{"id":11381,"date":"2024-10-14T11:16:50","date_gmt":"2024-10-14T09:16:50","guid":{"rendered":"http:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=11381"},"modified":"2024-10-14T11:17:26","modified_gmt":"2024-10-14T09:17:26","slug":"le-democrazie-popolari-europee-del-novecento-una-forma-specifica-di-dittatura-del-proletariato-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/le-democrazie-popolari-europee-del-novecento-una-forma-specifica-di-dittatura-del-proletariato-2\/","title":{"rendered":"Le democrazie popolari europee del Novecento: una forma specifica di dittatura del proletariato"},"content":{"rendered":"<ol>\n<li>Fra l&#8217;agosto 1944 e il maggio 1945 l&#8217;Armata Rossa, nella sua travolgente avanzata verso Berlino, liberava dal dominio nazista la Polonia, l&#8217;Ungheria, la Romania, la Bulgaria, la Cecoslovacchia e la Germania orientale, favorendo anche la liberazione della Jugoslavia e dell&#8217;Albania.<\/li>\n<\/ol>\n<p>In quei paesi si erano formati, contro gli occupanti nazisti, dei Fronti antifascisti (per esempio, il Fronte patriottico in Bulgaria, il Fronte dell&#8217;indipendenza in Ungheria, il Fronte democratico nazionale in Romania, il Fronte nazionale antifascista in Cecoslovacchia, il Fronte antifascista di liberazione Nazionale in Albania, e altri). Ad eccezione dell&#8217;Albania, nella quale il Partito comunista (poi Partito del Lavoro) assunse da solo la direzione del nuovo Stato democratico-popolare nato dalla guerra di liberazione, in altri paesi furono formati dei governi d coalizione con la partecipazione di vari partiti politici, espressione di diverse classi sociali.<\/p>\n<p>Compito dei comunisti che partecipavano a questi governi di coalizione fu, inizialmente, quello di assicurare lo sviluppo democratico di quei paesi contro le sopravvivenze reazionarie e fasciste, costruire all&#8217;interno del Fronte un blocco di sinistra ed impedire che le forze di destra rafforzassero i loro tradizionali legami con i ceti medi delle citt\u00e0 e la popolazione delle campagne. Furono attuate delle profonde riforme agrarie e introdotte alcune nazionalizzazioni; furono creati nuovi organi di potere popolare, come i Consigli popolari in Albania, i Comitati del Fronte Patriottico in Bulgaria, i Comitati\u00a0 del Fronte Nazionale in Cecoslovacchia, ecc.<\/p>\n<p>Ma si poneva per i comunisti, sotto il profilo teorico e politico, il problema della prospettiva. Qual era la natura di classe di questi nuovi regimi di democrazia popolare? E quale &#8220;via&#8221; essi avrebbero dovuto seguire nel loro sviluppo in direzione del socialismo?<\/p>\n<p>In questo articolo ci proponiamo di esaminare &#8211; attraverso le dichiarazioni di alcuni loro dirigenti &#8211; quali furono le posizioni assunte da alcuni partiti comunisti di quei paesi nei primi anni di esistenza degli Stati a democrazia popolare, e come esse furono, pi\u00f9 tardi, modificate attraverso un processo di profonda critica e autocritica bolscevica (<em>i neretti evidenziatori sono nostri<\/em>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"2\">\n<li>\u00ab<em>La lotta per il socialismo \u00e8 diversa oggi da quella che era nel 1917 e nel 1918 nella Russia zarista, nel tempo della rivoluzione d&#8217;Ottobre. Allora era essenziale rovesciare lo zarismo russo<strong>, era essenziale la dittatura del proletariato <\/strong>per poter passare al socialismo. Da allora sono trascorsi oltre tre decenni, e l&#8217;Unione Sovietica, come Stato socialista, \u00e8 diventata una grande potenza mondiale. [\u2026] Che tutte le nazioni grandi e piccole siano destinate a passare al socialismo non pu\u00f2 esservi dubbio alcuno, perch\u00e9 ci\u00f2 \u00e8 storicamente inevitabile per i piccoli come per i grandi popoli. Il punto cruciale della questione, e noi marxisti-leninisti dovremmo saperlo bene, \u00e8 questo: ciascuna nazione effettuer\u00e0 il passaggio al socialismo <strong>non per un cammino gi\u00e0 tracciato<\/strong>, non esattamente come \u00e8 avvenuto nell&#8217;Unione Sovietica, ma seguendo la propria strada, a seconda delle sue peculiarit\u00e0 storiche, nazionali, sociali e culturali<\/em>\u00bb <em>(<\/em>Giorgio Dimitrov,<em> Rapporto al Congresso del Partito Operaio Bulgaro, febbraio 1946<\/em>).