{"id":11048,"date":"2024-06-15T19:33:15","date_gmt":"2024-06-15T17:33:15","guid":{"rendered":"http:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=11048"},"modified":"2025-06-14T23:39:00","modified_gmt":"2025-06-14T21:39:00","slug":"note-sul-revisionismo-moderno","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/note-sul-revisionismo-moderno\/","title":{"rendered":"Note sul revisionismo moderno"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>I PARTE<\/strong><\/h5>\n<p>La lotta spietata contro il revisionismo moderno in tutte le sue forme e correnti,\u00a0 saldamente basata sula teoria marxista-leninista, \u00e8 fondamentale per la costituzione di un autentico Partito comunista del proletariato nel nostro paese capace di dirigere la lotta per la rivoluzione e il socialismo.<\/p>\n<p>Di qui la necessit\u00e0 di approfondire la conoscenza di questo fenomeno, delle condizioni che permisero la sua diffusione nel movimento comunista internazionale, del suo rapporto intrinseco con l\u2019imperialismo e la reazione mondiale per soffocare la lotta di classe rivoluzionaria della classe operaia e dei popoli oppressi.<\/p>\n<p>Il revisionismo moderno non pu\u00f2 essere compreso come una semplice deviazione dal marxismo-leninismo, una corrente ad esso ostile sorta nel suo stesso seno, come fu nel caso del vecchio revisionismo, che si svilupp\u00f2 nell\u2019epoca del capitalismo pre-monopolistico, quando la rivoluzione socialista non aveva ancora trionfato.<\/p>\n<p>Per comprendere il fenomeno del revisionismo moderno (Browder, Tito, Krusciov, Togliatti, Mao, etc.), dobbiamo anzitutto osservare che esso si \u00e8 originato in un momento storico in cui il proletariato era al potere in alcuni paesi e il socialismo era una realt\u00e0 che avanzava, dimostrando agli occhi dei lavoratori di tutto il mondo la superiorit\u00e0 del sistema socialista e aggravando i problemi della borghesia.<\/p>\n<p>Capitalismo e socialismo sono i due opposti di una contraddizione antagonista fondamentale. Fra questi opposti vi \u00e8 stata una lotta permanente e senza quartiere; uno ha cercato di distruggere l\u2019altro, di sostituirlo nel processo dello sviluppo storico.<\/p>\n<p>La lotta fra capitalismo e socialismo divenne particolarmente acuta dopo la seconda guerra mondiale, con il distacco di una serie di paesi dell\u2019Europa dal sistema capitalista-imperialista, a seguito della disfatta del nazifascismo, la disgregazione del mercato mondiale unico, la creazione del campo socialista e la divisione del mondo in campi opposti.<\/p>\n<p>Il moderno revisionismo, quale fenomeno internazionale manifestatosi in quel periodo, ha le sue origini in due fenomeni:<\/p>\n<ol>\n<li>Sul piano esterno, l\u2019accerchiamento capitalistico e l\u2019enorme pressione esercitata dall\u2019imperialismo \u2013 soprattutto dall\u2019imperialismo degli Stati Uniti che si era rafforzato, e dal blocco anticomunista da essi egemonizzato \u2013 sul movimento comunista e operaio internazionale (sia sui Partiti che erano giunti al potere, sia su quelli che non vi erano giunti). Una situazione storica specifica, con l\u2019intera borghesia mondiale, le sue istituzioni, agenzie, forze di riserva, etc., schierata dietro la direzione della borghesia imperialista statunitense per combattere il socialismo.<\/li>\n<li>Sul piano interno la formazione di una nuova classe privilegiata nell\u2019apparato statale sovietico e la successiva liquidazione della propriet\u00e0 socialista, che hanno determinato la tendenza alla conciliazione, alle concessioni, alla collaborazione e infine alla capitolazione di fronte alla pressione imperialista.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Questi fenomeni di ordine esterno e di ordine interno non vanno concepiti isolati l\u2019uno dall\u2019altro; sono infatti strettamente collegati fra di loro, si intrecciano, determinando il quadro complessivo entro il quale si \u00e8 svolta la degenerazione revisionista.<\/p>\n<p>Occorre osservare che dopo la seconda guerra mondiale l\u2019imperialismo non poteva condurre e vincere la lotta contro il marxismo-leninismo direttamente, con una aggressione.<\/p>\n<p>Il socialismo aveva dimostrato di saper sconfiggere il nazifascismo e non sarebbe crollato di fronte a un attacco esterno. L\u2019imperialismo, una volta privato del monopolio nucleare, pur continuando a minacciare l\u2019attacco atomico (e preparando piani in tal senso), concentr\u00f2 la sua capacit\u00e0 controrivoluzionaria nel rendere pi\u00f9 attive tutte le forze dell\u2019opportunismo nel sabotaggio e nella degenerazione dall\u2019interno dei paesi socialisti e dei partiti comunisti.<\/p>\n<p>Si pu\u00f2 dunque affermare che il moderno revisionismo \u00e8 stato \u2013\u00a0 in una variante o nell\u2019altra e con le diverse tattiche seguite a seconda delle condizioni specifiche esistenti nei differenti paesi \u2013 il risultato della pressione esterna dell\u2019imperialismo e della pressione interna della borghesia e della piccola borghesia che si svolgeva su pi\u00f9 piani: ideologico, politico, strategico-militare, economico e finanziario, psicologico, culturale, etico, estetico, etc.\u00a0 Pressioni che hanno trovato un terreno favorevole in alcuni limiti soggettivi del movimento comunista, specialmente sul piano ideologico.<\/p>\n<p>L\u2019offensiva condotta dall\u2019imperialismo fu una lotta a morte, in cui la borghesia, di fronte alla formazione di un potente campo socialista, antimperialista e democratico, raccolse tutte le sue forze in un solo campo imperialista, guerrafondaio e reazionario diretto dagli Stati Uniti d\u2019America, per lottare contro lo sviluppo del movimento rivoluzionario della classe operaia e dei popoli e il ribaltamento dei rapporti di forza fra capitalismo e socialismo su scala mondiale.<\/p>\n<p>Questa situazione permise all\u2019imperialismo per la prima volta, anche se temporaneamente, di lanciare un attacco unificato e coordinato da un unico centro contro il socialismo e il movimento rivoluzionario della classe operaia e dei popoli. Si tratta di una situazione storica difficilmente replicabile.<\/p>\n<p>Il capitale finanziario rinnov\u00f2 e rafforz\u00f2 i suoi rapporti con l\u2019aristocrazia e la burocrazia operaia e sindacale, con i Partiti e gli elementi vacillanti, cercando di attrarli e manipolarli.<\/p>\n<p>L\u2019offensiva imperialista trov\u00f2 dapprima i suoi primi punti di appoggio in alcuni partiti che erano sotto la pressione diretta dell\u2019imperialismo USA (v. il fenomeno del browderismo sorto negli Usa nel 1944, che fu il precursore del moderno revisionismo), o che, oltre ai legami con l\u2019imperialismo, presentavano gravi deviazioni dal marxismo-leninismo (v. il revisionismo jugoslavo, manifestatosi nel 1948 in un partito al potere e in un momento in cui si acuiva la lotta fra il socialismo e l\u2019imperialismo).<\/p>\n<p>Queste forze si misero rapidamente al servizio dell\u2019imperialismo anglo-americano e della sua strategia controrivoluzionaria.<\/p>\n<p>L\u2019offensiva imperialista prosegu\u00ec senza soste, approfittando di una serie condizioni favorevoli per l\u2019affermarsi del revisionismo moderno.<\/p>\n<h5><strong>II PARTE<\/strong><\/h5>\n<p>Gi\u00e0 durante la Seconda guerra mondiale si manifestarono profonde deficienze nell\u2019analisi e nel lavoro dei partiti comunisti (ad es. in Italia, Francia, Spagna, Gran Bretagna), che non avevano compreso n\u00e9 applicato correttamente la politica dell\u2019Internazionale comunista, allontanandosi gradualmente dal marxismo-leninismo e scivolando su posizioni riformistiche e di alleanze senza principio con settori di borghesia.<\/p>\n<p>Anche in Unione Sovietica si manifestarono una serie di fenomeni negativi in quegli anni.<\/p>\n<p>Invece della mobilitazione rivoluzionaria dei quadri e delle masse per assicurare il consolidamento del socialismo e il graduale passaggio al comunismo, si not\u00f2 una flessione nel carattere e nella morale in un partito indebolito dalle gravi perdite subite nel campo di battaglia contro il nazifascismo.<\/p>\n<p>Vi fu una parziale e limitata comprensione della caratteristiche del nuovo periodo che si era aperto, delle forme in cui si sviluppava la lotta dell\u2019imperialismo contro il socialismo e il movimento della classe operaia.<\/p>\n<p>Nel Partito bolscevico non si afferrarono a fondo le nuove contraddizioni che si erano originate nella societ\u00e0 socialista, in particolare il fatto che le contraddizioni non antagoniste (che fino al comunismo conservano un carattere di classe) potevano trasformarsi in contraddizioni antagoniste sotto la pressione imperialista.<\/p>\n<p>Non si comprese a fondo che la risposta al quesito \u201cChi vincer\u00e0?