{"id":10607,"date":"2024-02-09T21:27:03","date_gmt":"2024-02-09T20:27:03","guid":{"rendered":"http:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=10607"},"modified":"2024-02-17T10:04:08","modified_gmt":"2024-02-17T09:04:08","slug":"lorigine-ideologica-del-fascismo-lattacco-alla-ragione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/lorigine-ideologica-del-fascismo-lattacco-alla-ragione\/","title":{"rendered":"L&#8217;origine ideologica del fascismo: l&#8217;attacco alla ragione"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Carlos Hermida<\/p>\n<p><strong>Partito Comunista di Spagna (Marxista-Leninista) &#8211; PCE(ml)<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><strong>L\u2019ORIGINE IDEOLOGICA DEL FASCISMO:\u00a0<\/strong><strong>L\u2019ATTACCO ALLA RAGIONE<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>Il pensiero europeo tra il 1870 al 1914<\/strong><\/p>\n<p>Tra il 1870 e il 1914 avvennero in Europa una serie di processi economici, politici e sociali che corrispondevano alla diffusione di un insieme di correnti ideologiche reazionarie che rappresentavano un punto di caduta del pensiero europeo, una cesura e una regressione ideologica che sarebbe culminata nel fascismo.<\/p>\n<p>Attorno al 1870 inizi\u00f2 la seconda rivoluzione industriale, caratterizzata dall\u2019uso di nuove fonti di energia (petrolio ed elettricit\u00e0), innovazioni nel processo produttivo (taylorismo, catene di montaggio), concentrazione industriale (trust, cartelli) e l\u2019emergere di nuove potenze industriali. L\u2019enorme sviluppo delle forze produttive nelle principali potenze capitaliste condusse al bisogno per la borghesia di cercare nuovi mercati per vendere una massa enorme di merci che non trovavano pi\u00f9 sbocco nei mercati nazionali. D\u2019altra parte, l\u2019enorme crescita nella produzione spinse anche le principali potenze capitaliste a cercare fonti di materie prime a buon mercato come mezzo di riduzione dei costi e di produzione delle merci al minor prezzo in uno scenario in cui era feroce la competizione tra imprese e paesi. Se fino alla met\u00e0 del XIX secolo il Regno Unito era la principale potenza industriale al mondo, la situazione cambi\u00f2 nettamente nel 1914. Alla vigilia della Prima Guerra Mondiale, gli Stati Uniti erano diventati la potenza industriale guida, con la Germania al secondo posto mente il Regno Unito era sceso al terzo posto.<\/p>\n<p>In quegli anni lo sviluppo del capitalismo condusse all\u2019imperialismo. Le principali potenze europee iniziarono a conquistare il mondo africano e asiatico. Alla Conferenza di Berlino (1884-1885) fu deciso di dividere l\u2019Africa, principalmente a vantaggio di Inghilterra e Francia, sebbene anche Germania, Belgio, Portogallo, Italia, e Spagna presero parte al saccheggio. Anche molta parte dell\u2019Asia rimase nelle mani europee. Gli USA e il Giappone si unirono alla razzia e al saccheggio. Ottenere materie prime e mercati, investire capitali e sfruttare la manodopera autoctona erano i motivi della conquista e della nuova spartizione dei popoli africani e asiatici.<\/p>\n<p>La rapida crescita del capitalismo ebbe anche un\u2019altra conseguenza: lo sviluppo della classe operaia. Il proletariato industriale non solo aumentava numericamente ma rafforzava la propria coscienza di classe. Tra il 1870 e il 1914 i partiti socialisti ottennero una presenza notevole nella vita pubblica europea, sia nei parlamenti che negli enti comunali <a href=\"#_ftn1\" name=\"_ftnref1\">[1]<\/a>.<\/p>\n<p>Tutti questi cambiamenti avrebbero prodotto, come abbiamo detto dianzi, a trasformazioni ideologiche trascendentali. Durante la prima met\u00e0 del XIX secolo, il pensiero europeo era stato largamente influenzato dall&#8217;illuminismo. Il liberalismo, il marxismo e l\u2019anarchismo, mentre rispondevano a diversi interessi di classe, erano ideologie politiche che parlavano di progresso, uguaglianza, giustizia sociale ed emancipazione. Al contrario, dal 1870 in avanti, irruppero sulla scena ideologie che reagivano contro l\u2019illuminismo; era ci\u00f2 che potremmo chiamare un\u2019inflessione irrazionalista. Il nazionalismo xenofobo, il razzismo, l\u2019antisemitismo e l\u2019irrazionalismo filosofico si diffusero in tutta l\u2019Europa per mano di pensatori oggettivamente al servizio della borghesia, perch\u00e9 erano le classi dominanti europee ad essere interessate alla disseminazione di sistemi ideologici che servivano i propri interessi di classe.<\/p>\n<p><strong>Nazionalismo<\/strong><\/p>\n<p>Durante il periodo delle rivoluzioni borghesi, il nazionalismo fu generalmente collegato al liberalismo nella lotta contro l\u2019Antico regime, ma ora assunse un carattere xenofobo, divenne un nazionalismo intensificato che vedeva le altre nazioni come nemiche <a href=\"#_ftn2\" name=\"_ftnref2\">[2]<\/a>. Il cambiamento era legato alla competizione crescente tra borghesie, specialmente tra la borghesia inglese e tedesca. All\u2019inizio del XX secolo, il pericolo di una guerra europea incombeva all\u2019orizzonte. Da una parte vi era l\u2019Intesa (Francia, Inghilterra, Russia) e dall\u2019altra, gli Imperi centrali (Germania e Austria-Ungheria) <a href=\"#_ftn3\" name=\"_ftnref3\">[3]<\/a>. La rivalit\u00e0 crescente tra questi due sistemi di alleanze spiega la diffusione di questo nazionalismo intensificato. Era questione di preparare i popoli alla guerra, di seminare odio verso il nemico presupposto (Francia, Inghilterra, Germania, ecc.) e, di certo, di combattere le tendenze internazionaliste del socialismo. Di fronte alla lotta di classe e alla fraternit\u00e0 proletaria, la borghesia produsse il veleno del nemico straniero e dei sacri interessi della nazione.