<\/li>\n<\/ol>\n<p>\u00ab<em>Il nostro popolo \u00e8 per una repubblica parlamentare che non sia una repubblica plutocratica. Esso \u00e8 per un regime repubblicano popolare e non per un regime repubblicano borghese. Cosa vuol dire ci\u00f2? Ci\u00f2 vuol dire: 1) che la Bulgaria non sar\u00e0 una repubblica sovietica, ma una repubblica popolare<strong> nella quale la funzione dirigente sar\u00e0 assolta dalla grandissima maggioranza<\/strong> <strong>del popolo<\/strong> &#8211; dagli operai, dai contadini, dagli artigiani, dagli intellettuali legati al popolo. In questa Repubblica <strong>non ci sar\u00e0 nessuna dittatura<\/strong>, ma il fattore fondamentale e decisivo sar\u00e0 la maggioranza lavoratrice della popolazione<\/em>\u00bb. (Giorgio Dimitrov. <em>Discorso del 16 settembre 1946<\/em>).<\/p>\n<p>\u00ab<em>L&#8217;esperienza e l&#8217;insegnamento marxista-leninista mostrano che <strong>la<\/strong> <strong>dittatura del proletariato e la costruzione di un regime sovietico<\/strong> non sono la sola strada che conduce al socialismo. In determinate condizioni, il socialismo pu\u00f2 essere raggiunto <strong>per altre vie<\/strong>. La disfatta del fascismo e le sofferenze dei popoli hanno rivelato in molti paesi il vero volto della classe dominante e hanno insieme accresciuto la fiducia del popolo in se stesso. In simili momenti storici appaiono nuove vie e nuove possibilit\u00e0. [\u2026] Noi stiamo marciando sulla nostra strada verso il socialismo<\/em>\u00bb (Klement Gottwald, <em>Discorso al Comitato Centrale del Partito Comunista Cecoslovacco, ottobre 1946<\/em>).<\/p>\n<p>\u00ab<em>Dobbiamo mostrare da che cosa dipendono l&#8217;una dall&#8217;altra l&#8217;edificazione della democrazia popolare ungherese e la via che conduce al socialismo. I partiti comunisti hanno imparato durante quest&#8217;ultimo quarto di secolo che <strong>non c&#8217;\u00e8 una sola via del socialismo<\/strong>, ma che la sola che effettivamente vi conduce \u00e8 quella che si prende tenendo cono della situazione propria di ogni paese.[\u2026] Solo la democrazia popolare permette al nostro paese di marciare verso il socialismo attraverso l&#8217;evoluzione sociale, <strong>senza guerra civile<\/strong><\/em><strong>\u00bb<\/strong> (Mathias Rakosi, <em>Discorso al II Congresso del<\/em> <em>Partito Comunista Ungherese<\/em>).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"3\">\n<li>In queste analisi e in queste posizioni teoriche e politiche \u00e8 evidente la presenza di indeterminatezze, confusioni ed errori, dovuti sia a un&#8217;esperienza ancora iniziale e poco matura delle \u00abnuove vie\u00bb, sia a un rapporto poco chiaro fra il <strong>compito immediato<\/strong> (il consolidamento del nuovo regime democratico sorto dalla vittoria antinazista e antifascista) e i <strong>compiti a pi\u00f9 lungo termine<\/strong> dell&#8217;edificazione del socialismo. Vi \u00e8 anche un&#8217;accentuazione eccessiva e unilaterale dell&#8217;elemento <strong>nazionale<\/strong>, che viene \u00abisolato\u00bb e sciolto dai suoi nessi con l&#8217;internazionalismo.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Si riconosce e si afferma giustamente, in queste dichiarazioni, che ciascuna nazione effettuer\u00e0 il passaggio al socialismo non \u00abper un cammino gi\u00e0 tracciato\u00bb, ma \u00abseguendo una propria strada, a seconda delle sue peculiarit\u00e0 storiche, nazionali, sociali e culturali\u00bb. Vi erano delle effettive <strong>particolarit\u00e0<\/strong> in quella situazione storica: per esempio, l&#8217;estromissione dal potere delle vecchie classi dominanti non a conclusione di una guerra civile, ma a s\u00e8guito della presenza armata &#8211; sul territorio &#8211; dell&#8217;Esercito Rosso; la sopravvivenza dell&#8217;istituto parlamentare (eredit\u00e0 del periodo prebellico), che coesisteva con i nuovi organi di potere popolare. Ma queste particolarit\u00e0 vengono confuse con <strong>la<\/strong> <strong>questione fondamentale della natura di classe del nuovo potere. <\/strong>Non viene chiarito il problema della <strong>direzione politica<\/strong>. Non viene affermato, o viene mezzo in ombra, <strong>il ruolo dirigente della classe operaia e del suo partito &#8211; il partito comunista &#8211; nel sistema di potere della democrazia popolare <\/strong>(ruolo che, nella dittatura del proletariato, \u00e8 decisivo e insostituibile).