{"id":10664,"date":"2024-02-25T19:49:45","date_gmt":"2024-02-25T18:49:45","guid":{"rendered":"http:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=10664"},"modified":"2025-01-08T00:23:39","modified_gmt":"2025-01-07T23:23:39","slug":"linceneritore-di-roberto-gualtieri-e-la-risposta-dei-cittadini-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/linceneritore-di-roberto-gualtieri-e-la-risposta-dei-cittadini-2\/","title":{"rendered":"L&#8217;inceneritore di Roberto Gualtieri e la risposta dei cittadini"},"content":{"rendered":"<p><em>Riceviamo da un nostro corrispondente e pubblichiamo.<\/em><\/p>\n<p>Perch\u00e9 bruciare i rifiuti se puoi riciclarli, dargli nuova vita, riusarli almeno al 90%? A questa\u00a0semplice domanda la grande maggioranza dei Paesi a livello mondiale, le citt\u00e0 grandi e piccole, hanno dato una risposta razionale, procedendo a comporre quel ciclo &#8220;virtuoso&#8221; che va dalla riduzione a monte della massa di rifiuti prodotti fino al riciclo, alla raccolta differenziata (RD) e giungendo solo per il residuo a ricorrere a forme meno intelligenti, come la discarica o l&#8217;incenerimento (anche con recupero parziale di energia).<\/p>\n<p>Qualche citt\u00e0 ha raggiunto quote ragguardevoli di raccolta differenziata, organizzandola soprattutto nella modalit\u00e0 del &#8220;porta a porta&#8221;. Ma queste sono cose che molti cittadini conoscono bene e praticano da anni, ricevendo anche, come nel caso della raccolta del rifiuto organico tramite la compostiera domestica, ristori importanti sulla bolletta TA.RI.<\/p>\n<p>A Roma (o Roma Capitale, come piace oggi chiamarla ai governanti), questo discorso di pura\u00a0razionalit\u00e0 \u00e8 completamente estraneo, non tanto a livello di singolo cittadino, quanto a livello di Amministrazione capitolina. Infatti, da molti anni la RD \u00e8 ferma al palo (intorno al 40% appena, configurando gi\u00e0 un&#8217;elusione della norma nazionale ed europea che pone la soglia al 65%, da qualche anno).<\/p>\n<p>Al contrario di quasi tutte le grandi citt\u00e0 italiane, Roma \u00e8 fortemente in sofferenza per quel che riguarda il servizio di raccolta e smaltimento rifiuti, gestito dalla AMA spa, societ\u00e0 <em>in house<\/em>, totalmente appartenente a Roma Capitale. Nessun amministratore capitolino degli ultimi anni, di destra o di \u201csinistra\u201d e nemmeno i pentastellati che ne avevano fatto una battaglia teorica al tempo del loro trionfo del 2017, ha fatto avanzare la citt\u00e0 nella gestione del ciclo &#8220;virtuoso&#8221; dei rifiuti.<\/p>\n<p>Nonostante l&#8217;assenza del ricorso all&#8217;incenerimento dell&#8217;immondizia nei discorsi dei precedenti\u00a0amministratori capitolini e nonostante la Regione Lazio avesse da tempo indicato come sufficiente alle necessit\u00e0 degli oltre 5 milioni di cittadini della regione l&#8217;impianto di San Vittore, un grande inceneritore situato nella provincia di Frosinone, il geniale ultimo inquilino del Campidoglio, Roberto Gualtieri, gi\u00e0 ministro dell&#8217;Economia, ha lanciato l&#8217;idea che si pu\u00f2 costruire \u2013 anzi, \u00e8 necessario farlo \u2013 un &#8220;termovalorizzatore&#8221; anche nel perimetro del Comune romano.<\/p>\n<p>La malsana idea \u00e8 stata presentata come importante, seppure estranea al programma del\u00a0centrosinistra governante la Capitale, soprattutto in vista del Giubileo del 2025 e come risposta al degrado sanitario ed &#8220;estetico&#8221; indotto dalla citt\u00e0 sporca e con un servizio di AMA <em>spa<\/em> decisamente di bassa qualit\u00e0. Sta di fatto che, senza incontrare grossi ostacoli a livello amministrativo e padrone incontrastato della situazione politica, culturale e sociale cittadina, il prode Gualtieri ha individuato il sito per procedere alla costruzione dell&#8217;inceneritore, posto all&#8217;estremo lembo meridionale del territorio romano, a Santa Palomba, adiacente alla Via Ardeatina, in zona gi\u00e0 commerciale e industriale, al confine con le cittadine di Albano Laziale e Pomezia.<\/p>\n<p>Non solo \u00e8 una giustificazione ridicola connettere la realizzazione dell&#8217;inceneritore con i milioni di &#8220;pellegrini&#8221; attesi nella Capitale l&#8217;anno prossimo, visto che per bandire la gara d&#8217;appalto, assegnare i lavori e, soprattutto, terminarli, occorrerebbero circa quattro anni, ma un impianto di tal genere \u00e8 inutilmente nocivo, pericoloso, contrario totalmente a quel ciclo &#8220;virtuoso&#8221; suddetto.<\/p>\n<p>L&#8217;idea del &#8220;mago&#8221; Gualtieri \u00e8 legata, ufficialmente, alla sedicente poca voglia dei cittadini romani e dell&#8217;AMA di differenziare i rifiuti, ma di fatto, come c&#8217;insegna Marx, basta seguire l&#8217;odore del denaro per capire come stanno effettivamente le cose.