{"id":12575,"date":"2025-09-08T09:48:21","date_gmt":"2025-09-08T07:48:21","guid":{"rendered":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=12575"},"modified":"2025-09-08T09:51:39","modified_gmt":"2025-09-08T07:51:39","slug":"cinque-secoli-fa-la-grande-rivolta-contadina-in-germania","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/cinque-secoli-fa-la-grande-rivolta-contadina-in-germania\/","title":{"rendered":"Cinque secoli fa, la grande rivolta contadina in Germania"},"content":{"rendered":"<p><em>Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente documento che ripercorre un\u2019importante pagina della lotta di classe delle masse oppresse contro le classi dominanti della societ\u00e0 feudale, da cui trarre insegnamenti utili. Ringraziamo l\u2019autore.<\/em><\/p>\n<h3><strong>Cinque secoli fa, la grande rivolta contadina in Germania <\/strong><\/h3>\n<p><strong><em>U.C. <\/em><\/strong><\/p>\n<p>Esattamente cinque secoli fa, in gran parte del territorio dell&#8217;attuale Germania, esplose una delle pi\u00f9 potenti rivolte contadine della storia del mondo moderno. Di vera e propria &#8220;Guerra contadina&#8221; parla infatti Friedrich Engels nel suo testo <em>Der Deutsche Bauernkrieg <\/em>(<em>La Guerra contadina tedesca<\/em>, 1850) scritto a Londra in un periodo immediatamente successivo ai due anni di rivolte (1848-49) che avevano travolto gran parte dell&#8217;Europa.<\/p>\n<p>Moti religiosi ed economico-sociali avevano prodotto, nel centro del Continente, la grande Riforma in antitesi con la Chiesa romana, giudicata corrotta e contraria allo sviluppo economico ed al progresso delle nuove ed emergenti classi sociali. E&#8217; infatti nel 1517 che Martin Lutero, monaco tedesco, cominci\u00f2 a criticare apertamente l&#8217;autoritarismo papale con l&#8217;affissione delle famose 95 tesi a Wittenberg. Da allora presero piede i movimenti riformisti in numerosissimi territori centro-europei, facilitati ed apertamente appoggiati dagli interessi degli abitanti delle citt\u00e0, dei commercianti, degli artigiani, di alcuni nobili locali e di proprietari di terreni e immobili.<\/p>\n<p>La situazione economica germanica dalla fine del 1400, racconta Engels nel suo saggio, si era fortemente modificata, a causa del massiccio inurbamento e dell&#8217;aumento dei volumi di traffico commerciale. Il passaggio dall&#8217;economia &#8220;naturale&#8221; a quella mercantile aveva posto la citt\u00e0 e la banca al centro della societ\u00e0 moderna, ma tutto ci\u00f2 posava sulle spalle del lavoro agricolo.<\/p>\n<p>L&#8217;aumento dei prezzi e l&#8217;impoverimento delle masse contadine, la servit\u00f9 della gleba che era sotto la totale dipendenza dei proprietari feudali, aveva portato, gi\u00e0 verso la fine del XV secolo, a rivolte nelle campagne, duramente represse anche perch\u00e9 sporadiche e scollegate tra loro. L&#8217;occasione dei movimenti riformisti, che si andavano sviluppando a macchia d&#8217;olio nelle citt\u00e0 tedesche (ma anche austriache, svizzere, boeme), fu colta in pieno dalla rabbia contadina che s&#8217;era tutt&#8217;altro che sopita dopo le repressioni di qualche decennio prima.<\/p>\n<p>Mentre la Riforma, soprattutto luterana, si andava espandendo grazie all&#8217;adesione di numerosi pr\u00ecncipi e della borghesia cittadina, i lavoratori sfruttati della campagna e della citt\u00e0, i garzoni e gli apprendisti, restavano completamente nell&#8217;ombra di tale movimento progressista ed apparivano del tutto esclusi da questa modernizzazione dei rapporti sociali ed economici.<\/p>\n<p>Il passaggio, lento e doloroso, dall&#8217;economia feudale a quella borghese, dal potere in mano alla nobilt\u00e0 (ed al suo alleato clericale) al potere in mano alla nuova classe proprietaria cittadina, la nascente borghesia, nell&#8217;analisi di Engels fa da fondale della Guerra contadina tedesca del 1525. Senza comprendere questo importante divenire storico complessivo non \u00e8 possibile capire le motivazioni profonde delle rivolte nelle campagne.<\/p>\n<p><strong>Le classi sociali nel 1500 <\/strong><\/p>\n<p>Appare quindi fondamentale tratteggiare in modo puntuale gli elementi sociali in gioco all&#8217;inizio del XVI secolo nell&#8217;Europa centrale, cos\u00ec come fa Engels nel suo testo.