{"id":11139,"date":"2024-07-24T17:25:16","date_gmt":"2024-07-24T15:25:16","guid":{"rendered":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=11139"},"modified":"2024-07-25T10:16:52","modified_gmt":"2024-07-25T08:16:52","slug":"putschismo-e-rivoluzione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/putschismo-e-rivoluzione\/","title":{"rendered":"Putschismo e rivoluzione"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Negli ultimi anni, nell\u2019ambito della crisi del sistema neocoloniale in Africa, abbiamo assistito ad una ripresa di colpi di stato militari, che consentono all&#8217;ala militare della borghesia reazionaria di prendere il potere politico mettendolo al servizio degli interessi dei clan alleati delle potenze imperialiste.<\/p>\n<p>Dal 2012 ci sono stati 14 colpi di stato nel continente africano, di cui 4 in Africa Occidentale.<\/p>\n<p>Mali (2012, 2020 e 2021); Egitto (2013); Repubblica Centrafricana (2013); Burkina Faso (2015, gennaio 2022, settembre 2022); Ciad (2021); Guinea Bissau (2012); Sudan (2019, 2021); Zimbabwe (2017); Guinea Conakri (2021).<\/p>\n<p>Questi colpi di stato militari hanno luogo nel contesto del collasso e della crisi multiforme del sistema neocoloniale in Africa. Allo stesso tempo, i golpisti, con l&#8217;aiuto di opportunisti e revisionisti, diffondono idee pseudo-rivoluzionarie e confusioniste \u00a0per giustificare la loro presa del potere.<\/p>\n<p>Pertanto \u00e8 necessario confutare le concezioni revisioniste e confusioniste che pretendono di mostrare questi colpi di stato militare come \u201cvittoria delle forze democratiche e rivoluzionarie\u201d, \u201cculmine delle loro lotte popolari\u201d, ecc. Si tratta di una teorizzazione del golpismo, presentato come un mezzo per realizzare la rivoluzione e il socialismo scientifico.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 questo fenomeno non \u00e8 nuovo perch\u00e9 in alcuni paesi africani altri golpisti hanno cercato di tradurre in realt\u00e0 queste marce teorie. \u00c8 il caso di Didier Ratsiraka in Madagascar, Denis Sassou Nguesso in Congo-Brazzaville, Mathieu Kerekou in Benin, Mengisthu Hali\u00e9 Mariam in Etiopia, dove questi generali reazionari aiutati dai revisionisti hanno instaurato un capitalismo di stato fascista utilizzando un linguaggio pseudo-rivoluzionario.<\/p>\n<p>Queste teorie e concezioni revisioniste sono in flagrante contraddizione con la dottrina scientifica del marxismo-leninismo e mirano a combattere quest\u2019ultima, a disarmare ideologicamente la classe operaia e il popolo per difendere meglio il capitalismo e il neocolonialismo. \u00c8 quindi dovere del nostro partito, il Partito Comunista Rivoluzionario Voltaico, confutarle per illuminare la classe operaia e il popolo sulla via da seguire per raggiungere la rivoluzione e il socialismo scientifico. Per questo, \u00e8 importante esaminare l\u2019esperienza dei colpi di stato militari in Africa e nell\u2019Alto Volta, detto anche Burkina Faso, alla luce del marxismo-leninismo.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>1) L&#8217;esperienza storica del colpi di stato militari in Africa e in <\/strong><strong>Alto Volta (Burkina Faso)<\/strong><\/p>\n<p>Dopo l&#8217;indipendenza formale e durante gli anni &#8217;60 e &#8217;70 apparve un nuovo fenomeno nelle neocolonie africane: i colpi di stato militari. Essi hanno portato gli eserciti\u00a0 neocoloniali e le forze paramilitari in primo piano della scena politica africana, e hanno svolto\u00a0 un ruolo importante nel mantenimento e nel rafforzamento\u00a0 del sistema neocoloniale e nella repressione della classe operaia e popolo. Cos\u00ec, l\u2019esercito (creato, formato e finanziato dai poteri imperialisti, soprattutto