\u201d non era risolta con la edificazione della\u00a0 base economica del socialismo; che la contraddizione antagonista fra via capitalista e via socialista continuava a sussistere per tutto il periodo di transizione al comunismo, parallelamente alle contraddizioni non antagoniste, assumendo forme nuove; che fintanto non si risolveva questa contraddizione anche in campo ideologico, dove la borghesia aveva la sua trincea avanzata, essa non si poteva considerare risolta neppure nel campo economico e politico, sussistendo quindi la possibilit\u00e0 della restaurazione dei rapporti borghesi.<\/p>\n<p>Come spiegava Stalin, la vittoria del socialismo in un solo paese \u00e8 assolutamente necessaria e possibile, ma la vittoria definitiva del socialismo, nel senso di una piena garanzia contro la restaurazione del capitalismo, \u00e8 possibile solo con lo sforzo congiunto del proletariato internazionale.<\/p>\n<p>Queste e altre incomprensioni, limiti e deficienze teoriche determinavano in taluni settori del partito bolscevico, influenzati dalle idee della borghesia e della piccola borghesia che venivano espresse in nuove forme, la micidiale illusione che l\u2019imperialismo potesse accettare l\u2019esistenza del socialismo proletario, che si potesse convivere pacificamente con esso (questa stessa posizione si diffuse in quegli anni a livello internazionale sotto forma di teoria della convergenza dei due sistemi economici e sociali, il capitalismo e il socialismo).<\/p>\n<p>Sul piano economico si erano diffuse teorie secondo cui l\u2019ampliamento della sfera e del grado di azione della legge del valore, con l\u2019introduzione di prezzi di mercato (Voznosenky e le posizioni buchariniane, con tutto il seguito che queste correnti hanno avuto in URSS) desse dinamicit\u00e0 al sistema economico socialista. In realt\u00e0 non volevano rompere il cordone ombelicale che lega il socialismo alla vecchia societ\u00e0, ma irrobustirlo per poi restaurare il capitalismo, come purtroppo \u00e8 avvenuto dopo la morte di Stalin che era il maggiore ostacolo contro questa linea di destra, controrivoluzionaria.<\/p>\n<p>ll Partito bolscevico cominci\u00f2 a ricoprirsi di ruggine. Nel corpo dei militanti si manifest\u00f2 la presunzione per le gloriose battaglie vinte unita all\u2019apatia e allo spirito di autocompiacimento dopo decenni di durissime lotte e guerre. Le norme leniniste e gli insegnamenti di Lenin e di Stalin vennero trasformati in formule burocratiche. Vi furono molti difetti nell\u2019esecuzione dei compiti e una mancanza di attenzione alla corretta gestione della propriet\u00e0 socialista. Nell\u2019esercito venne a crearsi una casta che estese il proprio dominio prepotente e arrogante anche sul Partito, alterandone il carattere proletario. Un certo numero di individui abusavano del loro potere nel Partito e nello Stato e nell\u2019apparato economico, dove trovarono lo spazio per far valere i loro interessi privati. I privilegi si accumularono, assieme a molti altri vizi e concezioni distorte.<\/p>\n<p>In tal modo si cre\u00f2 nel seno della societ\u00e0 socialista un nuovo strato arricchito e privilegiato che costitu\u00ec la base sociale del revisionismo sovietico.<\/p>\n<p>Non possiamo dimenticare alcuni fattori che incisero negativamente nella situazione, quali: l\u2019estrema concentrazione del potere in un gruppo dirigente ristretto e la perdita dei migliori militanti proletari durante il secondo conflitto mondiale; l\u2019entrata in massa nel Partito di milioni di iscritti nel dopoguerra con l\u2019abbassamento del loro livello qualitativo; una concezione unilaterale del centralismo democratico (prevalentemente dall\u2019alto); l\u2019affievolimento della disciplina, della vigilanza rivoluzionaria e del controllo, della critica dal basso quale metodo per scoprire gli errori e le deficienze nel lavoro; la sottovalutazione dell\u2019importanza del lavoro ideologico; la diffusione del liberalismo, l\u2019indifferenza e la passivit\u00e0 verso le posizione errate; il parziale coinvolgimento delle masse \u201csenza-partito\u201d senza il quale viene meno un fattore primario nella dinamicit\u00e0 del sistema socialista verso il comunismo.<\/p>\n<p>Questi limiti e difetti diedero modo agli opportunisti (fra cui elementi megalomani e fautori del culto della personalit\u00e0) di farsi strada, di privare il partito della sua vigilanza, di corroderlo dall\u2019interno, nonostante l\u2019accanita lotta di Stalin contro di essi.<\/p>\n<p>La classe proprietaria (capitalisti, latifondisti) era stata sconfitta come classe, ma sopravviveva sia a livello internazionale, sia interno con i suoi elementi.<\/p>\n<p>La sua capacit\u00e0 e influenza si manifestava nella sovrastruttura, soprattutto nella sfera dell\u2019amministrazione statale\/aziendale e in quella ideologica (particolarmente nella teoria economica). Come accennato, la borghesia eresse le sue barricate attorno all\u2019ampliamento della legge del valore e dunque della circolazione mercantile nel socialismo, su cui oper\u00f2 una resistenza accanita e da cui ripart\u00ec all\u2019attacco subito dopo la morte di Stalin nella devastante opera di restaurazione del capitalismo.<\/p>\n<p>La piccola borghesia invece non era stata abolita come classe e sopravviveva nella piccola produzione e nella circolazione mercantile, sia pure posta entro limiti ben definiti, nel mercato non organizzato, oltre che nell\u2019ideologia proprietaria che essa continua a diffondere.<\/p>\n<p>Essa era la fonte delle contraddizioni che sussistevano fra operai e colcosiani. Si trattava di contraddizioni non antagoniste, che contenevano in s\u00e9 la possibilit\u00e0 di essere superate sulla base della trasformazione socialista dell\u2019agricoltura e dei contadini; ma anche di trasformarsi in contraddizioni antagoniste se si fosse affermata la linea opposta, quella che si \u00e8 storicamente e ideologicamente sviluppata lungo l\u2019asse Bucharin-Yaroscenko-Voznosenky-Krusciov- Breznev-Gorbaciov.<\/p>\n<h5><strong>III PARTE<\/strong><\/h5>\n<p>Nella prima parte di queste note, pubblicata su Scintilla n. 146, abbiamo accennato al browderismo (da Earl Browder, ex segretario del Partito Comunista degli USA) che fu la prima corrente che precedette il revisionismo moderno.<\/p>\n<p>Questa corrente entr\u00f2 in scena nel corso della Seconda Guerra mondiale, quando all\u2019orizzonte si profilava la vittoria dei popoli sul fascismo e l\u2019imperialismo statunitense mirava a imporsi come la forza egemone del blocco capitalista-imperialista.<\/p>\n<p>Fu allora che Browder si present\u00f2 pubblicamente con un programma da cima a fondo riformista. Egli fu il primo portabandiera di una linea ideologica e politica capitolazionista che l\u2019imperialismo statunitense avrebbe tentato di imporre ai partiti comunisti e ai movimenti rivoluzionari, specialmente nel continente americano.<\/p>\n<p>\u00c8 interessante ripercorrere le caratteristiche ideologiche del browderismo, che ritroveremo nelle successive forme di revisionismo moderno.<\/p>\n<p>Browder, prese come punto di partenza e di giustificazione alla formulazione delle sue teorie borghesi e revisioniste, la Conferenza delle potenze alleate svoltasi a Teheran nel 1943, analizzando e interpretando i risultati di questa Conferenza in modo antimarxista e completamente falso.<\/p>\n<p>Present\u00f2 l\u2019intesa degli alleati antifascisti di condurre la guerra contro la Germania nazista come l\u2019inizio di una nuova epoca storica, in cui il socialismo e il capitalismo avevano scoperto la via della collaborazione nel quadro di \u00abun mondo unico e identico\u00bb.<\/p>\n<p>Browder sostenne che lo spirito di collaborazione fra le potenze alleate, emerso dalla conferenza di Teheran, fosse attuato non solo fra lo Stato socialista sovietico e gli Stati capitalisti, ma anche all\u2019interno di ogni paese capitalista nei rapporti fra le classi antagoniste.<\/p>\n<p>Di conseguenza, l\u2019unico obiettivo che i comunisti dovevano perseguire era quello di realizzare, in un\u2019atmosfera di armonia fra le classi, l\u2019\u00abunit\u00e0 nazionale\u00bb, ovvero un blocco comprendente i gruppi del capitale finanziario, le organizzazioni monopolistiche, i partiti repubblicano e democratico, i comunisti e i movimenti sindacali.<\/p>\n<p>Browder elabor\u00f2 su questa base un insieme di proposte e punti di vista.<\/p>\n<p>Propose che nel dopoguerra gli Stati Uniti avrebbero dovuto realizzare un commercio di esportazione di 40 miliardi di dollari l\u2019anno e si dichiar\u00f2 disposto ad aiutare i liberi imprenditori a realizzare il mercato estero.<\/p>\n<p>Propose che i grandi capitalisti degli Stati Uniti dovevano avere mano libera per portare a termine un programma postbellico di \u201cindustrializzazione di tutte le aree devastate e non sviluppate del mondo\u201d.<\/p>\n<p>Neg\u00f2 il pericolo dell\u2019imperialismo yankee e la minaccia imperialista, nascondendo ai lavoratori statunitensi il pericolo pi\u00f9 grande per la pace e il progresso sociale.