{"id":12273,"date":"2025-06-05T17:17:54","date_gmt":"2025-06-05T15:17:54","guid":{"rendered":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=12273"},"modified":"2025-07-04T23:22:52","modified_gmt":"2025-07-04T21:22:52","slug":"limportanza-dellambiente-i-parte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/limportanza-dellambiente-i-parte\/","title":{"rendered":"L\u2019importanza dell\u2019ambiente"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]<strong>Da \u201cOctubre\u201d 185 e 186, giugno e luglio 2025, Organo di espressione del Partito Comunista di Spagna (marxista-leninista), pagina della \u201cGiovane Guardia\u201d.<\/strong><\/p>\n<p><strong>A. <\/strong><strong>Heredia<\/strong><\/p>\n<p><em><strong>Accade, soprattutto nelle piccole cellule, che i militanti della JCE (m-l) si trovino isolati materialmente e politicamente. Questo contesto pone seri problemi allo sviluppo organico e ideologico dei compagni: spesso genera pregiudizi settari, apatia, scoraggiamento e, alla fine, sfocia nella giustificazione di tale isolamento, se non nell&#8217;abbandono totale della militanza.<\/strong><\/em><\/p>\n<p>I parte<\/p>\n<p>\u00c8 ovvio che un comunista in isolamento non \u00e8 nelle condizioni migliori per svolgere il nostro lavoro politico. Tuttavia, tale situazione di isolamento pu\u00f2 essere circostanziale: i compagni appena arrivati in una citt\u00e0 sconosciuta probabilmente non hanno ancora avuto il tempo di socializzare, fare amicizia e uscire dall&#8217;isolamento. Questi militanti, grazie all&#8217;interiorizzazione della teoria e della pratica marxista-leninista e al sostegno dell&#8217;organizzazione, usciranno presto dall&#8217;isolamento, svilupperanno con determinazione un ambiente.<\/p>\n<p>Tuttavia, cosa succede ai membri della JCE (m-l) che non adempiono al loro compito di giovani comunisti e si ritrovano in un regime di isolamento permanente? Costoro, a differenza dei primi, a causa di eventi e decisioni individuali, non riescono a costruire un ambiente o non cercano affatto di farlo.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, quando si tratta di una questione personale, i compagni che non hanno un ambiente spesso ostacolano lo sviluppo della JCE (m-l) e assumono comportamenti sfavorevoli alla nostra causa. Ci sono diverse spiegazioni per questo.<\/p>\n<p>In primo luogo, potrebbero non essere consapevoli dell&#8217;importanza della teoria marxista-leninista e della sua applicazione pratica, che ci chiama a legarci alla nostra classe sociale (e non a isolarci ulteriormente da essa).<\/p>\n<p>In secondo luogo, \u00e8 comprensibile che i compagni sperimentino la timidezza e che abbiano dei dubbi sulle loro abilit\u00e0 sociali; va notato che tali tratti della personalit\u00e0 non sono perenni e abbiamo osservato un miglioramento abissale in un buon numero di militanti, grazie al coraggio e alla pratica.<\/p>\n<p>In terzo luogo, ci sono membri della nostra organizzazione che hanno adottato l&#8217;isolazionismo come elemento del loro carattere e si rifiutano di riconoscerne le dannose implicazioni politiche, organizzative e ideologiche.<\/p>\n<p>Questo comportamento \u00e8 dovuto a concezioni individualistiche della militanza, in cui la formazione teorica non viene avallata o viene scartata nella pratica. Questo porta a un comportamento quasi monastico e, in ultima analisi, a ben noti focolai ideologici. In breve, l&#8217;isolamento sociale e la costruzione di un ambiente mettono dialetticamente in scena la lotta di classe: mentre il primo si basa su vantaggi individualistici, teorici e di autocompiacimento, il secondo \u00e8 un comportamento naturale, collettivista, con un potenziale rivoluzionario.