<\/p>\n<p><em>I pr\u00ecncipi <\/em>avevano ereditato grandi territori facenti parte dell&#8217;Impero, godevano di notevoli privilegi, disponevano di eserciti permanenti, imponevano tasse, erano di fatto indipendenti dal potere centrale imperiale e, sotto di loro, permanevano come sudditi sia i cittadini che i contadini, anche se con diritti differenziati. I pr\u00ecncipi facevano parte della nobilt\u00e0 feudale e si erano, col tempo, resi apparentemente indipendenti dal punto di vista economico, ma di fatto le loro finanze dipendevano dalla disponibilit\u00e0 delle banche cittadine.<\/p>\n<p><em>La piccola nobilt\u00e0<\/em>, <em>la cavalleria<\/em>, di origine feudale ma in rapida caduta di potere perch\u00e9 esclusa dall&#8217;imposizione di tasse e dalla propriet\u00e0 di grandi territori, andava incontro alla sua dissoluzione, anche in conseguenza dell&#8217;invenzione delle nuove armi da fuoco che aveva portato con s\u00e9 l&#8217;inutilit\u00e0 delle formazioni dei cavalieri negli eserciti moderni. Questa classe si trovava in contraddizione con quella dei pr\u00ecncipi, ma anche con quella clericale.<\/p>\n<p><em>Il clero<\/em>, pur mantenendo i privilegi feudali garantiti da secoli, in particolare sui contadini, sul diritto a possedere anche eserciti, sulla tassazione e sui territori di propriet\u00e0, pativa enormemente la modernizzazione crescente, impersonata dall&#8217;invenzione dei caratteri a stampa che avevano diminuito l&#8217;importanza della parola pronunciata <em>ex cathedra <\/em>o comunque dal pulpito. Al proprio interno, il clero di origine feudale era diviso in modo evidente e conflittuale da quello costituito dai predicatori di campagna e di citt\u00e0. La dipendenza del clero &#8216;periferico&#8217; dal clero romano e dal papa aveva anche portato all&#8217;esplosione del commercio di reliquie e di indulgenze, per &#8220;far cassa&#8221;.<\/p>\n<p><em>La borghesia <\/em>era la classe sociale che s&#8217;andava sviluppando pi\u00f9 d&#8217;ogni altra, grazie all&#8217;inurbamento ed al crescere delle citt\u00e0 e dei piccoli borghi. La base economica non era per\u00f2 univoca e diede luogo, secondo Engels, a ben tre settori riconoscibili della stessa classe. Le famiglie pi\u00f9 ricche, le casate patrizie, di fatto dominavano la vita cittadina, detenendo il potere saldamente attraverso i consigli, imponendo tasse, praticando l\u2019usura, possedendo terreni, immobili, propriet\u00e0 commerciali, banche, piccoli stabilimenti industriali, laboratori e controllo delle corporazioni. A costoro si opponeva una borghesia meno ricca ma anche pi\u00f9 aperta, ferocemente anticlericale e &#8216;progressista&#8217;.<\/p>\n<p>C&#8217;era infine una piccola borghesia &#8220;<em>plebea<\/em>&#8221; (cos\u00ec definita dallo stesso Engels), insofferente, molto meno ricca e che godeva di minori diritti civici; anch&#8217;essa si opponeva alle &#8220;ruberie per diritto&#8221; e non era insensibile agli eccessi feudali ed allo sfruttamento dei contadini.<\/p>\n<p><em>I contadini <\/em>erano al di sotto di tutte le precedenti classi, all&#8217;infuori dei settori &#8216;plebei&#8217; della borghesia e rappresentavano &#8220;<em>la grande massa degli sfruttati della nazione<\/em>&#8220;.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Sul contadino gravavano tutti gli strati dell\u2019edifico sociale: principi, funzionari, nobilt\u00e0, preti, patrizi e borghesi. Appartenesse ad un principe, a un nobile dell\u2019Impero, a un vescovo, a un monastero, a una citt\u00e0, dappertutto era trattato come una cosa, come una bestia da soma e anche peggio<\/em>&#8221; scrive Engels.<\/p>\n<p>E&#8217; naturale che soprattutto da questo strato sociale sottoposto ad uno sfruttamento feroce fosse attesa una vera mutazione dell&#8217;ordine costituito.<\/p>\n<p>Anche nei secoli precedenti c&#8217;erano state rivolte contadine ma, parcellizzate sul territorio,\u00a0disomogenee, non organizzate e senza possibili alleanze con alcun altro strato sociale, erano state facilmente e sanguinosamente debellate dagli eserciti dei vari nobili, del clero, della borghesia.<\/p>\n<p>L&#8217;evolversi della societ\u00e0 del XVI secolo, sul suolo della futura Germania, port\u00f2 rapidamente alla modifica dell&#8217;immobilismo secolare feudale. In particolare, \u00e8 stata la nascita della borghesia, pur con le sue differenze interne, a muovere la Storia, grazie all&#8217;espansione delle citt\u00e0, alle nuove invenzioni, alla crescita economica e commerciale, alle sue rivendicazioni di potere.