{"id":12630,"date":"2025-09-12T16:23:32","date_gmt":"2025-09-12T14:23:32","guid":{"rendered":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=12630"},"modified":"2025-09-12T16:24:12","modified_gmt":"2025-09-12T14:24:12","slug":"politica-di-guerra-e-militarismo-in-italia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/politica-di-guerra-e-militarismo-in-italia\/","title":{"rendered":"Politica di guerra e militarismo in Italia"},"content":{"rendered":"<p><strong>La posizione dell\u2019Italia nel campo atlantico<\/strong><\/p>\n<p>Dai tempi dello sbarco anglo-americano nel luglio 1943, durante la II Guerra mondiale, all\u2019imperialismo statunitense fece particolarmente gola la posizione dell\u2019Italia, vista come un \u201cpaese chiave\u201d in cui rimanere, istituendovi proprie basi e sottomettendolo ai propri disegni anticomunisti ed egemonici.<\/p>\n<p>Gli Stati Uniti d\u2019America\u00a0 hanno sempre considerato il nostro paese uno dei pilastri fondamentali per mantenere il predominio in Europa, in quanto \u201cpaese collaborativo\u201d disponibile a supportare la loro politica estera, nonch\u00e8 piattaforma geo-strategica che consente di raggiungere facilmente e rapidamente zone in cui sono in ballo enormi interessi economici, energetici, politici e strategici.<\/p>\n<p>A causa di questa speciale posizione, l\u2019Italia \u00e8 la sede del pi\u00f9 completo arsenale militare che gli USA dispongono al di fuori del loro territorio, comprensivo di circa 90 bombe nucleari (50 ad Aviano e 40 a Ghedi), il che espone il nostro paese a rischi terribili.<\/p>\n<p>L\u2019imperialismo USA nel corso degli scorsi decenni si \u00e8 tenuta ben stretta l\u2019Italia tramite il finanziamento palese (Piano Marshall) ed occulto a livello economico, l\u2019interferenza politica, il condizionamento culturale e le attivit\u00e0 segrete, che hanno permesso la continuit\u00e0 di interessi strategici e impedito il ribaltamento dell\u2019assetto politico dell\u2019Italia, per lungo tempo considerato un \u201cpaese di confine\u201d (esterno e interno) nella lotta contro l\u2019Unione Sovietica e il movimento comunista e operaio.<\/p>\n<p>La vita politica e sociale italiana dal dopoguerra ad oggi \u00e8 stata contrassegnata dalla presenza, dalla continua ingerenza e dai pesanti interventi dell\u2019imperialismo USA, assecondati dalla classe dominante. Ci\u00f2 ha reso l\u2019Italia un paese a sovranit\u00e0 fortemente limitata (in cui un regime repubblicano di formale e limitata democrazia costituzionale maschera un regime sostanziale di dittatura borghese antioperaia e anticomunista), condizionato il quadro politico interno e le scelte di politica estera, subordinandoli alla strategia politico-militare seguita dal Pentagono e dalla CIA.<\/p>\n<p>Questo \u00e8 avvenuto con la complicit\u00e0 del blocco di potere anticomunista che comprende: le forze politiche cattoliche, liberali, reazionarie e riformiste, i grandi apparati di Stato (civili e militari, palesi e occulti), i maggiori gruppi industriali e finanziari, i principali media, i fascisti e le forze separatiste, la massoneria, i vertici dei sindacati collaborazionisti, il Vaticano e i preti reazionari, la mafia e le altre organizzazioni criminali.<\/p>\n<p><strong>L\u2019appartenenza alla NATO, organismo di guerra e terrore<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019ingresso dell\u2019Italia nella NATO, fondata nell\u2019aprile 1949, accompagnato dal rafforzamento delle forze armate e dall\u2019allestimento di reti segrete per la \u201cguerra non ortodossa\u201d al comunismo (Gladio e altre strutture di tipo \u201cstay behind\u201d), \u00e8 stato il sigillo di questa particolare condizione.