<\/p>\n<p>Sostenne che il capitalismo USA non era pi\u00f9 reazionario, che era in grado di guarire le piaghe della societ\u00e0 borghese, e che poteva svilupparsi sulla via democratica per il bene dei lavoratori. I grandi monopoli, pilastri di quest\u2019imperialismo, costituivano per Browder una forza progressiva di sviluppo economico, sociale e democratico.<\/p>\n<p>Diffuse tra gli operai l&#8217;illusione di un lungo periodo di pace di classe dopo la guerra durante il quale essi potranno tranquillamente impegnarsi a non scioperare perch\u00e9 i padroni avrebbero migliorato volontariamente la situazione dei lavoratori.<\/p>\n<p>Browder neg\u00f2 il carattere di classe dello Stato capitalista e consider\u00f2 la societ\u00e0 statunitense come una societ\u00e0 unica e armonica, senza antagonismi sociali, come una societ\u00e0 in cui regnano la comprensione e la collaborazione di classe.<\/p>\n<p>Salut\u00f2 quindi la \u201cCarta per la gestione del lavoro\u201d senza una parola di critica, accettando la collaborazione di classe a livello nazionale e internazionale, e propose l&#8217;adozione generalizzata del salario incentivante nell&#8217;industria nordamericana del dopoguerra, spalancando le porte a un pi\u00f9 rapido e pi\u00f9 intenso sfruttamento dei lavoratori di questo paese.<\/p>\n<p>Con il pretesto del presunto mutamento delle condizioni storiche di sviluppo del capitalismo e della situazione internazionale, Browder proclam\u00f2 \u00absuperato\u00bb il marxismo-leninismo, definendolo un sistema di dogmi e di schemi rigidi da sostituire con un\u2019ideologia \u201cflessibile\u201d.<\/p>\n<p>Mise il segno d\u2019uguaglianza fra comunismo e americanismo e dichiar\u00f2 che \u00abil comunismo \u00e8 l\u2019americanismo del XX secolo\u00bb. Tutti i paesi capitalisti sviluppati, secondo Browder, sfruttando la democrazia borghese, il cui modello era la democrazia USA, potevano risolvere ogni conflitto e passare gradualmente al socialismo.<\/p>\n<p>Nel 1944 si fece promotore dello scioglimento del Partito Comunista degli Stati Uniti d\u2019America e della creazione di un\u2019associazione culturale illuministica soprannominata \u00abassociazione politica comunista\u00bb, poich\u00e9 a suo dire l\u2019esistenza di un partito politico particolare dei comunisti non serviva pi\u00f9 agli scopi pratici, ma, al contrario, poteva \u201cessere di ostacolo a una pi\u00f9 larga unit\u00e0\u201d.<\/p>\n<p>Che gli effetti pratici delle idee e delle proposte di Browder erano volte a facilitare la strategia dell\u2019imperialismo yankee, in particolare il Piano Marshall con il quale gli USA miravano a stabilire la loro egemonia in Europa, paralizzando e liquidando organizzativamente il movimento comunista degli USA, \u00e8 fuori discussione.<\/p>\n<p>Tutte le teorie revisioniste e socialdemocratiche di Browder coincidevano con gli interessi dei grandi capitalisti statunitensi ed erano, di fatto, un riflesso del programma aggressivo ed egemonico dell\u2019imperialismo nordamericano.<\/p>\n<p>Browder divenne di fatto un portavoce e un propagandista della grande strategia dell\u2019imperialismo USA, delle sue teorie e dei suoi piani neocolonialistici ed espansionistici.<\/p>\n<p>Egli si sforz\u00f2 di presentare i suoi punti di vista antimarxisti-leninisti e controrivoluzionari come linea generale del movimento comunista internazionale.<\/p>\n<p>I punti di vista di Browder furono contrastati dai partiti comunisti di vari paesi, come anche dagli stessi comunisti rivoluzionari americani. Il browderismo fu denunciato relativamente presto come deviazione di destra, come un\u2019aperta corrente liquidatoria del ruolo di avanguardia proletaria del partito comunista, come un\u2019agenzia di diversione ideologica alle dirette dipendenze dell\u2019imperialismo USA.<\/p>\n<p>Tuttavia il browderismo arrec\u00f2 un gravissimo danno al movimento operaio e comunista negli Stati Uniti d\u2019America e in alcuni paesi dell\u2019America Latina (Venezuela, Colombia, Peru). In alcuni partiti si ebbero delle scissioni. \u00c8 interessante notare che, sebbene nel giugno 1945, nel corso del 13\u00b0 Congresso del PCUSA fosse ricreato il partito e formalmente respinta la linea opportunistica di Browder (che fu espulso l\u2019anno successivo dal partito), la sua influenza revisionista, intrecciata con quella kruscioviana, non \u00e8 mai scomparsa nel PCUSA.<\/p>\n<p>In Europa il browderismo non ebbe grande successo. Ci\u00f2 nonostante questo seme dell\u2019imperialismo statunitense mise radici fra quegli elementi riformisti, antimarxisti e antileninisti mascherati, che aspettavano o preparavano i momenti favorevoli per deviare apertamente dal marxismo-leninismo.<\/p>\n<p>Le deviazioni e le profonde distorsioni revisioniste di Browder, frutto delle pressioni e delle illusioni imperialistiche del periodo attorno al dopoguerra, furono alla base delle piattaforme politiche e ideologiche dei revisionisti jugoslavi e cinesi, come anche dei partiti revisionisti dell\u2019Europa Occidentale. Anche la \u201ccoesistenza pacifica\u201d kruscioviana trov\u00f2 un antecedente nel browderismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><strong>IV PARTE<\/strong><\/h5>\n<p>Nello scorso numero abbiamo delineato la deviazione revisionista del browderismo. Ora affrontiamo il revisionismo titista (dal nome del capo del gruppo dirigente revisionista jugoslavo Josip Bro\u017e Tito) che presenta delle affinit\u00e0 con il browderismo.<\/p>\n<p>Questa forma di revisionismo moderno nel secondo dopoguerra si impossess\u00f2 del potere in Jugoslavia e si inser\u00ec pienamente nella strategia offensiva scatenata dall\u2019imperialismo, in particolare quello angloamericano, contro il socialismo e la rivoluzione.<\/p>\n<p>Il titismo non si present\u00f2 immediatamente come un\u2019aperta deviazione revisionista, ma fino alla condanna e all\u2019espulsione dal Cominform nel 1948 del PC jugoslavo, cerc\u00f2 di mascherarsi dietro il \u201cmarxismo creativo\u201d, mentre preparava il ritorno della Jugoslavia sulla via capitalista e si trasformava in strumento dell\u2019imperialismo mondiale.<\/p>\n<p>Per capire la sua genesi dobbiamo fare un passo indietro. L\u2019avanzata delle truppe sovietiche verso occidente frustr\u00f2 i piani degli imperialisti. I partiti comunisti dell&#8217;Europa orientale e balcanica riuscirono, con l\u2019aiuto fraterno e l\u2019amicizia dell&#8217;Unione Sovietica, a partecipare a coalizioni governative con altri partiti anti-nazifascisti.<\/p>\n<p>In quel frangente era necessaria tale alleanza per sconfiggere il fascismo che era la dittatura terroristica aperta degli elementi pi\u00f9 retrivi del capitale finanziario, come era stato deliberato al VII Congresso del Comintern, e creare le condizioni per instaurare la democrazia popolare.<\/p>\n<p>Questa tappa permise ai partiti comunisti di insediarsi in posizioni chiave nell\u2019apparato statale e ci\u00f2 si univa alla crescente popolarit\u00e0 che stavano guadagnando grazie alla promozione e all&#8217;iniziativa di radicali riforme popolari, cos\u00ec come grazie all&#8217;erosione degli altri partiti del fronte attraverso lo smascheramento e la condanna dell&#8217;inerzia e della collusione dei loro vertici con l&#8217;imperialismo.<\/p>\n<p>I successi registrati non avevano per\u00f2 ancora trasformato qualitativamente le democrazie popolari, malgrado il loro carattere specifico conferitogli dalla presenza sovietica e dall&#8217;occupazione dei comunisti di posti chiave, per sviluppare le funzioni proprie della dittatura del proletariato. Si andava sviluppando anzi, a livello generale, l&#8217;erronea comprensione del rapporto fra i compiti immediati e i compiti di edificazione del socialismo, in alcuni casi (Gomulka, ad es.) fino a negare apertamente la necessit\u00e0 della dittatura del proletariato per edificare il socialismo.<\/p>\n<p>Come riconobbe R\u00e1kosi: \u201cNon l&#8217;abbiamo diffuso ampiamente nel partito, perch\u00e9 citando ancora la dittatura del proletariato come obiettivo a livello teorico, i nostri alleati della coalizione sarebbero stati presi dal panico; nello stesso tempo ci\u00f2 avrebbe reso pi\u00f9 ardui i nostri sforzi per conquistare non solo le masse piccolo borghesi, ma anche la maggioranza delle masse lavoratrici&#8221;.<\/p>\n<p>Ma gli errori commessi da dirigenti marxisti-leninisti onesti, che in seguito li corressero per realizzare la dittatura del proletariato nelle nuove forme, continuarono ad essere perpetuati dai dirigenti revisionisti e opportunisti. Se l\u2019imperialismo aveva trovato il suo appoggio inizialmente nei vertici dei partiti non operai del fronte, e poi nei socialdemocratici di destra, entrambi sconfitti dai comunisti, successivamente trov\u00f2 elementi pronti al tradimento nelle correnti revisioniste interne ai partiti comunisti.