<\/p>\n<p>La socializzazione, da un punto di vista reazionario, pu\u00f2 anche portarci a soluzioni conservatrici, ma \u00e8 assolutamente dimostrato che l&#8217;isolamento non ci porter\u00e0 mai a un orizzonte minimamente rivoluzionario. Nel migliore dei casi, alle frustrazioni dell&#8217;intellettualoide \u201cmarxista\u201d, che mette in tavola i suoi pensieri e si scaglia contro la classe operaia perch\u00e9 non si beve i suoi vaneggiamenti teorici, del tutto allergici all&#8217;esperienza pratica.<\/p>\n<p>Per tutti questi motivi, la costruzione, lo sviluppo e la cura di un ambiente sono fondamentali per il nostro sviluppo individuale (come militanti) e collettivo (come organizzazione).<\/p>\n<p>Per approfondire la questione, esaminiamo le particolarit\u00e0 dei diversi tipi di ambiente che, indipendentemente dalla loro denominazione, tendono a concentrarsi nei tre seguenti: ambiente affettivo (suddiviso in famiglia e amici), ambiente educativo e\/o lavorativo (compagni di classe e\/o colleghi di lavoro) e ambiente politico. Non si tratta di compartimenti stagni e non hanno confini invalicabili, poich\u00e9 comunemente si mescolano e si influenzano a vicenda.<\/p>\n<p>Tuttavia, da un lato, vi sono ovvie dissomiglianze tra di essi, come ad esempio il fatto che l&#8217;ambiente familiare, in circostanze egemoniche, non viene scelto, il che spesso differisce dall&#8217;ambiente amicale. Infatti, come nel caso dell&#8217;ambiente educativo\/lavorativo, tendiamo a gravitare verso le persone che ci sono pi\u00f9 vicine.<\/p>\n<p>D&#8217;altra parte, tutti gli ambienti condividono molte caratteristiche, come la necessit\u00e0 di un inizio e di uno sviluppo naturale, vale a dire che nessun gruppo di amici, compagni di classe o attivisti sar\u00e0 costruito artificialmente. Cos\u00ec, ogni legame nasce dalla simpatia (nel caso degli amici), dall&#8217;aiuto reciproco (in classe o al lavoro) o dalla confluenza di obiettivi con altre persone e organizzazioni politiche. Rileviamo chiaramente che l&#8217;ambiente politico \u00e8 un nemico dichiarato del \u201cparacadutismo\u201d.<\/p>\n<p>Che cosa significa? Per fare un esempio da Salamanca, il nostro ambiente politico \u00e8 fondamentalmente universitario e la nostra presenza, ad esempio, nel quartiere di San Jos\u00e9 \u00e8 nulla: che senso avrebbe \u201catterrare\u201d in quel quartiere, dove non vive nessun militante, nessuno ci conosce e generiamo diffidenza tra i vicini? Quando ci siamo comportati cos\u00ec, siamo stati dei \u201cparacadutisti\u201d, atterrando in un ambiente che non ci \u00e8 naturale e dove, in assenza di legami con l&#8217;ambiente, ci siamo dedicati a un compito sterile.<\/p>\n<p>Invece, nell&#8217;universit\u00e0, in certi ambienti culturali, nella questione internazionalista, abbiamo intessuto legami in modo naturale e, in modo naturale, vi abbiamo sviluppato il nostro ambiente. Se tutti i nostri militanti fossero operai, vivessero nel quartiere suddetto, partecipassero alle sue assemblee di quartiere, conoscessero la realt\u00e0 dei vicini, ecc. non avrebbe senso costruire un ambiente nell&#8217;ambiente universitario, che ci sarebbe estraneo e in cui torneremmo a essere \u201cparacadutisti\u201d. Abbiamo dedicato molte righe alla questione della costruzione e dello sviluppo di ambienti per noi naturali, visto l&#8217;equivoco che questo elemento ha generato in passato.<\/p>\n<p>Anche per quanto riguarda l&#8217;ambiente affettivo &#8211; famiglia e amici &#8211; abbiamo osservato errori comuni spesso legati all&#8217;impeto del giovane comunista, che vuole che tutti i suoi cari abbraccino i principi marxisti-leninisti e, quindi, trasmetterli loro in modo ostinato.<\/p>\n<p>Le nostre posizioni anticapitaliste, anticlericali, di rottura, sono corrette, ma l&#8217;ostinazione su di esse le rende stancanti e chi insiste troppo su di esse diventa \u201cpesante\u201d. Evitiamo a tutti i costi di essere identificati come \u201ci turchi\u201d, misuriamo l&#8217;intensit\u00e0 dei nostri interventi, calcoliamo il momento giusto per comunicarli, rispettiamo la progressione, il (dis)interesse e l&#8217;apprendimento dei nostri cari.