<\/p>\n<p>Le classi dominanti usano il nazionalismo come un fattore di coesione sociale, come un collante interclassista che raggruppa l\u2019intera societ\u00e0 attorno al concetto di patria e ai suoi simboli: la bandiera e l\u2019inno. Facendo appello ai sentimenti e alle emozioni opposti al pensiero razionale, la borghesia cerca un consenso senza il quale non pu\u00f2 implementare i suoi piani espansionistici.<\/p>\n<p>Lo sciovinismo francese e il jingoismo britannico erano caratterizzati da un nazionalismo intensificato e da un patriottismo bellicista che vedeva la guerra come una forma di affermazione nazionale e di espansione territoriale. Entrambe le formulazioni erano diffuse attraverso una stampa di massa a bassi costi di pubblicazione che raggiungeva ampi settori della societ\u00e0, inclusi settori delle classi popolari; anche l\u2019estensione dell\u2019alfabetizzazione e il servizio militare obbligatorio erano strumenti per nazionalistizzare le masse <a href=\"#_ftn4\" name=\"_ftnref4\">[4]<\/a>.<\/p>\n<p>In Spagna, questo obiettivo non fu ottenuto perch\u00e9 due strumenti che erano fondamentali in altri paesi per la socializzazione del sentimento patriottardo erano carenti: la scuola e l\u2019esercito. In Spagna le classi dominanti vedevano l\u2019educazione come un pericolo per i loro interessi e privilegi. Gli operai dovevano restare nell\u2019ignoranza, cos\u00ec i mali maggiori potevano essere evitati. Lo Stato trascurava i propri obblighi educativi e il risultato fu che nel 1900 il 70% erano analfabeti. Difficilmente si pu\u00f2\u00a0 acquisire il sentimento d\u2019appartenenza ad una patria comune dove viene negata l\u2019educazione pi\u00f9 elementare. Quanto all\u2019esercito, in molti paesi europei contribu\u00ec alla diffusione di sentimenti nazionali l\u2019essere costituito sulla base del servizio militare obbligatorio per tutti i cittadini, a prescindere dalle loro origini sociali. In Spagna, non gioc\u00f2 nemmeno quel ruolo. Dal 1875, l\u2019esercito era progettato come uno strumento per difendere il trono e l\u2019ordine sociale, pi\u00f9 che come un corpo armato per difendere la nazione dagli attacchi esterni. I gendarmi dell\u2019esercito venivano utilizzati per sopprimere brutalmente i conflitti sociali in cui la classe operaia e i contadini erano protagonisti. I settori popolari odiavano l\u2019esercito, che era diventata una casta reazionaria e privilegiata. Questa ostilit\u00e0 era coadiuvata da un sistema di reclutamento assolutamente ingiusto. Consisteva nel sorteggiare ogni anno la quota di giovani che sarebbe dovuta entrare nei ranghi. Tuttavia, se si era scelti, si poteva evitarlo pagando un determinato ammontare di denaro (\u2018\u2019la redenzione monetaria\u2018\u2019). Questo meccanismo classista funzionava anche in caso di guerra. E in tal modo tanto patriottico, i rampolli della borghesia potevano vantare di essere spagnoli nei casin\u00f2, mentre i figli degli operai morivano a Cuba difendendo gli interessi dei latifondisti proprietari degli zuccherifici. Era impossibile per il nazionalismo dell\u2019oligarchia avere radici popolari in queste circostanze <a href=\"#_ftn5\" name=\"_ftnref5\">[5]<\/a>.<\/p>\n<p>Uno dei principali veicoli per l\u2019espansione del nazionalismo era indubbiamente la Storia. In tutti i paesi, questa disciplina accademica contribuiva decisamente alla creazione di una determinata immagine della nazione, coi suoi miti ed eroi. La narrativa storica creava un\u2019identit\u00e0 che si estendeva dalla notte dei tempi fino all\u2019attualit\u00e0. Nel periodo in discussione, uno dei principali rappresentanti del nazionalismo storico fu il tedesco Heinrich von Treitschke (1834-1896), un difensore della conquista coloniale, antisemita e favorevole a una concezione dello stato autoritaria e militarista. Il suo lavoro principale fu la Storia della Germania nel XIX secolo, di cui il primo volume apparve nel 1879 e nel corso di 26 anni apparvero altri sei <a href=\"#_ftn6\" name=\"_ftnref6\">[6]<\/a>.<\/p>\n<p>Sebbene con differenze notevoli, \u00e8 chiaro che tra il 1870 e il 1914 la borghesia europea riusc\u00ec a sollevare una diga nazionalista contro il socialismo e a fomentare un sentimento piuttosto generalizzato di esaltazione patriottica. La verifica del successo fu nel 1914, dove allo scoppio della guerra mondiale la classe operaia non rispose con forza, ma qui entr\u00f2 in gioco anche un fattore chiave: il tradimento dei dirigenti socialdemocratici, che chiamarono alla difesa della patria e alla sacra unione con la borghesia. Solo i bolscevichi in Russia, che ingaggiarono una lotta tenace contro il revisionismo e l\u2019opportunismo, adottarono una posizione chiaramente rivoluzionaria, chiamando alla trasformazione della guerra imperialista in guerra civile e rivoluzione<a href=\"#_ftn7\" name=\"_ftnref7\">[7]<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Razzismo<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019irruzione del razzismo nel pensiero europeo \u00e8 direttamente correlata all\u2019imperialismo. La conquista e il saccheggio delle colonie dovevano essere giustificati ideologicamente, specialmente se teniamo conto che nella sinistra crescevano voci che condannavano e denunciano l\u2019imperialismo. La piroetta ideologica della borghesia consisteva nel presentare la conquista coloniale come un lavoro civilizzatore di una razza bianca \u2018\u2019superiore\u2019\u2019 sui popoli afro-asiatici \u2018\u2019inferiori\u2019\u2019.