francesi), presentato come la \u201cdifesa del nazione e la sua sovranit\u00e0\u201d, esce dalle caserme per svolgere il suo ruolo di perno del sistema politico e strategico dell\u2019imperialismo internazionale, soprattutto dell\u2019imperialismo francese, nelle neocolonie africane, soprattutto nell\u2019attuale periodo di crisi del sistema capitalista revisionista mondiale. Questa militarizzazione dei regimi politici in Africa conferma l&#8217;opinione di Lenin secondo cui: \u201cL&#8217;armamento della borghesia contro il proletariato \u00e8 uno dei fatti pi\u00f9 essenziali della societ\u00e0 capitalista moderna.&#8221; (Opere scelte, ed. Progress, Mosca, Vol. 1, p.762).<\/p>\n<p>Ma quali sono le cause e gli obiettivi dei colpi di stato militari in Africa?<\/p>\n<p>In generale, i colpi di stato militari sono di natura neocoloniale e cercano di rafforzare il capitalismo, nonostante le loro motivazioni e i loro obiettivi tattici differiscano da un caso all&#8217;altro. L&#8217;esperienza storica ci permette di classificare i colpi di stato militari in Africa come segue:<\/p>\n<p>a) Quando l&#8217;imperialismo, in particolare quello francese, e le forze reazionarie reagiscono alla nascita e allo sviluppo dei movimenti popolari e rivoluzionari, organizzano colpi di stato militari per impedire che questi movimenti rovescino le potenze neocoloniali: in questo caso, il colpo di stato militare \u00e8 uno strumento nelle mani degli imperialisti e dei loro alleati locali per bloccare il percorso del movimento democratico e rivoluzionario.<\/p>\n<p>In effetti, il 3 gennaio 1966 nell\u2019Alto Volta, il movimento popolare contro le tasse volute dal governo reazionario di Maurizio Yam\u00e9ogo \u00e8 stato il culmine di un processo di malcontento e indignazione delle masse lavoratrici contro la politica antisociale e antipopolare della Prima Repubblica. Il risultato fu una situazione rivoluzionaria che costrinse la borghesia voltaica e l\u2019imperialismo francese, presi dalla paura e dal panico, a ricorrere a un colpo di stato militare, che port\u00f2 in primo piano della scena politica il generale Sangoul\u00e9 Lamizana, per porre fine ai disordini popolari e continuare nella difesa degli interessi delle classi borghesi reazionarie e dei loro alleati imperialisti.<\/p>\n<p>Il 25 novembre 1980 il colpo di stato del comitato militare per la Ripresa e il Progresso Nazionale (CMRPN), che rovesci\u00f2 il governo della Terza Repubblica persegu\u00ec l&#8217;obiettivo principale della liquidazione del movimento democratico rivoluzionario, in particolare del Partito Comunista Rivoluzionario Voltaico (PCRV), la cui crescente influenza e combattivit\u00e0 cominciava a preoccupare seriamente le classi dominanti. Tutte le politiche antisociali e di tipo fascista del CMRPN danno prova di ci\u00f2: divieto del diritto di sciopero, perquisizioni e deportazioni arbitrarie, persecuzioni di tutti coloro sospettati di esserne membri del PCRV, ecc.<\/p>\n<p>b) L&#8217;esperienza dei colpi di stato militari in Africa rivela che essi sono per le potenze imperialiste uno strumento di estensione della loro sfera di influenza e dominio nel quadro della loro rivalit\u00e0 per l\u2019egemonia mondiale. Dopo la divisione del mondo tra le principali potenze imperialiste, la loro attuale lotta per ridividersi il mondo (data la legge dello sviluppo ineguale del capitalismo e il fatto che l\u2019imperialismo tende inevitabilmente all\u2019egemonia) porta al fatto che un imperialismo rivale si appoggi ad una frazione della borghesia locale (generalmente la frazione che non \u00e8 al potere) per cercare di spodestare, con la forza, l&#8217;imperialismo fino a quel momento dominante. Questo in