{"id":11233,"date":"2024-09-11T22:58:12","date_gmt":"2024-09-11T20:58:12","guid":{"rendered":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=11233"},"modified":"2024-09-11T22:58:40","modified_gmt":"2024-09-11T20:58:40","slug":"recessione-e-lotta-di-classe","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/recessione-e-lotta-di-classe\/","title":{"rendered":"Recessione e lotta di classe"},"content":{"rendered":"<p>Le speranze di una prossima ripresa economica sono di nuovo smentite dai fatti.<\/p>\n<p>Come avevamo previsto, la situazione economica continua ad aggravarsi, presentando i sintomi di una nuova crisi economico-finanziaria.<\/p>\n<p>Sono i rappresentanti dell\u2019oligarchia finanziaria come Lagarde a dichiarare apertamente che bisogna prepararsi a un \u201catterraggio duro\u201d.<\/p>\n<p>Sono i capitani d\u2019industria italiani a rivelare che \u201csiamo alle porte di una crisi come quella del 2008\/2009\u201d. In effetti essa pu\u00f2 manifestarsi in qualsiasi anello dell\u2019economia capitalistica, in qualsiasi settore o sfera dell\u2019impiego di capitale.<\/p>\n<p>Il crollo delle Borse avvenuto il 5 agosto ha evidenziato che la minaccia di recessione economica mondiale \u00e8 reale, nonostante gli sforzi dell\u2019imperialismo di impedirla anche mediante il taglio dei tassi di interesse praticato dalla Fed statunitense.<\/p>\n<p>Ma le contraddizioni intrinseche del sistema capitalista, in primo luogo quella fra il carattere sociale della produzione e la propriet\u00e0 privata capitalistica dei mezzi di produzione, si manifestano inevitabilmente nei contrasti concreti che costituiscono le cause immediate delle crisi economiche.<\/p>\n<p>Mentre l\u2019economia capitalistica globale perde slancio e naviga in un mare d\u2019incertezza, in Italia, la produzione industriale\u00a0 \u00e8 in calo ormai da un anno\u00a0 e mezzo, specie per i mezzi di produzione e di consumo.<\/p>\n<p>La produzione di auto\u00a0 \u00e8 crollata del 30% nel primo semestre. La siderurgia arranca, la chimica di base e le TLC sperimentano una dura crisi. Tessile, moda, calzaturiero, macchinari, affondano.<\/p>\n<p>L\u2019export incontra crescenti difficolt\u00e0. La domanda mondiale \u00e8 calata e importanti\u00a0 mercati di sbocco sono praticamente bloccati:\u00a0 la Germania principale partner commerciale dell\u2019Italia \u00e8 alle prese con la recessione; la Russia e i paesi del Medio Oriente a causa delle sanzioni e della guerra. Di qui il tentativo di rilanciare i rapporti con la Cina (che non corre pi\u00f9 come prima e ha diversi settori\u00a0 in sovrapproduzione).<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 ha un impatto notevole sul tenore di vita delle masse lavoratrici.<\/p>\n<p>Mentre la capacit\u00e0 di consumo dei lavoratori\u00a0 rimane limitata, stante i bassi salari, il carrello della spesa costa sempre di pi\u00f9, anche a causa della speculazione delle grandi aziende e della grande distribuzione. il 45% della popolazione non \u00e8 neanche andato in ferie perch\u00e8 non ha la possibilit\u00e0 economica per farlo.<\/p>\n<p>Sul fronte occupazionale la situazione, gi\u00e0 drammatica, \u00e8 destinata a peggiorare.\u00a0 Sono circa 60 mila i lavoratori coinvolti nelle crisi delle grandi aziende, il cui posto di lavoro \u00e8 a rischio.\u00a0 Altri 120 mila sono a rischio nei settori in crisi per la gestione delle transizioni o riconversioni produttive.\u00a0 A questi si aggiungono le decine di migliaia di operai dell\u2019indotto e delle crisi regionali (10 mila in Cig nella sola Toscana).<\/p>\n<p>Ma sono le prospettive a dover allarmare e mobilitare la classe operaia. Nei prossimi mesi la frenata dell\u2019economia proseguir\u00e0.\u00a0 La recessione romper\u00e0 le proporzioni esistenti nel sistema capitalistico, fra i diversi rami e settori economici. Svilupper\u00e0 conflitti fra settori di capitalisti. I monopoli\u00a0 pi\u00f9 forti attraverso lo Stato e il governo imporranno una linea politica a loro favorevole.