<\/p>\n<p>Nel 1863, il Dr. J. Hunt, fondatore della Societ\u00e0 Antropologica di Londra, registr\u00f2 nei verbali i contenuti di una delle sessioni scientifiche:<\/p>\n<p>\u2018\u2019<em>Sono state effettuate le seguenti deduzioni.<\/em><\/p>\n<ol>\n<li><em> Che ci sono buone ragioni per classificare il negro come una specie distinta dall\u2019europeo come ce ne sono per rendere l\u2019asino una specie distinta dalla zebra; e se prendiamo in considerazione l\u2019intelligenza, vi \u00e8 una differenza pi\u00f9 grande tra il negro e l\u2019anglosassone che tra il gorilla e lo scimpanz\u00e9.<\/em><\/li>\n<li><em> Che vi sono analogie pi\u00f9 numerose tra il negro e le scimmie che tra l\u2019europeo e le scimmie.<\/em><\/li>\n<li><em> Che il negro \u00e8 inferiore, intellettualmente parlando, all\u2019europeo\u2026\u2019<\/em>\u2019<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il lavoro iniziale del cosiddetto \u2018\u2019razzismo scientifico\u2019\u2019 si deve al francese Josep Arthur de Gobineau, che tra il 1853 ed il 1855 pubblic\u00f2 il <em>Saggio sulla Disuguaglianza delle Razze Umane<\/em>, un lavoro diviso in sei volumi dedicati al tentativo di mostrare la superiorit\u00e0 della razza ariana. Il testo di Gobineau influenz\u00f2 decisamente il saggista inglese, naturalizzato tedesco, Houston Stewart Chamberlain (1855-1927), che nel 1899 pubblic\u00f2 <em>I Fondamenti del XIX Secolo<\/em>, in cui difendeva la supremazia ariana e provava a dimostrare il supposto carattere ariano di Cristo; tutti con un forte contenuto antisemita.<\/p>\n<p>La complicit\u00e0 di molti istituti di insegnamento superiore col razzismo fu estremamente utile alla borghesia nella sua difesa dell\u2019espansione imperialista. Il logico corollario dell\u2019esistenza di razze superiori e inferiori poteva solo essere la giustificazione della conquista di comunit\u00e0 razziali inferiori. Manipolando grossolanamente alcune asserzioni di Charles Darwin contenute nel suo brillante libro <em>L\u2019Origine delle Specie<\/em>, il darwinismo sociale si fece strada tra settori della comunit\u00e0 scientifica e tra molti politici borghesi. Darwin si riferiva alla selezione naturale e alla sopravvivenza del pi\u00f9 adatto, riferendosi all\u2019evoluzione nel quadro della natura; cio\u00e8, si riferiva al processo biologico, ma ci\u00f2 non ha nulla a che fare con le societ\u00e0 umane che sono governate da leggi e norme sviluppate al di fuori della natura. I darwinisti sociali concludevano che l\u2019evoluzione sociale fosse il risultato della vittoria delle razze superiori sulle razze inferiori. Il miglior esempio di questa variante del razzismo pu\u00f2 essere trovato nel discorso del Primo Ministro inglese Lord Salisbury del 4 maggio 1898 nella Royal Albert Hall a Londra e riprodotto sul giornale \u2018\u2019The Times\u2019\u2019 il giorno seguente:<\/p>\n<p><em>\u00a0\u2018\u2019Possiamo dividere le nazioni del mondo, approssimativamente parlando, in viventi e morenti. Da una parte, abbiamo grandi paesi il cui enorme potere aumenta di anno in anno, aumentando la propria salute, aumentando la propria potenza, aumentando la perfezione della propria organizzazione. Le ferrovie hanno dato loro il potere di concentrare in un singolo punto l\u2019intera forza militare della propria popolazione e di assemblare eserciti di una grandezza e di una potenza mai sognate dalle generazioni precedenti. La scienza ha posto nelle mani di questi eserciti armi che aumentano la potenza, la terribile potenza, di coloro che hanno l\u2019opportunit\u00e0 di usarle. Assieme\u00a0 a queste splendide organizzazioni, la cui forza sembra incapace di diminuire e che mantengono ambizioni confliggenti che solo il futuro potr\u00e0 risolvere attraverso un sanguinoso arbitrato, assieme a queste, vi sono numerose comunit\u00e0 che posso solo descrivere come moribonde, sebbene l&#8217;epiteto \u00e8 indubbiamente applicato loro in differenti gradi e con variegata intensit\u00e0.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u2018\u2019&#8230;.Per una ragione o l\u2019altra, per necessit\u00e0 politica o sotto pressioni filantropiche, le nazioni vive si approprieranno gradualmente dei territori delle morenti e i germi e le cause del conflitto tra nazioni civilizzate emergeranno rapidamente\u2026 di certo non dobbiamo supporre che ad\u00a0 una singola nazione viva sar\u00e0 consentito di avere il benefico monopolio di curare o di distruggere questi pazienti sfortunati ( ilarit\u00e0)&#8230; questi problemi possono dar luogo a differenze fatali tra le grandi nazioni i cui potenti eserciti sono uno di fronte all\u2019altro\u2026 certamente non permetteremo che l\u2019Inghilterra sia posta in svantaggio in qualsiasi riassetto che potrebbe avvenire (applausi). D\u2019altra parte, non dobbiamo essere invidiosi se l\u2019ingrandimento di un rivale rimuove desolazione e sterilit\u00e0 di regioni che i nostri eserciti non possono raggiungere.\u2019<\/em>\u2019<\/p>\n<p>Come possiamo vedere, il Primo Ministro inglese non solo faceva mostra di un cinismo straordinario, ma possedeva anche un\u2019enorme lungimiranza riguardo il futuro. I conflitti tra grandi nazioni avrebbero condotto al \u2018sanguinoso arbitrato\u2019\u2019; in altri termini, nel 1898 la guerra del 1914 era gi\u00e0 all\u2019orizzonte.