<\/p>\n<p>Negli anni successivi questi errori di analisi e di prospettiva poterono, come abbiamo gi\u00e0 detto, essere corretti autocriticamente, Ma non va neppure dimenticato che, all&#8217;interno di alcuni di quei partiti comunisti, erano presenti anche tendenze opportuniste di destra che <strong>giungevano fino all&#8217;aperta revisione teorica dei fondamenti del marxismo-leninismo. <\/strong><\/p>\n<p>La posizione revisionista pi\u00f9 organica fu quella espressa, in seno al Partito Operaio Unificato Polacco (P.O.U.P), dalla tendenza di destra rappresentata, in quegli anni, dal suo segretario generale Wladislaw Gomulka, Nel suo discorso del 30 novembre 1946 all&#8217;Assemblea degli attivisti di Varsavia del Partito Operaio Polacco e del Partito Socialista Polacco [che poi si fusero nel P.O.U.P.] Gomulka cos\u00ec si esprimeva:<\/p>\n<p>\u00ab<em>Il Partito operaio polacco ha basato la sua concezione di una via polacca verso il socialismo che non comporta la necessit\u00e0 di violente scosse rivoluzionarie nell&#8217;evoluzione della Polonia ed <strong>elimina il bisogno di una dittatura del proletariato, come forma del potere nel momento pi\u00f9 difficile di transizione<\/strong> Sulla base di elementi reali, abbiamo avvertito la possibilit\u00e0 di una evoluzione verso il socialismo attraverso un sistema popolare democratico, nel quale il potere viene esercitato dal blocco dei partiti democratici<\/em><strong>\u00bb<\/strong>.<em>\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/em><\/p>\n<p>Proseguiva poi indicando \u00able tre principali differenze che esistono fra la via di evoluzione dell&#8217;Unione Sovietica e la nostra\u00bb.<\/p>\n<p>\u00ab<em>La prima differenza sta in ci\u00f2, che i cambiamenti politico sociali vennero realizzati attraverso rivoluzioni sanguinose, mentre da noi vengono realizzati in modo pacifico. La seconda differenza sta nel fatto che, mentre l&#8217;Unione Sovietica dovette passare per un periodo di dittatura del proletariato, <strong>da noi un periodo tale non c&#8217;\u00e8 stato, e pu\u00f2 essere evitato.<\/strong> La terza differenza che caratterizza le vie d&#8217;evoluzione nei due paesi \u00e8 che, mentre nell&#8217;Unione Sovietica il potere \u00e8 nelle mani del Consiglio dei Deputati, ossia del Soviet, che riunisce in s\u00e9 tanto le funzioni legislative quanto quelle esecutive, il che rappresenta la forma del governo socialista, da noi invece le funzioni legislative e quelle esecutive sono separate, e <strong>alla base del potere nazionale vi \u00e8 una democrazia parlamentare<\/strong><\/em><strong>\u00bb.<\/strong><\/p>\n<p>[\u2026] \u00ab<em>In Russia la dittatura del proletariato rimase una forma di governo necessaria anche dopo l&#8217;abbattimento della controrivoluzione. [\u2026] <strong>Oggi<\/strong> <strong>la dittatura del proletariato ha cambiato forma e si<\/strong> <strong>pu\u00f2 dire che \u00e8 andata estinguendosi<\/strong> con la sparizione della classe degli sfruttatori e della loro ideologia; il suo posto \u00e8 stato occupato dalla democrazia sovietica come forma di governo del paese. I nemici dell&#8217;Unione Sovietica, coloro che non comprendono che cosa significhi la dittatura del proletariato, continuano a sostenere che questa dittatura esiste tuttora in Russia. Questo \u00e8 naturalmente un non senso politico<\/em> (sic!)\u00bb.<\/p>\n<p>[\u2026] \u00ab<em>Abbiamo cos\u00ec scelto una via polacca di evoluzione, che abbiamo chiamato linea della Democrazia popolare. Su questa via e in queste <strong>condizioni una dittatura della classe operaia, e tanto meno la dittatura di uno dei partiti, non \u00e8 n\u00e9 necessaria, n\u00e9 avrebbe uno scopo.