{"id":11022,"date":"2024-06-06T23:18:21","date_gmt":"2024-06-06T21:18:21","guid":{"rendered":"http:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=11022"},"modified":"2024-06-07T00:23:13","modified_gmt":"2024-06-06T22:23:13","slug":"la-classe-operaia-sovietica-privata-dei-mezzi-di-produzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/la-classe-operaia-sovietica-privata-dei-mezzi-di-produzione\/","title":{"rendered":"La classe operaia sovietica &#8211; privata dei mezzi di produzione"},"content":{"rendered":"<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>LA CLASSE OPERAIA SOVIETICA \u2013 PRIVATA DEI MEZZI DI PRODUZIONE<\/strong><\/h3>\n<p style=\"text-align: center;\"><strong>DI VENIAMIN TO\u00c7I e KI\u00c7O KAPETANI<a name=\"_ftnref1\"><\/a><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/44006?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAALvsOpzZLXOJHERVxiMg1PX7teY_ZAai_qN_C16axRc6TizuyTZ6d7XlSkrHi_-sOHR05R87ysyaxEo7xpBr4D7XbLJIXFqGOUkME7L9z0wax_2dda_Ypgtc-PVari_GS69RecnuydsdMLv28P9MPdHY2myQNYhEZOieyL-0k3e6#_ftn1\">[1]<\/a><\/strong><\/p>\n<p><strong>La degenerazione del potere statale in Unione Sovietica, il cambiamento delle funzioni interne ed esterne della dittatura del proletariato, la liquidazione della propriet\u00e0 socialista e la degenerazione dei rapporti socialisti di produzione, il cambiamento della composizione di classe della societ\u00e0 sovietica e la creazione della nuova borghesia revisionista hanno estromesso la classe operaia sovietica dalla direzione del paese, trasformandola in una classe sfruttata.<\/strong><\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Come conseguenza del grande tradimento della cricca revisionista kruscioviana, come conseguenza della negazione e\u00a0 dell\u2019abbandono aperto\u00a0 di questa cricca della teoria e della pratica della rivoluzione e della costruzione socialista, l\u2019Unione Sovietica \u00e8 oggi stata trasformata in uno stato borghese di tipo speciale. \u00c8 stata trasformata in una potenza imperialista che persegue una politica espansionista e che compete con altri paesi capitalisti per la divisione e il dominio del mondo per posizioni egemoniche. Questo processo controrivoluzionario, che si approfondisce continuamente, \u00e8 iniziato con la degenerazione borghese della sovrastruttura socialista, del partito e della dittatura del proletariato, con la loro burocratizzazione e con quella dei quadri.<\/p>\n<p>Distorcendo la teoria marxista-leninista della rivoluzione proletaria e della costruzione del socialismo, i revisionisti kruscioviani hanno creato grande confusione ideologica e hanno disarmato la classe operaia di fronte all\u2019ideologia borghese e riformista. Hanno lastricato la via per la controrivoluzione ideologica che \u00e8 servita da preludio alla controrivoluzione nella politica e nell\u2019ordine socio-economico. Le bandiere di questa controrivoluzione sono divenute \u00abla coesistenza pacifica\u00bb, \u00abla via pacifica della transizione al socialismo\u00bb, \u00abla transizione al socialismo sotto la direzione di un partito non-proletario\u00bb, l\u2019esportazione della rivoluzione e del socialismo attraverso \u00abla competizione economica\u00bb con il capitalismo, \u00ablo stato di tutto il popolo\u00bb kruscioviani, ecc.