<\/p>\n<p>La borghesia non esit\u00f2 a giocare in pieno la carta del razzismo per giustificare l\u2019espansione imperialista e le guerre che questa espansione comportava, con la sua ripartizione di oneri e sangue a carico delle classi popolari, occultando la realt\u00e0 dello sfruttamento e del saccheggio dei popoli dell\u2019Asia e dell\u2019Africa dietro il supposto lavoro di civilizzazione <a href=\"#_ftn8\" name=\"_ftnref8\">[8]<\/a>.<\/p>\n<p>Uno degli episodi pi\u00f9 sinistri del razzismo fu l\u2019esibizione di indigeni, principalmente afro-asiatici, in \u2018\u2019zoo umani\u2019\u2019 durante gli ultimi decenni del XIX secolo ed il primo decennio del XX secolo. Carl Hagenbeck (1844-1913), mercante e cacciatore di animali selvatici, fu il pioniere di questa pratica vergognosa quando nel 1975 organizz\u00f2 un\u2019esibizione di lapponi a Berlino e a Lipsia.<\/p>\n<p>A Parigi, nel 1877, fu presentata una di queste \u2018\u2019mostre antropo-zoologiche\u2019\u2019 con 14 africani nubiani. A Madrid, nel 1887, fu organizzata un\u2019esibizione con 43 indigeni filippini nel \u201cPalacio de Cristal\u201d nel Parco Retiro e a Barcellona, dal 1897, questo tipo di spettacolo fu organizzato con africani neri. Anche Norvegia, Inghilterra e Belgio ospitarono simili attivit\u00e0. Il fatto di sradicare esseri umani dal proprio habitat naturale e mostrarli pubblicamente in contesti ostili, in condizioni di estrema umiliazione, non sembrava un problema per ampi settori della societ\u00e0, tanto meno alle autorit\u00e0 che permettevano simili eventi. Il successo dell\u2019esibizione del 1878 a Parigi, con 985.000 persone a Parigi visitatrici, indica che il veleno razzista penetr\u00f2 profondamente in molti europei. Dietro una pretesa curiosit\u00e0 scientifica, gli zoo umani cercavano di imprimere nei cittadini che le differenze fisiche e le differenze del colore della pelle fossero inequivocabilmente una prova dell\u2019inferiorit\u00e0 dei popoli dell\u2019Africa e dell\u2019Asia, che erano presentati come anelli di congiunzione tra gli animali e l\u2019uomo bianco <a href=\"#_ftn9\" name=\"_ftnref9\">[9]<\/a>.<\/p>\n<p><strong>Antisemitismo<\/strong><\/p>\n<p>La discriminazione, la persecuzione, l\u2019odio e la violenza fisica contro gli ebrei corrono parallelamente alla storia del cristianesimo. Accusati per secoli di aver ucciso il Cristo, le comunit\u00e0 ebree che si erano stabilite nei territori cristiani furono soggette a tutti i tipi di proibizioni, forzate a vivere in aree specifiche delle citt\u00e0 e colpite periodicamente da ondate di cieca violenza. I massacri degli ebrei in alcuni momenti del Medioevo, come del XIV secolo, erano usati dalle autorit\u00e0 pubbliche come una valvola di sfogo che canalizzava l\u2019ira delle masse popolari verso un obiettivo facilmente identificabile e impediva che il malcontento si rivolgesse al potere politico. Gli ebrei erano, per usare un\u2019espressione colloquiale, \u2018\u2019capri espiatori\u2019\u2019.<\/p>\n<p>Per secoli, il popolo ebraico disperso mantenne le proprie tradizioni e svilupp\u00f2 una strategia basata sull\u2019accettazione dell\u2019arbitrariet\u00e0 e dell\u2019aggressione, senza rispondere con la violenza che era esercitata contro di loro. Altrimenti, rischiavano di essere sterminati.<\/p>\n<p>Con la vittoria delle rivoluzioni borghesi in Europa, inizi\u00f2 una fase in cui le discriminazioni legali contro gli ebrei venivano progressivamente abolite ed essi venivano integrati con pieni diritti nelle nuove nazioni borghesi. Nell\u2019Europa occidentale e centrale, gli ebrei divenivano cittadini, i matrimoni interrazziali venivano legalizzati e molti ebrei abbandonavano le proprie vecchie tradizioni. Nell\u2019Europa orientale, e specialmente nella Russia zarista, l\u2019antisemitismo era ancora vivo e vi erano pogrom periodici.<\/p>\n<p>Dagli anni \u201870 dell\u2019Ottocento, l\u2019antisemitismo sembrava essere un qualcosa del passato, perlomeno nei paesi pi\u00f9 sviluppati, ma questa era una falsa impressione, come mostrarono due eventi.<\/p>\n<p>Sorprendentemente, uno di questi avvenne nella Francia repubblicana, quella Francia che aveva stabilito i Diritti dell\u2019Uomo e del Cittadino nel 1789 e che aveva spazzato via il feudalesimo e la monarchia assoluta con una rivoluzione ispirata dai principi dell\u2019uguaglianza, della libert\u00e0 e della fraternit\u00e0.<\/p>\n<p>Nel 1894 scoppi\u00f2 l\u2019Affare Dreyfus. Questo capitano dell\u2019Esercito francese, di origini ebraiche, fu accusato senza prove di spionaggio e di tradimento per aver concesso documenti segreti ai tedeschi e fu condannato alla prigione a vita nell\u2019Isola del Diavolo. La sentenza mise a nudo i pregiudizi antisemiti nell\u2019esercito e la condanna cre\u00f2 un\u2019enorme divisione sociale in Francia tra coloro che erano favorevoli a Dreyfus e coloro che lo avversavano. Per 12 anni, la famiglia dell\u2019ufficiale condannato e i settori progressisti della societ\u00e0 francese, guidati dallo scrittore Emile Zola, combatterono un\u2019ardua battaglia per far rivedere il caso. Finalmente, nel 1906, la Corte di Cassazione riconobbe l\u2019innocenza di Dreyfus, decise che fosse riabilitato\u00a0 e reinserito nell\u2019esercito.<\/p>\n<p>Durante questo lungo processo un ruolo fondamentale fu giocato dallo scrittore Emile Zola. All\u2019apice del suo prestigio, il 13 gennaio 1898, pubblic\u00f2 un lungo articolo sul giornale L\u2019Aurore (L\u2019Aurora), intitolato \u2018\u2019lo accuso\u2019\u2019, rivolto al Presidente della Repubblica, denunciando tutte le irregolarit\u00e0 nel caso. Condannato ad un anno di prigione per diffamazione, Zola evit\u00f2 la prigione andando in Inghilterra.