<\/p>\n<p>Soltanto in Jugoslavia per\u00f2 i revisionisti, che avevano intessuto rapporti con l\u2019imperialismo negli anni della guerra (ad es., i rapporti Tito-Churchill), dominavano uno Stato di democrazia popolare e l\u00ec la deviazione antimarxista-leninista si manifest\u00f2 in modo ancora pi\u00f9 chiaro, collimando con gli scopi dell\u2019imperialismo.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 si manifest\u00f2 dapprima con l\u2019accettazione degli \u201caiuti\u201d economici (crediti, prestiti, capitali), militari, politici, ideologici, con cui gli imperialisti angloamericani si infiltravano nei paesi di democrazia popolare per staccarli dall\u2019Unione sovietica socialista.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo i dirigenti jugoslavi manifestarono un\u2019aperta contrariet\u00e0 alla teoria e alla pratica del socialismo scientifico, accogliendo molte idee del browderismo, fra cui l\u2019esaltazione del modello della \u201cdemocrazia americana\u201d e della \u201cvia americana\u201d contrapposta alla \u201cvia russa\u201d in agricoltura.<\/p>\n<p>In Jugoslavia si considerarono fin dall&#8217;inizio i contadini, invece degli operai, la classe pi\u00f9 rivoluzionaria, senza effettuare le opportune distinzioni leniniste tra contadini piccoli, medi e grandi. La teoria marxista delle classi e della lotta di classe, che si acutizza nel periodo di transizione dal capitalismo al socialismo, venne rigettata.<\/p>\n<p>Tito, Kardelj, Djlas, Rankovic, non sono mai stati dei coerenti marxisti-leninisti, ma dei nazionalisti borghesi. Essi negavano il ruolo dirigente del proletariato e del suo partito nel sistema della democrazia popolare, per edificare il socialismo. Il Partito veniva subordinato al Fronte unito socialista comprendente pi\u00f9 classi (anche kulaki e speculatori), in cui si era di fatto dissolto e con cui condivideva il programma, peraltro dettato dal Fronte stesso.<\/p>\n<p>Il Partito comunista jugoslavo peraltro mantenne uno stato di semi-legalit\u00e0 che rendeva impossibile il centralismo democratico, la critica e l&#8217;autocritica. Alla riunione di Bucarest del Cominform (giugno 1948) a cui furono invitati per discutere del contenzioso, i dirigenti jugoslavi rifiutarono di parteciparvi e, in un clima di scontri interni, decisero di non posticipare il V Congresso del Partito fino a quando si fossero svolte discussioni vertenti su tale situazione. Selezionarono invece solo delegazioni composte da loro sostenitori, contro qualsiasi principio centralista democratico. L\u2019appartenenza al Cominform divenne, per questi ed altri motivi, impossibile.<\/p>\n<p>A seguito dell\u2019espulsione degli jugoslavi dal menzionato organismo internazionale si scaten\u00f2 la caccia ai marxisti-leninisti (che coinvolsero anche internazionalisti italiani provenienti dalla zona di Monfalcone) che vennero internati in lager.<\/p>\n<p>Lo scontro con le posizioni marxiste-leniniste si acu\u00ec ulteriormente quando vennero a galla i legami che alcuni vertici militari e politici delle democrazie popolari avevano con l&#8217;imperialismo, accordandosi direttamente con i caporioni di Belgrado per i loro atroci piani.<\/p>\n<p>I crimini andavano dal sabotaggio della collettivizzazione dell&#8217;agricoltura e dell&#8217;avanzata verso il socialismo, alla pianificazione dell&#8217;uccisione di leader comunisti come Rakosi e Hoxha e, non ultimo, l&#8217;intenzione di annettere nuove repubbliche nella Federazione jugoslava o addirittura a prospettare la creazione della Federazione balcanica con Belgrado egemone, in modo da rompere il fronte comunista internazionale.<\/p>\n<p>Con la rottura delle relazioni con l\u2019URSS e i provvedimenti internazionalisti del Cominform per aiutare i comunisti jugoslavi, anche tramite la creazione di un nuovo partito rivoluzionario, i revisionisti jugoslavi, pur continuando a dichiararsi comunisti, si legarono sempre pi\u00f9 strettamente agli imperialisti economicamente svendendosi ad essi e, convergendo con la loro politica estera, sabotando la rivoluzione greca, appoggiando la Corea del Sud nella guerra di Corea ed entrando in un&#8217;alleanza militare con Turchia e Grecia (due paesi NATO).<\/p>\n<p>I titisti teorizzarono e applicarono l'&#8221;autogestione&#8221; dei &#8220;lavoratori&#8221;, cio\u00e8 un sistema corporativo che prevedeva l&#8217;ampia autonomia discrezionale dei capi delle aziende dal centro, potendosi intascare grandi somme del plusvalore prodotto dagli operai, il cui sfruttamento veniva edulcorato dalla possibilit\u00e0 di eleggere &#8220;delegati operai&#8221;.<\/p>\n<p>L&#8217;assenza di pianificazione, l&#8217;anarchia della produzione e le disuguaglianze portarono in questa societ\u00e0 ibrida capitalista-revisionista alti tassi di disoccupazione, emigrazione e inflazione tra i pi\u00f9 alti in Europa.<\/p>\n<p>La teoria delle nazionalit\u00e0 leninista veniva abbandonata a favore di una concezione deviazionista, lo jugoslavismo, funzionale all&#8217;assimilazionismo e al nazionalsciovinismo serbo e croato, celati dietro la maschera di un socialismo \u201cspecifico\u201d e \u201cpi\u00f9 umano\u201d. Anche questa teoria fu estremamente fallimentare e contribu\u00ec ad acuire i contrasti tra le nazionalit\u00e0 e a riportare progressivamente all&#8217;odio viscerale tra esse e alla guerra civile.<\/p>\n<p>Il Partito comunista, riprendendo le tesi di Browder, veniva ridenominato &#8220;Lega dei Comunisti&#8221; e nei piani dei titisti avrebbe dovuto svolgere un ruolo meramente educativo. L&#8217;internazionalismo proletario fu abbandonato da Tito, Kardelj, Djilas e Rankovich dapprima con la loro politica ostile verso l\u2019Unione Sovietica e l\u2019isolazionismo rispetto il campo socialista, poi in nome del \u201cnon-allineamento\u201d, ovvero la non-opposizione e la collaborazione con l\u2019imperialismo, per sabotare la lotta antimperialista dei popoli oppressi e la rivoluzione socialista.<\/p>\n<p>Il concetto di &#8220;via nazionale al socialismo&#8221; fu esagerato fino al punto non solo del rigetto dei principi del comunismo per edificare il socialismo, ma addirittura si riteneva che si potesse edificare il socialismo senza la guida dei partiti comunisti! Il titismo, con i discorsi sul \u201csocialismo specifico\u201d, \u201cnuovo\u201d e \u201cpi\u00f9 umano\u201d, svolse un ruolo nefasto a livello internazionale, fungendo da apripista \u201csocialista\u201d per l\u2019imperialismo e gli elementi opportunisti e revisionisti dei partiti specialmente europei.<\/p>\n<p>Questo ruolo attivo, che arriv\u00f2 all\u2019aperta sovversione, emerse in modo evidente in occasione degli avvenimenti di Ungheria nel 1956. Come \u00e8 noto il revisionismo, dopo la morte di Stalin, prese di fatto la direzione dell&#8217;Urss e delle altre democrazie popolari. Il krusciovismo aveva dei punti di contatto con il titismo, ma la dirigenza sovietica non poteva tuttavia tollerare il policentrismo che li avrebbe privati delle proprie sfere di influenza.<\/p>\n<p>Nonostante la \u201ccoesistenza pacifica\u201d e la subordinazione agli imperialisti, la logica della lotta fra potenze per la spartizione del mondo, e quindi della rivalit\u00e0 con gli USA, esigeva la sua parte. La Jugoslavia e la cricca titista fu tuttavia riabilitata da Krusciov e nel 1955 trov\u00f2 cittadinanza nel movimento internazionale diretto dal revisionismo, assieme a tutti i traditori delle democrazie popolari e ai filo-imperialisti.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>V PARTE\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Dopo aver trattato le deviazioni revisioniste di Browder e di Tito, riprendiamo a considerare quello che accadeva in Unione Sovietica.<\/p>\n<p>Il rapporto presentato da Malenkov al XIX Congresso del PCUS (ottobre 1952), oltre ai successi registrati, mise in luce una serie di fenomeni negativi che stavano prendendo piede: abbassamento del livello di coscienza politica dei membri del partito, negligenze organizzative, metodi amministrativi di direzione, mancanza di autocritica e critica (specialmente dal basso), debolezze nella disciplina, formalismo, passivit\u00e0, burocratismo, autocompiacimento, difetti nella selezione dei quadri e nella verifica dei compiti, sottovalutazione del lavoro ideologico.<\/p>\n<p>In quel periodo, Stalin comprese pienamente che i rapporti di produzione non erano \u201cperfettamente\u201d conformi allo stato delle forze produttive (come era stato affermato anni prima, senza tener conto che differenze importanti, anche se non antagonistiche, continuavano ad esistere nel socialismo), che il socialismo non poteva mantenersi senza lottare per il comunismo, preparando gradualmente questo passaggio dallo stadio inferiore a quello superiore della societ\u00e0 comunista.<\/p>\n<p>Un passaggio incompatibile con la vigenza della legge del valore, la circolazione delle merci, la divisione fra lavoro manuale e intellettuale, fra citt\u00e0 e campagna, etc.