funzione dell&#8217;interesse strategico del paese o della zona in questione. Ad esempio, approfittando della situazione rivoluzionaria creatasi in Etiopia nel 1974, il socialimperialismo sovietico ha aiutato Menghistu Haile Mariam a prendere il potere attraverso un colpo di stato militare rovesciando l\u2019imperialismo americano, che sosteneva il Negus Haile Selassie. Questo colpo di stato ha consentito al socialimperialismo di occupare l&#8217;Etiopia e di prendere piede nel Corno dell&#8217;Africa, accedendo cos\u00ec a importanti posizioni strategiche nella loro rivalit\u00e0 con l\u2019imperialismo americano per l\u2019egemonia mondiale.<\/p>\n<p>Mentre la crisi del sistema imperialista mondiale si aggrava l\u2019imperialismo francese, in declino, deve affrontare la rivalit\u00e0 di altre potenze imperialiste (Russia, Cina, Stati Uniti, Turchia, Brasile, India) nelle ex colonie africane finora considerate come la sua riserva privata. Esso \u00e8 sempre pi\u00f9 minacciato dall\u2019imperialismo russo, che approfitta dei regimi derivanti da colpi di stato militari in Mali, Burkina Faso e Niger per impiantarsi.<\/p>\n<p>Questa rivalit\u00e0 non fa che confermare il punto di vista di Lenin secondo cui \u201cla militarizzazione invade oggi tutta la vita sociale. L\u2019imperialismo \u00e8 una lotta senza quartiere delle grandi potenze per dividere e ridividere il mondo: quindi deve inevitabilmente estendere la militarizzazione di tutti i paesi\u201d. (Opere scelte, ibid., pag. 762).<\/p>\n<p>c) Le potenze imperialiste e i loro alleati locali incoraggiano anche i colpi di Stato per rovesciare i poteri che ai loro occhi sembrano progressisti e che non lasciano loro la strada libera per proseguire la loro politica di sfruttamento, saccheggio e oppressione. Questo era il significato del colpo di stato del sergente Joseph Mobutu che rovesci\u00f2 il governo di Patrice Lumumba nel Congo-L\u00e9opoldville. La stessa cosa successe con il colpo di stato che rovesci\u00f2 Kwam\u00e9 Nkrumah in Ghana nel 1966. Entrambi i colpi erano opera della CIA.<\/p>\n<p>d) Infine, per eliminare le monarchie minacciate dal movimento popolare e incapaci di venirne a capo con le riforme necessarie, le potenze imperialiste favorirono colpi di stato militari finalizzati all\u2019instaurazione di una repubblica democratica borghese nel mentre soffocavano il movimento rivoluzionario. Questo per il semplice motivo che, come sottolinea Lenin: \u201cLa repubblica democratica \u00e8 la migliore forma politica possibile di capitalismo; il capitale, essendosene impossessato &#8230; stabilisce il suo potere in maniera cos\u00ec solida, cos\u00ec sicura, che non pu\u00f2 essere scosso per nessun cambiamento di persone, istituzioni o partiti della repubblica democratico-borghese\u201d. (Stato e Rivoluzione, ed. Progress, Mosca, pagg.17-18).<\/p>\n<p>Fu in quel contesto che Nasser e gli &#8220;ufficiali liberi&#8221; poterono rovesciare\u00a0 re Farouk in Egitto il 25 luglio 1952. Allo stesso modo Gheddafi rovesci\u00f2 re Idriss nel 1970 in Libia; Menghistu\u00a0Haile Mariam e soci sono riusciti a raggiungere il potere in Etiopia senza incorrere inizialmente nelle ire delle potenze imperialiste.<\/p>\n<p>Alla luce di questa esperienza storica, quali lezioni si possono trarre dai colpi di stato militari?<\/p>\n<p>Quale dovrebbe essere l&#8217;atteggiamento di principio del partito del proletariato, dei veri rivoluzionari e patrioti, di fronte a questi colpi di stato? Qual \u00e8 la differenza tra un colpo di stato militare e una rivoluzione sociale?<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>2)<strong> I colpi di stato militari non possono risolvere i problemi fondamentali della classe operaia e del popolo.