<\/p>\n<p>L\u2019atteggiamento di Zola segn\u00f2 una svolta nell\u2019atteggiamento degli intellettuali verso gli eventi politici, nel senso che la loro posizione, le loro manifestazioni ed i loro punti di vista avevano un peso nella vita pubblica ed erano capaci di creare opinione. Inoltre, la denuncia di Zola aiut\u00f2 a creare la convinzione tra l\u2019intelligentsia che l\u2019impegno politico fosse inevitabile oltre alla loro attivit\u00e0 professionale.<\/p>\n<p>Il secondo evento avvenne dall\u2019altra parte dell\u2019Europa. Nel 1902 un libro pubblicato in Russia intitolato \u2018\u2019Protocolli dei Savi di Sion\u2019\u2019, un libello antisemita su una presunta cospirazione ebraica su scala internazionale per conquistare il mondo. Sebbene il lavoro fu presto dimostrato essere una falsificazione creata dalla polizia segreta zarista (l\u2019Okhrana) ed i documenti presentati fossero pura invenzione, il libro fu ampiamente diffuso, specialmente dopo il 1917 e contribu\u00ec a fomentare sentimenti antisemiti.<\/p>\n<p>L\u2019affare Dreyfus e la pubblicazione dei Protocolli erano la punta di un iceberg di un fenomeno che non era un problema del passato, ma un sentimento ampiamente diffuso nelle societ\u00e0 europee. Con maggiore o minore intensit\u00e0, che fosse odio, pregiudizio o semplicemente invidia, l\u2019antisemitismo era presente nell\u2019universo ideologico ed emotivo di molti europei. In pi\u00f9, vi era ora una nuova componente. Mentre l\u2019antisemitismo storico era fondamentalmente religioso, ora insisteva sulla componente razziale, come evidenziato nel testo di Eugen D\u00fchring pubblicato in \u2018\u2019La Questione Ebraica\u2019\u2019 (1880):<\/p>\n<p><em>\u2018\u2019L\u2019origine dello scontento generale percepito verso la razza ebraica \u00e8 causato dalla sua inferiorit\u00e0 in tutti i campi intellettuali. Gli ebrei mostrano una carenza di spirito scientifico, una debole comprensione della filosofia, una inabilit\u00e0 a creare nella matematica e perfino nella musica. La fedelt\u00e0, la riverenza, il rispetto e tutte le cose sacre e nobili sono a loro estranee. Ecco perch\u00e9 questa razza \u00e8 inferiore e depravata\u2026 \u00e8 dovere del popolo nordico sterminare queste razze parassitarie nello stesso modo in cui sono sterminate le vipere e le belve.<\/em>\u2019\u2019<a href=\"#_ftn10\" name=\"_ftnref10\">[10]<\/a><\/p>\n<p>Perch\u00e9 l\u2019antisemitismo divenne ancora una volta utile alle classi dominanti? Vi sono un paio di elementi che dovrebbero essere esaminati, almeno come ipotesi. Tra il 1873 ed il 1896 il capitalismo attraversava una grande crisi economica. Non era una questione di mere difficolt\u00e0 economiche, ma una profonda depressione <a href=\"#_ftn11\" name=\"_ftnref11\">[11]<\/a>. Incolpare gli imprenditori ebrei e le loro macchinazioni fu un\u2019alternativa al crescente scontento sociale. E, d\u2019altra parte, vi era il fatto che una parte dei cittadini ebrei si identificava politicamente con la sempre crescente socialdemocrazia. La tentazione di assimilare gli ebrei con un\u2019ideologia che pretendeva di distruggere il capitalismo risult\u00f2 molto forte e utile per la borghesia. Il marxismo diventava in questa forma un\u2019ideologia ostile che attaccava i pilastri della societ\u00e0 &#8211; famiglia, ordine, propriet\u00e0, patria &#8211; e sotto di essa era celato l\u2019obiettivo ebraico del controllo del mondo. Che i Protocolli dei Savi di Sion apparvero nel 1902 e vennero considerati come una Bibbia dai nazisti non \u00e8 una coincidenza.<\/p>\n<p><strong>L&#8217;irrazionalismo in Filosofia<\/strong><\/p>\n<p>Durante il XVIII secolo e parte del XIX secolo, furono formati diversi sistemi filosofici che, da posizioni differenti, provavano a risolvere lo storico problema filosofico della relazione tra essere e pensiero, realt\u00e0 e conoscenza. La ragione illuminista, l\u2019idealismo kantiano, la dialettica hegeliana ed il marxismo sono tra i pi\u00f9 brillanti pensieri filosofici di tutti i tempi e le figure di Kant, Hegel, Marx ed Engels hanno reso la Germania la patria della filosofia. Per lo studio approfondito della filosofia era d&#8217;obbligo iscriversi in una Universit\u00e0 tedesca.<\/p>\n<p>Sebbene le dispute tra i filosofi fossero frequenti e aspre, come in altre discipline accademiche, l\u2019orizzonte cambi\u00f2 radicalmente con l\u2019apparizione sulla scena di Friedrich Nietzsche (1844-1900). Il suo ingresso nel campo della filosofia fu come lo scoppio di un fulmine in una placida giornata estiva.<\/p>\n<p>Egli nacque nella citt\u00e0 tedesca di R\u00f6cken in una famiglia protestante e ricevette una solida educazione umanistica. Studi\u00f2 alle Universit\u00e0 di Bonn e di Lipsia e nel 1869 ottenne la cattedra di filologia classica all\u2019Universit\u00e0 di Basilea, una posizione che dovette lasciare a causa dei suoi problemi mentali. Nel 1889 fu ricoverato in una critica psichiatrica, lasciato alla cura di sua madre e sua sorella.