<\/p>\n<p>Allo stesso tempo Stalin comprese l\u2019importanza decisiva del ruolo delle sovrastrutture per condurre la lotta per il comunismo (vedere al riguardo \u201cProblemi economici del socialismo in URSS\u201d, 1952) e cerc\u00f2 di avvicinare il governo sovietico e le masse lavoratrici.<\/p>\n<p>Il tentativo di Stalin, nell\u2019ultimo periodo della sua vita, fu quello di dare battaglia sul terreno ideologico e di rinnovare radicalmente il CC del Partito immettendovi giovani quadri di estrazione operaia, per assicurare la direzione proletaria del partito e lottare contro la burocrazia e gli strati privilegiati.<\/p>\n<p>Nel suo ultimo discorso al Plenum del CC, Stalin chiese il permesso di lasciare l\u2019incarico di Segretario generale e di presidente del Consiglio dei ministri, per condurre pi\u00f9 liberamente la lotta contro gli elementi di destra, specialmente quelli presenti nel Politburo.<\/p>\n<p>Il Plenum rifiut\u00f2 la proposta in una sessione drammatica (nel tristemente famoso &#8220;Rapporto segreto al XX Congresso&#8221; c&#8217;\u00e8 un esplicito riferimento al discorso di Stalin del 16 ottobre 1952, dove si afferma che faceva parte di un disegno per la futura eliminazione dei vecchi membri del Politburo).\u00a0 Accett\u00f2 tuttavia la proposta di Stalin di ampliare il Presidium con 25 nuovi membri.<\/p>\n<p>Krusciov, Berja, Mikojan, fiutarono il pericolo e compresero che avrebbero presto perso le loro posizioni se Stalin fosse riuscito a portare avanti il suo piano.<\/p>\n<p>Il grande georgiano lasci\u00f2 negli ultimi mesi di vita indicazioni di grande importanza sui problemi del socialismo e sui compiti dei comunisti. Approfond\u00ec la questione delle contraddizioni non antagoniste che sussistono nel seno della societ\u00e0 socialista. Intensific\u00f2 la lotta contro tutte le tendenze revisioniste, nazionaliste e borghesi, oltre che alla sovversione imperialista.<\/p>\n<p>Forse sopravvalut\u00f2 il tempo che gli era rimasto per condurre la lotta di classe nel Partito, aspetto della pi\u00f9 generale lotta che si sviluppava nell\u2019Unione Sovietica e su scala internazionale.\u00a0 I nemici del comunismo intanto aspettavano il momento opportuno per sbarazzarsi del grande bolscevico e realizzare il piano controrivoluzionario.<\/p>\n<p>Dopo la morte di Stalin \u2013 che incarnava la dittatura del proletariato e la cui direzione impediva agli elementi revisionisti di alzare la testa (egli sostenne fino all\u2019ultimo e con tutti i mezzi a sua disposizione la causa della classe operaia, dirigendo i suoi sforzi verso la soppressione dei presupposti materiali ed ideologici di interessi di classe contrari al socialismo, ma non poteva certo agire al di fuori delle condizioni storiche esistenti) \u2013 con le misure controrivoluzionarie prese della cricca kruscioviana (il primo atto politico dei rinnegati, con Stalin ancora agonizzante, fu l\u2019abolizione illegale del Presidium allargato), il revisionismo moderno prese il potere nel Partito e nello Stato, si costitu\u00ec come classe sfruttatrice disponendo in forme particolari dell\u2019insieme dei mezzi di produzione e cominci\u00f2 a diffondersi largamente in Unione Sovietica, in Europa e a livello internazionale.<\/p>\n<p>La sua base sociale era costituita dagli elementi burocratizzati e privilegiati del partito, dello Stato, delle imprese e dei colcos; dai nuovi elementi borghesi che crescevano a fianco dei vecchi elementi borghesi; dagli opportunisti e dai carrieristi, da funzionari e ufficiali di origine non proletaria; da chi all\u2019interno del Partito e dello Stato rappresentava gli interessi, le concezioni e la mentalit\u00e0 della piccola borghesia (specialmente dei contadini); dai rappresentanti delle tendenze pi\u00f9 arretrate, specie quelle nazionaliste, che esistevano dentro il Partito.<\/p>\n<p>Tutti costoro esprimevano una decisa resistenza al passaggio al comunismo, erano per l\u2019allentamento e la decentralizzazione della pianificazione, per l\u2019ampliamento della circolazione mercantile e delle leggi economiche di funzionamento capitalistico all\u2019interno del socialismo; erano alla ricerca di un \u201cmodus vivendi\u201d, cio\u00e8 della conciliazione con l\u2019imperialismo, cercavano di guadagnarsi la sua fiducia, cancellando il contenuto di classe delle contraddizioni fra socialismo e imperialismo, spacciando illusioni sulla natura di quest\u2019ultimo, fino a rinnegare completamente la centralit\u00e0 della rivoluzione incentrata sulla funzione della classe operaia e il socialismo proletario.<\/p>\n<p>Tutti costoro videro la possibilit\u00e0 di affrancarsi dal controllo proletario, presentando la propria liberazione come la liberazione di \u201ctutto il popolo\u201d dallo stalinismo, ovvero dalla dittatura del proletariato, che Stalin incarnava.<\/p>\n<p>La linea controrivoluzionaria, che prese la forma del revisionismo moderno, venne ufficializzata e imposta a seguito del XX Congresso del PCUS (1956), che legittim\u00f2 la fine della dittatura del proletariato in nome dello \u201cstato di tutto il popolo\u201d, sanc\u00ec l\u2019abbandono della teoria leninista del partito, acceler\u00f2 la graduale restaurazione del capitalismo nell\u2019URSS (obiettivo fondamentale per il successo della linea revisionista) e abbracci\u00f2 la linea della conciliazione di classe su scala internazionale.<\/p>\n<p>La proclamazione ufficiale del revisionismo moderno, che divenne ideologia e politica del Partito e dello Stato, accompagnata dalle menzogne su Stalin (\u00e8 stato dimostrato che tutte le \u201crivelazioni\u201d del \u201cRapporto segreto\u201d di Krusciov sono delle grossolane falsit\u00e0), non fu solo la pi\u00f9 grande controrivoluzione della storia, non fu solo di enorme aiuto all\u2019imperialismo, ma contribu\u00ec potentemente alla restaurazione del capitalismo in URSS (avviata subito dopo la morte di Stalin, con una serie di provvedimenti volti ad ampliare la sfera d\u2019azione della legge del valore e a reintrodurre le leggi del capitalismo) e al formarsi di condizioni favorevoli alla degenerazione opportunista di molti partiti e allo sviluppo della pandemia revisionista, che prevalse nel movimento comunista e operaio.<\/p>\n<p>Oltre alla pressione e alla propaganda imperialista, si aggiunse la grande influenza che il PCUS aveva sui partiti comunisti e operai, per farli passare su posizioni apertamente revisioniste e socialdemocratiche.<\/p>\n<p>Il revisionismo moderno strumentalizz\u00f2 il prestigio dell\u2019URSS, manipol\u00f2 il rispetto e la fiducia conquistati all\u2019interno della classe operaia e dei popoli per svuotare di contenuto rivoluzionario il socialismo scientifico e far regredire la lotta della classe operaia e dei popoli oppressi a un livello molto basso su tutti i terreni.<\/p>\n<p>Laddove non bast\u00f2 l\u2019influenza, vi furono ingerenze, pressioni (diplomatiche, economiche e militari), minacce ai danni dei Partiti e dei dirigenti comunisti che si opponevano.<\/p>\n<p>La confusione e lo smarrimento creato ad arte dai controrivoluzionari e dai rinnegati, si accompagn\u00f2 alla repressione e alla espulsione di centinaia di migliaia di elementi comunisti, all\u2019accantonamento forzato dei dirigenti dissenzienti e allo scioglimento delle organizzazioni di Partito che respingevano le tesi del XX Congresso, alle imposizioni subite dai Partiti comunisti che resistevano (uno per tutti, il KKE guidato da Zachariadis, la cui direzione fu brutalmente attaccata dai kruscioviani gi\u00e0 nel 1955 e poi arbitrariamente sostituita con elementi di loro fiducia).<\/p>\n<p>Gli elementi fedeli alla causa del proletariato, come Bierut e\u00a0 Rakosi, furono emarginati; altri, come Gottwald, morirono; altri ancora furono \u201caiutati\u201d a sparire dalla scena politica.<\/p>\n<p>Vi furono tuttavia anche altri fattori, che spiegano la mancata controffensiva degli elementi che si mantenevano su posizioni antirevisioniste: il timore di provocare una profonda frattura nel Partito e nello Stato sovietico, di cui poteva avvantaggiarsi ulteriormente l\u2019imperialismo; l\u2019errata valutazione del krusciovismo come fenomeno passeggero; il ritenere acquisita una volta per sempre\u00a0 la base economica socialista (dopo soli tre decenni di dittatura del proletariato).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5><strong>VI PARTE<\/strong><\/h5>\n<p>Lenin scriveva che \u201cl\u2019opportunismo non \u00e8 un fatto causale, non \u00e8 un peccato, non \u00e9 un errore o un tradimento di singole persone, ma \u00e8 il prodotto sociale di tutto un periodo storico.\u201d (\u201cIl fallimento della Seconda Internazionale\u201d, 1915).<\/p>\n<p>Facendo nostra questa affermazione, dobbiamo comprendere che il revisionismo kruscioviano, che ci accingiamo a tratteggiare nelle sue caratteristiche fondamentali, ha profonde radici storiche e sociali, come abbiamo osservato nei numeri precedenti del giornale.