<\/p>\n<p>La formazione di strati poveri borghesi, l&#8217;esistenza di una sorta di proletariato cittadino, le istanze di poter usufruire di diritti da parte di questi &#8216;plebei&#8217; si sono saldate con quelle secolari dei contadini, dando luogo ad una forza distruttiva dell&#8217;ordine feudale, fino a determinarne la caduta dopo lunghe e aspre lotte che inizialmente assunsero la forma religiosa, per poi liberarsi progressivamente di questo involucro.<\/p>\n<p><strong>La Guerra contadina, le rivendicazioni e Thomas M\u00fcntzer <\/strong><\/p>\n<p>La protesta dei riformatori come Martin Lutero contro la Chiesa di Roma aveva portato, a partire dal 1517, alla nascita d&#8217;una forte coalizione tra alcuni pr\u00ecncipi, piccola nobilt\u00e0, borghesia e parte del clero locale, che vedevano nello strappo con il papa un&#8217;occasione di emancipazione anche economica e di potere rispetto alle vecchie autorit\u00e0 centrali (imperatore e papa).<\/p>\n<p>La Riforma non port\u00f2 per\u00f2 alcun cambiamento nella plebaglia cittadina o nel mondo contadino. La grande insurrezione contadina fu preparata in modo nascosto, lento e con tecnica cospirativa, tanto che esplose nel 1525 in modo del tutto inatteso. Le masse contadine, in vari punti della terra germanica, si sollevarono con chiari obiettivi, enunciati in un documento comprensivo di dodici articoli.<\/p>\n<p>Tra i punti emergevano la richiesta di un clero eletto dal popolo e revocabile, l&#8217;abolizione della servit\u00f9 della gleba, del diritto di caccia e pesca per i nobili, la limitazione della servit\u00f9 e di tassazioni eccessive, la restituzione e l&#8217;usufrutto di boschi e pascoli agli allevatori ed ai coltivatori,\u00a0la cancellazione di ogni arbitrio e violenza nell&#8217;amministrazione della giustizia e nella gestione pubblica.<\/p>\n<p>La chiarezza degli obiettivi aveva portato, in un primo momento, ad avere dalla parte dei contadini anche lo stesso Lutero ed il suo discepolo Melantone, nonch\u00e9 la simpatia di qualche nobile e di molti borghesi.<\/p>\n<p>Martin Lutero, il 16 aprile 1525, arriv\u00f2 a consigliare nobili e borghesi a considerare come giuste le richieste contadine, salvo rimangiarsi quanto pubblicamente affermato, con lo scritto che divulg\u00f2 il 6 maggio, in cui accusava i contadini in armi di essere &#8220;ladri ed assassini&#8221; da schiacciare con tutta la violenza necessaria.<\/p>\n<p>Era semplicemente accaduto che una buona parte dei pr\u00ecncipi tedeschi si era allarmata per le richieste contadine che miravano alla riappropriazione di terre e boschi, all&#8217;abolizione della tanto amata caccia libera (per loro), ed aveva iniziato a muovere eserciti e cavalieri per distruggere ogni rivolta. Lutero, semplicemente, si alline\u00f2.<\/p>\n<p>Altrettanto non fece un altro monaco, Thomas M\u00fcntzer, che invece spos\u00f2 totalmente la causa contadina, divenendone forte riferimento politico, grazie alle sue continue prediche in varie citt\u00e0 e presso molte piccole comunit\u00e0 tedesche. Il motto, sintetico e d&#8217;impatto enorme, coniato dai rivoltosi fu &#8220;<em>omnia sunt communia<\/em>&#8221; (&#8220;<em>tutte le cose sono di tutti<\/em>&#8220;).<\/p>\n<p>Gli scontri armati furono molto combattuti ma l&#8217;esito era scontato, soprattutto a motivo della disparit\u00e0 delle forze in campo e degli armamenti tecnicamente superiori da parte della coalizione tra nobili, clero e borghesia. Lo scontro pi\u00f9 duro si ebbe a Frankenhausen, in Turingia, il 15 maggio, che si risolse in una mattanza orribile. I lanzichenecchi assoldati da pr\u00ecncipi e duchi massacrarono oltre 7.000 contadini, a fronte di soli sei morti nelle fila dell&#8217;esercito nobiliare. Lo stesso M\u00fcntzer venne catturato, poi torturato e decapitato sulla piazza di M\u00fclhausen il 27 maggio 1525.<\/p>\n<p>Ma gli scontri si ebbero in molti altri centri tedeschi, nelle campagne, nelle citt\u00e0, dal nord all&#8217;Alsazia ed alla Baviera e perfino nel Trentino e nel Tirolo austriaco.<\/p>\n<p>Una &#8216;coda&#8217; degli avvenimenti \u00e8 rappresentata dal soffocamento sanguinoso della pacifica rivolta degli anabattisti, contrari alla dipendenza dalla Chiesa cattolica ed al battesimo in tenera et\u00e0, ma anche fortemente contrapposti al potere della nobilt\u00e0, sulle orme della predicazione di M\u00fcntzer.