{"id":10898,"date":"2024-04-26T19:26:16","date_gmt":"2024-04-26T17:26:16","guid":{"rendered":"http:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=10898"},"modified":"2024-04-27T17:54:55","modified_gmt":"2024-04-27T15:54:55","slug":"lelezione-di-gramsci-a-deputato-una-pagina-di-storia-poco-conosciuta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/lelezione-di-gramsci-a-deputato-una-pagina-di-storia-poco-conosciuta\/","title":{"rendered":"L\u2019elezione di Gramsci a deputato: una pagina di storia poco conosciuta"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Il 27 aprile 2024 ricorre\u00a0 l\u201987\u00b0anniversario della morte del compagno Antonio Gramsci, il capo della classe operaia del nostro paese assassinato dal fascismo che lo incarcer\u00f2 e condann\u00f2, tramite il \u201cTribunale speciale per delitti contro la sicurezza dello Stato\u201d, a 20 anni, 4 mesi e 5 giorni di galera.<\/p>\n<p>Quando fu arrestato, l\u20198 novembre 1926, Gramsci, oltre ad essere il segretario del Partito Comunista d\u2019Italia \u2013 sezione della Internazionale Comunista, era anche deputato eletto per la XXVII legislatura del Regno d\u2019Italia. Godeva quindi dell\u2019immunit\u00e0 parlamentare che il fascismo calpest\u00f2 sfacciatamente.<\/p>\n<p>L\u2019elezione di Gramsci avvenne cento anni fa, nell\u2019aprile 1924. Come e perch\u00e9 venne eletto deputato, per svolgere la lotta comunista anche dalla tribuna parlamentare, secondo le indicazioni di Lenin?<\/p>\n<p>Riteniamo utile ripercorrere questa pagina di storia, poco conosciuta ma molto interessante.<\/p>\n<p>Dal dicembre del 1923 Gramsci si trovava a Vienna, impossibilitato a tornare in Italia. Con l\u2019avvento del regime fascista era stato infatti emesso un mandato di cattura anche nei suoi confronti. Il Comitato esecutivo dell\u2019Internazionale Comunista, di cui Gramsci faceva parte in quanto rappresentante del Partito Comunista d\u2019Italia (PCd\u2019I), gli aveva perci\u00f2 suggerito di trasferirsi nella citt\u00e0 austriaca per seguire pi\u00f9 da vicino la situazione e l\u2019attivit\u00e0 comunista in Italia, curare l\u2019attivit\u00e0 giornalistica e mantenere i collegamenti internazionalisti.<\/p>\n<p>Alla vigilia delle elezioni politiche del 1924, che si svolsero con la famigerata legge-truffa \u201cAcerbo\u201d, la direzione del PCd\u2019I propose, gi\u00e0 nel gennaio 1924, un blocco di \u00abunit\u00e0 proletaria\u00bb, ai due partiti socialisti: il PSI (fondato da Turati e diretto da Nobili) e il PSU di Matteotti.<\/p>\n<p>Il PCd&#8217;I nell\u2019avanzare questa proposta escluse la possibilit\u00e0 di un accordo di carattere temporaneo, teso al solo scopo di una modifica numerica dei risultati delle elezioni, ma afferm\u00f2 la necessit\u00e0 di concludere un fronte unico permanente tra i partiti posti sul terreno della lotta di classe, interessati perci\u00f2 non alla semplice affermazione elettorale, bens\u00ec al futuro abbattimento dello Stato borghese.<\/p>\n<p>Vi erano dubbi nel PCd\u2019I sull\u2019opportunit\u00e0 di rivolgere la proposta in tali termini al PSU, pregiudizialmente contrario ad una negazione dei principi democratico-borghesi.<\/p>\n<p>Ma tali dubbi vennero superati dalla convinzione che l\u2019inesistenza in Italia di una possibile opposizione democratica e costituzionale poneva anche i riformisti di fronte al problema della lotta contro lo Stato.<\/p>\n<p>\u00c8 evidente in questa scelta il riavvicinamento del PCd\u2019I alle direttive date, fin dal giugno 1921, dal III Congresso dell\u2019Internazionale Comunista, alle quali si era opposta la direzione bordighista che, essendo ostile alla fusione con la frazione terzinternazionalista del PSI, considerava il fronte unico esclusivamente sul piano sindacale.<\/p>\n<p>Venne, quindi preparata una lettera firmata da Togliatti, che fu inviata ai due partiti socialisti e comunicata alla stampa.<\/p>\n<p>Nella dichiarazione comunista si posero tre pregiudiziali alla formazione del blocco elettorale.<\/p>\n<p>Con la prima, si chiedeva che il blocco operaio accettasse l\u2019indirizzo tattico comunista in quanto \u00ab<em>considera la lotta elettorale come un momento dell\u2019azione che il Partito comunista conduce per la formazione di un fronte unico per la difesa degli interessi economici e politici della classe lavoratrice<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Con la seconda, si \u00ab<em>approva e conferma la deliberazione di partecipare alla lotta elettorale<\/em>\u00bb, ci\u00f2 in qualunque condizione, escludendo cos\u00ec un\u2019eventuale astensione del blocco proposto.