<\/p>\n<p>Il revisionismo di Krusciov fu la continuazione e lo sviluppo di quello di Browder e di Tito ed \u00e8 il prodotto della pressione politica, ideologica e militare dell\u2019imperialismo, quello degli Stati Uniti in testa, e dell\u2019accettazione dell\u2019influenza borghese da parte di strati e categorie privilegiati, rappresentati da quadri dirigenti del partito, del governo, dello Stato e delle imprese dell\u2019Urss, da intellettuali disorganici alla classe operaia.<\/p>\n<p>La sua legittimazione avvenne nel 1956, tre anni dopo la morte del compagno Stalin e il colpo di mano organizzato dai kruscioviani contro i bolscevichi, durante il XX Congresso del Partito Comunista dell&#8217;Unione Sovietica.<\/p>\n<p>Nel XX Congresso del PCUS non consist\u00e8 solo nell\u2019infame \u201cRapporto segreto\u201d, ma in un insieme di posizioni e mezzi che manifestarono la rottura radicale con la teoria e la pratica del leninismo.<\/p>\n<p>Le principali tesi avanzate dai revisionisti kruscioviani, che abbandonano la lotta contro l&#8217;imperialismo e il capitalismo, rinunciando alla lotta per la rivoluzione e il socialismo, sono le seguenti:<\/p>\n<p>1. La coesistenza pacifica, la collaborazione di classe, la conciliazione con i paesi imperialisti e i capitalisti come linea generale del movimento comunista; i kruscioviani sostenevano che i rappresentanti dei monopoli capitalisti, dei paesi imperialisti, della borghesia internazionale e dei latifondisti erano diventati riflessivi ed equilibrati, che era possibile obbligare gli imperialisti a rinunciare alla guerra.<\/p>\n<p>2. La possibilit\u00e0 di conquistare il potere politico in modo pacifico e legale, attraverso le elezioni, le \u201criforme strutturali\u201d, la via parlamentare e democratica\u00a0 che avrebbero gradualmente cambiato la natura del capitalismo e smontato l\u2019apparato statale borghese; i kruscioviani rifiutavano la lotta rivoluzionaria per la conquista del potere, la necessit\u00e0 dell&#8217;uso della violenza rivoluzionaria.<\/p>\n<p>3. La competizione pacifica con l\u2019imperialismo USA, secondo cui lo sviluppo sistematico del campo socialista dimostrerebbe la superiorit\u00e0 sul capitalismo e porrebbe le basi per il cammino verso il socialismo.<\/p>\n<p>4. L&#8217;estinzione della dittatura del proletariato e la sua trasformazione nel governo di tutto il popolo. I kruscioviani proclamavano che la democrazia socialista aveva raggiunto livelli cos\u00ec alti che era possibile per le classi reazionarie del passato accettarla e decidere di convivere con essa, che il proletariato doveva fidarsi delle classi reazionarie rovesciate, doveva invitarle a co-governare, a \u201ccostruire\u201d insieme il socialismo, come garanzia per la pace internazionale.<\/p>\n<p>5. La mutazione della natura di classe del Partito, che doveva essere costruito come un partito di tutto il popolo, in cui coesistessero, insieme agli operai, gli imprenditori e le personalit\u00e0 benintenzionate della borghesia, gli <em>apparatchik<\/em>. Il Partito fu ridotto in condizioni tali da non essere pi\u00f9 il partito della classe operaia, ma quello della nuova borghesia sovietica.<\/p>\n<p>Questa mutazione significava rinunciare alla funzione storica e agli scopi del proletariato, ridurre i suoi obiettivi alla lotta per le rivendicazioni immediate, per la libert\u00e0 e la democrazia nel quadro del sistema capitalistico, facendo spazio nelle file del partito, nella sua direzione, a piccoli borghesi e borghesi democratici.<\/p>\n<p>L&#8217;obiettivo principale dei revisionisti kruscioviani era quello di attaccare e distruggere la pi\u00f9 grande conquista della classe operaia e dei popoli, il coronamento dell&#8217;opera dei comunisti, la Grande Rivoluzione d&#8217;Ottobre, la dittatura del proletariato e il Paese del socialismo, l&#8217;URSS.<\/p>\n<p>Le circostanze in cui si svolse l&#8217;assalto del revisionismo contro il marxismo-leninismo, in opposizione al socialismo e al comunismo, permisero la sovversione della dittatura del proletariato, la distruzione del partito rivoluzionario del proletariato, con l\u2019epurazione di molti dirigenti e militanti fedeli al marxismo-leninismo.<\/p>\n<p>Nell\u2019URSS i kruscioviani realizzarono i desideri e le politiche dell&#8217;imperialismo e della borghesia internazionale, restaurano il capitalismo, disgregarono l&#8217;Unione Sovietica, la trasformarono in un paese revisionista con una politica estera social-imperialista che contendeva il dominio del mondo all&#8217;imperialismo statunitense.<\/p>\n<p>Gli approcci ideologici e politici proposti dal revisionismo hanno causato gravissimi danni al marxismo-leninismo, al movimento comunista e a tutti i partiti comunisti del mondo, al movimento rivoluzionario della classe operaia e dei popoli, al movimento sindacale, all&#8217;organizzazione e alla lotta dei contadini e di altri settori popolari, alla mobilitazione delle giovani generazioni; hanno significato una seria battuta d&#8217;arresto per i diritti sociali e politici conquistati dal proletariato e dai popoli.<\/p>\n<p>Il Partito bolscevico, il Partito di Lenin e Stalin, fu sovvertito, assalito dagli opportunisti e dai burocrati, trasformato in un partito per la conciliazione di classe, per la subordinazione al capitalismo e all&#8217;imperialismo.<\/p>\n<p>Per realizzare questo obiettivo, i kruscioviani gettarono fango sulla personalit\u00e0 e sull&#8217;opera di Stalin, perseguitarono ed epurarono i bolscevichi coerenti, promossero gli opportunisti e i carrieristi; minarono la forza ideologica del partito attraverso elargizioni e vantaggi, persecuzioni e repressioni.<\/p>\n<p>In tal modo trasformarono il Partito bolscevico in un partito di amministratori e burocrati, di opportunisti e carrieristi, in un&#8217;organizzazione di gruppi e cricche.<\/p>\n<p>L&#8217;Unione Sovietica divent\u00f2 gradualmente un paese social-imperialista che ha soggiogato e spoliato gli ex paesi socialisti e altri paesi, estendendo il suo intervento economico, politico e militare in varie regioni dell&#8217;Asia, dell&#8217;Africa e dell&#8217;America Latina, in rivalit\u00e0 con gli USA per l\u2019egemonia mondiale.<\/p>\n<p>Poi \u00e8 sprofondata in una crisi economica e si \u00e8 dissolta, con la Russia che \u00e8 tornata\u00a0 ad\u00a0 essere pienamente integrata nel sistema capitalistico nel \u201891.<\/p>\n<p>Le grandi conquiste materiali della nuova societ\u00e0 a beneficio di centinaia di milioni di lavoratori sono state sistematicamente smantellate, il diritto al lavoro, a una giusta retribuzione, la democrazia sindacale e i diritti di esercitare il controllo dei lavoratori sulla produzione sono andati perduti. La classe operaia, da classe dirigente del processo rivoluzionario e della costruzione del socialismo, \u00e8 tornata ad essere una classe subalterna, sfruttata e oppressa dai nuovi capitalisti.<\/p>\n<p>I diritti dei popoli, delle nazioni e delle nazionalit\u00e0 che componevano l&#8217;URSS furono cancellati dai revisionisti al potere in Russia e nelle altre repubbliche e regioni autonome. Lo sciovinismo grande-russo riemerse nella teoria e nella pratica delle nuove classi dirigenti, del governo, della polizia e delle forze armate russe; i nazionalismi riemersero a tutte le latitudini, nelle repubbliche e nelle regioni autonome, dando luogo alla formazione di cricche che usurparono il potere del proletariato.<\/p>\n<p>La scomparsa dell&#8217;URSS ha cancellato le grandi epopee della lotta della classe operaia e dei popoli, le straordinarie conquiste della rivoluzione e del socialismo, il punto di riferimento dei comunisti e dei rivoluzionari di tutto il mondo.<\/p>\n<p>L&#8217;internazionalismo proletario fu affossato. La lotta della classe operaia e dei comunisti per la rivoluzione internazionale del proletariato sub\u00ec grandi scosse, gravi battute d&#8217;arresto.<\/p>\n<p>Il revisionismo kruscioviano, che si svilupp\u00f2 come un vero e proprio sistema dal XX al XXII Congresso del PCUS, fu uno dei principali fattori che contribu\u00ec alla creazione di condizioni favorevoli al diffondersi del revisionismo moderno fra molti partiti comunisti.<\/p>\n<p>La cricca di Krusciov ha reso il pi\u00f9 grande servizio al capitalismo mondiale nella sua lotta contro il socialismo, la rivoluzione e il marxismo-leninismo.<\/p>\n<p>Il danno causato dal krusciovismo al movimento comunista e operaio internazionale, al movimento di liberazione nazionale dei popoli \u00e8 stato di enorme portata e i suoi effetti si sono protratti fino ad oggi.<\/p>\n<p>La revisione della teoria marxista-leninista operata dai kruscioviani in tutti i campi \u00e8 all\u2019origine della confusione ideologica esistente, cos\u00ec come della divisione del campo socialista e del movimento comunista internazionale.