{"id":12049,"date":"2025-04-13T23:53:47","date_gmt":"2025-04-13T21:53:47","guid":{"rendered":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=12049"},"modified":"2025-04-13T23:53:55","modified_gmt":"2025-04-13T21:53:55","slug":"berco-la-mobilitazione-fa-retrocedere-i-capitalisti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/berco-la-mobilitazione-fa-retrocedere-i-capitalisti\/","title":{"rendered":"Berco: la mobilitazione fa retrocedere i capitalisti"},"content":{"rendered":"<p>Dal novembre dello scorso anno le lotte degli operai dei due stabilimenti metalmeccanici Berco di Copparo e di Castelfranco Veneto contro il tentativo aziendale di imporre una forte riduzione di organico (a Castelfranco la chiusura) sono state continue.<\/p>\n<p>La tenace resistenza operaia, che si \u00e8 manifestata con 330 ore di sciopero a Copparo, \u00e8 continuata fino all\u2019ottenimento di un accordo raggiunto al Mimit fra propriet\u00e0 e sindacati.<\/p>\n<p>Prima di valutare questo accordo, frutto della mobilitazione operaia, dobbiamo ripercorrere le cause della vertenza.<\/p>\n<p>L\u2019azienda di propriet\u00e0 di Thyssenkrupp fabbrica cingoli per macchine di movimento terra. Come l\u2019intero settore metalmeccanico, e pi\u00f9 in generale l\u2019intero manifatturiero, \u00e8 in una situazione di crisi.<\/p>\n<p>Da quanto ci hanno raccontato degli operai da noi intervistati, questa crisi non \u00e8 per\u00f2 di dimensioni drammatiche. Il mercato, per quanto in condizioni di aspra concorrenza, continua ad esistere, quindi la clientela, ad ordinare.<\/p>\n<p>A\u00a0 Copparo\u00a0 l\u2019azienda dal 2013 ha portato avanti gi\u00e0 tre ristrutturazioni portando gli organici da 2400 agli attuali 1050, come fa del resto la pi\u00f9 parte delle aziende capitalistiche, specialmente di propriet\u00e0 di multinazionali straniere. Non dissimili, in proporzione, i numeri di Castelfranco.<\/p>\n<p>Tra gli operai questa politica \u00e8 chiara. Un operaio di Castelfranco ci ha detto: \u201cpi\u00f9 che crisi di mercato \u00e8 in atto il tentativo di riduzione dei costi col decentramento. In tutte le multinazionali del continente stiamo notando la volont\u00e0 di spostarsi verso Oriente dove si ottengono maggiori profitti.\u201d<\/p>\n<p>Al quarto tentativo di ristrutturazione col tentativo di mettere fuori nei due stabilimenti quasi 600 operai (400 a Copparo e 150 \u2013 cio\u00e8 tutti &#8211; a Castelfranco) gli operai hanno detto: basta!<\/p>\n<p>Inizialmente gli esuberi di Copparo erano 480, ridotti, in seguito alla trattativa sul finire dello scorso anno a 400 con uscite volontarie incentivate.<\/p>\n<p>A seguito del ridotto numero di queste uscite volontarie (solo 152) l\u2019azienda aveva chiesto 247 licenziamenti senza cassa integrazione (a Copparo ne rimaneva per 10 mesi, mentre a Castelfranco, senza l\u2019accordo, sarebbe scaduta a maggio) e aveva disdetto unilateralmente il contratto integrativo che per gli operai vale tra i 300 e 400 euro mensili di salario aggiuntivo.<\/p>\n<p>L\u2019azienda aveva programmato i licenziamenti reparto per reparto, pur senza nomi.\u00a0 A quel punto la protesta \u00e8 esplosa.<\/p>\n<p>Un operaio di Copparo al quale avevamo chiesto la ragione di questa disdetta ci ha cos\u00ec risposto: \u201cE\u2019 l\u2019unica soluzione che l\u2019azienda ci sta prospettando per ridurre i costi\u201d.<\/p>\n<p>Oltre agli scioperi sempre pi\u00f9 ravvicinati, al punto che negli ultimi due mesi in molti hanno avuto buste-paga di 300-400 euro, gli operai hanno insistito nel rallentare il flusso delle merci in entrata ed uscita, con episodi di tensione in seguito a tentativi di forzatura. Ultimamente ci sono stati limitati episodi di crumiraggio.<\/p>\n<p>Un altro operaio ci ha detto che la strategia perseguita \u00e8 stata quella di sfiancare l\u2019azienda i cui dirigenti locali, come a un certo punto \u00e8 parso chiaro a tutti, stavano ricevendo ordini direttamente dalla Germania: \u201ci clienti a breve esigeranno penali su merci non consegnate e forse saranno persi come clienti. In pi\u00f9 si trova ad affrontare il problema della manutenzione di macchinari ed impianti da molto tempo non adoperati.\u201d<\/p>\n<p>Gli operai dei due stabilimenti hanno ottenuto la solidariet\u00e0 dei lavoratori di altre aziende del territorio.