento e l\u2019instaurazione di relazioni tra le due germanie ed il riconoscimento dell\u2019Oder-Neisse da parte tedescoccidentale come confine tra Germania e Polonia, successivamente gli Accordi di Helsinki (il cui motto era \u00abcombattiamoci pure, ma non in Europa, facciamoci la guerra per interposti popoli in altri continenti\u00bb), firmata da USA, Canada e dagli Stati europei, ma non dall\u2019Albania, riconoscevano la sfera d&#8217;influenza sovietica nell\u2019Europa orientale. L&#8217;URSS pur perdendo influenza nel movimento comunista, anche revisionista, soprattutto in occidente, otteneva successi diplomatici, suggellava i suoi possedimenti acquistando legittimazione dai suoi rivali.<\/p>\n<p>I rapporti tra imperialismi e paesi dipendenti subivano altrettante trasformazioni. La lotta anticolonialista riport\u00f2 importanti successi, fra tutti lo sgretolamento del colonialismo portoghese. Molti paesi di nuova indipendenza caddero presto nel giogo della politica estera di carattere socialimperialista dell\u2019URSS, a cui si unirono vari governi golpisti, specie del Corno d\u2019Africa. L\u2019Indocina vinse stoicamente l\u2019annosa lotta di liberazione nazionale, decretando una delle pi\u00f9 grandi sconfitte della criminale superpotenza statunitense. Il \u00abgruppo dei 77\u00bb, di fronte allo strapotere delle potenze capitalistiche occidentali nel commercio internazionale, lottava per un \u00abnuovo ordine economico internazionale\u00bb. Furono riportate importanti rinegoziazioni nel rapporto di sudditanza con i paesi imperialisti, rese possibili dai paesi raggruppatisi nell\u2019OPEC i quali, con nazionalizzazioni e aumenti vertiginosi del prezzo del petrolio, diedero inizio ad una spirale che caus\u00f2 l\u2019aumento del prezzo delle altre materie prime, a vantaggio dei paesi dipendenti esportatori. Ci\u00f2 fu l\u2019innesco della profonda crisi del 1973-74, in cui si intrecciarono la crisi ciclica da sovrapproduzione e le crisi strutturali, che colp\u00ec duramente i principali paesi capitalistici. Il \u00abnuovo ordine economico internazionale\u00bb ebbe vita breve e fu contenuto dalle trattative dei paesi imperialisti europei coi paesi dipendenti lanciando loro qualche briciola, mentre dalla fine degli anni \u201870, col diffondersi del neoliberismo, si sarebbe assistito ad una nuova offensiva imperialista. Dunque, malgrado\u00a0 fosse economicamente stagnante e i suoi satelliti ed essa stessa si indebitassero massicciamente con l\u2019Occidente, l\u2019URSS revisionista era ancora in fase d\u2019ascesa nello scacchiere internazionale, guadagnando posizioni in Africa e in Asia, mentre il campo occidentale, sebbene economicamente pi\u00f9 avanzato e con maggiore egemonia sul globo, era in declino.<\/p>\n<p>Quali conclusioni trassero i dirigenti cinesi da questa situazione? Essi elaborarono la famigerata \u00abteoria dei tre mondi\u00bb, le cui fonti primarie, oltre che nella prassi cinese, sono rilevabili dalla conversazione tra Mao ed il presidente dello Zambia, Kaunda, e dal discorso di Deng Xiaoping alla VI\u00aa Sessione Speciale dell\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite, entrambe del 1974. Questa teoria era utile alla strategia e alla tattica della direzione cinese che accantonava la via della rivoluzione per entrare negli ingranaggi del gioco politico delle due superpotenze. Essa vedeva il mondo non sulla base degli interessi di classe e della lotta di classe, ma del livello di sviluppo economico dei paesi; sosteneva l\u2019affrancamento del \u00absecondo mondo\u00bb, composto da paesi imperialisti e dai satelliti sovietici dell\u2019Europa dell\u2019est, anche benedicendo, come dimostra il colloquio tra Mao e Kissinger del \u201875, l\u2019integrazione europea. Allo stesso tempo, reputava i paesi del terzo mondo, senza compiere differenze tra i vari governi e le classi sociali che rappresentavano, assertori di un \u00abnuovo ordine economico internazionale\u00bb e \u00abforza motrice rivoluzionaria che fa girare la ruota della storia mondiale\u00bb (dal discorso di Deng Xiaoping). Le altre contraddizioni fondamentali, quelle tra capitalismo e socialismo, tra capitale e lavoro, tra nazioni e popoli oppressi e l\u2019imperialismo (escluse le due superpotenze), sono occultate e cancellate da questa teoria controrivoluzionaria spacciata dai maoisti cinesi come \u00abimportante contributo al marxismo-leninismo\u00bb. Poco importava loro se questo fantomatico, effimero e sopravvalutato \u00abnuovo ordine economico internazionale\u00bb fosse stato reso possibile dai mercanteggi dei paesi produttori di petrolio, che vedeva come protagoniste anche le petromonarchie reazionarie, filo-imperialiste nonch\u00e9 acerrime nemiche e assassine dei rispettivi popoli progressisti in lotta.