<\/p>\n<p>Repressi duramente dalle truppe imperiali di Carlo V e dalla nobilt\u00e0 cattolica ed evangelica, gli anabattisti vennero condannati al rogo un po&#8217; ovunque o riuscirono a fuggire verso l&#8217;Olanda. I superstiti si riorganizzarono e tentarono una estrema difesa armata nella citt\u00e0 di M\u00fcnster, in<\/p>\n<p>Vestfalia, nel 1535, ma vennero sopraffatti e sterminati, grazie in particolar modo alla ferocia del principe-vescovo cattolico, al comando delle truppe.<\/p>\n<p><strong>La &#8216;lezione&#8217; della Guerra contadina tedesca <\/strong><\/p>\n<p>Sbagliano, secondo Engels, coloro che non contestualizzano la grande rivolta dei contadini tedeschi, \u00a0riducendola ad un sollevamento contro il proprio stato di servi della gleba e contro lo sfruttamento della propria forza lavoro da parte della nobilt\u00e0 e del clero.<\/p>\n<p>Lo scatenamento di questa storica rivoluzione \u00e8 dovuto ad una serie di circostanze, tra cui risulta fondamentale la saldatura con i &#8216;plebei&#8217; cittadini. Non per niente, ai contadini si spalancarono le porte di molte citt\u00e0.<\/p>\n<p>Engels si rende conto, in modo particolare, dell&#8217;importanza di tale rivolta, scoppiata ben 250 anni prima della grande Rivoluzione francese e con caratteristiche &#8216;moderne&#8217;, in quanto aveva individuato in modo corretto \u2013 e lo si vede dai dodici articoli del documento posto a base\u00a0dell&#8217;insurrezione \u2013 gli obiettivi a quel tempo desiderabili e possibili ed aveva prefigurato un&#8217;alleanza strategica con un altro fondamentale strato plebeo, quella della piccola borghesia urbana.<\/p>\n<p>Si gettavano cos\u00ec le basi per una visione moderna della lotta politica. Tutt&#8217;altro che il messianismo contadino tramandatoci per secoli da analisti di parte borghese. Non per niente, la stampa di fogli volanti e la lettura collettiva hanno rappresentato una prova di maturit\u00e0 non trascurabile.<\/p>\n<p>Lo studio della Guerra contadina da parte di Franz Mehring (autore, tra l&#8217;altro, della bella biografia marxiana, <em>Karl Marx, Geschichte seines Lebens<\/em>, 1918), che la inser\u00ec nella sua <em>Storia della Germania moderna <\/em>(1910), nota alcune cose che Engels non poteva, nel 1850, ancora sapere.<\/p>\n<p>Innanzitutto, il fatto che la rivolta contadina tedesca \u00e8 durata praticamente gli stessi giorni della grande rivolta della Comune di Parigi del 1871 e, come questa, ha avuto un grande limite nella preparazione militare.<\/p>\n<p>Secondariamente, il fatto che, molto tempo prima della Rivoluzione francese, i contadini tedeschi distrussero molte chiese e conventi, nonch\u00e9 parecchie dimore nobili e castelli. E ancora, la rivolta contadina si \u00e8 accesa simultaneamente in vari luoghi tra loro anche molto lontani, cosa che denota una forte organizzazione, basata su una preparazione silenziosa e minuziosa.<\/p>\n<p>A distanza di cinque secoli esatti da quella rivolta collettiva, si pu\u00f2 affermare che quell&#8217;esperienza, nonostante sia terminata in un bagno di sangue, costituisce un passaggio fondamentale nella storia della lotta di classe, quindi della coscienza del proletariato e delle sue istanze; ma anche nella maturazione della borghesia che approfitt\u00f2 della lotta rivoluzionaria dei contadini per rovesciare il regime feudale e conquistare il potere.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente documento che ripercorre un\u2019importante pagina della lotta di classe delle masse oppresse contro le [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":12576,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[99],"tags":[108],"class_list":["post-12575","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-memoria-storica","tag-home"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12575","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12575"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12575\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12579,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12575\/revisions\/12579"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12576"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12575"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12575"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12575"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}