<\/strong><\/p>\n<p>Gli insegnamenti che si possono trarre dai colpi di stato militari in Africa, in particolare in Alto Volta (Burkina Faso), sono molti e di grande importanza per la mobilitazione, l&#8217;organizzazione e la direzione delle masse popolari da parte del partito del proletariato in cammino verso la rivoluzione e il socialismo. Ai fini di questo articolo, ci concentreremo sulle lezioni seguenti principali:<\/p>\n<p>e) I colpi di stato militari e il rafforzamento del ruolo dell\u2019esercito neocoloniale nella vita politica dell\u2019Africa riflettono anche la debolezza economica e politica delle borghesie locali e dei loro partiti politici reazionari. In effetti, tutti i paesi africani sono societ\u00e0 neocoloniali che seguono il percorso di sviluppo capitalista. Al potere si trovano delle borghesie antinazionali alleate alle potenze imperialiste. Queste borghesie gestiscono un apparato statale neocoloniale che permette loro di applicare una politica antipopolare in difesa dei loro interessi reazionari di classe e quelli dei loro padroni imperialisti, una politica di sfruttamento e oppressione della classe operaia e del popolo. Il fulcro di questo apparato statale \u00e8 l\u2019esercito neocoloniale, il cui obiettivo principale \u00e8 schiacciare la resistenza della classe operaia e del popolo, reprimere e soffocare nel sangue ogni movimento popolare e rivoluzionario che sfida l\u2019attuale sistema sociale capitalista.<\/p>\n<p>Tuttavia, l\u2019esperienza ha dimostrato che le borghesie al potere sono spesso state travolte dallo sviluppo delle lotte sociali, data la loro debolezza che continua a preoccupare le potenze imperialiste per tre ragioni essenziali:<\/p>\n<ul>\n<li>il risveglio della coscienza politica delle masse popolari e la nascita delle organizzazioni di lotta rivoluzionaria, in particolare dei partiti marxisti-leninisti;<\/li>\n<li>l&#8217;inasprimento delle contraddizioni interimperialiste che si riflettono nelle borghesie locali e che sono un fattore di instabilit\u00e0 politica;<\/li>\n<li>il contesto di crisi del sistema capitalistico imperialista e revisionista mondiale, che ha forti ripercussioni sulle neocolonie, accentuando il malcontento delle masse popolari, ha creato basi oggettive per lo sviluppo delle loro lotte e per le esplosioni sociali. Di fatto, la borghesia locale e i suoi alleati imperialisti lavorano in mille modi per incolpare della crisi la classe operaia e il popolo.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ci\u00f2 crea condizioni favorevoli per il rafforzamento il ruolo dell\u2019ala militare della borghesia politico-burocratica (BPB), perch\u00e9 di fronte all\u2019incapacit\u00e0 della borghesia politica di contenere la crisi ed evitare esplosioni sociali, lo strato superiore dell&#8217;esercito (ala militare della BPB) si presenta come la fazione capace di instaurare un \u201cpotere forte\u201d e andare verso la fascistizzazione, seguendo l\u2019esempio delle giunte militari in Sudamerica.<\/p>\n<p>In definitiva, i colpi di stato militari e la loro frequenza nelle nuove colonie africane testimoniano la fragilit\u00e0 del loro potere.<\/p>\n<p>Soprattutto, riflettono il fatto che nell&#8217;attuale situazione di crisi economica, politica, ideologica, sociale e militare del capitalismo e del revisionismo, la borghesia, in quanto classe decadente, ha scelto di marciare verso la fascistizzazione delle potenze neocoloniali.<\/p>\n<p>Pur favorendo l&#8217;avvento del regimi militari, le potenze imperialiste hanno fatto ricorso all&#8217;intervento militare in proprio e all&#8217;installazione di basi e truppe per difendere i propri interessi geo-strategici ed economici, in particolare il saccheggio di immense risorse minerarie che abbondano nei paesi africani.