<\/p>\n<p>Tutti i governi dell\u2019Italia repubblicana e i partiti che li hanno sostenuti, mentre con una mano giuravano sul rispetto (formale) della Costituzione, con l\u2019altra hanno contribuito, ai differenti livelli, alla realizzazione degli obiettivi strategici decisi dagli USA per vincere con ogni mezzo la \u201cguerra fredda\u201d e mantenere la posizione di potenza egemone.<\/p>\n<p>L\u2019appartenenza alla NATO e la presenza nel nostro paese del dispositivo militare USA \u00e8 stato fino ad oggi un dato di fatto \u201cimmodificabile e non discutibile\u201d per la classe dominante e le sue variegate forze politiche.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 ha permesso al contingente bellico USA\/NATO di servirsi ampiamente del nostro territorio (inquinandolo pesantemente, come ad es. nelle servit\u00f9 militari\u00a0 in Sardegna), di istituire basi e centri militari per imporre il proprio controllo sul Mediterraneo e esercitare la propria attivit\u00e0 bellica sul Nord Africa e il Medio-Oriente, nonch\u00e9 realizzare una retrovia e una piattaforma di lancio per le operazioni nell\u2019est europeo: dai Balcani (ricordiamo la guerra condotta dalla NATO in Jugoslavia) all\u2019Ucraina.<\/p>\n<p><strong>Una costante della politica italiana \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/strong><\/p>\n<p>Un tratto caratteristico e costante della politica borghese in Italia dal dopoguerra ad oggi, \u00e8 stata l\u2019applicazione nel particolare della strategia generale statunitense, che si \u00e8 dotata di mezzi \u201cspeciali\u201d per la sua gestione e realizzazione.<\/p>\n<p>Fra questi mezzi vi sono la strategia della tensione, i progetti golpisti, la guerra psicologica, i traffici criminali, le operazioni stragiste contro il movimento operaio e sindacale, contro i movimenti giovanili rivoluzionari e di contestazione, contro il protagonismo popolare, con obiettivi di destabilizzazione\/stabilizzazione reazionaria.<\/p>\n<p>La regia di questa molteplice attivit\u00e0 \u00e8 sempre stata nelle mani dei centri di comando USA\/NATO, in cooperazione con la classe dirigente e gli apparati statali italiani.<\/p>\n<p>Per perseguire tale disegno \u00e8 essenziale la garanzia del mantenimento delle basi USA-NATO e dell\u2019accesso nordamericano al territorio, ai porti e allo spazio aereo italiano; il dispiegamento di missili tattici e strategici; l\u2019acquisto di macchine belliche sempre pi\u00f9 perfezionate e l\u2019aumento dei bilanci militari; la riservatezza delle informazioni \u201cclassificate\u201d; il controllo sugli apparati speciali dello Stato; la disponibilit\u00e0 a partecipare alle operazioni militari e psicologiche, etc., evitando qualsiasi smagliatura o rottura in ambito NATO.<\/p>\n<p>Per questi motivi si sono sostenute, organizzate e finanziate determinate forze politiche e sindacali, formule e personaggi politici che offrivano pi\u00f9 ampie garanzie di fedelt\u00e0 atlantica.<\/p>\n<p>Per gli stessi motivi si \u00e8 impedito l\u2019accesso al potere (specie nei ministeri chiave) di partiti ed elementi che non garantivano pienamente gli interessi di \u201csicurezza\u201d statunitensi, soprattutto in termini di adesione alle direttive USA in materia militare convenzionale e nucleare.<\/p>\n<p><strong>La borghesia italiana come \u201ccliente\u201d degli USA<\/strong><\/p>\n<p>Senza dubbio, non si pu\u00f2 parlare di alleanza (paritaria) fra USA e Italia; ma nemmeno possiamo concepire questo rapporto in termini di semplice vassallaggio. La borghesia italiana ha infatti visto nella subalternit\u00e0 verso la superpotenza USA, nelle coperture e nei depistaggi, etc., non solo la prassi per ribadire la sua fedelt\u00e0 atlantica,\u00a0 ma anche il modo per difendere i propri interessi e privilegi di classe, di perseguire le proprie ambizioni imperialiste in un\u2019area attraversata da numerosi conflitti, di approfittare di rendite di posizione e di massimizzare il \u201critorno\u201d dei finanziamenti USA, di conservare il sistema di sfruttamento e le sue istituzioni oppressive, di stabilizzare la situazione politica e bloccare il processo rivoluzionario.