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 si tradurr\u00e0 in un attacco pesante al proletariato e alle masse popolari: altre decine di migliaia di operai si aggiungeranno al drammatico elenco delle imprese in crisi, vi sar\u00e0 una nuova ondata di cassa integrazione e contratti di solidariet\u00e0, ulteriori riduzioni di salario (un operaio in Cig prende 4 euro all\u2019ora e il problema del rifinanziamento degli ammortizzatori sociali si fa sempre pi\u00f9 serio, stante la volont\u00e0 del governo di non toccare patrimoni e rendite), peggioramento delle condizioni di lavoro, diminuzione della capacit\u00e0 di consumo e aumento dei debiti delle famiglie dei lavoratori sfruttati e oppressi, aumento della disoccupazione e della miseria con\u00a0 ulteriore allargamento della breccia fra capitalisti e ricchi da un lato, proletari e povera gente dall\u2019altro.<\/p>\n<p>Non c\u2019\u00e8 solo la recessione. Secondo il copione europeo nei\u00a0 prossimi sette anni l\u2019Italia dovr\u00e0 mettere in atto 84 miliardi di tagli alla spesa pubblica, dato che l\u2019UE ha ufficializzato la procedura di infrazione per deficit eccessivo dell\u2019Italia.<\/p>\n<p>Difficilmente ci saranno sconti e spazi di flessibilit\u00e0, data l\u2019azione degli Stati e dei gruppi finanziari\u00a0 pi\u00f9 forti che esigono una politica di austerit\u00e0 che va a pesare sui lavoratori.<\/p>\n<p>Panetta (Bankitalia) vorrebbe ridurre i 3 mila miliardi di debito (circa 100 miliardi annui di interessi passivi) non solo con i tagli ai servizi pubblici, ma accelerando sull\u2019integrazione europea, cio\u00e8 facendo diventare il debito europeo: una pia illusione della borghesia italiana.<\/p>\n<p>Le rate finora ricevute del Pnrr (113 mld.) sono state una boccata d\u2019ossigeno per il governo, ma le restanti rate si intrecciano con il piano di aggiustamento dei conti pubblici e con le controriforme. La partita si fa sempre pi\u00f9 difficile.<\/p>\n<p>Allo scopo di difendere gli interessi del grande capitale\u00a0 e dei ceti parassitari, il governo Meloni prosegue la sua offensiva antioperaia e antipopolare a tutto campo: sacrifici e austerit\u00e0 per la classe operaia e le masse popolari, profitti e privilegi per capitalisti, ricchi e mangiapane a tradimento.<\/p>\n<p>Con queste premesse il governo prepara un\u2019altra manovra finanziaria per dare un\u2019altra stretta sulle pensioni,\u00a0 allungando la vita lavorativa; si vogliono mettere le mani sul Tfr per darlo ai fondi pensionistici privati, si prolunga il precariato e lo sfruttamento bestiale, per fare cassa si svendono le quote statali di diverse aziende, mentre si riduce il sostegno ai disoccupati e alle persone in povert\u00e0.<\/p>\n<p>Intanto si preparano altri tagli alla sanit\u00e0, all\u2019istruzione e ai trasporti pubblici, agli sconti fiscali e a tutte quelle voci che per i padroni e i loro ministri sono \u201cspese improduttive\u201d.<\/p>\n<p>Questo mentre il governo spinge avanti la fascistizzazione dello Stato e cerca di concentrare al massimo il potere\u00a0 e dividere il proletariato con il premeriato e l\u2019autonomia differenziata, secondo i voleri del grande capitale.<\/p>\n<p>La borghesia e il suo governo rafforzano sempre pi\u00f9 le misure reazionarie e repressive contro\u00a0 le elementari\u00a0 libert\u00e0 politiche e sindacali del movimento operaio, delle grandi masse, continuano a prepararsi per la guerra aumentando le spese militari, riarmando, partecipando alle missioni all\u2019estero con il blocco guerrafondaio USA\/Nato.<\/p>\n<p>La pressione politica e ideologica sulle masse \u00e8 volta a deviare sul \u201cnemico esterno\u201d (la Russia, la Cina, l\u2019Iran, etc.)\u00a0 la rabbia e il malcontento popolare. Su questi \u201cnemici\u201d si rigettano le cause della gravissima crisi economica.<\/p>\n<p>Con lo sciovinismo e la demagogia sociale si afferma una manovra volta a coinvolgere ampi strati di lavoratori nella politica di guerra e di miseria, mentre si nascondono i motivi reali dei contrasti di interesse fra potenze imperialiste.