<\/p>\n<p>La sua produzione filosofica pu\u00f2 essere divisa in vari periodi. Il primo si estende dai suoi primi studi a Lipsia al 1878. Fu pesantemente influenzato dai presocratici e da Schopenhauer. Il suo principale lavoro di questo periodo \u00e8 \u2018\u2019La Nascita della Tragedia dallo Spirito della Musica\u2019\u2019. Nel suo secondo periodo (1880-1882), che pu\u00f2 essere chiamato positivista o illuminista, scrisse, tra gli altri lavori, \u2018\u2019Umano Troppo Umano\u2019\u2019, \u2018\u2019Aurora\u2019\u2019 e \u2018\u2019La Gaia Scienza\u2019\u2019. Infine, nel terzo periodo (1882-1900), in cui attacc\u00f2 radicalmente e critic\u00f2 la cultura occidentale, scrisse \u2018\u2019Cos\u00ec Parl\u00f2 Zarathustra\u2019\u2019, \u2018\u2019Al di l\u00e0 del Bene e del Male\u2019\u2019, \u2018\u2019La Genealogia della Morale\u2019\u2019, \u2018\u2019L\u2019Anticristo\u2019\u2019, \u2018\u2019Ecce Homo\u2019\u2019 e frammenti di \u2018\u2019Volont\u00e0 di Potenza\u2019\u2019, sotto il titolo \u2018\u2019Trasvalutazione dei Valori\u2019 <a href=\"#_ftn12\" name=\"_ftnref12\">[12]<\/a>\u2019.<\/p>\n<p>In tutto il suo lavoro troviamo dei blocchi tematici che articolano e che danno unit\u00e0 al suo pensiero. La morte di Dio, il nichilismo, l\u2019eterno ritorno e la volont\u00e0 di potenza. Attraverso uno stile pieno di aforismi, frasi e giudizi taglienti, Nietzsche sottopose a una critica demolitrice la filosofia occidentale e i valori europei (cristianesimo, egualitarismo democratico e socialismo). Davanti ad una morale che considera decadente, difese un vitalismo incarnato nel Superuomo e nella volont\u00e0 di potenza. L\u2019odio della rivoluzione e il disprezzo delle masse del popolo sono una costante nel suo pensiero politico. Il mondo \u00e8 una lotta e in questa lotta deve essere riaffermato il dominio di una \u2018\u2019razza di signori\u2019\u2019 sulla \u2018\u2019massa di schiavi\u2019\u2019. Con Nietzsche, l\u2019irrazionalismo irrompe nella filosofia, glorificando la guerra, la vittoria del pi\u00f9 forte sul pi\u00f9 debole e il dominio dell\u2019istinto sulla ragione <a href=\"#_ftn13\" name=\"_ftnref13\">[13]<\/a>.<\/p>\n<p>\u00c8 stato spesso dichiarato che la filosofia di Nietzsche abbia influenzato l\u2019ideologia nazista. Senza dimenticare che il pensiero del filosofo tedesco \u00e8 stato manipolato in parte dai seguaci di Hitler, \u00e8 evidente che alcuni degli approcci e delle dichiarazioni dell\u2019autore di \u2018\u2019Cos\u00ec Parl\u00f2 Zarathustra\u2019\u2019 ispirarono la visione del mondo nazionalsocialista. L\u2019idea di trasformare Nietzsche in un pensatore a-politico o \u2018\u2019anarchico\u2019\u2019 \u00e8 basata su un&#8217;analisi parziale del suo lavoro. Al contrario, una interpretazione rigorosa espone apertamente il suo carattere anti-democratico e reazionario <a href=\"#_ftn14\" name=\"_ftnref14\">[14]<\/a>.<\/p>\n<p>Citiamo di seguito, come esempio di ci\u00f2 che diciamo, alcuni passaggi dai suoi lavori:<\/p>\n<p>\u2018<em>\u2019L\u2019ampia diffusione dell\u2019educazione conduce alla barbarie. La \u2018questione sociale\u2019 sorge, poich\u00e9 il popolo istruito richiede per s\u00e9 stesso il benessere goduto da pochi\u2026 Perch\u00e9 lo stato ha bisogno della cultura ampiamente diffusa e dell\u2019illuminismo? Perch\u00e9 facendo ci\u00f2, le masse sono portate a credere che, sotto l\u2019egida dello stato, troveranno la giusta via per s\u00e9 stessi &#8211; senza il bisogno di un Fuhrer. Ma lo spirito tedesco sfuggir\u00e0 a questa pseudo-cultura\u2019<\/em>\u2019 <a href=\"#_ftn15\" name=\"_ftnref15\">[15]<\/a>.<\/p>\n<p>\u2018\u2019<em>Il problema dei lavoratori. La stupidit\u00e0 che in ultima istanza non \u00e8 altro che la degenerazione degli istinti e che oggi \u00e8 la causa di tutte le altre stupidit\u00e0, consiste nel fatto che c\u2019\u00e8 un problema operaio. Il primo imperativo dell\u2019istinto \u00e8 che vi sono alcune cose che non possono essere messe in discussione. Se vuoi degli schiavi, \u00e8 stupido educarli per divenire maestri.<\/em> <a href=\"#_ftn16\" name=\"_ftnref16\">[16]<\/a>\u2019\u2019<\/p>\n<p>\u2018\u2019<em>La guerra divide le masse caotiche in gerarchie militari; sopra lo strato pi\u00f9 basso &#8211; quello degli schiavi &#8211; la societ\u00e0 guerriera si erge in una forma piramidale. Il fine dell&#8217;insieme impone il suo giogo su ognuna di esse, originando nelle pi\u00f9 eterogenee nature una specie di trasformazione chimica, che rende tutti affini. Nelle classi superiori, si percepisce meglio di che si tratta, cio\u00e8, l\u2019avvento del genio militare, il fondatore dello stato\u2026 Direi che il guerriero sia un mezzo per la venuta del genio militare e che il suo lavoro sia solo un mezzo affinch\u00e8 quello stesso genio operi<\/em>.<a href=\"#_ftn17\" name=\"_ftnref17\">[17]<\/a>\u2019\u2019<\/p>\n<p>Pertanto pensiamo che la caratterizzazione del pensiero di Nietzsche nel \u2018\u2019Breve Dizionario Filosofico\u2019\u2019, realizzato da M. Rosenthal e P. Yudin, sia fondamentalmente corretta:<\/p>\n<p>\u2018\u2019<em>La filosofia reazionaria, inumana di Nietzsche, intrisa con l\u2019odio verso i lavoratori, proclama il culto della forza e della \u2018bestia bionda\u2019 e corrisponde come nessun\u2019altra all\u2019ideologia dei fascisti. La sua filosofia fu ampiamente sfruttata dagli hitleriani ed \u00e8 sempre al servizio degli ideologi pro-fascisti dell\u2019imperialismo.<\/em>\u2019\u2019<a href=\"#_ftn18\" name=\"_ftnref18\">[18]<\/a><\/p>\n<p><strong>Conclusione<\/strong><\/p>\n<p>Le organizzazioni e i partiti\u00a0 fascisti che emersero dopo la Prima Guerra Mondiale e presero il potere in buona parte dell\u2019Europa non erano assolutamente innovativi nell\u2019ideologia, come \u00e8 stato a volte affermato. Il culto della violenza, la glorificazione della guerra, l\u2019antisemitismo, il fanatismo nazionalista, l\u2019imperialismo e l\u2019esaltazione della razza bianca erano componenti gi\u00e0 presenti nella cultura europea prima dello scoppio della conflagrazione mondiale. Come abbiamo visto, avvenne un cambiamento nella vita intellettuale e nel pensiero dell\u2019Europa attorno al 1870 che continu\u00f2 negli anni successivi. Il pensiero illuminista cedette il posto, non totalmente, ma significativamente, a una tendenza irrazionale nel pensiero che ricorreva pi\u00f9 ai sentimenti, alle pulsioni emotive e agli istinti primari dell\u2019essere umano.