<\/p>\n<p>La corrente revisionista impersonificata da Krusciov ha fatto arretrare per un lungo periodo la causa della classe operaia e continua a rappresentare, in forme vecchie e nuove, un grave pericolo per il movimento operaio e comunista e un nemico da sconfiggere nel percorso che va al Partito.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<h5>VII PARTE<\/h5>\n<p>Proseguiamo nella critica del revisionismo kruscioviano, che oggi trova epigoni mascherati dietro l\u2019etichetta del \u201csocialismo di mercato\u201d. Di seguito ulteriori osservazioni volte ad approfondire le origini di questa deviazione e alcune sue caratteristiche.<\/p>\n<p>1. L\u2019unit\u00e0 di volont\u00e0 e l\u2019unit\u00e0 d\u2019azione sembravano esistere all\u2019interno del partito comunista dell\u2019Unione Sovietica. In realt\u00e0, la lotta degli oppositori era entrata in una nuova fase, in cui essi lavoravano per assicurare la nomina dei loro membri a posizioni influenti, mentre ordivano complotti per l\u2019eliminazione di coloro che consideravano i propri nemici, utilizzando i metodi della cospirazione e del terrorismo. Questo fatto storico incontrovertibile \u00e8 stato nascosto dietro il mito secondo cui, dopo la disfatta dei raggruppamenti che avevano in Trotsky e in Bukharin i pi\u00f9 prestigiosi rappresentanti, Stalin agiva come un \u201cdittatore\u201d con \u201cpoteri assoluti\u201d. Questo mito era un prodotto del \u201cculto della personalit\u00e0\u201d costruito intorno a Stalin dall\u2019opposizione cospirativa a partire dal 1934. Uno degli esponenti pi\u00f9 ferventi del \u201cculto\u201d, nonch\u00e8 \u201ceroe\u201d del doppio gioco fu proprio Nikita Krusciov.<\/p>\n<p>2. Che il disprezzo spesso espresso da Stalin per il \u201cculto della personalit\u00e0\u201d fosse assolutamente genuino \u00e8 pienamente dimostrato dalle sue dichiarazioni rilasciate all\u2019epoca, anche in occasione di conversazioni con ospiti stranieri, nelle quali riteneva come fosse assolutamente possibile che dietro il \u201cculto\u201d agissero i \u201cdemolitori\u201d nel tentativo di screditarlo.<\/p>\n<p>3. D\u2019altro canto, proprio il \u201cculto della personalit\u00e0\u201d impediva agli oppositori di usare le loro posizioni, finch\u00e9 Stalin era in vita, per minare le basi del socialismo e aumentare i differenziali economici e sociali tra i dirigenti, i membri dell\u2019apparato statale e i lavoratori intellettuali da una parte e la massa dei lavoratori dall\u2019altra, creando cos\u00ec uno strato privilegiato che avrebbe potuto formare in futuro una base sociale di sostegno per la restaurazione del capitalismo.<\/p>\n<p>4. Il nuovo piano quinquennale 1946-1950 si prefiggeva di riprendere il cammino dello sviluppo della societ\u00e0 sovietica perseguito prima della guerra e temporaneamente interrotto da quest\u2019ultima, la cui tappa era il completamento della costruzione della societ\u00e0 senza classi e la transizione graduale dal socialismo al comunismo.<\/p>\n<p>5. Il ritardo dei rapporti di produzione rispetto allo sviluppo delle forze produttive sarebbe stato un fattore che i revisionisti kruscioviani avrebbero messo a frutto. La II guerra mondiale era stata di ostacolo all\u2019ulteriore sviluppo e perfezionamento, su una scala pi\u00f9 vasta, dei rapporti di produzione socialisti, mentre le forze produttive, che costituiscono la base necessaria e indispensabile in una produzione sociale unica, erano state gravemente danneggiate. Solo adeguando i rapporti di produzione allo sviluppo delle forze produttive, essi infatti potevano servire da forza propulsiva per l\u2019ulteriore sviluppo delle forze produttive.<\/p>\n<p>6. Il clima di euforia che la vittoria sul fascismo aveva creato in Unione Sovietica prepar\u00f2 il terreno alla penetrazione del seme borghese e revisionista nel Partito e nella dittatura del proletariato. Se durante gli anni dell\u2019edificazione socialista erano stati eliminati tutti gli elementi sfruttatori: capitalisti, commercianti, kulaki, speculatori, i residui di essi non erano trascurabili non solo dal punto di vista fisico, ma soprattutto da quello ideologico. L\u2019ideologia marxista-leninista era dominante, ma non si poteva dire che le vecchie ideologie fossero state sradicate completamente dalla coscienza delle masse.<\/p>\n<p>7. La funzione dell\u2019avanguardia della classe operaia per la realizzazione dei grandi compiti storici dell\u2019edificazione del socialismo, quale era il Partito bolscevico, doveva elevarsi ancor di pi\u00f9. L\u2019allentamento della vigilanza bolscevica nel Partito, l\u2019arretratezza teorica e politica dei quadri (i migliori erano morti in guerra), le manchevolezze nel suo lavoro ideologico e politico per l\u2019educazione rivoluzionaria dei comunisti e dei lavoratori, la burocratizzazione degli apparati del Partito e dello Stato, il formalismo nell\u2019applicazione dei principi organizzativi e delle norme del Partito, la critica e l\u2019autocritica, requisiti fondamentali per lo sviluppo del Partito, trasformati in uno schema senza vita, la formazione di una pericolosa concezione per cui solo il vertice, la direzione, conosce ogni cosa, \u00e8 capace di agire e di risolvere tutto, mentre la base del partito, le masse lavoratrici hanno il solo compito di eseguire, la nascita e lo sviluppo di un nuovo strato borghese dei quadri e dirigenti e dell\u2019alta intellettualit\u00e0, erano fattori che avrebbero favorito i cospiratori nella liquidazione della dittatura del proletariato, di tutto il sistema socialista e nella restaurazione del capitalismo.<\/p>\n<p>8. Nella II guerra mondiale l\u2019Unione Sovietica era riuscita vittoriosa sul fascismo, ma una nuova guerra era subito cominciata contro di essa, che seppure condotta con altri mezzi, non era meno pericolosa di quella appena conclusa. La \u201cguerra fredda\u201d dichiarata contro il comunismo dall\u2019imperialismo mondiale, alla cui testa si era posto l\u2019imperialismo USA, puntava in primo luogo contro l\u2019Unione Sovietica. La grande pressione ideologica e politica esercitata sullo Stato e sugli uomini sovietici, allo scopo di suscitare la paura della guerra, frenare lo slancio rivoluzionario e contenere il loro spirito internazionalista e di opposizione all\u2019imperialismo, produceva i suoi effetti su personaggi con tendenze individualiste e carrieriste, nei quali erano marcate le sopravvivenze delle ideologie vecchie e reazionarie, creando un gruppo molto pericoloso di cospiratori controrivoluzionari.<\/p>\n<p>9. Il revisionismo ag\u00ec con tutte le sue forze contro la linea marxista-leninista del Partito bolscevico dopo la morte di Stalin. A tale scopo,mise a frutto tutta la serie di fattori evidenziati in precedenza. Poco dopo la morte di Stalin, Nikita Krusciov fu nominato Primo Segretario del Partito comunista e nel 1955 anche Presidente del Consiglio dei ministri (\u201cPrimo ministro\u201d). Il regime di Krusciov non fu un mero periodo di preparazione dell\u2019avvento del regime di Breznev. Le differenze politiche sul grado in cui le risorse avrebbero dovuto essere indirizzate rispettivamente alle industrie dei beni pesanti e alle industrie dei beni di consumo erano accompagnate da differenze in politica estera. La fazione che rappresentava i capitalisti in embrione economicamente meno potenti coinvolti nell\u2019industria leggera, sentiva la necessit\u00e0 per l\u2019Unione Sovietica di seguire una politica estera che equivaleva di fatto ad una sottomissione agli Stati Uniti; la fazione di Breznev, rappresentante dell\u2019industria pesante, sosteneva invece una politica estera pi\u00f9 \u201cindipendente\u201d.<\/p>\n<p>10. Lo sconvolgimento controrivoluzionario verificatosi nell\u2019Unione Sovietica influ\u00ec direttamente sulla diffusione del revisionismo nei pi\u00f9 grandi partiti comunisti, come quello italiano. Ci\u00f2 non avvenne a caso. In questi partiti si era da tempo preparato il terreno propizio ad abbracciare e a portare ancora pi\u00f9 oltre la concezione kruscioviana; in essi la degenerazione borghese, ideologica e organizzativa era incominciata in precedenza. Sotto la pressione esercitata dall\u2019imperialismo mondiale e dalla borghesia di ciascun paese, con l\u2019afflusso dei capitali americani in Europa e la creazione di una numerosa aristocrazia operaia in questi paesi, alla grande strategia della trasformazione rivoluzionaria della societ\u00e0 subentr\u00f2 la piccola strategia delle questioni quotidiane.<\/p>\n<p>11. L\u2019apprendimento della lezione del passato, l\u2019analisi delle sconfitte transitorie subite, serve oggi alla lotta per il partito e servir\u00e0 domani ai costruttori del socialismo.<\/p>\n<h5><strong>VIII PARTE<\/strong><\/h5>\n<p>Nei precedenti numeri di Scintilla abbiamo affrontato la questione del revisionismo kruscioviano.\u00a0 Ora affrontiamo il revisionismo maoista.