<\/strong> Noi pensiamo che il potere debba essere esercitato dalla coalizione di tutti i partiti democratici. [\u2026] La democrazia polacca esercita il potere <strong>attraverso un sistema parlamentare di pi\u00f9 partiti,<\/strong> mentre la democrazia sovietica realizza il potere del popolo attraverso i Consigli. <strong>[\u2026] La via del socialismo in Polonia non \u00e8 quella che conduce alla dittatura della classe operaia,<\/strong> e la forma per l&#8217;esercizio del potere da parte delle masse lavoratrici non deve necessariamente personificarsi in un sistema di Consigli<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Gomulka &#8211; che giungeva a negare l&#8217;esistenza della dittatura proletaria persino nell&#8217;Unione Sovietica! &#8211; cos\u00ec sintetizzava le caratteristiche essenziali della democrazia popolare polacca: \u00ab<em>L&#8217;eliminazione della reazione dal potere <strong>in maniera pacifica<\/strong> e la realizzazione da parte della democrazia di grandi riforme sociali senza spargimento di sangue, <strong>senza<\/strong> <strong>rivoluzione<\/strong> e senza guerra civile<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Queste posizioni antileniniste (che, \u00e8 bene ricordarlo, non ebbero mai diritto di cittadinanza nel Partito del Lavoro d&#8217;Albania sotto la ferma direzione politica e ideologica di Enver Hoxha), furono sconfitte pi\u00f9 tardi in Polonia in seguito all&#8217;acuta lotta di classe sviluppatasi all&#8217;interno del partito. Ma riemersero con Krusciov nel XX Congresso del PCUS, dando origine alla principale corrente del moderno revisionismo.<\/p>\n<p>Altrettanto carica di errori, e particolarmente significativa, \u00e8 questa definizione dei paesi di democrazia popolare fornita, in Ungheria, da Eugenio Varga nei primi anni del secondo dopoguerra:<\/p>\n<p><strong>\u00ab<em>Non \u00e8 la dittatura della borghesia, ma non \u00e8 neppure la dittatura del proletariato. <\/em><\/strong><em>Il vecchio apparato statale non \u00e8 stato spezzato, come avvenne nell&#8217;Unione Sovietica, ma si rinnova mediante il continuo assorbimento dei sostenitori del nuovo regime<strong>. <\/strong>Non sono Stati capitalisti nel senso abituale della parola, ma non sono neppure degli Stati socialisti<strong>.<\/strong> La loro evoluzione verso il socialismo si basa sulla nazionalizzazione dei principali mezzi di produzione, e sul carattere stesso di questi Stati.\u00a0 <strong>Pur<\/strong> <strong>conservando il potere statale come oggi esiste, essi possono passare progressivamente al socialismo<\/strong>\u00a0 spingendo avanti lo sviluppo del settore socialista che gi\u00e0 esiste accanto al\u00a0 settore mercantile semplice (contadini e artigiani) e al settore capitalistico che sta perdendo la sua posizione dominante<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<ol start=\"4\">\n<li>Nella seconda met\u00e0 del 1947 la situazione internazionale subiva dei profondi mutamenti, dovuti al passaggio dell&#8217;imperialismo americano a una politica aggressiva ed espansionistica (creazione di basi militari nella parte orientale del bacino del Mediterraneo, prestiti e aiuti militari ai regimi reazionari in Grecia e in Turchia, riarmo e appoggio a tutte le forze reazionarie internazionali), politica che trov\u00f2 la sua massima espressione nella \u00abdottrina Truman\u00bb, nel \u00abpiano Marshall\u00bb e nella violenta campagna ideologica anticomunista scatenata dall&#8217;imperialismo americano a livello mondiale.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Nel suo rapporto alla Conferenza di informazione dei rappresentanti di nove partiti comunisti (Unione Sovietica, Jugoslavia, Cecoslovacchia, Polonia, Romania, Bulgaria, Ungheria, Francia e Italia), svoltasi in Polonia nel settembre 1947, Andrej Zdanov denunciava la tendenza degli Stati Uniti d&#8217;America al dominio mondiale, sottolineava la formazione &#8211; a livello internazionale &#8211; di due campi (il campo imperialista antidemocratico e il campo antimperialista e democratico), e criticava la tendenza, presente in alcuni partititi comunisti, di interpretare \u00ablo scioglimento dell&#8217;Internazionale Comunista come se esso \u00absignificasse la liquidazione di qualsiasi collegamento, di qualsiasi contatto tra partiti comunisti fratelli\u00bb.