<\/p>\n<p>In tutta la mia carriera di docente, ho sentito molti studenti chiedere come \u00e8 stato possibile che in un paese acculturato e sviluppato come la Germania, la patria di Hegel, Goethe, Beethoven, Marx e Schiller, tra gli altri grandi geni, avesse potuto trionfare il nazismo e un uomo mediocre come Hitler essere acclamato dalle folle.<\/p>\n<p>La questione di fondo va oltre l\u2019esistenza di \u00e9lites colte, illuminate e intellettualmente brillanti. Il fascismo non pu\u00f2 essere compreso senza la catastrofe della guerra mondiale, della\u00a0 crisi economica scatenatasi nel 1929 e l\u2019impatto della rivoluzione bolscevica. Ma nell\u2019ampio strato della societ\u00e0 vi era anche un substrato che condivideva i messaggi lanciati dal fascismo. Questo substrato si form\u00f2 indubbiamente nel periodo che abbiamo brevemente affrontato.<\/p>\n<p>Se analizziamo l\u2019Olocausto, sono passati molti anni da quando la storiografia scientifica ha reso chiaro che i nazisti sono stati capaci di sterminare 6 milioni di ebrei perch\u00e9 potevano contare sulla collaborazione di funzionari, poliziotti, militari e ente comune nei paesi occupati. Senza questa collaborazione, e il caso danese \u00e8 un buon esempio di ci\u00f2, l\u2019Olocausto non sarebbe stato possibile o, almeno, non avrebbe raggiunto le dimensioni che ha avuto. <a href=\"#_ftn19\" name=\"_ftnref19\">[19]<\/a><\/p>\n<p>Sono stati gli ufficiali francesi ad arrestare i compatrioti ebrei e alcuni dei peggiori massacri commessi dai tedeschi in Unione Sovietica sono stati perpetrati dai collaborazionisti ucraini. Era questa la tendenza generale nell\u2019Europa occupata durante la Seconda Guerra Mondiale. L\u2019antisemitismo non l\u2019hanno creato i nazisti, era gi\u00e0 presente nella societ\u00e0 europea. Veniva da lontano, ma ha sperimentato un forte aumento tra il 1870 e il 1914.<\/p>\n<p>E cos\u00ec col nazionalismo fanatico e il razzismo. Nella sua fase imperialista, il capitalismo spinge per la guerra e la borghesia non ha pi\u00f9 bisogno dei valori progressisti che us\u00f2 nella sua lotta contro l\u2019Ancien R\u00e9gime. Al contrario, per condurre le masse lavoratrici nella lotta contro i lavoratori di altre nazioni, le classi dominanti diffondono correnti ideologiche che seminano odio tra i popoli. L\u2019irrazionale rimpiazza il razionale. Il capitalismo imperialista trasforma in ampia misura la sovrastruttura ideologica del pensiero europeo, corroborando cos\u00ec le tesi del materialismo storico.<\/p>\n<p><strong><em>Partito Comunista di Spagna (Marxista-Leninista)<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>Madrid, Settembre 2023.\u00a0 <\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref1\" name=\"_ftn1\">[1]<\/a><\/p>\n<p><sup>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 [1]<\/sup> Per il periodo 1870-1914, sono fondamentali le seguenti opere:\u00a0S\u00e1nchez, Jose.: <em>El imperialismo capitalista: concepto, per\u00edodos y mecanismos de funcionamiento<\/em>, Barcelona, editorial Blume, 1977; Cole, G.D.H.: A History of Socialist Thought. Volumes III and IV. London. MacMillan &amp; Co., 1956-1961; Hobsbawm, E.J..: The Age of Empire (1875-1914). Weidenfeld &amp; Nicolson, United Kingdom, 1987; Kriegel, Annie: <em>Las internacionales obreras<\/em>, Barcelona, Mart\u00ednez Roca, 1980; Lenin: <em>Imperialismo, Fase Suprema del Capitalismo<\/em>, in Opere Scelte. Volume V. Mosca, Progress Publishers, 1976; Burrow, J.W.: The Crisis of Reason: European Thought, 1848-1914. Yale University Press, 1992.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref2\" name=\"_ftn2\">[2]<\/a><\/p>\n<p><sup>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 [2]<\/sup> Sul nazionalismo, il libro di E. Hosbawm: <em>Nazioni e Nazionalismi dal 1870, <\/em>\u00e8 indispensabile.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref3\" name=\"_ftn3\">[3]<\/a><\/p>\n<p><sup>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 [3]<\/sup> Per la formazione dei sistemi di alleanze che si sarebbero confrontati nel 1914, vedi P. Renouvin: <em>La crisis europea y la Primera Guerra Mundial (1904-1918). <\/em>Madrid, Akal, 1990<em>.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref4\" name=\"_ftn4\">[4]<\/a><\/p>\n<p><sup>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 [4]<\/sup> A. Pizarroso Quintero: <em>Historia de la Propaganda<\/em>. Madrid, Eudema, 1990. pp. 195-221.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref5\" name=\"_ftn5\">[5]<\/a><\/p>\n<p><sup>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 [5]<\/sup> J. \u00c1lvarez Junco: <em>Mater Dolorosa. <\/em><em>La idea de Espa\u00f1a en el siglo XIX<\/em>. Madrid, Taurus, 2001. pp. 533-563.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref6\" name=\"_ftn6\">[6]<\/a><\/p>\n<p><sup>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 [6]<\/sup> J. Touchard: <em>Historia de las ideas pol\u00edticas<\/em>. Madrid, Tecnos 1983. pp. 531-533.