<\/p>\n<p>Roma Capitale possiede, oltre all&#8217;AMA spa ed all&#8217;ATAC spa (entrambe societ\u00e0 completamente gestite dal Campidoglio e fortemente inefficienti ed accumulatrici di debiti epocali), l&#8217;ACEA spa, ma ne detiene &#8220;solo&#8221; il 51% del capitale, mentre il resto \u00e8 posto sul mercato e quotato in Borsa. Il 23,33% \u00e8 appannaggio di Suez SA (la nota azienda multinazionale francese, che controlla molti settori, tra cui le acque minerali), il 5,45% \u00e8 di propriet\u00e0 di Francesco Gaetano Caltagirone (noto non solo come &#8220;palazzinaro&#8221; capitolino e proprietario de &#8220;Il Messaggero&#8221;, ma controllore della Vianini, della Cementir, del &#8220;Mattino&#8221; di Napoli e con importanti partecipazioni in Assicurazioni Generali, Unicredit, ecc.), il 20% rimanente \u00e8 frazionato tra innumerevoli azionisti privati.<\/p>\n<p>Il sindaco della Capitale ha fatto di tutto per assegnare la costruzione e la gestione dell&#8217;inceneritore ad ACEA spa, organizzando un bando <em>ad hoc <\/em>e trovando altri soggetti interessati, tanto da formare una vera e propria cordata di &#8220;inceneritoristi&#8221; interessati all&#8217;affare milionario (Hitachi, Vianini e altri). S\u00ec, perch\u00e9, leggendo il bando di gara, si apprende che l&#8217;impianto sar\u00e0 gestito per 33 anni dal &#8220;vincitore&#8221;, che la realizzazione sar\u00e0 in <em>project financing<\/em>, con un investimento privato di 946.100.000 \u20ac ed un valore della concessione di 7.432.700.000\u20ac. I ricavi della gestione dell&#8217;impianto si aggirano intorno ai 185\u20ac a tonnellata di rifiuti conferiti. Le tonnellate di rifiuti indifferenziati previsti in entrata saranno ben 600.000 all&#8217;anno, per un totale di almeno 111.000.000\u20ac all&#8217;anno di introiti. Il Comune di Roma per ora assicura un &#8220;aiutino&#8221; di 40 milioni di euro per la costruzione.<\/p>\n<p>Un impianto di questo genere, tra i pi\u00f9 grandi in circolazione, ha bisogno, per essere redditivo per chi ha impegnato risorse finanziarie, di essere alimentato con il massimo consentito di apporto in rifiuti, per tutto il tempo concesso agli investitori (33 anni). Anche per questo, tale impianto \u00e8 completamente in controtendenza rispetto alla raccolta differenziata dei rifiuti: pi\u00f9 indifferenziato viene prodotto dai romani e meglio \u00e8 per gli inceneritoristi.<\/p>\n<p>Se mai il Comune di Roma incrementasse la RD, l&#8217;impianto di incenerimento si troverebbe costretto a ricorrere al mercato di citt\u00e0 e regioni che fanno male la differenziata. Cos\u00ec come fa oggi l&#8217;impianto di Brescia o quello &#8220;mitico&#8221; di Copenhagen, dove si \u00e8 recato recentemente il sindaco inceneritorista Gualtieri, per ammirare la bellezza dell&#8217;impianto danese che va a tutta forza solo grazie agli apporti anche di rifiuti &#8220;stranieri&#8221; (come quelli romani). Dalla cima dell&#8217;impianto, da dove si gode un panorama dall&#8217;alto della citt\u00e0 e sul cui tetto \u00e8 stata realizzata una cervellotica struttura per amanti dello sci, il &#8220;mago dei rifiuti romani&#8221; ha ricordato entusiasticamente che anche a Roma <em>se po&#8217; ffa&#8217;<\/em>.<\/p>\n<p>Il problema maggiore \u00e8 che questa ennesima follia in nome del capitale e del mercato si sostanzier\u00e0 sotto il naso dei cittadini di Albano e di Pomezia (per non parlare degli altri comuni vicini) e ben lontano dal centro della Capitale e dal Campidoglio. Tanto che il 24 febbraio, per l&#8217;ennesima volta, il popolo dei Castelli romani, molti giovani ed anziani comunisti, le associazioni e i comitati, che si battono da anni contro inceneritori, discariche e impianti TMB, sono scesi in piazza con un lungo corteo che \u00e8 arrivato fino al ponte di Ariccia \u2013 da cui si gode uno straordinario paesaggio in direzione del mare e di Santa Palomba \u2013 per gridare forte il loro NO all&#8217;inceneritore di Gualtieri, per segnalare il pericolo di una installazione nociva che sputer\u00e0 dai suoi camini fumi inquinanti e cancerogeni, che brucer\u00e0 una risorsa altrimenti utilizzabile, che consumer\u00e0 centinaia di migliaia di mc di acqua succhiata dal sottosuolo (impoverito negli ultimi anni dalla siccit\u00e0 e dall&#8217;urbanizzazione selvaggia che ha reso drammatico negli ultimi decenni lo squilibri idrico annuale del bacino dei\u00a0Colli Albani), che converr\u00e0 solo alle societ\u00e0 pubblico-private dei disinvolti pescecani della finanza d&#8217;assalto.<\/p>\n<p>Solo l&#8217;organizzazione dal basso, paziente, lunga, che ha individuato i responsabili del degrado ambientale e del saccheggio delle risorse a fini di profitto, pu\u00f2 garantire il raggiungimento degli obiettivi comuni.<\/p>\n<p>Si ringraziano i comitati locali per la fornitura dei dati.<\/p>\n<p><em>U.C.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo da un nostro corrispondente e pubblichiamo. 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