<\/p>\n<p>A dimostrazione di questo rapporto di subalternit\u00e0 \u201cattiva\u201d, in cui la classe dominante si \u00e8 ritagliata spazi seppure limitati, sono le numerose missioni militari all\u2019estero (circa 50, anche fuori dell\u2019ambito NATO), le ambizioni specifiche dell\u2019imperialismo Italiano in Libia e negli altri paesi africani, nei Balcani, nel \u201cMediterraneo allargato\u201d, cos\u00ec come il ruolo di attore svolto a livello europeo e nella produzione e nella vendita di armi e sistemi bellici a livello internazionale. Tutte queste attivit\u00e0 sono sempre rese compatibili con i vincoli imposti dagli USA.<\/p>\n<p>Naturalmente vi sono interessi congiunti del blocco occidentale NATO, che mantiene una presenza militare in posizioni strategiche come il Mar Rosso e il Medio Oriente, andando a sostenere regimi filo-occidentali e reazionari, come quello di al-Sisi in Egitto.<\/p>\n<p>D\u2019altra parte, la motivazione dell\u2019attento e incessante controllo esercitato dagli USA sulla borghesia italiana deve essere ricercata nella necessit\u00e0 di mantenere il nostro paese nella loro sfera di influenza e di assicurarsi la piena disponibilit\u00e0 del \u201csatellite\u201d italiano \u2013 un paese cruciale per il controllo e la stabilit\u00e0 dell\u2019area mediterranea ed europea ed al tempo stesso il punto pi\u00f9 delicato dello schieramento atlantico &#8211; ai programmi e alle operazioni USA.<\/p>\n<p>Dopo il crollo dell\u2019Unione Sovietica revisionista, si \u00e8 verificato un declassamento dell\u2019importanza geo-strategica dell\u2019Italia. Ci\u00f2 nonostante, l\u2019interesse fondamentale degli USA verso il nostro paese non \u00e8 mai venuto meno e si \u00e8 rinnovato. Esso si \u00e8 concretizzato \u00a0nel rafforzamento del fianco sud della NATO\u00a0 e nella sfida con i paesi rivali, specialmente Cina e Russia, per ostacolarli e indebolirli nella lotta per l\u2019egemonia mondiale (es. il rifiuto alla partecipazione alla Nuova Via della Seta e la partecipazione alle iniziative di risposta euro-atlantiche, la presenza nel Mediterraneo e nell\u2019Indo Pacifico, etc.). Ma anche per agire da \u201ccavallo di Troia\u201d nell\u2019UE per ancorarla agli USA e tenere sotto controllo la Germania imperialista.<\/p>\n<p><strong>L\u2019aumento continuo delle spese militari<\/strong><\/p>\n<p>Con l\u2019aggravamento delle contraddizioni interimperialiste \u00e8 iniziata la scalata delle spese militari nella UE e nel nostro paese, che ha visto una continua accelerazione. Con il governo Meloni si \u00e8 passati dai 24 miliardi del 2022 ai 32 miliardi del 2024 (quinto posto fra i paesi NATO, dodicesimo a livello mondiale). Nel 2025 con il raggiungimento del 2% del PIL la spesa militare sar\u00e0 di circa 42 miliardi. Ci\u00f2 comporta pesanti tagli ai servizi quali sanit\u00e0, trasporti, istruzione e ricerca scientifica pubbliche.<\/p>\n<p>Il processo di riarmo in questi anni \u00e8 avanzato rapidamente, con diversi programmi che hanno interessato:<\/p>\n<p>&#8211; l\u2019Esercito, con il programma per il rafforzamento delle forze corazzate cingolate: 280 nuovi carri armati pesanti Panther e oltre mille carri leggeri Lynx che si aggiungeranno ai 125 carri pesanti Ariete in fase di ammodernamento. Sono in preparazione circa 150 nuovi obici semoventi Rch155 in aggiunta ai 70 Pzh2000 rimodernati. Rafforzato anche il parco carri ruotati con 150 Centauro 2 e 76 Freccia Plus in aggiunta ai 250 gi\u00e0 in servizio. Rinnovata anche la flotta degli elicotteri da guerra con un centinaio di nuovi velivoli da combattimento Aw249 e multiruolo Aw169. In arrivo anche sei nuove batterie di missili anti-aerei Samp\/t\u00a0 e una ventina di lanciarazzi Himars, oltre a massicce forniture di proiettili da artiglieria da 155 mm.