<\/p>\n<p>La classe operaia e i popoli rivoluzionari del mondo sono testimoni di questo corso controrivoluzionario della direzione revisionista sovietica, sia nella sua politica interna che in quella estera. Una nuova espressione del tradimento revisionista, e una grave sfida a tutti i popoli del mondo, sono i nuovi accordi sovietico-statunitensi che sono stati conclusi recentemente tra le due superpotenze come risultato della visita di Breznev negli USA. Attraverso questi accordi le due parti puntano a stabilire in comune una dittatura controrivoluzionaria internazionale, prendendo il destino e il futuro dell\u2019umanit\u00e0 nelle loro mani, giudicando congiuntamente e colpendo le sollevazioni per la liberazione nazionale e le lotte dei popoli, strangolando ovunque nel mondo il movimento operaio e rivoluzionario, usando per questo scopo il ramo d\u2019ulivo cos\u00ec come la selvaggia violenza militare. Questi accordi mostrano ancora una volta che, malgrado le inevitabili contraddizioni tra di loro, gli imperialisti statunitensi e i socialimperialisti sovietici si sono ora allineati in un fronte comune contro i popoli, si supportano e si incitano l\u2019un l\u2019altro nelle loro mire predatorie e aggressive.<\/p>\n<p>1.<\/p>\n<p>Come risultato della degenerazione borghese, la classe operaia sovietica \u00e8 stata privata della sua missione storica in quanto classe al potere, in quanto classe dirigente egemonica. \u00c8 rimasta una mera forza produttiva in una situazione simile a quella della classe operaia nei paesi capitalisti. In realt\u00e0 viene costantemente proletarizzata, in senso politico e ideologico, cos\u00ec come in senso economico e sociale.<\/p>\n<p>Innanzitutto, la classe operaia sovietica \u00e8 stata privata dell\u2019ideologia rivoluzionaria; \u00e8 stata disarmata ideologicamente. Non assicura pi\u00f9 la leadership ideologica alla vita sociale del paese. Per fini demagogici i revisionisti parlano di \u00absviluppo\u00bb, \u00abarricchimento\u00bb e \u00abapplicazione creativa\u00bb del marxismo-leninismo. Hanno fatto ci\u00f2 al XXIV Congresso del loro partito revisionista e in manifestazioni successive della loro vita politica e sociale. I revisionisti sovietici hanno trasformato le basi ideologiche, politiche e organizzative del partito comunista nel loro opposto. Di conseguenza, la classe operaia non solo \u00e8 rimasta senza la propria ideologia, ma anche senza la propria avanguardia politica \u2013 un vero partito comunista. Il partito revisionista \u00e8 diventato un ricettacolo per i borghesi e gli elementi degenerati, per l\u2019aristocrazia operaia, i burocrati e i tecnocrati. Al XXIV Congresso del loro partito i revisionisti moderni sovietici hanno annunciato che il 44,8% degli effettivi del partito sono colletti bianchi e solo il 40,1% sono operai, in un\u2019epoca in cui gli operai costituiscono il 58% del numero totale del popolo lavoratore del paese. Tra i membri e i membri supplenti dei comitati di partito nei distretti e nelle citt\u00e0 (quindi, si tratta delle organizzazioni di base), solo circa il 40% sono operai e contadini presi insieme. Questo significa che il 60% sono colletti bianchi. Questo dato mostra che il partito revisionista \u00e8 di fatto un partito di colletti bianchi, un partito di intellettuali, un partito di burocrati e non un reale partito della classe operaia.<\/p>\n<p>Tuttavia, i revisionisti kruscioviani stanno cercando di mantenere l\u2019apparenza \u00aboperaia\u00bb del loro partito, mantenendo ancora un numero relativamente alto di operai e contadini nei loro ranghi, sebbene la legge nel partito sia fatta dall&#8217;\u00e9lite borghese al potere. Dall\u2019altra parte occorre ricordare che la percentuale di operai dev\u2019essere vista con riserva, nel senso che alcuni di loro sono elementi aristocratizzati che non rappresentano n\u00e9 la classe operaia n\u00e9 i suoi reali interessi ideologici, politici, sociali ed economici.