{"id":11230,"date":"2024-09-11T22:53:33","date_gmt":"2024-09-11T20:53:33","guid":{"rendered":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=11230"},"modified":"2024-09-11T22:53:45","modified_gmt":"2024-09-11T20:53:45","slug":"stellantis-e-ora-di-mobilitarsi-in-massa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/stellantis-e-ora-di-mobilitarsi-in-massa\/","title":{"rendered":"Stellantis: \u00e8 ora di mobilitarsi in massa!"},"content":{"rendered":"<p>Negli ultimi dieci anni i posti di lavoro cancellati da Stellantis in Italia sono\u00a0 circa 14 mila. Il settore automobilistico \u00e8 in crisi cronica di sovrapproduzione. Inoltre su di esso si riflettono le trasformazioni produttive, le riorganizzazioni della filiera produttiva e le delocalizzazioni, le cessioni di marchi, determinati dall\u2019accanita concorrenza internazionale fra monopoli.<\/p>\n<p>La situazione negli stabilimenti Stellantis \u00e8 sempre pi\u00f9 pesante per gli operai.<\/p>\n<p>Le fermate produttive aumentano e la cassa integrazione colpisce duramente il salario operaio, per chi rimane in fabbrica carichi di lavoro e ritmi estenuanti, condizioni di salute e sicurezza sempre pi\u00f9 precarie, pressioni e ricatti a non finire per indurre all\u2019auto-licenziamento. Per gli operai si prospettano mesi duri, mentre il piano di 2510 \u201cesuberi\u201d comunicato da Stellantis va avanti, assieme ai bluff di Tavares<\/p>\n<p><strong>A Mirafiori<\/strong><\/p>\n<p>Il calo produttivo \u00e8 di circa due terzi.\u00a0 Le Carrozzerie sono ferme, con le linee della Fiat 500 elettrica\u00a0 e della Maserati che hanno ricevuto due settimane di ferie supplementari (in aggiunta al contratto di solidariet\u00e0). Agli operai carrellisti si dice che se vogliono continuare a lavorare devono andarsene in Polonia, nello stabilimento di Tychy. Il paradosso \u00e8 che Stellantis cerca trasfertisti proprio per Mirafiori: con tremila\u00a0 operai in contratto di solidariet\u00e0 fino a dicembre, la direzione aziendale ha bisogno di operai per il reparto eDct (trasmissioni elettrificate per i veicoli ibridi), che lavorer\u00e0 su venti turni settimanali a settembre per aumentare la produzione del 10%\u00a0 (obiettivo 1,2 milioni di pezzi l&#8217;anno). Le richieste di trasfertisti sono state fatte a Termoli e ad Atessa.<\/p>\n<p><strong>A Cassino<\/strong><\/p>\n<p>Lo stabilimento ha visto in sette anni ridursi del 90% le vetture prodotte e del 40 per cento i dipendenti. Lo stabilimento, nel 2017, occupava 4.500 persone e nei primi sei mesi assembl\u00f2 153.263 automobili, mentre da gennaio a giugno gli attuali 2.700 operai ne hanno sfornate 15.900 tra Maserati Grecale, Alfa Giulia e Alfa Stelvio, lavorando su turno unico.\u00a0 Tra il 2023 e il 2024, il calo \u00e8 stato del 38,7%. La fabbrica chiuder\u00e0 il 2024 con un centinaio di giorni lavorativi e per il prossimo anno \u00e8 buio completo.<\/p>\n<p><strong>A Pomigliano d\u2019Arco<\/strong><\/p>\n<p>Anche in questo stabilimento, dove nel primo semestre si era concentrata la met\u00e0 della produzione in Italia, spirano venti di crisi. I giorni di Cig previsti per i cinque venerd\u00ec di settembre sono il segno di una netta inversione di rotta. La produzione della Alfa Romeo Tonale \u00e8 scesa a 150 vetture. Le prospettive per il futuro sono nere, non solo per la decisione di produrre la Panda elettrica nello stabilimento serbo di Kragujevac, con la benedizione di Giorgia Meloni, o per l\u2019Alfa Junior che avr\u00e0 il suo hub in Polonia e si inserisce nello stesso segmento di Tonale.<\/p>\n<p><strong>Ad Atessa<\/strong><\/p>\n<p>Anche ad Atessa, dove la produzione di veicoli commerciali era aumentata del 2% nel primo semestre con 117mila furgoni assemblati, la situazione si \u00e8 deteriorata rapidamente. Mentre Stellantis ha aumentato la produzione in Polonia, lo stabilimento abruzzese \u00e8 sceso a poco pi\u00f9 di 600 Ducato al giorno, ovvero la met\u00e0 della produzione di un anno e mezzo fa. Alla prima cassa integrazione di giugno, che ha colpito 400 dei 600 operai, si sono aggiunti altri 7 giorni a settembre in modo \u201cprecauzionale e preventivo\u201d che coinvolger\u00e0 tutti gli operai. \u00c8 stato inoltre sospeso il turno notturno, con evidenti riflessi sul salario. Nel caso di Atessa non si tratta di un\u2019improvvisa crisi di mercato, ma di una strategia di riduzione della capacit\u00e0 produttiva implementata in vista dell\u2019avvio dello stabilimento polacco, non aggiuntivo, ma sostitutivo. Le conseguenze, come al solito, ricadono sulla classe operaia.