<\/p>\n<p>Significative nel trevigiano quelle di Breton e Zoppas dove pure gli operai sono sotto attacco.<\/p>\n<p>Giustamente la solidariet\u00e0 \u00e8 stata ricercata dagli operai che hanno tenuto manifestazioni, assemblee e iniziative all\u2019aperto per illustrare le loro ragioni alla popolazione e alle amministrazioni locali.<\/p>\n<p>A Copparo, dove da sempre la fabbrica si identifica col territorio, tutta la citt\u00e0 \u00e8 stata solidale. Alcuni esercenti si sono persino giustamente rifiutati di servire il caff\u00e8 ai capi.<\/p>\n<p>La particolare durezza dell\u2019attacco padronale \u00e8 andata al di la di altri casi in cui si dichiarano \u201cesuberi\u201d di massa.<\/p>\n<p>In questo caso Thyssenkrupp ha tentato di dare la linea all\u2019intero padronato: gli operai devono essere schiacciati nei loro diritti e tutele, messi in balia delle esigenze padronali,\u00a0 licenziati senza oneri e responsabilit\u00e0 sociali se il mercato non tira o se conviene di pi\u00f9 produrre altrove, senza alcun intralcio alle strategie volte a massimizzare i profitti.<\/p>\n<p>Una linea intransigente che ha trovato sponda nella chiusura di Federmeccanica sul rinnovo contrattuale della categoria.<\/p>\n<p>Ma questa linea alla Berco, grazie a una resistenza operaia\u00a0 accanita e prolungata, non \u00e8 passata.<\/p>\n<p>La vertenza \u00e8 stata sbloccata il 10 aprile con un accordo che prevede il blocco dei licenziamenti, l\u2019attivazione della c.i.g. in mancanza di carichi di lavoro, la ricontrattazione dell\u2019integrativo aziendale con avvio retroattivo dal 5 marzo, l\u2019uscita solo su base volontaria incentivata, la presentazione di un piano di investimenti sulla base delle potenzialit\u00e0 produttive. Un risultato parziale, per nulla\u00a0 scontato\u00a0 nella situazione attuale.<\/p>\n<p>Esso \u00e8 stato il frutto della lotta dura degli operai. Senza la determinazione a \u201cresistere anche un solo secondo di pi\u00f9 dell\u2019azienda\u201d, senza la linea \u201co si salvano tutti o nessuno\u201d fatta propria dagli operai, l\u2019azienda non avrebbe fatto retromarcia!<\/p>\n<p>Visti i precedenti, gli operai sapranno tenere alta la mobilitazione e la vigilanza, affinch\u00e9 l\u2019azienda non ci riprovi rigettando l\u2019impegno formale di non ripresentare esuberi unilaterali per quattro anni.<\/p>\n<p>Se fosse stato per i vertici sindacali nazionali, che hanno dato a questa lotta un sostegno tiepido, senza\u00a0 farne un caso nazionale chiamando alla solidariet\u00e0 attiva tutta la classe operaia, il ritiro dei licenziamenti non ci sarebbe stato.<\/p>\n<p>Burocrati e ministri temono che l\u2019opposizione operaia scappi loro di mano indicando, nel fronteggiare l\u2019offensiva padronale, la via risoluta della lotta di classe e della sua generalizzazione, in un fronte operaio compatto.<\/p>\n<p>La vertenza della Berco dimostra che di fronte a un padronato all\u2019offensiva, protervo e spalleggiato da un governo schierato dalla sua parte, la conciliazione e il dilazionamento della mobilitazione portano alla stanchezza, alla sfiducia, alla sconfitta.<\/p>\n<p>Al contrario la lotta dura con il blocco della produzione fa arretrare i padroni e porta risultati agli operai.<\/p>\n<p>Lottare uniti contro il capitale si deve e si pu\u00f2!<\/p>\n<p><strong>Da Scintilla n. 152, aprile 2025<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dal novembre dello scorso anno le lotte degli operai dei due stabilimenti metalmeccanici Berco di Copparo e di Castelfranco Veneto [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":12050,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[100,94],"tags":[108],"class_list":["post-12049","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita","category-movimento-operaio","tag-home"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12049","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12049"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12049\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12051,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12049\/revisions\/12051"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12050"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12049"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12049"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12049"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}