\u00a0 La \u00abteoria dei tre mondi\u00bb era imperniata sulla visione che i cinesi avevano dell\u2019URSS. Mentre il PLA continuava a considerare sia gli USA che l\u2019URSS come principali nemici e minacce dell\u2019umanit\u00e0, per la Cina il \u00abnemico principale\u00bb era rappresentato dall\u2019Urss, da isolare appoggiando l\u2019imperialismo statunitense, che dominava il mondo economicamente e militarmente ed era passato all\u2019offensiva, ignorando peraltro che l\u2019imperialismo occidentale avesse impedito per decenni la riunificazione cinese puntellando Macao, Hong Kong e Taiwan. Le premesse di questa visione sono desumibili dalla visita segreta di Kissinger in Cina nel 1971, da quella ufficiale di Nixon nel 1972 e dalle conversazioni con alti esponenti dell\u2019imperialismo americano, dalla \u00abdiplomazia del ping-pong\u00bb e dal sostegno cinese a organizzazioni militari e governi ultrareazionari e filo-imperialisti. Eclatante in questo senso il supporto conferito dalla Cina di Mao all\u2019UNITA e al FNLA durante la guerra civile angolana, assieme allo Zaire di Mobutu e al Sud Africa dell\u2019apartheid in funzione antisovietica (l\u2019URSS sosteneva il MPLA). I marxisti-leninisti non escludono le tregue e i patti temporanei di non aggressione con alcuni imperialismi per combatterne altri, eloquenti il Trattato di Brest-Litovsk e lo schieramento sovietico durante la Seconda Guerra Mondiale, a patto che apportino benefici al movimento comunista e operaio internazionale. Se le mosse strategiche di Lenin e Stalin riuscirono, oltre a spezzare l\u2019assedio imperialista, a sviluppare il paese del socialismo e a creare e rafforzare i partiti comunisti nel resto del mondo, la linea a-classista e geopolitica della cricca cinese era diretta a stabilire l\u2019egemonia sui paesi del \u00abterzo mondo\u00bb e a conferire vantaggi alla borghesia cinese, mai realmente espropriata e che passava all\u2019offensiva, con l\u2019ingresso permanente e con diritto di veto nel Consiglio di Sicurezza dell\u2019ONU e l\u2019inglobamento di Macao. Ci\u00f2 con enormi danni per il proletariato, di cui veniva disconosciuto il ruolo di guida nella rivoluzione e per i popoli oppressi del mondo, di cui venivano soffocate le lotte di liberazione contro il giogo imperialista pur di realizzare gli obiettivi di cooperare con gli USA nella lotta contro l\u2019Unione Sovietica revisionista e di mettere Pechino alla testa della borghesia degli stati del \u00abterzo mondo\u00bb, spacciandosi come loro principale difensore. Sotto quest\u2019ottica vanno interpretati i rapporti coi regimi \u00abterzomondisti\u00bb e anti-sovietici come lo Zaire di Mobutu, il Cile di Pinochet, l\u2019Iran di Reza Pahlavi, cos\u00ec come con la Spagna fascista di Franco. Da rammentare anche le relazioni con i gruppi degli \u00abopportunisti senza principio\u00bb di vari paesi (rumeni, spagnoli <a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\"><sup><strong>[2]<\/strong><\/sup><\/a> , ecc.), ricevuti a Pechino e \u00abfraternamente appoggiati\u00bb, anche economicamente per dividere i partiti e il movimento comunista internazionale.<\/p>\n<p>Appare dunque totalmente valida l\u2019analisi che avrebbe svolto il compagno Enver Hoxha l\u2019anno successivo nella sua opera \u00abImperialismo e Rivoluzione\u00bb, secondo la quale la politica estera cinese, inaugurata all\u2019inizio degli anni \u201870, fosse funzionale alla trasformazione della Cina in una superpotenza imperialista. La sua correttezza \u00e8 testimoniata dalla Cina odierna, una superpotenza imperialista emergente, con un modo di produzione classicamente capitalista. Attualmente la Cina persegue la politica del \u00abmultipolarismo\u00bb aspirante a sostituirsi agli imperialisti occidentali nello sfruttamento dei paesi dipendenti e che ha rinunciato a qualsivoglia riferimento all\u2019internazionalismo proletario. Dietro la demagogia sulla \u00abricerca di soluzioni adatte\u00bb in una fase di rapidi mutamenti internazionali, il multipolarismo predica la conciliazione di classe, cerca di creare alleanze fra il proletariato e la borghesia dei paesi imperialisti che si oppongono agli imperialisti nordamericani, fra gli oppressi