<\/p>\n<p>Con la terza, venne escluso a priori \u00ab<em>lo scopo di una restaurazione pura e semplice delle libert\u00e0 statutarie<\/em>\u00bb respingendo cio\u00e8 ogni criterio \u00ab<em>volto unicamente ad ottenere uno spostamento nei risultati numerici delle elezioni<\/em>\u00bb, che partisse da preoccupazioni esclusivamente elettorali.<\/p>\n<p>La ferma decisione partecipazionista dei comunisti rese problematica un\u2019intesa fra i tre partiti, in quanto, sia per i massimalisti sia per gli unitari, la questione della partecipazione o meno, rimaneva invece aperta. Essi, infatti, ritenevano che a favore dell\u2019astensione ci fossero due dati: la situazione nelle province, dove era impossibile la libera manifestazione di volont\u00e0, e la legge elettorale, che assicurava preventivamente il successo al governo.<\/p>\n<p>Dopo il passo ufficiale compiuto tempestivamente dai comunisti, pur criticando la loro decisione partecipazionista, non rest\u00f2 alla direzione del PSI che dare mandato di invitare a Roma per il 26 gennaio le rappresentanze dei tre partiti per \u00ab<em>prendere una decisione definitiva circa la formazione del blocco socialista di unit\u00e0 proletaria, sia nel senso dell\u2019astensione, che della partecipazione<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Il PSU, invece, invi\u00f2 al PCd\u2019I una lettera dal tono piuttosto violento, firmata dal segretario Matteotti. Egli accus\u00f2 i comunisti di aver voluto rendere impossibile un\u2019intesa fissando le pregiudiziali, cio\u00e8 imponendo l\u2019adozione del partecipazionismo come tattica elettorale ed escludendo qualsiasi blocco di opposizione al fascismo volto alla restaurazione delle libert\u00e0 statutarie, magari anche con l\u2019appoggio di elementi non appartenenti ai tre partiti di classe. Matteotti rifiut\u00f2 perci\u00f2 l\u2019incontro.<\/p>\n<p>A seguito di contatti, venne convocata una nuova riunione per il 28 gennaio. Ma sia riformisti che comunisti, apparvero sempre pi\u00f9 rigidi sulle rispettive pregiudiziali.<\/p>\n<p>I riformisti, per bocca di Matteotti, ribadirono l\u2019impossibilit\u00e0 di un blocco positivo e programmatico e posero una questione di principio: \u00ab<em>Noi vogliamo lottare contro il fascismo in nome della libert\u00e0, voi in nome della dittatura\u2026. Siete disposti a dichiarare che rinunciate alla dittatura, che siete contro tutte le dittature? Se s\u00ec, possiamo senz\u2019altro far la lista comune; se no, ciascuno deve andare per la propria strada<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>La loro diversa concezione della lotta di classe, il rifiuto della forza per la conquista del potere e la loro fiducia nella possibilit\u00e0 di accordi con gruppi borghesi antifascisti, impedirono di trovare un punto di incontro con i comunisti.<\/p>\n<p>Il PCd\u2019I dal canto suo, esigeva dai riformisti una scelta tra un blocco operaio classista e un blocco di opposizione costituzionale e borghese. Riproposero a questo scopo i quattro punti del blocco proletario: 1) Parola d\u2019ordine: libert\u00e0 del proletariato. 2) Blocco classista e proletario. 3) La lotta per la conquista della libert\u00e0 pone il problema dell\u2019abbattimento dello stato fascista. 4) Blocco non esclusivamente elettorale, ma azione comune in tutti i campi della lotta proletaria.<\/p>\n<p>L\u2019ultimo tentativo di accordo venne compiuto il 29 gennaio 1924, quando il PCd\u2019I ripresent\u00f2 in forma diversa le stesse proposte, naturalmente incontrando ancora l\u2019opposizione del PSU.<\/p>\n<p>Venne allora avanzata dai delegati massimalisti del PSI una mozione che doveva rappresentare il punto di incontro delle opposte tendenze. Pur auspicandovi, infatti, la formazione di un blocco proletario per la riconquista delle libert\u00e0 politiche e sindacali e per l\u2019abbattimento del regime fascista, vi era tuttavia contenuto il riconoscimento che tale accordo avrebbe potuto realizzarsi solo nel pi\u00f9 assoluto rispetto del programma e della fisionomia dei partiti partecipanti.<\/p>\n<p>Fu quindi proposto di dichiarare subito costituito il blocco, ma di riservare la formulazione del piano di azione immediata ed eventualmente successiva ad un Comitato composto dai delegati dei tre partiti.<\/p>\n<p>La mozione per\u00f2 naufrag\u00f2 sul terreno programmatico, inoltre i comunisti non accettarono che la tattica possa essere astensionista, invece che partecipazionista.