<\/p>\n<p>Qualsiasi altra cosa andr\u00e0 sicuramente contro il nostro obiettivo (giusto e rivoluzionario) di diffondere la coscienza di classe tra i nostri cari. Precisamente, il nostro ambiente pi\u00f9 affettivo deve percepirci come le persone che aspiriamo a essere: comprensivi, esemplari, costanti, ma anche amichevoli, divertenti e rilassati. \u00c8 cos\u00ec che dovremmo comportarci nei nostri ambienti di lavoro e accademici: siamo quelli che studiano di pi\u00f9, che pretendono il rispetto di un accordo o che dirigono un consiglio di azienda.<\/p>\n<p>Siamo i pi\u00f9 pronti a segnalare le ingiustizie e a dimostrare che i nostri colleghi di classe e\/o di lavoro possono fidarsi di noi, perch\u00e9 non siamo ciarlatani ma comunisti efficaci. Anche in questo caso, dovremmo individuare momenti di umorismo, di condivisione in un contesto pi\u00f9 intimo se la situazione lo consente, e cos\u00ec via.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 porter\u00e0 a un rafforzamento della fiducia, al sostegno reciproco e quindi potr\u00e0 aprire la strada a conversazioni pi\u00f9 ideologiche.<\/p>\n<p>In questo senso, \u00e8 molto importante misurare fino a che punto \u00e8 consigliabile \u201cmostrare il piede\u201d: forse avrebbe senso alzare la bandiera rossa il primo giorno di scuola? Avrebbe senso andare al lavoro indossando una maglietta della JCE (m-l)? Prima di poterci mostrare liberamente in senso politico, dobbiamo prima costruire un ambiente di lavoro concreto che non respinga la nostra ideologia.<\/p>\n<p>Prima di comunicare la nostra militanza, dovremo conquistare il rispetto e l&#8217;affetto dei nostri compagni. Sul posto di lavoro, in particolare, \u00e8 opportuno comportarsi con particolare moderazione e ritegno, poich\u00e9 le nostre inclinazioni politiche potrebbero, da un lato, avere conseguenze drammatiche sul lavoro e, dall&#8217;altro, generare in prima battuta un rifiuto tra i nostri colleghi. Dobbiamo essere sempre i pi\u00f9 studiosi e i lavoratori pi\u00f9 duri, che non abbandonano un collega o lo sovraccaricano di lavoro, ma gli danno una mano.<\/p>\n<p>Dovremmo generare naturalmente simpatia, approfittare delle pause per scherzare e chiacchierare, invece di guardare solo il cellulare. Questi momenti di conversazione sono preziosi quando si tratta di fare la differenza nel nostro ambiente.<\/p>\n<p>Non aspiriamo a diventare sculture ammirevoli, tanto pietrose quanto prive di umorismo o empatia; n\u00e9 aspiriamo a diventare personaggi frivoli, incapaci di proiettare un minimo di seriet\u00e0. Coltiviamo relazioni sincere, esemplari, disponibili, fiduciose.<\/p>\n<p>Grazie ad essi, i nostri colleghi ci concepiranno come persone affidabili, degne e corrette. Ci\u00f2 implica sicuramente una ragionevole comprensione e applicazione del marxismo-leninismo, per il quale il legame con le masse e con l&#8217;ambiente circostante gioca un ruolo primario. Continueremo a sviluppare questa analisi dell&#8217;ambiente del militante comunista nel prossimo numero.<\/p>\n<p>II parte<\/p>\n<p>Nel numero precedente abbiamo analizzato brevemente gli atteggiamenti preferibili e quelli da evitare quando si tratta di costruire politicamente il nostro ambiente in ambito affettivo e lavorativo-educativo. Ora ci occupiamo del modo in cui ci comportiamo in ambienti gi\u00e0 politicizzati.<\/p>\n<p>La natura stessa di una militanza costante, onesta e determinata ci porter\u00e0 a condividere spazi, pi\u00f9 o meno distesi, con compagni di altre organizzazioni e con le masse politicizzate ma non organizzate. In generale, collaboreremo in ambiti quali coordinamenti, fronti, piattaforme, assemblee di quartiere, studentesche, internazionaliste, ecc.