<\/p>\n<p>Per amore della demagogia e dell\u2019inganno, i revisionisti sovietici continuano a mantenere il nome di \u00abpartito comunista\u00bb, ma nel bilancio finale non \u00e8 il nome che definisce il carattere reale di un partito marxista-leninista. Questo \u00e8 definito dai compiti e dagli obiettivi che il partito si pone, dall\u2019ideologia per cui milita, dalla sua politica interna ed esterna, dalla sua composizione sociale e dalla posizione che occupa nella societ\u00e0 e nell\u2019intero sistema di gestione della vita socio-economica del paese.<\/p>\n<p>L\u2019esclusione della classe operaia dalla direzione della vita del paese \u00e8 espressa su larga scala nella degenerazione del potere statale, nel cambiamento delle funzioni interne ed esterne della dittatura del proletariato e della sua composizione di classe. I revisionisti sovietici hanno proclamato fragorosamente la tesi del cosiddetto stato di tutto il popolo. In realt\u00e0, qui siamo di fronte ad un\u2019utopia, nel quadro interno come in quello esterno dei rapporti delle forze sociali. Lo stato, come categoria storica, non pu\u00f2 essere altro che una dittatura della classe al potere. Lo stato capitalista \u00e8 una dittatura della grande borghesia monopolistica. Lo stato socialista \u00e8 una dittatura del proletariato, una dittatura della classe operaia. Sulla base degli insegnamenti del marxismo-leninismo, questo stato si estinguer\u00e0 senza che sia necessario trasformarlo in uno \u00abstato di tutto il popolo\u00bb. Si estinguer\u00e0 quando le classi si estingueranno e quando il comunismo trionfer\u00e0 finalmente su scala mondiale.<\/p>\n<p>Il potere statale in Unione Sovietica \u00e8 di fatto nelle mani della borghesia revisionista, nelle mani dei burocrati e dei tecnocrati, nelle mani delle persone privilegiate, distaccate dalla classe operaia e dagli interessi del popolo lavoratore. Questa \u00e8 stata la base per l\u2019emersione della grande inflazione e del feticismo degli apparati, cos\u00ec come di qualsiasi cosa proveniente da questi. Lo stato sovietico \u00e8 stato gradualmente de-proletarizzato dal punto di vista della sua composizione di classe e dal punto di vista delle funzioni interne ed esterne che ha assunto.<\/p>\n<p>Anche fisicamente la classe operaia sovietica \u00e8 stata privata del diritto di dirigere lo stato. Secondo informazioni ufficiali, nel Soviet Supremo dell\u2019Unione Sovietica il peso specifico dei colletti bianchi e degli intellettuali \u00e8 superiore di oltre l\u20198% rispetto a quello degli operai e dei contadini collettivi presi assieme (Vedi \u00abSSSR i zarubezhnije strani posle pobedi velikoj socialisticeskoj revolucii\u00bb, Statisticeskij sbornik, Moskva 1970).<\/p>\n<p>Burocrati, colletti bianchi e intellettuali costituiscono la maggioranza assoluta negli organi dello stato revisionista, eletti o nominati. Sono precisamente questi uomini con potere illimitato che impongono la loro volont\u00e0 sugli organi legislativi, che dettano e stabiliscono le leggi e i regolamenti. Essi calpestano i diritti democratici e le libert\u00e0 delle masse lavoratrici, nonostante propagandino fragorosamente la loro cosiddetta democrazia socialista. \u00c8 noto che non solo le ampie masse lavoratrici, ma anche i cosiddetti organi eletti non prendano parte nella formulazione della politica e delle posizioni, su questioni interne o esterne, nella formulazione delle principali leggi e decisioni, nel loro esame ed applicazione. Queste sono di competenza esclusiva del circolo ristretto della cricca al potere, mentre alla classe operaia e al resto del popolo lavoratore sono presentate con un fatto compiuto.