<\/p>\n<p>A questo punto il PCd\u2019I avanz\u00f2 ai massimalisti del PSI una offerta di blocco a due, di cui venne naturalmente ribadito il carattere programmatico<em>. <\/em><\/p>\n<p>Il 2 febbraio giunse la definitiva risposta negativa della direzione massimalista riunitasi a Milano e che annunci\u00f2, subito dopo, la partecipazione alle elezioni con lista propria. <em>L\u2019Avanti<\/em> continu\u00f2 la polemica nei confronti dei comunisti. Naturalmente <em>l&#8217;Unit\u00e0 <\/em>ribatt\u00e9, accusando gli astensionisti di vigliaccheria.<\/p>\n<p>Il PSI, oltre ad essere travagliato dalla corrente astensionista contraria alle decisioni della direzione, \u00e8 anche corroso dall\u2019atteggiamento tenuto dai \u201cterzini\u201d (la corrente del PSI guidata da Lazzari, vicina alla Terza Internazionale comunista), i quali il 5 febbraio concordarono con il PCd\u2019I una lista elettorale comune, denominata di \u00abUnit\u00e0 proletaria\u00bb, la quale ebbe come funzione, sia di sostituire agli occhi delle masse il mancato accordo con i socialisti, sia di permettere ai comunisti di presentare all\u2019Internazionale Comunista un fronte unico, seppure con alleati deboli (per\u00f2 radicati nella Venezia Giulia, nelle Puglie, nella provincia di Siena e nel Lazio).<\/p>\n<p>In conseguenza di tali decisioni la direzione del PSI, riunitasi a Roma il 10 febbraio, approv\u00f2 un ordine del giorno di radiazione dai quadri del partito delle sezioni e dei singoli iscritti oppostisi alla tattica deliberata per le elezioni.<\/p>\n<p>A questo provvedimento i \u201cterzini\u201d reagirono lanciando, attraverso le pagine dell<em>&#8216;Unit\u00e0 <\/em>(il nome del giornale fu deciso due mesi prima proprio per fare l\u2019unit\u00e0 con i \u201cterzini\u201d)<em>, <\/em>un\u2019esortazione ai loro compagni a non piegarsi al decreto della direzione e a ritirare ugualmente la tessera del partito per l\u2019anno 1924 25.<\/p>\n<p>Sar\u00e0 proprio in questa lista di \u201cUnit\u00e0 proletaria\u201d con i \u201cterzini\u201d che Gramsci venne eletto deputato alle elezioni-truffa del 6 aprile 1924.<\/p>\n<p>Gramsci ottenne 6.584 voti di preferenza su 41.059 voti di lista in Piemonte, e 1.856 su 32.383 in Veneto, risultando eletto deputato in quest\u2019ultima circoscrizione.<\/p>\n<p>I risultati delle liste di \u201cUnit\u00e0 proletaria\u201d mostrarono la conquista di importanti settori centro meridionali (dal 8,5% del 1921 al 12,09% nel 1924). I \u201cterzini\u201d confluirono nel PCd\u2019I nell\u2019agosto del 1924.<\/p>\n<p>Nel mese di maggio Gramsci lasci\u00f2 Vienna e pot\u00e9 rientrare in Italia, dopo due anni, grazie all\u2019immunit\u00e0 parlamentare che lo avrebbe garantito dall\u2019arresto; entr\u00f2 nell\u2019Esecutivo del Partito comunista d\u2019Italia e si trasfer\u00ec a Roma.<\/p>\n<p>Nel mese di agosto, nella riunione del CC in cui tenne una relazione sulla lotta al fascismo, per lo sviluppo del processo rivoluzionario (si era aperta la crisi seguente all\u2019assassinio di Matteotti), Antonio Gramsci venne eletto segretario del Partito Comunista d\u2019Italia.<\/p>\n<p>Di Antonio Gramsci deputato va ricordato il discorso sulla massoneria, pronunciato a nome del PCd\u00ecI alla Camera il 16 maggio 1925, che si concluse con le parole \u201c<em>Il movimento rivoluzionario vincer\u00e0 il fascismo<\/em>\u201d. Un discorso che i compagni e le compagne dovrebbero leggere con attenzione.<\/p>\n<p><em>27 aprile 2024<\/em><\/p>\n<p><strong>Piattaforma Comunista \u2013 per il Partito Comunista del Proletariato d\u2019Italia<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Il 27 aprile 2024 ricorre\u00a0 l\u201987\u00b0anniversario della morte del compagno Antonio Gramsci, il capo della classe operaia del nostro paese [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":10899,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[99],"tags":[108],"class_list":["post-10898","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-memoria-storica","tag-home"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10898","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=10898"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10898\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":10914,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/10898\/revisions\/10914"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/10899"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=10898"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=10898"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=10898"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}