<\/p>\n<p>Questo contesto \u00e8 estremamente interessante, perch\u00e9 rappresenta per noi una vetrina in cui dimostrare le nostre capacit\u00e0 e il nostro buon lavoro come militanti della JCE (m-l). Nei limiti delle nostre capacit\u00e0 &#8211; evitando di sottovalutarle o sopravvalutarle &#8211; assumiamo i compiti che meglio dimostrano il nostro impegno per la causa, che meglio sostengono l&#8217;avanzata del movimento e che pi\u00f9 rapidamente chiariscono alle masse la correttezza della nostra teoria e della nostra pratica. Tali compiti possono essere pi\u00f9 organici, silenziosi, o altre volte pi\u00f9 protagonistici ed espositivi; entrambe le categorie sono senza dubbio ugualmente importanti.<\/p>\n<p>Non sottovalutiamo mai le ripercussioni di questo lavoro meno evidente (interno) che, prima o poi, ci legher\u00e0 alle masse sui nostri fronti, smascherando gli opportunisti e le \u201cstatuette\u201d di ogni tipo. Non dimentichiamo che il compagno Stalin, prima di diventare un leader di prim&#8217;ordine nel Partito bolscevico, si era affinato come organizzatore battagliero e rispettato nel Caucaso, attraverso un lavoro oscuro che si \u00e8 rivelato fondamentale per la fiducia delle masse nei comunisti.<\/p>\n<p>Lontani dai ciarlatani e dagli \u201cscaricabarile\u201d, agiamo sempre onestamente nelle assemblee e nelle commissioni. Riconosciamo con umilt\u00e0 i nostri errori &#8211; anche quando le masse ci superano a sinistra &#8211; ed evitiamo di vantarci dei nostri successi, facciamo domande su ci\u00f2 che non conosciamo, chiediamo aiuto se ne abbiamo bisogno, chiediamo spiegazioni e diamo una mano ai nostri compagni.<\/p>\n<p>Tutto deve essere orientato a sviluppare il nostro lavoro in modo che influisca positivamente sul movimento, che faccia avanzare, che rafforzi i fronti della nostra classe sociale. Qualsiasi comportamento o prospettiva che si discosti da questi vantaggi sar\u00e0 un passo indietro per gli ambienti in cui collaboriamo, un discredito per la JCE (ml). Un errore ammesso \u00e8 un&#8217;opportunit\u00e0 per fare ammenda; l&#8217;inazione passiva mina l&#8217;immagine della nostra organizzazione.<\/p>\n<p>Comportarsi in modo autocritico, impegnato e comunista generer\u00e0 fiducia nel nostro ambiente. In questo modo, le masse faranno propria la nostra linea politica, ci rispetteranno e ci conferiranno i compiti pi\u00f9 importanti e scintillanti, mentre diffideranno dei chiacchieroni opportunisti e riformisti e dei non protagonisti. Anche in questo caso, non trascuriamo quei compiti meno grandiosi che hanno forgiato il carattere di guida e di solidit\u00e0 di Iosif Vissarionovic e di tanti altri eroi della nostra classe.<\/p>\n<p>Combiniamo il lavoro pi\u00f9 splendido con quello meno splendido, senza mai rinunciare ai compiti principali che ci sono stati affidati dalle masse. Fare altrimenti equivarrebbe alla pi\u00f9 infame vigliaccheria, a lasciare le redini del movimento, dell&#8217;assemblea, del fronte, nelle mani di chi non ha ricevuto la fiducia delle masse, nelle mani di chi pu\u00f2 tradirle ancora. Per dirla con le parole di un compagno, \u201cnon lamentiamoci dell&#8217;isolamento, se quando siamo in grado di lasciarlo, proviamo angoscia e rifiutiamo la direzione che ci offrono le masse\u201d. Se siamo stati all&#8217;altezza del compito in passato, lo saremo anche nel presente e, naturalmente, nel futuro.<\/p>\n<p>Tuttavia, man mano che svolgiamo il nostro lavoro militante in ambienti politicizzati, si presenteranno situazioni meno poetiche e stimolanti: ci troveremo in contesti di dissenso, dubbio e contraddizione, sia con le masse che con i compagni di altre organizzazioni.<\/p>\n<p>Cosa fare? Naturalmente, nulla che possa mettere in discussione la nostra onest\u00e0 o intorbidire il dibattito politico. Esprimeremo chiaramente le nostre posizioni, per quanto contrastino con quelle della maggioranza. Lo faremo senza clamore, con la fiducia di chi crede fermamente nella propria linea politica e programmatica.