<\/p>\n<p>Il maoismo ha avuto modo di camuffarsi come erede degli insegnamenti del marxismo-leninismo (portandolo anche ad uno stadio superiore, secondo i suoi sostenitori) per via della sua lotta contro il PCUS in nome dell\u2019antirevisionismo, ma un\u2019attenta analisi dell\u2019esperienza cinese dimostra come il \u201cpensiero di Mao Zedong\u201d non \u00e8 altro che una filosofia eclettica con una terminologia pseudo-marxista.<\/p>\n<p>Il Partito Comunista Cinese ebbe fin da subito una bassa preparazione teorica e per tutto il periodo della Rivoluzione Cinese si \u201cprocedette nel buio\u201d (questo venne ammesso da Mao nel suo discorso alla Conferenza allargata di lavoro del Comitato Centrale del PCC nel 1962) senza tenere in conto\u00a0 le direttive del Comintern.<\/p>\n<p>Negli anni \u201830 Mao eresse una muraglia tra la rivoluzione democratico-borghese e quella socialista affermando che la seconda sarebbe stata dannosa per la maggioranza della popolazione.<\/p>\n<p>Il PCC di Mao sosteneva lo sviluppo del capitalismo in nome del suo progressismo e appoggiava la borghesia nazionale. Queste tesi sono sempre state appoggiate dai dirigenti cinesi e possiamo vedere l\u2019evoluzione che hanno avuto fino ai giorni nostri, in senso imperialista.<\/p>\n<p>Nel \u201cPensiero di Mao Zedong\u201d la classe d\u2019avanguardia che avrebbe portato alla vittoria la rivoluzione non era il proletariato bens\u00ec la classe dei contadini, proprio per questo la Rivoluzione Cinese era vista come una lotta di questi contro l\u2019occupatore giapponese.<\/p>\n<p>Negli anni \u201840 Mao formul\u00f2 la teoria della Nuova Democrazia che \u201csignifica essenzialmente l\u2019attribuzione del potere ai contadini&#8221; per un periodo di tempo prolungato con data a destinarsi.<\/p>\n<p>Nella Nuova Democrazia, una deformazione cinese del concetto di democrazia popolare, venivano inserite anche le classi come la piccola borghesia e la borghesia nazionale le quali erano viste da Mao come rivoluzionarie. Queste tesi furono molto apprezzate e appoggiate in pieno da Browder.<\/p>\n<p>\u00c8 importante sapere che dopo la seconda guerra mondiale Mao cerc\u00f2 il sostegno degli Stati Uniti che, secondo lui stesso, incarnavano l\u2019ideale di democrazia preferendo un\u2019alleanza con gli americani rispetto ai sovietici.<\/p>\n<p>Per via delle suddette deviazioni, Stalin intervenne in diverse occasioni a proposito del contenuto fondamentale della Democrazia Popolare.<\/p>\n<p>In effetti la linea\u00a0 seguita dal PCC, con alla testa Mao, fu incapace di trasformare la rivoluzione democratico-borghese in rivoluzione proletaria.<\/p>\n<p>Dopo la parentesi del primo piano quinquennale cinese Mao enunci\u00f2 i suoi \u201cDieci grandi rapporti\u201d dove venivano riprese le stesse teorie del XX Congresso del PCUS (con tanto di calunnie dirette a Stalin) come linee guida da seguire per la politica economica cinese.<\/p>\n<p>Nel 1956 Mao definiva la Cina socialista senza aver espropriato la borghesia e anzi vedendo possibile risolvere le contraddizioni antagoniste tra sfruttati e sfruttatori grazie \u201ca metodi pacifici, cio\u00e8 l\u2019educazione tramite la persuasione, nella trasformazione della propriet\u00e0 individuale in propriet\u00e0 cooperativa socialista e della propriet\u00e0 capitalista in propriet\u00e0 socialista.\u201d<\/p>\n<p>Mao ha sempre pensato che i capitalisti, invece di essere liquidati come classe, possono essere trasformati per accettare e seguire il socialismo. In realt\u00e0 si rafforzarono.<\/p>\n<p>Dopo il disastro del \u201cGrande Balzo in avanti\u201d, si prepar\u00f2 il terreno per la \u201cGrande Rivoluzione Culturale Proletaria\u201d che non fu nient\u2019altro che una lotta tra le varie fazioni all\u2019interno del PCC. Fazioni che avevano diritto di persistere in base alla concezione della lotta tra le due linee e la politica dell'&#8221;unit\u00e0-lotta-unit\u00e0&#8221; ovvero all\u2019ammissione di elementi anti-partito da combattere incessantemente nella \u201cdialettica\u201d ciclica, antimarxista, tipica di Mao.<\/p>\n<p>Nello stesso periodo Mao formul\u00f2 la teoria delle zone intermedie che sar\u00e0 un trampolino di lancio per la teoria dei \u201cTre mondi\u201d degli anni 70\u2019 che divideva il globo in tre grandi gruppi in cui la Cina avrebbe dovuto dirigere la lotta contro l\u2019URSS alleandosi con gli Stati Uniti ed i peggiori paesi reazionari come il Cile, Zaire, Pakistan, etc.<\/p>\n<p>Mao non \u00e8 mai stato un vero marxista-leninista,\u00a0 sebbene usava formule e frasi prese dai classici. Sotto diversi aspetti il pensiero di\u00a0 Mao ha distorto ed addirittura respinto aspetti essenziali del marxismo-leninismo, introducendovi al suo interno elementi tratti da dottrine idealiste, religiose, borghesi e revisioniste.<\/p>\n<p>Da un punto di vista filosofico il suo pensiero \u00e8\u00a0 una amalgama di concezioni, una ideologia eclettica con tratti antimarxisti, stereotipati, formalistici, volontaristici, pragmatici, frutto dell\u2019 influenza di classi sociali non proletarie.<\/p>\n<p>Il sistema delle concezioni maoiste &#8211; che si spiega con le\u00a0 condizioni sociali determinate e le particolarit\u00e0 di sviluppo storico della lotta di classe in Cina, con i\u00a0 mutamenti dei rapporti di forza fra le classi a livello internazionale, con la formidabile pressione imperialista e con l&#8217;influenza dell&#8217; ideologia borghese &#8211;\u00a0 ha determinato tendenze e prassi retrograde, anguste, con tratti antimarxisti nell\u2019 ambito del movimento comunista.<\/p>\n<p>Ha anche provocato in alcuni partiti comunisti una politica non basata sui principi marxisti-leninisti che ha finito per negare il ruolo dirigente del proletariato internazionale, facendo del cosiddetto &#8220;terzo mondo&#8221; il centro e la forza motrice della rivoluzione.<\/p>\n<p>Nonostante Mao accettasse formalmente alcuni principi fondamentali del marxismo-leninismo,\u00a0\u00a0 \u00e8 particolarmente\u00a0 nella pratica della lotta di classe che Mao ha sostenuto posizioni e tesi non marxiste,\u00a0 dimostrandosi un dirigente rivoluzionario di tipo democratico, progressista, ma assai lontano dall\u2019essere un vero marxista-leninista.<\/p>\n<p>La base sociale, oggettiva,\u00a0 del &#8220;maozedongpensiero&#8221; sta nella massa dei contadini piccoli e medi che costituivano l&#8217;immensa maggioranza della popolazione cinese.<\/p>\n<p>Il tratto distintivo della ideologia e della politica seguita da Mao consiste\u00a0 nella sottovalutazione, e talvolta nella negazione, del ruolo dirigente della classe operaia nel partito e nella societ\u00e0; nel porre quindi in maniera erronea il rapporto fra la classe operaia e le altre classe sociali alleate.<\/p>\n<p>Da ci\u00f2 ne deriva che sotto la direzione di Mao il proletariato cinese non \u00e8 mai riuscito \u2013 come classe \u2013 a diventare egemone n\u00e9 nel partito, n\u00e9 nell\u2019esercito, n\u00e9 nello stato.<\/p>\n<p>La contrapposizione del maoismo con il marxismo-leninismo non riguarda\u00a0 sfumature e o qualche tratto discutibile o sbagliato, ma tutto sommato secondario.<\/p>\n<p>Il maoismo \u00e8 una concezione del mondo che si trova in\u00a0\u00a0 opposizione radicale ed inconciliabile con il marxismo-leninismo su numerosi aspetti di principio e di metodo, strategici e tattici, teorici e pratici.<\/p>\n<p>Nella lotta fra la concezioni del mondo marxista-leninista e quella maoista si riflette la lotta per l\u2019egemonia fra il proletariato e la piccola borghesia rivoluzionaria.<\/p>\n<p>Il maoismo \u00e8 una delle tante varianti del revisionismo contemporaneo e dell\u2019opportunismo, incapace di guidare le masse sfruttate e oppresse alla rivoluzione proletaria e alla costruzione di una societ\u00e0 socialista.<\/p>\n<p><strong>Da &#8220;Scintilla&#8221;, nn. 146, 147, 148, 149, 150, 151, 152, 153<\/strong>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text] I PARTE La lotta spietata contro il revisionismo moderno in tutte le sue forme e correnti,\u00a0 saldamente basata sula [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":11049,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[101,116],"tags":[],"class_list":["post-11048","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lotta-per-il-partito","category-questioni-teoriche"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11048","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11048"}],"version-history":[{"count":14,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11048\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12299,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11048\/revisions\/12299"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11049"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11048"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11048"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11048"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}