<\/p>\n<p>Distrarre e dividere\u00a0 le masse lavoratrici per colpirle a fondo, fascistizzare la politica e le istituzioni borghesi: questo\u00a0 \u00e8 il piano delle forze padronali e di governo volto alla creazione di un regime autoritario caratterizzato da una politica apertamente antioperaia, antidemocratica e bellicista.<\/p>\n<p>Intanto in Ucraina e in Medio Oriente avanza l\u2019escalation bellica a cui il governo partecipa in pieno per\u00a0 difendere gli interessi del capitalismo monopolistico italiano.<\/p>\n<p>La recessione e l\u2019inasprimento della lotta sul mercato mondiale, susciteranno non solo l\u2019estrema instabilit\u00e0 delle relazioni internazionali, ma anche l\u2019inasprimento della lotta di classe fra sfruttatori e sfruttati, oppressori e oppressi.<\/p>\n<p>Mentre l\u2019economia \u00e8 al ribasso, l\u2019ascesa della lotta dei lavoratori, dei giovani e dei popoli \u00e8 l\u2019elemento qualificante della situazione mondiale. Si succedono lotte caratterizzate da imponenza, combattivit\u00e0 e tenacia, come abbiamo visto in\u00a0 Bangladesh, Kenia, Corea del Sud, Argentina e altri paesi.<\/p>\n<p>Sottolineiamo l\u2019importanza che la classe operaia ha nelle mobilitazioni in diversi paesi imperialisti e capitalisti sviluppati, fra cui gli Stati Uniti, nonch\u00e9 la partecipazione alle manifestazioni dei giovani degli strati popolari.<\/p>\n<p>Questa tendenza si svilupper\u00e0 anche nel nostro paese nonostante\u00a0 le dirigenze politiche e sindacali riformiste, populiste e collaborazioniste continuano a immobilizzare, deviare e dividere il movimento operaio.<\/p>\n<p>I capi di queste forze combattono con spade di cartone il governo Meloni, mentre sono d\u2019accordo ad usare quelle di ferro contro il proletariato e i popoli.<\/p>\n<p>Nei prossimi mesi la nostra attivit\u00e0 si collocher\u00e0 dentro questo scenario convulso e conflittuale, con la \u201cbomba sociale\u201d che prima o poi esploder\u00e0.<\/p>\n<p>Nostro compito \u00e8 sostenere e sviluppare le mobilitazioni proletarie e popolari, per sviluppare la coscienza e la volont\u00e0 rivoluzionaria di classe, accrescere la consapevolezza della necessit\u00e0 e della possibilit\u00e0 di spezzare la catena imperialista nei suoi punti deboli e farla finita con questo sistema che schiaccia le vite umane e distrugge il pianeta.<\/p>\n<p>Per sviluppare una politica rivoluzionaria non \u00e8 sufficiente indicare gli scopi finali.<\/p>\n<p>I comunisti devono avanzare rivendicazioni economiche e politiche il cui soddisfacimento costituisce un bisogno immediato e improrogabile per l classe operaia, diffondere e propugnare tali rivendicazioni nella lotta delle masse, indipendentemente dalla loro conciliabilit\u00e0 o meno con l\u2019economia del profitto della classe capitalistica e delle esigenze del bilancio statale borghese.<\/p>\n<p>Nella situazione attuale, di aggravamento della crisi generale del capitalismo, anche le pi\u00f9 modeste rivendicazioni per migliorare le condizioni di vita delle masse operaia sono inconciliabili con l\u2019esistenza della societ\u00e0 borghese.<\/p>\n<p>Quindi la lotta per queste rivendicazioni non solo costituisce la base del fronte unico proletario, ma favorisce la presa di coscienza della necessit\u00e0 di lottare per l\u2019abbattimento del capitalismo, per la rivoluzione socialista.<\/p>\n<p>In altre parole, occorre legare in modo efficace nostri obiettivi rivoluzionari alle lotte quotidiane.<\/p>\n<p>Per sviluppare questa linea dobbiamo continuare a lavorare per favorire il raggruppamento dei comunisti e dei proletari rivoluzionari in una sola Organizzazione basate sui principi del marxismo-leninismo e dell\u2019internazionalismo proletario, cos\u00ec da avanzare nella lotta volta ad edificare un\u00a0 Partito comunista dotato di una solida unit\u00e0 ideologica e organizzativa e di una combattiva linea politica.<\/p>\n<p><strong>Da Scintilla n. 147, settembre 2024<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le speranze di una prossima ripresa economica sono di nuovo smentite dai fatti. 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