<\/p>\n<p>Inoltre, gli organi legislativi sono sotto il controllo effettivo degli organi esecutivi, degli apparati burocratizzati e imborghesiti. Esistono pochi paesi nel mondo dove la burocrazia ha concentrato poteri cos\u00ec grandi e incontrollati nelle sue mani come in Unione Sovietica. La burocrazia in quel paese mantiene nelle sue mani non solo il monopolio ideologico ma anche il potere politico ed economico. La burocrazia e il burocratismo sono stati elevati a sistema, si sono trasformati in metodi e stili di giudizio, di azione e di vita. La macchina burocratica sfrutta a tutti i livelli la classe operaia e le altre masse lavoratrici, esercita violenza politica ed economica contro di essi ed \u00e8 divenuta un ostacolo all\u2019uso razionale delle risorse naturali e umane.<\/p>\n<p>2.<\/p>\n<p>La degenerazione borghese del partito e dello stato sovietico ha portato inevitabilmente alla degenerazione della propriet\u00e0 dei mezzi di produzione, che \u00e8 l\u2019elemento basilare dei rapporti di produzione. Parlando di questa questione al VI Congresso del PLA, il compagno Enver Hoxha ha detto: \u00ab Il mutamento del carattere del partito e dello Stato, la trasformazione controrivoluzionaria nel campo della sovrastruttura politica e ideologica non potevano non portare anche al mutamento della base economica del socialismo. Le riforme economiche intraprese dai kruscioviani, in conformit\u00e0 con le loro concezioni ideologiche antimarxiste, hanno portato a un radicale mutamento dei rapporti di produzione\u00bb. (Enver Hoxha, Rapporto al VI Congresso del PLA, pagina 236).<\/p>\n<p>L\u2019espressione pi\u00f9 concentrata della separazione della classe operaia dalla direzione effettiva dello stato e dell\u2019economia \u00e8 senza dubbio la sua privazione dei principali mezzi di produzione, la liquidazione della propriet\u00e0 socialista e la degenerazione dei rapporti socialisti di produzione. Era chiaro che dopo la degenerazione della sovrastruttura sarebbe seguita immancabilmente la degenerazione della base economica stessa. La sovrastruttura degenerata deve immancabilmente avere una corrispondente struttura degenerata. Su questa questione i revisionisti moderni hanno agito e continuano ad agire demagogicamente perch\u00e9 non era e non \u00e8 facile per essi dichiararsi apertamente contro la propriet\u00e0 socialista.<\/p>\n<p>La riforma economica svolta dai revisionisti sovietici ha cambiato nell\u2019essenza l\u2019intero sistema di possesso e di amministrazione della precedente propriet\u00e0 socialista; ha cambiato la propriet\u00e0 dallo stato socialista come rappresentante diretto della classe operaia e delle altre masse lavoratrici, trasferendola gradualmente nelle mani della nuova borghesia revisionista.<\/p>\n<p>Per via di molti fattori politici, economici, storici e psicologici, la propriet\u00e0 non poteva essere fatta degenerare attraverso la spartizione capitalista della propriet\u00e0 nella forma classica di passaggio al possesso capitalista individuale. Questo passaggio \u00e8 stato compiuto preservando le apparenze della propriet\u00e0 statale e conferendole il carattere di propriet\u00e0 monopolistica statale. Nel bilancio finale, non \u00e8 di alcuna importanza per la classe operaia se la propriet\u00e0 \u00e8 nelle mani dei capitalisti individuali o nelle mani del capitale comune nella forma dei monopoli statali. In entrambi i casi \u00e8 presente sfruttamento, sia sfruttamento capitalista individuale o capitalista collettivo.<\/p>\n<p>Il carattere della propriet\u00e0 e dei rapporti di produzione, definiscono anche il vero carattere dello stato. Ma anche quest\u2019ultimo esprime e definisce il carattere della propriet\u00e0 e dei rapporti di produzione.\u00a0 Coloro che hanno la macchina statale nelle loro mani possiedono anche i principali mezzi di produzione e usano la macchina statale come una potente arma per incrementare la loro ricchezza e il profitto capitalista. I classici del marxismo-leninismo hanno sottolineato che il carattere della propriet\u00e0 dipende dalla natura dell\u2019ordine economico-sociale e dello stato.