<\/p>\n<p>A conclusione di quella Conferenza, fu costituito l&#8217;\u00abUfficio di informazioni fra partiti comunisti e operai\u00bb, e in seno ai partiti furono riesaminate importanti questioni di natura teorica e politica, fra cui anche quella relative al contenuto di classe degli Stati di democrazia popolare.<\/p>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ol start=\"5\">\n<li>Nel suo Rapporto al V Congresso del Partito Operaio Bulgaro (19 dicembre 1948), Giorgio Dimitrov cos\u00ec dichiarava:<\/li>\n<\/ol>\n<p>\u00ab<em>Per poter procedere con decisione e fermezza sulla via del socialismo, \u00e8 necessario <strong>chiarire <\/strong>\u00a0<strong>completamente le idee <\/strong>sul carattere, sulla funzione e sulle prospettive della democrazia popolare e dello Stato democratico popolare. A questo riguardo <strong>dobbiamo definire in modo pi\u00f9 preciso alcune<\/strong> <strong>nostre posizioni avute fino ad ora<\/strong>, <strong>e rettificarne altre<\/strong>, partendo dall&#8217;esperienza accumulata fino ad oggi, cos\u00ec come dai dati pi\u00f9 recenti su questa nuova complessa questione. In che cosa consiste, in breve, la questione?<\/em><\/p>\n<p><em>Primo. [\u2026] Lo Stato democratico popolare \u00e8 lo Stato di un periodo di transizione ed \u00e8 chiamato ad assicurare lo sviluppo del paese verso il socialismo. Questo significa che, bench\u00e9 il potere dei capitalisti e dei grandi proprietari terrieri sia stato abbattuto e i beni di queste classi siano divenuti propriet\u00e0 del popolo, <strong>le radici economiche del capitalismo non sono ancora state sradicate,<\/strong> permangono e si sviluppano ancora gli elementi capitalistici che tendono a restaurare la schiavit\u00f9 capitalistica. Perci\u00f2 la marcia verso il socialismo \u00e8 possibile <strong>solo conducendo<\/strong> <strong>un&#8217;implacabile lotta di classe<\/strong> contro gli elementi capitalistici, <strong>per la loro completa liquidazione.<\/strong><\/em><\/p>\n<p><em>Secondo. Nelle condizioni create dalla disfatta militare degli Stati fascisti aggressori, nelle condizioni del rapido aggravarsi della crisi generale del capitalismo, dell&#8217;enorme aumento della potenza dell&#8217;Unione Sovietica, il nostro paese, come anche gli altri paesi a democrazia popolare, assicuratasi la stretta collaborazione con l&#8217;URSS e con le altre democrazie popolari, vede aprirsi <strong>la<\/strong> <strong>possibilit\u00e0 di realizzare il passaggio al socialismo senza creare un regime sovietico<\/strong>, attraverso il regime di democrazia popolare, a condizione che questo regime si rafforzi e si sviluppi con l&#8217;aiuto dell&#8217;Unione Sovietica e dei paesi di democrazia popolare.<\/em><\/p>\n<p><em>Terzo. Rappresentando <strong>il potere dei lavoratori sotto la guida della classe<\/strong> <strong>operaia<\/strong>, il regime di democrazia popolare, in queste particolari condizioni storiche, <strong>pu\u00f2 e deve, come l&#8217;esperienza ha gi\u00e0 dimostrato, esercitare con successo le funzioni della dittatura del proletariato <\/strong>per la liquidazione degli elementi capitalistici e dei proprietari fondiari rovesciati,\u00a0 schiacciare e liquidare il loro tentativo di restaurare il potere del capitale<\/em>\u00bb.<\/p>\n<p>Non meno importante e ricca di insegnamenti \u00e8 l&#8217;analisi condotta, nel suo Rapporto al I Congresso del Partito Operaio Unificato Polacco (dicembre 1948) dal nuovo segretario del Partito\u00a0 Boleslaw Bierut, che aveva\u00a0 denunciato le posizioni di Gomulka come frutto di una \u00ablimitatezza nazionalistica\u00bb e di una \u00abmentalit\u00e0 piccolo-borghese\u00bb, come \u00abun ritorno a concezioni opportunistiche socialdemocratiche non completamente sconfitte e continuamente rinascenti, contro le quali il nostro partito ha condotto e deve incessantemente continuare a condurre una lotta senza quartiere\u00bb.