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 \u00e8 importante perch\u00e9 l&#8217;esercito neocoloniale, che gioca un ruolo gestionale delle potenze neocoloniali, si vede minato nell\u2019esercizio del potere politico da grandi contraddizioni che sono fonte di instabilit\u00e0 politica cronica al momento di esercitare il potere politico. \u00c8 il caso del Burkina Faso, dove l&#8217;esercito neocoloniale corrotto \u00e8 composto da pi\u00f9 clan golpisti che si alternano per rovesciarsi a vicenda per la conquista del potere. Da qui i colpi di stato militari di gennaio e settembre 2022 del Movimento Patriottico per la Salvaguardia e la Restaurazione (MPSR), fomentati dai clan golpisti dell&#8217;esercito.<\/p>\n<p>Tutte queste esperienze rivelano la natura profonda dei colpi di stato militari e dei loro obiettivi.<\/p>\n<p>Non sono orchestrati per determinare un cambiamento fondamentale a favore delle masse; mai hanno messo in discussione l\u2019ordine sociale capitalista neocoloniale, ma intendono, al contrario, rafforzarlo, mentre lottano per la liquidazione del movimento rivoluzionario. Ci\u00f2 era vero anche quando, in un primo momento, i golpisti usano spesso il linguaggio demagogico per ingannare la classe operaia e il popolo. Ad esempio, i regimi militari al potere nei paesi del Sahel dell\u2019Africa occidentale (Mali, Burkina Faso, Niger) hanno esagerato la retorica su \u201csovranit\u00e0 nazionale\u201d, \u201cpanafricanismo\u201d e \u201cindipendenza\u201d, mentre mantengono i loro vincoli di vassallaggio con il FMI e la Banca Mondiale, e aumentano la loro generosit\u00e0 verso l\u2019imperialismo russo.<\/p>\n<p>Tutti questi colpi di stato non scalfiscono le basi del dominio della classe borghese dominante. Non provocano cambiamenti qualitativi del regime economico e sociale (capitalista neocoloniale). Rovesciano solo il potere di determinati individui sostituendoli con altri, che rappresentano la stessa classe dirigente, ma che esprimono con pi\u00f9 forza interessi particolari della stessa classe. Ecco perch\u00e9 i colpi di stato sono fondamentalmente diversi dalla rivoluzione e non possono porre fine allo sfruttamento dell\u2019essere umano da parte dell\u2019essere umano, contrariamente a quanto affermano gli opportunisti, i revisionisti e i confusionisti di tutte le parti.<\/p>\n<p>La rivoluzione \u00e8 opera delle masse sotto la direzione del proletariato guidato dal suo partito (il partito comunista) che, attraverso la violenza rivoluzionaria, distrugge il sistema capitalista e demolisce l\u2019apparato statale borghese neocoloniale per sostituirli con un sistema di dittatura del proletariato. Senza la distruzione del capitalismo non si pu\u00f2 raggiungere il socialismo scientifico, non pu\u00f2 sostituire la dittatura della borghesia con la dittatura del proletariato. Ecco perch\u00e9 Lenin, il nostro grande maestro, ci insegna che \u201cLa necessit\u00e0 di instillare sistematicamente nelle masse questa idea (e precisamente questa) della rivoluzione violenta \u00e8 alla base dell&#8217;intera dottrina di Marx e Engels&#8230; Senza rivoluzione violenta \u00e8 impossibile sostituire lo Stato borghese con lo Stato proletario.&#8221; (Stato e Rivoluzione, ibid, p.28).