e gli oppressori, fra i popoli e l\u2019imperialismo. Allo stesso tempo, il multipolarismo \u00e8 la negazione pi\u00f9 flagrante del principio e della pratica dell\u2019internazionalismo proletario, che viene sostituito con il nazionalismo cinese e la solidariet\u00e0 con gli oppressori dei popoli. Nonostante gli sforzi dei revisionisti cinesi, il multipolarismo non elimina le contraddizioni di classe, n\u00e9 quelle fra potenze e monopoli imperialisti e tanto meno quelle fra imperialismo e popoli oppressi. Il mondo \u00abpi\u00f9 giusto\u00bb propagandato dai nuovi mandarini cinesi \u00e8 sempre un sistema dominato dal capitale monopolistico finanziario, dunque un sistema da abbattere. La lotta di classe che il proletariato e i suoi alleati svolgono per conquistare il potere e la lotta della borghesia per mantenere il suo potere non si possono estinguere in questa epoca storica, ma solo accentuare. Oggi come ieri non si pu\u00f2 combattere l\u2019imperialismo, non si pu\u00f2 adempiere ai compiti rivoluzionari del socialismo proletario-scientifico, non si pu\u00f2 costruire l\u2019unit\u00e0 rivoluzionaria del movimento comunista e operaio, senza combattere le tesi revisioniste e opportuniste, senza rompere apertamente e nettamente con queste correnti e le loro organizzazioni nazionali e internazionali. Tale doverosa separazione, favorita dall\u2019acutizzarsi delle principali contraddizioni della nostra epoca, \u00e8 storicamente inevitabile e necessaria per sviluppare la lotta rivoluzionaria del proletariato.<\/p>\n<p>Oggi pi\u00f9 che mai \u00e8 necessario conservare la completa indipendenza teorica, politica e organizzativa, attenendosi saldamente ai principi del marxismo-leninismo per stringere la pi\u00f9 salda unione internazionale dei proletari rivoluzionari di tutti i paesi. La difesa e lo sviluppo della teoria rivoluzionaria del proletariato, lo smascheramento e la lotta senza quartiere ad ogni forma di revisionismo e opportunismo, la pratica vivente dell\u2019internazionalismo proletario, sono aspetti fondamentali della lotta per far avanzare il raggruppamento e l\u2019unit\u00e0 dei sinceri comunisti.<\/p>\n<p>Gennaio 2024<\/p>\n<p><strong>Piattaforma Comunista &#8211; per il Partito Comunista del Proletariato d\u2019Italia<\/strong><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\"><sup>[1]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 La \u00abRivoluzionarizzazione Ulteriore\u00bb albanese e la \u00abGrande Rivoluzione Culturale Proletaria\u00bb cinese, sebbene fossero coeve e avessero apparentemente obiettivi simili, furono condotte in modo opposto: la prima tramite la salda direzione del Partito, la seconda attraverso lo spontaneismo.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\"><sup>[2]<\/sup><\/a>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 Un altro avvenimento che testimonia il manifestarsi di forti riserve verso il maoismo, anche prima della morte di Mao, furono le critiche del Partito Comunista di Spagna (marxista-leninista) al PCC, avviate quando quest\u2019ultimo nel 1970 invit\u00f2 in Cina Santiago Carrillo, Segretario del PCE.<\/p>\n<h2><strong><a href=\"https:\/\/piattaformacomunista.com\/wp-content\/uploads\/2024\/01\/teoria-e-pratica-della-rivoluzione-1977.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">SCARICA E LEGGI L&#8217;OPUSCOLO COMPLETO IN PDF<\/a><\/strong><\/h2>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text] Editoriale pubblicato il 7 luglio 1977 da \u00abZ\u00ebri i Popullit\u00bb, organo del Partito del Lavoro d&#8217;Albania\u00a0\u00a0 INTRODUZIONE Poniamo a [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":10543,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[99,116,98],"tags":[108],"class_list":["post-10542","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-memoria-storica","category-questioni-teoriche","category-testi-m-l","tag-home"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10542","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10542"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10542\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10845,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10542\/revisions\/10845"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10543"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10542"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10542"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10542"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}