<\/p>\n<p>In quel suo rapporto, Bierut cos\u00ec indicava le funzioni e il carattere dello Stato di democrazia popolare:<\/p>\n<p>\u00ab<em>La strada polacca verso il socialismo, malgrado i suoi caratteri particolari, <strong>non \u00e8 qualcosa di essenzialmente diverso, ma solo una variante della strada generale di sviluppo verso il socialismo<\/strong>, variante che pu\u00f2 esistere proprio grazie alla precedente vittoria del socialismo nell&#8217;URSS, una variante basata sulle esperienze dell&#8217;edificazione socialista nell&#8217;URSS, con riguardo alla natura specifica del nuovo periodo storico che determina le condizioni dello sviluppo storico della Polonia\u00bb.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0\u00abCos&#8217;\u00e8 uno Stato di democrazia popolare dal punto di vista della teoria del marxismo-leninismo? Come si pu\u00f2 definire l&#8217;essenza, il <strong>contenuto di classe<\/strong> e il carattere della democrazia popolare? Si fu inclini a pensare che <strong>la democrazia popolare fosse un sistema che qualitativamente e fondamentalmente differisse dal sistema basato sulla dittatura del proletariato. <\/strong>Nel definire il sistema della democrazia popolare in Polonia come specifica strada polacca verso il nuovo regime, la sua particolarit\u00e0 venne spesso intesa nel senso che <strong>lo si<\/strong> <strong>ritenne uno speciale processo di sviluppo, di cui non era possibile, a quanto si diceva, stabilire in precedenza il punto d&#8217;arrivo.<\/strong> Alcuni si raffiguravano il risultato come una sintesi \u00absui generis\u00bb del capitalismo e del socialismo, un particolare regime politico-sociale, in cui <strong>su due binari paralleli convivessero sulla base del reciproco riconoscimento gli elementi socialisti e quelli capitalistici<\/strong>. Altri, ritenendo che il sistema della democrazia popolare fosse un effetto temporaneo della specifica situazione determinata dalle condizioni postbelliche, si sforzavano di stabilizzare temporaneamente questa situazione, nella speranza che si potesse in un secondo tempo ritornare alla situazione esistente prima del settembre <\/em>[allude all&#8217;invasione nazista della Polonia del 1\u00b0 settembre 1939, n.d.r.].<\/p>\n<p>[\u2026]<strong><em>La democrazia popolare non \u00e8 una forma di sintesi o di stabile convivenza di due regimi sociali di diversa natura, ma \u00e8 la forma mediante la quale vengono scalzati e progressivamente liquidati gli elementi capitalistici, e nel medesimo tempo la forma che permette lo sviluppo e il rafforzamento delle basi della futura\u00a0 economia socialista.<\/em><\/strong><\/p>\n<p><em>La democrazia popolare \u00e8 la <strong>particolare forma di potere rivoluzionario<\/strong> sorta nelle nuove condizioni storiche della nostra epoca, \u00e8 espressione del nuovo schieramento delle forze di classe su scala internazionale.<\/em><\/p>\n<p><em>[\u2026] \u00abLo sviluppo della nostra marcia verso il socialismo avviene mediante la realizzazione dei princ\u00ecpi basilari del marxismo-leninismo in nuove condizioni e in una nuova situazione internazionale. I princ\u00ecpi sono i seguenti:<\/em><\/p>\n<ul>\n<li><em>necessit\u00e0 che la classe operaia, alla testa delle masse popolari, conquisti il potere politico;<\/em><\/li>\n<li><strong><em>posizione preminente della classe operaia<\/em><\/strong><em> nell&#8217;alleanza operaia-contadina e nel fronte democratico nazionale;<\/em><\/li>\n<li><strong><em>direzione affidata al partito rivoluzionario<\/em><\/strong><em>;<\/em><\/li>\n<li><em>lotta di classe senza quartiere, liquidazione del grande capitale e dei grandi proprietari fondiari, offensiva contro gli elementi capitalistici\u00bb.