{"id":11332,"date":"2024-10-08T14:32:36","date_gmt":"2024-10-08T12:32:36","guid":{"rendered":"http:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=11332"},"modified":"2024-10-08T14:32:41","modified_gmt":"2024-10-08T12:32:41","slug":"feliks-e-dzerzinskij-il-giacobino-proletario","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/feliks-e-dzerzinskij-il-giacobino-proletario\/","title":{"rendered":"Feliks E. Dzer\u017einskij, il \u201cgiacobino proletario\u201d"},"content":{"rendered":"<p>Feliks Edmundovi\u010d Dzer\u017einskij (1877-1926) fu un grande rivoluzionario che dedic\u00f2 la sua esistenza alla lotta per il comunismo.<\/p>\n<p>Nato nei pressi di un villaggio polacco (oggi bielorusso), abbracci\u00f2 ben presto il marxismo e decise di dedicarsi totalmente alla diffusione delle idee del socialismo scientifico fra i lavoratori.<\/p>\n<p>Prima della Rivoluzione Socialista d\u2019Ottobre, Dzer\u017einskij pass\u00f2 la maggior parte della sua vita in carcere o ai lavori forzati.<\/p>\n<p>Nell\u2019agosto 1917 venne eletto al Comitato Centrale e alla Segreteria del C.C. del Partito bolscevico. Nell\u2019ottobre fu designato al Comitato Militare Rivoluzionario e partecip\u00f2 attivamente all\u2019insurrezione armata che abbatt\u00e9 la borghesia<\/p>\n<p>Nel dicembre del 1917 lo sperimentato rivoluzionario Dzer\u017einskij fu chiamato dal Consiglio dei commissari del popolo (Sovnarkom), su proposta di Lenin, a organizzare e presiedere\u00a0 la \u201cCommissione straordinaria panrussa per la lotta alla controrivoluzione, al sabotaggio e ai crimini commessi nell\u2019esercizio delle proprie funzioni\u201d, comunemente chiamata \u201c\u010ceka\u201d (1918-1922).<\/p>\n<p>Il problema della creazione di questo speciale organo della dittatura del proletariato sorse in relazione alla necessit\u00e0 di stroncare il sabotaggio, che era il modo pi\u00f9 diffuso di resistenza della borghesia rovesciata, che voleva affamare milioni di uomini e donne, il brigantaggio e la controrivoluzione. A quest\u2019opera Dzer\u017einskij vot\u00f2 tutto se stesso.<\/p>\n<p>La \u010ceka sorse come organo di prevenzione dei crimini antisovietici. Le misure repressive di cui disponeva furono la confisca, il domicilio coatto, la privazione della tessera per i generi alimentari, la pubblicazione del nome nelle liste dei nemici del popolo, la consegna dei criminali ai tribunali rivoluzionari, il disarmo completo della borghesia e degli elementi ostili.<\/p>\n<p>Fin dai primi mesi, con Dzer\u017einskij\u00a0 alla testa, la \u010ceka inflisse colpi micidiali ai cospiratori controrivoluzionari e sfruttatori.<\/p>\n<p>Nei primi mesi della sua attivit\u00e0 non ricorse mai al terrore. Soltanto il terrorismo delle guardie bianche e delle truppe dell\u2019intervento imperialista costrinse la dittatura del proletariato a ricorrere<\/p>\n<p>dapprima all\u2019azione di difesa rivoluzionaria senza riserve contro le orde della Germania imperialista e in seguito al terrore rosso, che fu lanciato nel settembre del 1918.<\/p>\n<p>Dzer\u017einskij, definito da Lenin il \u00abgiacobino proletario\u00bb, svolse un ruolo cruciale nell\u2019aspra lotta alla controrivoluzione e contro l&#8217;invasione delle potenze imperialiste, nella difesa del potere dei soviet degli operai e dei contadini, instaurato con la rivoluzione d&#8217;Ottobre.<\/p>\n<p>Egli fu il massimo dirigente di questo difficilissimo compito, che port\u00f2 con una dedizione totale alla causa della classe operaia, una fiducia illimitata nelle sue potenzialit\u00e0 e capacit\u00e0.<\/p>\n<p>Tenne sempre fede a quelle che indicava come le qualit\u00e0 indispensabili di un \u201ccekista\u201d: &#8220;cuore ardente, mente fredda e mani pulite&#8221;.<\/p>\n<p>Dzer\u017einskij ripeteva che il proletariato fu obbligato in quegli anni a rispondere colpo su colpo, adottare metodi di lotta duri, anche spietati. Ma aggiungeva che quei metodi non erano \u201cil nostro metodo\u201d. La sua preoccupazione rimaneva il rispetto per il nemico arrestato, il mantenimento della sensibilit\u00e0 umana.