<\/p>\n<p>Parlando delle nazionalizzazioni, Karl Marx disse: \u00ab&#8230; finch\u00e9 le classi ricche rimangono al potere, ogni nazionalizzazione rappresenta non la liquidazione dello sfruttamento, ma solo il cambiamento della sua forma&#8230;\u00bb (K. Marx, F. Engels, Opere, vol. 28, ediz. russa, pagine 301-302).<\/p>\n<p>Procedendo da queste tesi di Marx, possiamo definire anche il carattere della propriet\u00e0 statale in Unione Sovietica. La nuova borghesia sovietica ha preso il potere statale non come un fine in s\u00e9, ma come un potente mezzo per arricchirsi e per trarre profitti materiali. Attraverso lo stato ha preso anche la propriet\u00e0 statale e l\u2019ha trasformata in una propriet\u00e0 capitalista di tipo speciale.<\/p>\n<p>Formalmente e nell\u2019apparenza esterna la propriet\u00e0 statale in Unione Sovietica \u00e8 chiamata propriet\u00e0 socialista, ma in realt\u00e0 ha perso il suo carattere un tempo socialista. Con la separazione della classe operaia dalla direzione della vita del paese, la propriet\u00e0 statale \u00e8 stata usata dalla nuova borghesia sovietica come un mezzo d\u2019arricchimento e profitto, appropriandosi del plusvalore creato dalla classe operaia.<\/p>\n<p>Con il cambiamento del carattere della propriet\u00e0, sono cambiati anche lo scopo della produzione e la destinazione dei risultati del lavoro. Anche il sistema di gestione e di pianificazione \u00e8 fondamentalmente cambiato. Privare la classe operaia dei mezzi di produzione ha comportato, come conseguenza, la sua separazione dalla direzione effettiva dell\u2019economia e della produzione. Con la riforma economica, i revisionisti kruscioviani hanno rimpiazzato il sistema di pianificazione socialista dell\u2019economia con un sistema \u00abflessibile\u00bb di pianificazione, dando completa autogestione alle imprese per agire in modo sfrenato nei campi della produzione, della distribuzione, dell\u2019accumulazione, degli investimenti di capitale, ecc. Il diritto che \u00e8 stato dato ai direttori delle imprese per l\u2019uso, l\u2019amministrazione, la vendita dei beni prodotti, ecc., i loro diritti nel campo dei rapporti di scambio e distribuzione dei prodotti, mostrano chiaramente l\u2019uso capitalistico personale della propriet\u00e0 e dei risultati del lavoro nelle imprese economiche dell\u2019Unione Sovietica. Qui sta la fonte della concorrenza per il maggior profitto possibile, che ha stravolto tutte le imprese economiche del paese. Deriva da ci\u00f2 la mancanza di alcune merci in un\u2019area o distretto del paese e il loro surplus in altre aree e distretti, o anche il fenomeno che la stessa merce della stessa qualit\u00e0 sia venduta a prezzi differenti in uno stesso mercato.<\/p>\n<p>Nel processo della degenerazione della propriet\u00e0, i revisionisti sovietici hanno realizzato cambiamenti importanti nel criterio della costruzione delle imprese economiche, nelle loro caratteristiche economiche e giuridiche, nei loro legami col meccanismo della riproduzione del prodotto sociale, cos\u00ec come nella loro distribuzione geografica. Hanno creato unioni di monopoli di tipo capitalistico nell\u2019industria, nell\u2019agricoltura, nei trasporti e in altre branche economiche, unioni che fagocitano continuamente le imprese piccole e medie e che comportano un grande spostamento di riserve e di fornitura di lavoro. Un fattore motivante di questo processo spontaneo \u00e8 l\u2019assicurazione dei profitti capitalistici. Il fatto che la classe operaia sia privata della propriet\u00e0 dei mezzi di produzione \u00e8 visto chiaramente anche nel modo in cui sono usati i fondi creati nelle imprese. \u00c8 calcolato che l\u201980-85% dei fondi di incentivo materiale vadano nelle tasche dei direttori. Secondo statistiche ufficiali, negli ultimi 4-5 anni al personale tecnico-ingegneristico sono stati dati 12 volte pi\u00f9 bonus mensili rispetto agli operai e ai colletti bianchi 6-7 volte di pi\u00f9 (Vedi: Seria Ekonomicheskaja, Nr. 2, anno 1972, pagina 47).