<\/p>\n<p>Se la nostra prospettiva non vince, si aprono due scenari: che le tesi della maggioranza dell&#8217;assemblea siano in insormontabile contraddizione con le nostre o che, a prescindere dal dissenso, abbia tutto il senso del mondo partecipare a questo spazio e insistere senza contorsioni sulla nostra visione quando la situazione lo richiede.<\/p>\n<p>Sperimenteremo entrambi i contesti nel corso della nostra militanza e decideremo in base alla situazione concreta, dopo un&#8217;analisi materialista e dialettica. Se la nostra lettura \u00e8 corretta e la maggioranza ne adotta una errata &#8211; nei limiti dell&#8217;accettabile per le nostre contraddizioni &#8211; la semplice pratica dimostrer\u00e0 la giustezza della nostra organizzazione, che si tradurr\u00e0 in un&#8217;eventuale approvazione delle tesi del Partito.\u00a0Se il nostro esame della situazione \u00e8 sbagliato, lo accetteremo, lo riconosceremo e lavoreremo per realizzare ed elevare la conclusione corretta.<\/p>\n<p>Quando c&#8217;\u00e8 una contraddizione antagonista tra la prospettiva maggioritaria di un organismo e la nostra, dobbiamo abbandonare le sensazioni e gli impulsi di pancia. Ci chiederemo: questo \u00e8 uno spazio in cui la nostra politica, i nostri sforzi e il nostro impegno sono giustificati? Se la risposta \u00e8 s\u00ec, rivalutando gradualmente gli sviluppi della situazione, probabilmente vale la pena di rimanere e aspettare ulteriori discussioni mentre il lavoro pratico si svolge. Se la risposta \u00e8 negativa, evitiamo di sprecare la nostra spinta rivoluzionaria in ambienti superati.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda i compagni di altre organizzazioni, dovremo dare il nostro braccio in situazioni molto concrete per stringere alleanze, rafforzare i legami e \u201cportare a termine il lavoro\u201d. Non c&#8217;\u00e8 nulla di umiliante o di perdente in questo: una cosa sono i nostri principi irrinunciabili; un&#8217;altra sono le esigenze di ogni situazione specifica, in cui, ad esempio, l&#8217;unit\u00e0 d&#8217;azione pu\u00f2 sembrare essenziale.<\/p>\n<p>In ogni caso, ogni volta che discutiamo o negoziamo, come abbiamo sottolineato in precedenza, facciamolo in modo aperto, democratico e rispettoso. Non intorbidiamo mai l&#8217;atmosfera, n\u00e9 danneggiamo il legame che le masse hanno con un fronte in cui ci incontriamo e rimaniamo. Dissentiamo lealmente, spieghiamo la nostra posizione, sosteniamo quella del compagno che \u00e8 nel giusto, ecc. Rifuggiamo dagli atteggiamenti da codisti e, allo stesso modo, da quelli arroganti e chiacchieroni.<\/p>\n<p>Il nostro comportamento, in quanto marxisti-leninisti, \u00e8 essenziale per il buon sviluppo degli spazi in cui la nostra classe sociale partecipa. Comportandoci in modo onesto e attento, smascheriamo, davanti alle masse, proprio coloro che sono colpevoli di pettegolezzi e intrighi.<\/p>\n<p>&nbsp;[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]Da \u201cOctubre\u201d 185 e 186, giugno e luglio 2025, Organo di espressione del Partito Comunista di Spagna (marxista-leninista), pagina della [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":12274,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[87],"tags":[],"class_list":["post-12273","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-gioventu-m-l"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12273","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12273"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12273\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12397,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12273\/revisions\/12397"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12274"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12273"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12273"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12273"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}