{"id":11667,"date":"2025-01-07T11:14:01","date_gmt":"2025-01-07T10:14:01","guid":{"rendered":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=11667"},"modified":"2025-01-17T09:38:15","modified_gmt":"2025-01-17T08:38:15","slug":"volskswagen-un-accordo-che-sacrifica-gli-interessi-operai-per-rilanciare-il-colosso-automobilistico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/volskswagen-un-accordo-che-sacrifica-gli-interessi-operai-per-rilanciare-il-colosso-automobilistico\/","title":{"rendered":"Volkswagen: un accordo che sacrifica gli interessi operai per rilanciare il colosso automobilistico"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Dopo un limitato, ma assai partecipato conflitto imperniato su \u201cscioperi di avvertimento\u201d e una breve trattativa \u00e8 stato raggiunto in Germania un accordo fra la Volkswagen, la IG Metall e i rappresentanti dei comitati aziendali degli stabilimenti di produzione.<\/p>\n<p>L\u2019accordo denominato \u201cFuturo Volkswagen\u201d stabilisce che il monopolio tedesco del settore automobilistico manterr\u00e0 aperti i 10 siti produttivi, ripristinando gli accordi di \u201csicurezza del lavoro\u201d fino al 2030.<\/p>\n<p>In cambio, gli operai devono rinunciare agli aumenti del salario, ad alcuni premi e ai bonus di partecipazione agli utili, aumentare l\u2019orario settimanale di due ore, diminuire il numero di apprendisti che ottengono un impiego permanente.<\/p>\n<p>Con questo accordo viene sancita la riduzione della capacit\u00e0 produttiva di 734.000 veicoli, il che equivale alla chiusura del principale stabilimento di Wolfsburg spalmata su cinque fabbriche.<\/p>\n<p>La produzione di alcuni modelli, come la Golf e la Golf Estate, sar\u00e0 delocalizzata in Messico, dove il costo della forza-lavoro \u00e8 di gran lunga inferiore.<\/p>\n<p>Di conseguenza entro il 2030, Volkswagen taglier\u00e0 pi\u00f9 di 35.000 posti di lavoro in Germania e raggiunger\u00e0 l\u2019obiettivo immediato di ridurre di circa 1,5 miliardi di euro all&#8217;anno il costo del lavoro.<\/p>\n<p>Nel medio termine l\u2019abbattimento complessivo dei costi per il gruppo automobilistico sar\u00e0 di 15 miliardi annui. Naturalmente a questa riduzione di costi corrisponder\u00e0 un aumento senza limiti dei profitti.<\/p>\n<p>Volkswagen e i capi del sindacato IG Metall hanno concordato che i tagli ai posti di lavoro saranno effettuati in modo &#8220;socialmente accettabile&#8221; (sic!).<\/p>\n<p>La logica che sta dietro l\u2019accordo raggiunto \u00e8 quella della salvaguardia della competitivit\u00e0 e della stabilit\u00e0 finanziaria di Volkswagen sui mercati internazionali, permettendo al monopolio tedesco, secondo produttore mondiale di autovetture, di assicurare ai suoi stabilimenti in Germania una produzione \u201ceconomicamente sostenibile\u201d. Ovvero di effettuare nuovi investimenti nell\u2019apparato industriale, per spremere una maggiore quantit\u00e0 di plusvalore dagli operai.<\/p>\n<p>L\u2019intesa raggiunta fra Volkswagen e i dirigenti di IG Metall e\u00a0 i rappresentanti dei comitati aziendali degli stabilimenti di produzione tedeschi, che viene sbandierata come una vittoria, \u00e8 un vero e proprio modello per la riduzione della sovrapproduzione capitalistica e del salario operaio nel settore automobilistico, realizzato in tempi stretti per evitare lo sviluppo di lotte di pi\u00f9 ampia portata.<\/p>\n<p>\u00c8 un accordo pienamente conforme alla concezione neoliberista, secondo cui decine di migliaia di operai dovranno cercare un\u2019altra occupazione in un mercato della forza-lavoro sempre pi\u00f9 ristretto e a peggiori condizioni, oppure finire sul lastrico.<\/p>\n<p>Un accordo di abolizione per gli operai Volkswagen dello stesso contratto nazionale di lavoro firmato dai sindacati, quindi di rottura del fronte operaio, stipulato in fretta e furia sotto le feste, senza discussione nelle assemblee e soprattutto senza impiegare tutta la forza operaia che avrebbe portato a ben altri risultati.<\/p>\n<p>Questo accordo di collaborazione di classe, nonostante la perdita di salario e di posti di lavoro, non potr\u00e0 dare alcuna sicurezza per il futuro, come molti operai sanno per loro diretta esperienza, dato che il capitalismo \u00e8 l\u2019incertezza stessa del lavoro e della vita.<\/p>\n<p>\u00c8 la crisi stessa che apre crepe nel modello della \u201ccogestione\u201d, vetrina del modello sociale tedesco.<\/p>\n<p>Ora la parola passer\u00e0 agli operai, che hanno subito un duro colpo.<\/p>\n<p>Bisogner\u00e0 vedere in quanti continueranno ad esprimere una fiducia, sempre pi\u00f9 condizionata, ai capi del sindacato e del comitato aziendale che li vogliono convincere di schierarsi a fianco del monopolio, a costo di pesanti sacrifici; e quanti invece sosterranno con decisione l\u2019inconciliabilit\u00e0 di interessi con il capitale.<\/p>\n<p>Ma la giusta critica dovr\u00e0 sempre essere accompagnata dalla prospettiva di rafforzare la lotta e l\u2019unit\u00e0 dei lavoratori, cos\u00ec come va rafforzata la solidariet\u00e0 internazionale del proletariato, perch\u00e9 l\u2019offensiva\u00a0 capitalistica si sta facendo sempre pi\u00f9 intensa.<\/p>\n<p>Seguiremo con attenzione questa vicenda che avr\u00e0 dei riflessi anche per ci\u00f2 che riguarda la situazione degli operai Stellantis e dell\u2019indotto nel nostro paese &#8211; a cui verranno chiesti analoghi se non pi\u00f9 pesanti sacrifici &#8211; convinti che solo la via della lotta dura e unitaria guidata da un autentico partito comunista della classe operaia pu\u00f2 spezzare i piani dei capitalisti e dei loro agenti nel movimento operaio.<\/p>\n<p><strong>Da Scintilla n. 150, gennaio 2025<\/strong>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Dopo un limitato, ma assai partecipato conflitto imperniato su \u201cscioperi di avvertimento\u201d e una breve trattativa \u00e8 stato raggiunto in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":11668,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[104,94],"tags":[108],"class_list":["post-11667","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-internazionale","category-movimento-operaio","tag-home"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11667","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=11667"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11667\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":11723,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/11667\/revisions\/11723"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11668"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11667"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=11667"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=11667"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}