<\/p>\n<p>Avendo sperimentato il trattamento riservato ai detenuti nelle carceri e nei campi di concentramento capitalistici Dzer\u017einskij non permise mai che sotto la sua direzione avvenisse qualcosa di simile. Pun\u00ec severamente chi non sapeva dominarsi e allontan\u00f2 dalla \u010ceka\u00a0 chi si era indurito e non fosse attento e umano nei riguardi degli arrestati, perch\u00e9 capiva perfettamente che per vincere in quella guerra occorreva dimostrarsi immensamente superiori ai nemici di classe, sotto ogni aspetto, compreso quello morale.<\/p>\n<p>Aspetto caratteristico del metodo di Dzer\u017einskij fu il rapporto con gli operai, i lavoratori, che coinvolgeva sistematicamente nelle sue iniziative:dovevano non solo comprendere il perch\u00e9 di certe decisioni, ma diventare essi stessi i protagonisti attivi.<\/p>\n<p>Con la stessa completa dedizione e con la saldezza nei principi, Dzer\u017einskij si mise al servizio dei compiti del &#8220;tempo di pace&#8221; per risollevare la Russia sovietica dalle rovine, dalla carestia, dalla fame.<\/p>\n<p>Eletto alle pi\u00f9 alte cariche del governo e del partito, assunse importanti compiti e incarichi politici: dalla difficile organizzazione dei trasporti ferroviari, essenziale per l&#8217;approvvigionamento dell&#8217;immenso paese, all&#8217;assistenza e recupero fisico e morale dei bambini e degli adolescenti rimasti senza famiglia e senza casa, dagli affari interni alle vie di comunicazioni. Aiut\u00f2 la Comune di lavoro di Anton S. Makarenko, il grande pedagogo sovietico, a produrre fotocamere (denominate FED, acronimo del suo nome) e\u00a0 fu responsabile della produzione di calcolatrici meccaniche (le \u201cIron Feliks\u201d).<\/p>\n<p>Come presidente del Consiglio per l&#8217;economia popolare dell&#8217;URSS, Dzer\u017einskij condusse la lotta per la ricostruzione e lo sviluppo dell&#8217;industria metallurgica e dell&#8217;industria pesante, affinch\u00e9\u00a0 la Russia si trasformasse in un grande paese socialista.<\/p>\n<p>Dzer\u017einskij fu sempre nel fronte pi\u00f9 difficile della lotta di classe, in prima fila nella battaglia,<\/p>\n<p>dando l\u2019esempio, con una forza d\u2019animo, una capacit\u00e0 di individuare i nemici di classe, una cura nei minimi particolari e una fiducia nella vittoria finale che sorprendevano chiunque l\u2019avvicinasse.<\/p>\n<p>Sempre dalla parte del bolscevismo e di Lenin, dopo la sua morte Dzer\u017einskij si schier\u00f2 dalla parte di Stalin. Nel suo ultimo discorso al Plenum unificato del Comitato Centrale e della Commissione Centrale di Controllo del PCR(b), svolto nel luglio 1926, smascher\u00f2 l\u2019attivit\u00e0 ostile del blocco trozkista-zinovievista.<\/p>\n<p>La morte prematura lo colse nel fuoco di quest\u2019ultima battaglia in difesa dell&#8217;unit\u00e0 del partito e della linea leninista, nel compimento di quello che egli considerava un dovere profondamente sentito come &#8220;una necessit\u00e0 organica&#8221;.<\/p>\n<p>Dzer\u017einskij combatt\u00e8 fino all\u2019ultimo per la causa del proletariato.<\/p>\n<p>Una causa a cui aveva deciso, fin dalla prima giovinezza, di dedicare la sua intelligenza, la sua volont\u00e0, le sue energie, sempre anteponendo l&#8217;interesse della classe operaia a qualsiasi sentimento ed esigenza personale.<\/p>\n<p>Consigliamo ai compagni e alle compagne la lettura del libro \u201cDzer\u017einskij, il \u201cgiacobino proletario\u201d di Lenin, di A.V. Tiskov, ed. Zambon (con prefazione di Adriana Chiaia).<\/p>\n<p>Un libro che, di fronte alla infamante opera di criminalizzazione di Dzer\u017einskij, orchestrata per decenni dai media borghesi,\u00a0 rende piena giustizia ad un grande rivoluzionario comunista.<\/p>\n<p><strong>Da Scintilla n. 148, ottobre 2024<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Feliks Edmundovi\u010d Dzer\u017einskij (1877-1926) fu un grande rivoluzionario che dedic\u00f2 la sua esistenza alla lotta per il comunismo. 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