{"id":11686,"date":"2025-01-07T12:05:40","date_gmt":"2025-01-07T11:05:40","guid":{"rendered":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=11686"},"modified":"2025-11-02T11:20:01","modified_gmt":"2025-11-02T10:20:01","slug":"da-quale-finestra-si-guarda-il-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/da-quale-finestra-si-guarda-il-mondo\/","title":{"rendered":"Da quale finestra si guarda il mondo?"},"content":{"rendered":"<p>Lo scorso ottobre si \u00e8 svolto a Kazan il vertice dei Brics. L\u2019evento \u00e8 stato salutato con enfasi dai sostenitori del multipolarismo in quanto ha segnato un passo avanti di questa associazione di paesi imperialisti e capitalisti con differenti livelli di sviluppo che si oppone allo strapotere dei loro rivali: l\u2019imperialismo statunitense e\u00a0 altri paesi imperialisti occidentali (GB, Francia, Germania, Italia, Olanda, Canada, etc.) e orientali (Giappone,\u00a0 Corea del Sud, Australia).<\/p>\n<p>Alla formazione originaria del 2010 dei Brics \u2013 cio\u00e8 Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica \u2013 si sono aggiunti nel 2024 Iran, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Etiopia. Numerosi altri paesi\u00a0 hanno chiesto di aderire a questo raggruppamento internazionale, seppure non ancora pienamente strutturato.<\/p>\n<p>Dal vertice di Kazan \u00e8 uscito quindi un gruppo di 13 nuovi Stati \u201cpartner\u201d, che sono entrati nell\u2019area Brics:\u00a0 Algeria, Bielorussia, Bolivia, Cuba, Indonesia, Kazakhstan, Malesia, Nigeria, Thailandia, Turchia, Uganda, Uzbekistan e Vietnam.<\/p>\n<p>Un\u2019espansione che comporta numerose implicazioni e sfide economiche e politiche, cos\u00ec come l\u2019aumento delle tensioni interne.<\/p>\n<p>Come abbiamo pi\u00f9 volte sostenuto l\u2019espansione dei Brics non va a beneficio del proletariato e dei popoli, bens\u00ec a beneficio delle classe dominanti di questi paesi, particolarmente della grande borghesia cinese, e mantiene tutte le contraddizioni, le storture e i difetti tipici del capitalismo.<\/p>\n<p>\u00c9 indubbio che pi\u00f9 di uno stato facente parte dei Brics, in primo luogo la Cina e la Russia, hanno natura imperialista, per cui utilizzano questo organismo per consolidare le proprie posizioni e ambizioni, lanciando il guanto di sfida verso il principale rivale, l\u2019imperialismo USA.<\/p>\n<p>\u00c8 altrettanto evidente che all\u2019interno dei Brics vi sono Stati in concorrenza fra loro, per cui se al momento l\u2019antagonismo fra Russia e Cina viene sopito dallo sforzo russo in Ucraina, sul continente asiatico Cina e India sono due vicini assai scomodi. La Cina ha ampliato a dismisura le sue esportazioni e ha posto una particolare attenzione verso i paesi africani, continente dove anche la Russia ha espanso i suoi interessi economici e strategici.<\/p>\n<p>I principali interessi commerciali della Cina in quel continente sono il controllo delle immense risorse naturali e la conquista di un importante mercato di 56 paesi e 1,216 miliardi di persone per le sue merci.<\/p>\n<p>La natura diseguale di questo \u201cpartenariato di uguaglianza\u201d \u00e8 evidente quando vediamo che il debito dei 54 paesi africani nei confronti della Cina ha raggiunto un totale di 696 miliardi di dollari USA. Negli ultimi 20 anni, a causa della svalutazione delle monete locali e degli alti tassi d\u2019interesse denominati nelle stesse, l\u2019importo percepito dei debiti \u00e8 salito del 500%, similmente a quanto avviene dei debiti contratti con il FMI o singoli paesi imperialisti occidentali.<\/p>\n<p>La crisi del debito dei paesi africani \u00e8 cos\u00ec profonda che il governo cinese ha dichiarato che avrebbe condonato i tassi di interesse applicati a 17 paesi, ma che i casi sarebbero stati studiati separatamente.<\/p>\n<p>Uno studio dei ricercatori del Centro per la pace e gli studi strategici dell\u2019Universit\u00e0 di Horin, in Nigeria, ha analizzato gli interessi economici della Cina in Africa, con particolare attenzione alla Nigeria denunciando le pessime condizioni di lavoro dei lavoratori nigeriani nelle imprese cinesi.<\/p>\n<p>Intanto il colosso India si appresta ad un ulteriore crescita economica, e le previsioni le attestano nel 2030 un terzo posto tra le economie mondiali dietro USA e Cina.<\/p>\n<p>Nel mentre la sua popolazione sta superando quella cinese, con un\u2019et\u00e0 media intorno ai 28 anni che la favorisce come spinta propulsiva.<\/p>\n<p>Difficile pensare che le due potenze asiatiche riescano a convivere pacificamente senza che vi siano interessi divergenti, come \u00e8 ancora pi\u00f9 difficile supporre che la contesa con l\u2019imperialismo USA possa essere risolta pacificamente.