<\/p>\n<p>3.<\/p>\n<p>La degenerazione capitalista della propriet\u00e0 non poteva non condurre anche ad una degenerazione capitalistica del principio di remunerazione. Infatti, i revisionisti sovietici hanno rimpiazzato la remunerazione secondo il lavoro svolto con un intero sistema di divisione dei redditi, che permette alla nuova borghesia ogni possibilit\u00e0 di appropriazione del lavoro e del sudore della classe operaia e delle altre masse lavoratrici, garantendosi redditi molte volte maggiori di quelli degli operai e dei contadini. Come risultato, \u00e8 stata creata una differenziazione marcata nei redditi, che favorisce in primo luogo i direttori dell\u2019apparato burocratico del partito, dello stato e dell\u2019economia. Ci\u00f2 ha inevitabilmente comportato la crescita della polarizzazione capitalistica dell\u2019attuale societ\u00e0 sovietica e su questa base l\u2019aggravamento dell\u2019antagonismo sociale. Evidenziando il bisogno e l\u2019importanza della riduzione delle differenze dei salari nel socialismo, V. I. Lenin ha sottolineato tra le altre cose: \u00abSotto il regime socialista i funzionari cessano di essere \u00abburocrati\u00bb, o \u00abcolletti bianchi\u00bb nella misura in cui il pagamento sia ridotto al salario medio del popolo lavoratore\u00bb (V. I. Lenin, Opere Scelte, vol. II pagina 235). Attualmente, tuttavia, nell\u2019Unione Sovietica c\u2019\u00e8 una grande discrepanza nei redditi di differenti gruppi e sezioni della popolazione. \u00c8 sufficiente menzionare che i direttori delle imprese economiche, quando sono adempiuti gli indici dei piani, possono ricevere un bonus supplementare annuale fino a 7 salari mensili, senza includere altri tipi di incentivi materiali.<\/p>\n<p>Attraverso bonus cospicui per il personale dirigente del partito e degli apparati dello stato e dell\u2019economia, \u00e8 stata creata in Unione Sovietica la casta dei nuovi boss che si sta ingrassando dallo sfruttamento del lavoro operaio. I salari e i bonus che questi boss ricevono non sono affatto in diretta proporzione al loro lavoro e non rappresentano affatto la remunerazione secondo il lavoro. Molte imprese sovietiche hanno implementato e stanno espandendo un sistema di bonus per mezzo del quale il 50% dei fondi acquisiti dalla riduzione del numero degli operai come risultato dell&#8217;incremento dell\u2019intensit\u00e0 di lavoro sono inseriti nel fondo dell\u2019incentivo materiale supplementare, da cui traggono profitto principalmente i direttori burocratici e tecnocratici che dirigono questa \u00aboperazione razionalizzatrice\u00bb.<\/p>\n<p>In Unione Sovietica, con l\u2019implementazione della riforma economica, c\u2019\u00e8 stato un grande incremento dell\u2019intensit\u00e0 di lavoro e della fluttuazione della forza lavoro che spesso assume la forma di un \u00abmercato nascosto\u00bb della disoccupazione. Questi due fenomeni si sviluppano parallelamente col processo reale di decentralizzazione dell\u2019economia e in generale con il processo di degenerazione dei rapporti di distribuzione, scambio e consumo del prodotto sociale. Usando la tesi dell\u2019aumento della produttivit\u00e0 del lavoro e dell\u2019efficienza della produzione come una maschera, una serie di metodi \u00abscientifici\u00bb sono stati applicati per incrementare la scala d\u2019intensit\u00e0 del lavoro degli operai, con l\u2019obiettivo di incrementare i profitti e il fondo dell\u2019incentivo materiale supplementare.