{"id":11455,"date":"2024-11-13T18:55:42","date_gmt":"2024-11-13T17:55:42","guid":{"rendered":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=11455"},"modified":"2024-11-13T18:55:53","modified_gmt":"2024-11-13T17:55:53","slug":"aleksandra-kollontaj-rivoluzionaria-comunista","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/aleksandra-kollontaj-rivoluzionaria-comunista\/","title":{"rendered":"Aleksandra Kollontaj, rivoluzionaria comunista"},"content":{"rendered":"<p>Non \u00e8 semplice riassumere la vita e l\u2019opera di una donna come Aleksandra Kollontaj, che ha dedicato tutte le sue energie nella lotta contro il capitalismo, lo sfruttamento del proletariato e l\u2019oppressione delle donne, per il socialismo. Una comunista a cui le donne e i movimenti femministi devono moltissimo.<\/p>\n<p>Volutamente citata come la fautrice del \u201clibero amore\u201d, riducendo cos\u00ec il suo lavoro sulla famiglia e sul matrimonio a una visione erroneamente libertina dei rapporti tra i due sessi, quando invece la nuova morale comunista ha sempre contrastato la licenziosit\u00e1 e l\u2019ipocrisia borghese.<\/p>\n<p>Per Kollontaj il matrimonio borghese \u00e8 una catena che lega ai valori tradizionali le donne, valori che le opprimono e non le emancipano. Il matrimonio, che il capitalismo aveva trasformato in un mero contratto economico, si sarebbe trasformato cos\u00ec nell&#8217;unione di due persone innamorate, pronte a rispettarsi e con uguali diritti e doveri nella famiglia.<\/p>\n<p>Aleksandra Kollontaj nacque a San Pietroburgo il 31 marzo del 1872 in una famiglia benestante. Rifiut\u00f2 un matrimonio di convenienza con un alto ufficiale attendente dello zar e nel 1893, contro la volont\u00e0 dei genitori, spos\u00f2 un lontano cugino, l\u2019ingegnere Vladimir Kollontaj, dal quale ebbe un figlio Michail, separandosi dopo 3 anni perch\u00e9 considerava soffocante una vita esclusiva di moglie e di madre.<\/p>\n<p>Nell\u2019agosto del 1898 si trasfer\u00ec a Zurigo per seguire all\u2019Universit\u00e0 le lezioni di economia politica di Heinrich Herkner, marxista. Qui ader\u00ec al movimento socialdemocratico. Nel 1904 Lenin la chiam\u00f2 alla collaborazione con un periodico bolscevico e nel novembre Kollontaj si un\u00ec definitivamente ai bolscevichi avviando anche corsi di marxismo per i lavoratori.<\/p>\n<p>Il 9 gennaio 1905 Kollontaj era tra gli operai che marciarono verso il Palazzo d\u2019Inverno e prese parte alle giornate che seguirono, dove si distinse come brillante oratrice.<\/p>\n<p>Nello stesso periodo inizi\u00f2 ad approfondire il proprio impegno sulla questione dell\u2019emancipazione e liberazione della donna pubblicando \u201cGli elementi sociali della questione femminile\u201d. Nel 1905, a Mannheim, partecip\u00f2 alla IV Conferenza femminile della Socialdemocrazia tedesca e due anni dopo a Stoccarda, alla Conferenza femminile dell\u2019Internazionale socialista, con l\u2019amica Clara Zetkin, sostenendo il diritto al voto delle donne.<\/p>\n<p>Nel 1908 venne processata due volte con le accuse di aver svolto attivit\u00e0 antigovernativa tra le operaie tessili e di aver fatto appello alla rivolta nell&#8217;opuscolo \u201cLa Finlandia e il socialismo\u201d. Fu quindi costretta ad emigrare dalla Russia e ad entrare in clandestinit\u00e0.<\/p>\n<p>Trascorse i suoi anni all&#8217;estero in una intensa attivit\u00e0 politica.\u00a0 In Germania aiut\u00f2 il partito socialdemocratico nella propaganda e nell\u2019agitazione; in Inghilterra lott\u00f2 con gli operai per il suffragio universale; a Parigi organizz\u00f2 uno sciopero di operaie per il partito socialista; prese parte alle lotte operaie in Belgio, in Svezia e in Norvegia.<\/p>\n<p>Nel 1910 partecip\u00f2 all&#8217;VIII congresso della II internazionale. Scrisse molte opere tra cui \u201cLa donna e la maternit\u00e0\u201d e \u201cLe basi sociali della questione femminile\u201d e lavor\u00f2 intensamente per i giornali Rabotnitsa e Pravda.<\/p>\n<p>Al Congresso internazionale Socialista di Basilea del 1912 Aleksandra Kollontaj\u00a0 realizz\u00f2 un piano di assistenza alla maternit\u00e0 che fu in buona parte adottato in Russia nel 1918.<\/p>\n<p>Nel 1915, allo scoppio della guerra, prese parte alla Conferenza di Zimmerwald sostenendo la necessit\u00e0 di boicottare la guerra, e scrisse l&#8217;opuscolo \u201cA chi \u00e8 necessaria la guerra?\u201d, destinato ai soldati. Tra il 1915 e il \u201816 attravers\u00f2 l&#8217;America per perorare la causa socialista e tenne\u00a0 conferenze contro la guerra.<\/p>\n<p>Nel febbraio del 1917, quando fu abbattuto il regime zarista, la Kollontaj fece ritorno dall\u2019esilio. Prima di partire Lenin le consegn\u00f2 uno scritto, \u201cLettere da lontano\u201d,\u00a0 in cui spiegava che i fatti di febbraio erano solo la prima fase della rivoluzione e che la via per conquistare la pace era la conquista del potere da parte del proletariato. Venne dunque eletta \u2013 prima fra le donne \u2013 al Comitato esecutivo del Soviet di Pietrogrado. Fu lei ad organizzare il rientro in Russia di Lenin e ad appoggiare immediatamente le \u201cTesi di Aprile\u201d.<\/p>\n<p>Partecip\u00f2 attivamente alle riunioni del Comitato Centrale, tra cui quella del 10 ottobre in cui si decise l\u2019insurrezione armata contro il governo borghese. Nella notte tra il 24 e 25 ottobre 1917 fu a Smolny, quartier generale della Rivoluzione d\u2019Ottobre.