<\/p>\n<p>Senza dimenticare le dispute fra Turchia, Russia e Arabia Saudita, quelle fra Egitto e Sudan,\u00a0 o il ruolo egemonico che il Brasile pu\u00f2 ambire a svolgere nella sua area geografica.<\/p>\n<p>La fallita accettazione dell\u2019ingresso del Venezuela, proprio a causa del veto del Brasile. \u00e8 sintomatica della mancanza di omogeneit\u00e0 politica fra i paesi Brics.<\/p>\n<p>Mentre nel Medio Oriente il nuovo \u201cpartner\u201d turco, che fa parte della NATO, non ha mai nascosto le sue ambizioni di assurgere a potenza imperialista regionale, che si sono ampiamente manifestate nei recenti fatti siriani.<\/p>\n<p>Quindi, se da un lato il vertice di Kazan ha registrato un successo nello sviluppo dei Brics, che come potenziale economico ora rappresentano il 36% del\u2008PIL mondiale e proclamano la volont\u00e0 di svincolarsi dalla valuta statunitense (potenziando la propria banca NDB con sede a Shanghai), dall\u2019altro \u00e8 innegabile che la realizzazione di un nuovo \u201cordine globale democratico\u201d, porter\u00e0 inevitabilmente a nuovi conflitti e guerre.<\/p>\n<p>Oggi pi\u00f9 che mai \u00e8 necessario capire la natura imperialista e capitalista dei paesi aderenti al Brics e di come questi paesi, specialmente le potenze imperialiste, vogliono utilizzare tale associazione non come strumento di \u201cuguaglianza\u201d, ma come mezzo di supremazia economica e politica.<\/p>\n<p>Ricordiamo le parole di Lenin: \u201cI capitalisti si spartiscono il mondo non per la loro speciale malvagit\u00e0, bens\u00ec perch\u00e9 il grado raggiunto dalla concentrazione li costringe a battere questa via, se vogliono ottenere dei profitti. E la spartizione si compie &#8220;proporzionalmente al capitale&#8221;, &#8220;in proporzione alla forza&#8221;, poich\u00e9 in regime di produzione mercantile e di capitalismo non \u00e8 possibile alcun altro sistema di spartizione\u201d.<\/p>\n<p>Siamo in un periodo di riconfigurazione dei rapporti di forza fra le grandi economie capitaliste e imperialiste.\u00a0 In questa riconfigurazione l\u2019imperialismo cinese e quello russo hanno una strategia e una linea politica, si mostrano come opzioni di sviluppo dei popoli. Ma il loro sviluppo non \u00e8 alternativo a quello del capitalismo, \u00e8 lo sviluppo dei loro monopoli finanziari.<\/p>\n<p>La Cina, la Russia e i partiti revisionisti sostengono il mondo multipolare per accumulare forza per un programma borghese, in cui cercano di attrarre i popoli e anche forze\u00a0 rivoluzionarie.\u00a0 Da parte loro numerosi paesi dipendenti calibrano lo sfruttamento dei loro lavoratori e delle loro risorse sulla base degli accordi commerciali e di sfruttamento imperialista all\u2019interno del gruppo, segnatamente con Cina e Russia.<\/p>\n<p>Il mondo multipolare \u00e8 oggi presentato dai revisionisti come democratico, meno aggressivo, la natura imperialista e rapace dei suoi sostenitori \u00e8 minimizzata.<\/p>\n<p>Ma questo multilateralismo \u00e8 la negazione pi\u00f9 flagrante del principio e della pratica dell\u2019internazionalismo proletario, che viene sostituito con il nazionalismo e la solidariet\u00e0 con gli oppressori dei popoli.<\/p>\n<p>La lotta antimperialista, la lotta internazionalista e comunista, \u00e8 contro tutte le potenze imperialiste, grandi e piccole, perch\u00e9 sono tutte nemiche della classe operaia e dei popoli.<\/p>\n<p>In quanto comunisti sappiamo approfondire l\u2019analisi del sistema imperialismo, tenendo in considerazione importanti e complessi sviluppi.\u00a0 Il nostro compito non \u00e8 per\u00f2 quello di divulgare mistificazioni e illusioni sul mondo multipolare, non sta nel prendere parte alle dispute fra imperialisti schierandoci nell\u2019uno o nell\u2019altro campo, appoggiando questa o quella potenza imperialista, questa o quella frazione borghese, per combattere le altre.\u00a0 Queste concezioni vanno combattute!<\/p>\n<p>Dobbiamo seguire una prospettiva di classe indipendente e rivoluzionaria, essere i portabandiera dell\u2019internazionalismo proletario, non del revisionismo e dell\u2019opportunismo multipolarista.<\/p>\n<p>Abbiamo i principi e i criteri marxisti-leninisti, come linee guida. Sono i nostri principi e criteri, non quelli che la borghesia ci vuole imporre per impedire la presa di coscienza degli sfruttati e degli oppressi sulla necessit\u00e0 di abbattere il suo sistema barbaro.<\/p>\n<p>Dunque compagne e compagni, da quale finestra e con quale prospettiva si guarda il mondo? Da quella del proletariato rivoluzionario, oppure da quella delle classi dominanti dei Brics?\u00a0 La risposta per i marxisti-leninisti \u00e8 chiara.<\/p>\n<p><strong>Da Scintilla n.150, gennaio 2025<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo scorso ottobre si \u00e8 svolto a Kazan il vertice dei Brics. 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