<\/p>\n<p>Non \u00e8 un caso che nell\u2019economia sovietica, proprio come nelle economie dei paesi capitalisti, esista il fenomeno della disoccupazione, operante in condizioni specifiche e principalmente nella forma di disoccupazione nascosta. Secondo le ammissioni dei circoli revisionisti stessi, in Unione Sovietica, ogni anno, solo una media di 3 milioni di popolazione urbana (non includendo la popolazione rurale) si muove per il paese in cerca di lavoro. Se prendiamo in considerazione che l\u201980% di questa migrazione interna \u00e8 costituita di persone in et\u00e0 lavorativa, e senza calcolare qui i movimenti nella campagna e dalla campagna alla citt\u00e0, risulta che il 10% dei lavoratori non prende praticamente parte alla produzione (Vedi: Ekonomika i Organizacija Promishlenovo Proisvodstva Nr. 3, 1972, pagina 29-30).<\/p>\n<p>Assieme alla privazione dei mezzi di produzione, la classe operaia \u00e8 stata separata da tutte le funzioni di direzione e amministrazione. Queste funzioni sono state concentrate nelle mani dei quadri burocratizzati che dirigono la produzione nei loro interessi, incrementando lo sfruttamento del popolo lavoratore con qualunque metodo.<\/p>\n<p>I burocrati e tecnocrati sovietici, trasformati in una classe in s\u00e9, stanno aumentando continuamente. Ci\u00f2 \u00e8 mostrato dai dati riguardanti la struttura di classe dell\u2019attuale societ\u00e0 sovietica. Cos\u00ec, mentre nel 1939 i colletti bianchi e le loro famiglie erano il 17,7% della popolazione dell\u2019Unione Sovietica, nel 1970 rappresentavano il 25% di questa stessa popolazione (Vedi: \u00abEkonomicheskaja Gazeta\u00bb Nr. 4, 1972, pagina 3). Cambiamenti simili sono avvenuti anche nella struttura del popolo lavoratore sovietico. Mentre nel 1960 i colletti bianchi rappresentavano il 21% del numero totale del popolo lavoratore sovietico, nel 1970 il loro peso specifico ha raggiunto il 26,4% (Vedi: \u00abEkonomicheskaja Gazeta\u00bb Nr. 5, 1972, pagina 1).<\/p>\n<p>Per realizzare i loro obiettivi il pi\u00f9 \u00abtranquillamente\u00bb possibile, i revisionisti moderni hanno sommerso la classe operaia nella palude dell\u2019indifferentismo e dell\u2019apoliticismo. Numerosi fatti testimoniano questa indifferenza e la separazione della classe operaia sovietica dalla direzione della produzione. In un sondaggio pubblico organizzato in un\u2019assemblea di un impianto metallurgico in Siberia, in cui 1000 operai erano intervistati, pi\u00f9 del 70% di essi ha risposto che non conosce, e non erano interessati a conoscere, come era stato realizzato il programma di produzione, che non hanno mai parlato agli incontri e che era inutile parlare quando la loro opinione non era presa in considerazione. Questo \u00e8 sintomo di indifferenza e di apatia degli operai sovietici sui problemi dell\u2019organizzazione e della conduzione della produzione, che di certo \u00e8 un risultato del loro esser stati privati della guida della vita del paese e del diritto di propriet\u00e0 dei mezzi di produzione.<\/p>\n<p>Parallela con la burocratizzazione dell\u2019apparato revisionista, si osserva nell\u2019attuale societ\u00e0 sovietica la tendenza al parassitismo borghese, un crescente numero di persone che vivono dello sfruttamento del lavoro della classe operaia e dei contadini lavoratori. Questo fenomeno influenza negativamente la struttura sociale del paese, la distorce e ne causa la degenerazione, oltre ad aumentare il parassitismo sociale. Una delle manifestazioni di questo parassitismo \u00e8 la crescita della sfera non produttiva a un tasso ingiustificato. Secondo statistiche ufficiali, mentre nel 1950 il 13,8% del numero totale dei lavoratori (escludendo gli scolari e i militari) erano assunti nella sfera non produttive dell\u2019economia sovietica e, nel 1960, il 17% del popolo lavoratore era assunto in questa sfera, all\u2019inizio degli anni \u201870 la sfera non produttiva ha assorbito circa il 22% delle persone abili.