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref7\" name=\"_ftn7\">[7]<\/a><\/p>\n<p><sup>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 [7]<\/sup> Lenin ha analizzato brillantemente il tradimento dei dirigenti socialdemocratici in<em> L\u2019Opportunismo e il Fallimento della Seconda Internazionale<\/em> (Lenin: Opere Complete. Volume 21)<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref8\" name=\"_ftn8\">[8]<\/a><\/p>\n<p><sup>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 [8]<\/sup> Tra i libri che hanno denunciato le atrocit\u00e0 del colonialismo e dell\u2019imperialismo europeo, il lavoro di M. Ferro \u00e8 fondamentale: <em>El libro negro del colonialismo<\/em>. Madrid, La Esfera de los Libros, 2005.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref9\" name=\"_ftn9\">[9]<\/a><\/p>\n<p><sup>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 [9]<\/sup> J. S\u00e1nchez Arteaga:<em> La antropolog\u00eda f\u00edsica y los \u201czool\u00f3gicos humanos\u201d: exhibiciones de ind\u00edgenas como pr\u00e1ctica de popularizaci\u00f3n cient\u00edfica en el umbral del siglo XX<\/em>, in &#8220;Asclepio. Revista de Historia de la Medicina y las Ciencias\u201d vol. LXII, no. 1, January-June, pp. 269-292.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref10\" name=\"_ftn10\">[10]<\/a><\/p>\n<p><sup>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 [10]<\/sup> Eugen D\u00fchring (1833-1921) \u00e8 stato un filosofo, economista e avvocato tedesco. Le sue concezioni, un misto di positivismo, materialismo meccanicista e idealismo, furono sottoposte a una critica demolitrice da parte Engels nella sua opera \u201c<em>Anti-D\u00fchring<\/em>\u201d.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref11\" name=\"_ftn11\">[11]<\/a><\/p>\n<p><sup>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 [11]<\/sup> Maurice Dobb: <em>Studies in the Development of Capitalism<\/em>. London, Routledge &amp; Kegan Paul, 1950. pp. 300-319.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref12\" name=\"_ftn12\">[12]<\/a><\/p>\n<p><sup>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 [12]<\/sup> J. Ferrater Mora: <em>Diccionario de Filosof\u00eda<\/em>. Barcelona, Ariel\/C\u00edrculo de Lectores, 1994. Volume III. p. 2556.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref13\" name=\"_ftn13\">[13]<\/a><\/p>\n<p><sup>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 [13]<\/sup> G. Luk\u00e1cs:<em> El asalto a la raz\u00f3n. La trayectoria del irracionalismo desde Schelling hasta Hitler<\/em>. Mexico, Grijalbo, 1972. pp. 249-323.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref14\" name=\"_ftn14\">[14]<\/a><\/p>\n<p><sup>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 [14]<\/sup> Su questo argomento, \u00e8 particolarmente interessante il libro di N. Gonz\u00e1lez Valera: <em>Nietzsche contra la democracia. El pensamiento pol\u00edtico de Friedrich Nietzsche(1862-1872), <\/em>\u00a0 Madrid, Montesinos, 2010.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref15\" name=\"_ftn15\">[15]<\/a><\/p>\n<p><sup>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 [15]<\/sup> Conferenza di Nietzsche, citata in M. Penella: <em>Nietzsche, la utop\u00eda del superhombre<\/em>. Barcelona, Peninsula Editions, 2011. p. 121.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref16\" name=\"_ftn16\">[16]<\/a><\/p>\n<p><sup>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 [16]<\/sup> F. Nietzsche: <em>C\u00f3mo se filosofa a martillazos<\/em>. Mexico, Grupo Editorial Toro, 2004. pp.128-129.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref17\" name=\"_ftn17\">[17]<\/a><\/p>\n<p><sup>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 [17]<\/sup> Lettura di Nietzsche, citata in M. Penella: <em>Op. cit. p. 130.<\/em><\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref18\" name=\"_ftn18\">[18]<\/a><\/p>\n<p><sup>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 [18]<\/sup> M. Rosental and P. Yudin (direttori): <em>Diccionario filos\u00f3fico abbreviado<\/em>. Havana, Editora Pol\u00edtica, 1964. p. 381.<\/p>\n<p><a href=\"#_ftnref19\" name=\"_ftn19\">[19]<\/a><\/p>\n<p><sup>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 [19]<\/sup> Lo studio pi\u00f9 esaustivo sull\u2019Olocausto \u00e8 di Raul Hilberg: <em>La distruzione degli Ebrei d&#8217;Europa.<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h3><a href=\"https:\/\/piattaformacomunista.com\/wp-content\/uploads\/2024\/02\/Origine-ideologica-del-fascismo-pceml.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>LEGGI L&#8217;ARTICOLO IN PDF<\/strong><\/a><\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Carlos Hermida Partito Comunista di Spagna (Marxista-Leninista) &#8211; PCE(ml) \u00a0L\u2019ORIGINE IDEOLOGICA DEL FASCISMO:\u00a0L\u2019ATTACCO ALLA RAGIONE &nbsp; Il pensiero europeo tra [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":10608,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[112,84,99],"tags":[108],"class_list":["post-10607","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-antifascismo","category-cipoml","category-memoria-storica","tag-home"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10607","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10607"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10607\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10611,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10607\/revisions\/10611"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10608"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10607"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10607"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10607"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}