<\/p>\n<p>L\u2019autentico partito del proletariato deve, quindi, tenere una ferma posizione di principio di fronte ai colpi di stato militari che sono reazionari nella loro essenza e non mettono discussione il sistema sociale capitalista: per questo \u00e8 essenziale dotarsi di una strategia rivoluzionaria per la presa del potere e l&#8217;istituzione di dittatura del proletariato. Ma il partito del proletariato deve anche saper adottare una tattica aperta contro i diversi colpi di Stato, questo \u00e8 fondamentale per smascherare i golpisti, per fare capire alla classe operaia e al popolo il carattere di classe borghese del nuovo potere e la necessit\u00e0 di distruggerlo attraverso la lotta rivoluzionaria sotto la direzione egemonica del partito del proletariato e attraverso adeguate forme di lotta e organizzazione.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa che il partito rivoluzionario del proletariato non deve mai nutrire illusioni n\u00e9 al suo interno, n\u00e9 all&#8217;interno della classe operaia e del popolo, altrimenti abbandoner\u00e0 le sue posizioni marxiste-leniniste e sprofonder\u00e0 nel revisionismo e nel collaborazionismo di classe. In ogni circostanza deve elevare in alto la propria bandiera, attenersi alla sua strategia e tattica rivoluzionaria per la presa del potere e realizzare il suo programma rivoluzionario. Deve collegare il lavoro rivoluzionario all&#8217;interno dell&#8217;esercito borghese per la sua disintegrazione, come indica Lenin, alla preparazione dell&#8217;insurrezione popolare armata volta a distruggere il capitalismo e spezzare l\u2019apparato statale borghese per instaurare la dittatura del proletariato.<\/p>\n<p>La frequenza dei colpi di stato militari\u00a0 riflette in una certa misura il divario tra le condizioni soggettive e oggettive della rivoluzione in Africa e in Burkina Faso in particolare. La debolezza momentanea dei partiti marxisti-leninisti, laddove esistono, e la loro inesistenza nella maggior parte dei casi, non consentono al proletariato e al popolo di svolgere vittoriosamente le loro lotte quando si verificano situazioni rivoluzionarie.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, la rivolta popolare del 30 e 31 ottobre 2014 in Burkina Faso ha mostrato limiti e insufficienze, in particolare la mancanza della direzione del partito ML. Il nostro partito (il PCRV) ha tratto preziosi insegnamenti per il suo rafforzamento interno a tutti i livelli e nella lotta per costruire l\u2019unit\u00e0 popolare per un cambiamento rivoluzionario attraverso l\u2019insurrezione generale armata. L\u2019unica modo per la classe operaia e il popolo di raggiungere la propria salvezza \u00e8 organizzare e realizzare la rivoluzione sotto la guida del PCRV, il partito dell&#8217;azione rivoluzionaria.<\/p>\n<p><strong>Comitato Centrale del Partito Comunista Rivoluzionario Voltaico<\/strong><\/p>\n<p><em>Aprile 2024<\/em><\/p>\n<p><strong><em>Articolo pubblicato su \u201cUnit\u00e0 e Lotta\u201d n. 48, organo della Conferenza Internazionale di Partiti e Organizzazioni Marxisti-Leninisti (CIPOML)<\/em><\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Negli ultimi anni, nell\u2019ambito della crisi del sistema neocoloniale in Africa, abbiamo assistito ad una ripresa di colpi di stato [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":11140,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[104],"tags":[108],"class_list":["post-11139","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-internazionale","tag-home"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11139","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11139"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11139\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11142,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11139\/revisions\/11142"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11140"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11139"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11139"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11139"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}