<\/p>\n<p>Nell\u2019economia sovietica il numero del popolo lavoratore nella sfera non produttiva si sta incrementando a un tasso molto pi\u00f9 elevato del numero nella sfera produttiva. Questa tendenza continua ad approfondirsi. Siamo qui di fronte ad un\u2019espressione del parassitismo economico e sociale.<\/p>\n<p>Di certo, con l\u2019aumento della produzione sociale deve aumentare anche l\u2019attivit\u00e0 delle branche non produttive che servono la produzione e la popolazione. Ma l\u2019aumento della sfera non produttiva non dovrebbe essere in diretta proporzione alla sfera produttiva, altrimenti i tassi della riproduzione socialista allargata rallenterebbero. La teoria marxista-leninista della riproduzione allargata socialista insegna questo e ci\u00f2 \u00e8 stato dimostrato ogni giorno dalla pratica della costruzione socialista.<\/p>\n<p>La vita ha dimostrato e sta fornendo quotidianamente ulteriore prova dell\u2019allontanamento dei revisionisti sovietici dai principi del marxismo-leninismo sul partito e lo stato proletario, sul ruolo della classe operaia nella rivoluzione e la costruzione del socialismo. \u00abLa marcia indietro dell\u2019Unione Sovietica e di alcuni altri paesi, &#8211; come ha detto il compagno Enver Hoxha, &#8211; \u00e8 connessa precisamente con il fatto che l\u00e0 gli insegnamenti del marxismo-leninismo sono stati abbandonati e hanno rinunciato ai principi fondamentali della costruzione socialista, hanno distrutto le vittorie della rivoluzione e hanno spianato la strada alla restaurazione del capitalismo\u00bb.<\/p>\n<p><a name=\"_ftn1\"><\/a><a href=\"https:\/\/th.mail.yahoo.com\/d\/folders\/1\/messages\/44006?guce_referrer=aHR0cHM6Ly9sb2dpbi55YWhvby5jb20v&amp;guce_referrer_sig=AQAAALvsOpzZLXOJHERVxiMg1PX7teY_ZAai_qN_C16axRc6TizuyTZ6d7XlSkrHi_-sOHR05R87ysyaxEo7xpBr4D7XbLJIXFqGOUkME7L9z0wax_2dda_Ypgtc-PVari_GS69RecnuydsdMLv28P9MPdHY2myQNYhEZOieyL-0k3e6#_ftnref1\">[1]<\/a>\u00a0Veniamin To\u00e7i e Ki\u00e7o Kapetani, economisti.<\/p>\n<p>Da \u201cAlbania Today\u201d, Nr. 4, (11) 1973 \u2013 luglio-agosto, ed. inglese, traduzione a cura di Piattaforma Comunista.<\/p>\n<h3><a href=\"https:\/\/piattaformacomunista.com\/wp-content\/uploads\/2024\/06\/la-classe-operaia-sovietica-privata-dei-mezzi-di-produzione.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">SCARICA E LEGGI IN PDF<\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>LA CLASSE OPERAIA SOVIETICA \u2013 PRIVATA DEI MEZZI DI PRODUZIONE DI VENIAMIN TO\u00c7I e KI\u00c7O KAPETANI[1] La degenerazione del potere [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":11023,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[116,98],"tags":[],"class_list":["post-11022","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-questioni-teoriche","category-testi-m-l"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11022","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11022"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11022\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11028,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11022\/revisions\/11028"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11023"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11022"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11022"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11022"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}