<\/p>\n<p><strong>A Melfi<\/strong><\/p>\n<p>I volumi produttivi sono crollati del 57,6% passando dalle 110.820 autovetture del primo semestre 2023 ad appena 47.020 automobili tra gennaio e giugno di quest\u2019anno. Lo stabilimento \u00e8 passato in pochi anni da 7.200 dipendenti a 5.400 con gli incentivi all\u2019esodo. Le fermate produttive, il contratto di solidariet\u00e0 e l\u2019eliminazione del turno notturno comportano una perdita di salario di 400-500 euro al mese. Per la 500X \u00e8 arrivato uno \u201cstop temporaneo\u201d, quando \u00e8 arcinoto che le difficolt\u00e0 di mercato non sono per nulla momentanee e l\u2019obiettivo di Stellantis \u00e8 lasciare presso le linee produttive di Melfi soltanto la Jeep Renegade e la Jeep Compass, in linea con la graduale dismissione dell\u2019impianto.<\/p>\n<p><strong>Nell\u2019indotto<\/strong><\/p>\n<p>Il drastico calo della produzione di Stellantis negli stabilimenti italiani ha inevitabili ripercussioni sull\u2019indotto e sui servizi esterni. Migliaia di operai di centinaia di aziende che ruotano attorno all\u2019ex Fiat vivono di ammortizzatori sociali. Dalla Lear di Grugliasco alla Sangritana, dalla Denso di Poirino alla Novares di Riva di Chieri, dalla Magneti Marelli di Sulmona alla Sodecia automotive di Raiano, dalla Tiberina alla Marelli di Caivano,\u00a0 dalla logistica alle tante aziende dell\u2019indotto lucano \u00e8 tutto un mare di calo delle commesse, cassa integrazione, chiusure, lettere di trasferimento, licenziamenti. La situazione peggiorer\u00e0 con la decisione di Stellantis di spostare la componentistica e l\u2019assemblaggio in altri paesi con forza lavoro a prezzi stracciati.<\/p>\n<p><strong>Alla mobilitazione di classe, allo sciopero!<\/strong><\/p>\n<p>Le causa fondamentale della drammatica situazione che vivono gli operai Stellantis sta nelle condizioni in cui si svolge il processo produttivo nei monopoli capitalistici, che \u00e8 finalizzato al massimo profitto.\u00a0 La battaglia degli operai Stellantis per il lavoro e per il pane \u00e8 la \u201cmadre di tutte le battaglie\u201d della classe operaia del nostro paese.<\/p>\n<p>Per affrontarla non bisogna credere alle promesse da marinaio di Urso, chiedere l\u2019intervento della premier che sta sfacciatamente dalla parte dei padroni, o \u201cchiarezza\u201d a Tavares.\u2008Pi\u00f9 chiaro di cos\u00ec! Nemmeno ci si pu\u00f2 fidare dei capi sindacali \u201cfirmatutto\u201d che ora fanno la voce grossa solo per avere il \u201ctavolo\u201d su cui continuare a svendere gli operai.<\/p>\n<p>\u00c8 la classe operaia deve intervenire a modo suo, senza sperare in aiuti che vengano dal di \u201cfuori\u201d.<\/p>\n<p>La parola d\u2019ordine da lanciare \u00e8 quella dello sciopero di tutto il settore automotive, subito! Se i sindacati fanno orecchie da mercanti o non vogliono lottare seriamente, sono gli operai stessi a doversi organizzare in comitati e collettivi di fabbrica che impongano gli interessi della classe colpendo il padrone dove gli fa pi\u00f9 male: sull\u2019estrazione di plusvalore in fabbrica. Occorre convocare assemblee e incrociare le braccia per il ritiro dei licenziamenti e la salvaguardia dei posti di lavoro, la drastica riduzione dell\u2019orario di lavoro e l\u2019aumento del salario, l\u2019abbassamento dei ritmi e dei carichi di lavoro, la salute e la sicurezza in fabbrica e fuori, fino allo sciopero generale.<\/p>\n<p>Dentro questa battaglia i proletari pi\u00f9 avanzati, combattivi e coscienti, sono chiamati a porsi di fronte al problema dell\u2019organizzazione politica indipendente e rivoluzionaria, il Partito comunista senza il quale si pu\u00f2 solo indietreggiare e subire sconfitte. \u00c8 ora di avviare una discussione serrata e costruttiva, per assumere indispensabili responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p><strong>Da Scintilla n. 147, settembre 2024<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Negli ultimi dieci anni i posti di lavoro cancellati da Stellantis in Italia sono\u00a0 circa 14 mila. 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