<\/p>\n<p>Con la presa del potere la Kollontaj entr\u00f2 a far parte del governo rivoluzionario e nominata Commissaria del popolo per l\u2019Assistenza sociale, prima donna al mondo ad essere ministra di un governo.<\/p>\n<p>Durante il suo incarico, venne decreta la distribuzione ai contadini delle terre appartenenti ai monasteri, l\u2019istituzione degli asili nido statali, la creazione di mense, lavanderie sociali e l\u2019assistenza alla maternit\u00e0. La socializzazione dei lavori domestici avrebbe liberato le donne dalla oppressione di genere.<\/p>\n<p>Nel 1918 Kollontaj fu tra le organizzatrici del Primo Congresso delle donne lavoratrici russe dal quale nacque lo \u017benotdel, organismo per la promozione della partecipazione delle donne alla vita pubblica, per le iniziative sociali e la lotta all\u2019analfabetismo.<\/p>\n<p>Grazie al suo impegno, le donne ottennero oltre al diritto di voto e quello di essere elette, l\u2019accesso all\u2019istruzione, la parit\u00e0 salariale e nel 1920 il divorzio e il diritto all\u2019aborto.<\/p>\n<p>Kollontaj critic\u00f2 l\u2019introduzione della \u201cNuova politica economica\u201d (NEP) e nel 1920-21 con Alexander \u0160ljapnikov form\u00f2 una corrente conosciuta come \u201cOpposizione operaia\u201d, che fu sciolta quando perse il congresso del partito.<\/p>\n<p>Dopo questa sconfitta, secondo i detrattori del socialismo, si ritir\u00f2 dalla vita politica perch\u00e9 non era pi\u00f9 ben accetta a Lenin; in realt\u00e0 poich\u00e9 con l&#8217;emergenza della guerra civile era per lei impossibile attuare il suo programma politico, responsabilmente ritenne giusto mettersi a disposizione della causa socialista dove ci fosse bisogno delle sue capacit\u00e0.<\/p>\n<p>Grazie alla sua conoscenza delle lingue\u00a0 nel 1923 fu prima membro della delegazione commerciale sovietica a Oslo e, quando la Norvegia riconobbe ufficialmente l&#8217;URSS, ambasciatrice, divenne la prima ambasciatrice donna al mondo.<\/p>\n<p>Nel 1926 ebbe lo stesso incarico in Messico e nel 1930 fu all&#8217;ambasciata a Stoccolma. Nel 1933 ottenne da parte della Svezia la restituzione delle riserve auree che gli antibolscevichi vi avevano nascosto dopo la rivoluzione. Nello stesso anno venne insignita dell&#8217;Ordine di Lenin per la sua attivit\u00e0. Dal 1934 al \u201838 fu membro della delegazione sovietica alla Societ\u00e0 delle Nazioni Unite a Ginevra.<\/p>\n<p>I revisionisti sostengono che fosse invisa a Stalin e per questo inviata all&#8217;estero. Sicuramente fu una donna straordinaria e con una forte personalit\u00e0, che rifiut\u00f2 qualsiasi rapporto con i trozkisti e gli altri nemici del potere sovietico.<\/p>\n<p>Fu proprio a lei che Stalin nel 1939, mentre il nazismo stava per entrare in guerra e l\u2019URSS ancora cercava di negoziare con inglesi e francesi, affid\u00f2 queste importanti parole: \u201cMolte questioni del nostro partito e del nostro popolo verranno distorte e abusate, soprattutto all\u2019estero e, s\u00ec, anche nel nostro Paese. Il sionismo, nella disperata fretta di conquistare la supremazia mondiale, sar\u00e0 duro con noi e si vendicher\u00e0 a causa dei nostri successi e delle nostre conquiste. Considerano ancora la Russia un paese barbaro, una riserva di materie prime. E anche il mio nome sar\u00e0 calunniato; viene calunniato anche adesso. A me attribuiranno molti delitti\u201d.<\/p>\n<p>Aleksandra Kollontaj mor\u00ec a Mosca nel 1952, senza mai aver tradito il socialismo e il partito bolscevico, sostenendo fino all\u2019ultimo la causa della definitiva emancipazione dei lavoratori e delle lavoratrici.<\/p>\n<p>Per approfondire la sua figura e la sua opera, poco conosciuta nel nstro paese, consigliamo i seguenti scritti e libri: Il Comunismo e la famiglia; Conferenze sulla liberazione della donna (1921); Autobiografia di una comunista sessualmente emancipata; il romanzo Vassilissa (pubblicato in Italia nel 1978) in cui si racconta la storia di un&#8217;operaia comunista militante, il suo percorso di emancipazione come donna e come rivoluzionaria proletaria.<\/p>\n<p><strong>Da Scintilla n. 149, novembre 2024<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Non \u00e8 semplice riassumere la vita e l\u2019opera di una donna come Aleksandra Kollontaj, che ha dedicato tutte le sue [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":11456,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[106,99],"tags":[108],"class_list":["post-11455","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-donne-in-lotta","category-memoria-storica","tag-home"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11455","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11455"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11455\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11457,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11455\/revisions\/11457"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11456"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11455"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11455"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11455"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}