<\/em><\/li>\n<\/ul>\n<p><strong>\u00a0<\/strong><\/p>\n<ol start=\"6\">\n<li>L\u2019esperienza storica del movimento operaio e comunista internazionale costituisce uno straordinario patrimonio di conquiste, di elaborazioni e di vicende, grazie al quale sono state scritte pagine fondamentali nel cammino verso il comunismo. La capacit\u00e0 di verificare nella pratica le teorie e le posizioni politiche, di ammettere e correggere gli errori, di giungere a nuove formulazioni e conclusioni, rappresenta un tratto distintivo del marxismo-leninismo.<\/li>\n<\/ol>\n<p>La creativit\u00e0 rivoluzionaria della classe operaia e dei popoli, ha permesso nello scorso secolo di dare vita a forme diverse della dittatura del proletariato, dai soviet ai regimi di democrazia popolare, apparse nelle concrete condizioni storiche, di cui dobbiamo fare tesoro per lo sviluppo della nostra teoria e della nostra\u00a0 pratica rivoluzionaria, potenti strumenti per la trasformazione del mondo.<\/p>\n<p>L\u2019apparizione delle democrazie popolari, come nuove forme statali della dittatura del proletariato, stati socialisti nella prima fase del loro sviluppo, i quali hanno attraversato diversi stadi e applicato differenti misure per distruggere i rapporti borghesi di produzione, ha una grande importanza storica e attuale.<\/p>\n<p>Lo studio delle forme in cui si \u00e8 incarnata la necessit\u00e0 e l\u2019inevitabilit\u00e0 storica del dominio politico del proletariato, in alleanza ed alla testa delle masse lavoratrici,\u00a0 per il passaggio alla societ\u00e0 senza classi, \u00e8 fondamentale per i comunisti di oggi. Nostro compito \u00e8 conquistare l\u2019avanguardia del proletariato e guidare le masse al presa del potere, applicando i principi marxisti-leninisti, trovando le forme concrete di avvicinamento ed approccio alla rivoluzione proletaria ed al socialismo, in conformit\u00e0 con le condizioni storiche e le caratteristiche di ogni paese.<\/p>\n<p>L\u2019idea della democrazia popolare \u00e8 ancora viva nella coscienza della classe operaia e delle masse lavoratrici, mantiene la sua grande forza.<\/p>\n<p>L\u2019Italia del futuro sar\u00e0 una democrazia popolare? Quello che \u00e8 certo \u00e8 che nel nuovo secolo che si \u00e8 aperto e nel quale noi comunisti continuiamo la nostra battaglia, nuove rivoluzioni proletarie scuoteranno il mondo e nuovi Stati sorgeranno da esse: ma ognuno di essi sar\u00e0 una forma particolare di dittatura del proletariato. <em>\u00abChe tutte le nazioni giungeranno al socialismo \u00e8 assolutamente sicuro, ma tutte ci giungeranno con qualche particolarit\u00e0, ognuna apporter\u00e0 un qualcosa di peculiare in questa o quella forma di democrazia, in questa o quella variante di dittatura del proletariato\u00bb<\/em> (Lenin).<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Luglio 2012\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0<strong>Piattaforma Comunista<\/strong><\/p>\n<h3><a href=\"https:\/\/piattaformacomunista.com\/wp-content\/uploads\/2024\/10\/DEMOCRAZIA-POPOLARE.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><strong>Scarica l&#8217;articolo in pdf<\/strong><\/a><\/h3>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Fra l&#8217;agosto 1944 e il maggio 1945 l&#8217;Armata Rossa, nella sua travolgente avanzata verso Berlino, liberava dal dominio nazista la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":11382,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[99,116],"tags":[],"class_list":["post-11381","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-memoria-storica","category-questioni-teoriche"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11381","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11381"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11381\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11383,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11381\/revisions\/11383"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11382"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11381"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11381"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11381"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}