<\/p>\n<p>&#8211; l\u2019Aeronautica: programma Eurofighter, con l\u2019ordine di altri 24 caccia Typhoon (7,5 miliardi) che si aggiungono ai 93 in servizio. Altrettanto si prevede di fare per il programma F-35 con la richiesta di altri 25 bombardieri (7 miliardi) in aggiunta ai 90 gi\u00e0 ordinati. Si sta inoltre potenziando la flotta\u00a0 di aerei radar per la guerra elettronica e le aerocisterne per il rifornimento in volo. Inoltre, l\u2019aeronautica si sta dotando di una flotta di droni armati.<\/p>\n<p>&#8211; la Marina, con nuove fregate lanciamissili Fremm, mentre proseguono i programmi di costruzione di 7 pattugliatori d\u2019altura Ppa e di 4 pattugliatori leggeri Ppx (1,2 miliardi), a cui si aggiungono 4 corvette europee e due nuove navi per operazioni speciali subacque. Ai due cacciatorpediniere Orizzonte in fase di potenziamento si affiancheranno due nuovi super-cacciatorpediniere\/incrociatori Ddx (2,7 miliardi). Dopo il recente varo della nuova ammiraglia della flotta, la \u201cTrieste\u201d, portaerei per gli F-35B, sono in cantiere\u00a0 4 sommergibili, 12 cacciamine e 3 navi da sbarco. Rinnovata anche la componente aerea imbarcata: non solo con gli F-35B ma anche con altri 9 aerei antisommergibili, con l\u2019ammodernamento e l\u2019ampliamento degli elicotteri Hh101 e con droni imbarcati.\u00a0 (Fonte Milex)<\/p>\n<p>Assieme al riarmo si sviluppa l\u2019export di armi. Nel periodo 2020-2024 si \u00e8 registrato un aumento delle esportazioni di armi del 138% rispetto al quinquennio precedente, passando cos\u00ec dal 10\u00b0 posto al 6\u00b0 posto tra gli Stati che esportano pi\u00f9 armi al mondo. (Fonte Sipri).<\/p>\n<p>Secondo la Rete Italiana Pace e Disarmo le licenze per esportazioni militari Italiane permettono di ricavare oltre 7,5 miliardi di euro di profitti.<\/p>\n<p>Leonardo s.p.a detiene il 30% di questi profitti. Il conglomerato \u00e8 quotato inoltre tra i 20 maggiori produttori mondiali d\u2019armi, con un fatturato di vendita di armamenti che ammonta a 11,5 miliardi di euro.<\/p>\n<p><strong>L\u2019ulteriore incremento del budget bellico e i suoi beneficiari<\/strong><\/p>\n<p>Oggi c\u2019\u00e8 una situazione di forte pressione per l\u2019aumento delle spese da parte degli USA e della NATO, che viene pienamente soddisfatto dal governo Meloni.<\/p>\n<p>Difatti la precedente richiesta di allocazione del 2% del PIL per le spese militari verr\u00e0 aumentata al 5% del PIL entro dieci anni. Ci\u00f2 corrisponde a un budget oltre 100 miliardi di euro annui. Le conseguenza sulla spesa sociale e previdenziale, nonch\u00e9 sulla tassazione, \u00a0saranno devastanti.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiungono gli impegni con la UE. Il 6 marzo scorso il Consiglio europeo ha approvato ReArm Europe, il piano per il riarmo europeo da 800 miliardi di euro per potenziare la \u201cdifesa comune\u201d.<\/p>\n<p>Il nuovo budget europeo per la difesa di 131 miliardi proposto dalla Commissione Von der Leyen avr\u00e0 un impatto per il nostro paese di circa 16,8 miliardi di contributi in sette anni, vale a dire un ulteriore esborso di 2,4 miliardi l\u2019anno.<\/p>\n<p>Spesso queste spese vengono spesso fatte passare per investimenti civili per ottenere l\u2019appoggio della popolazione.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 a beneficiare dei giganteschi investimenti sono le aziende del complesso militar-industriale (Leonardo, Fincantieri, Beretta, Mdba, etc.)\u00a0 che hanno i loro rappresentanti al governo e in parlamento, ed esercitano una forte influenza sull\u2019agenda politica italiana. Queste stesse forze che mirano al rafforzamento dell\u2019economia di guerra agiscono per la pacificazione forzata delle retrovie dei fronti di guerra attraverso le leggi securitarie (come la Legge 80\/2025\u00a0 per la \u201csicurezza\u201d).<\/p>\n<p><strong>La militarizzazione della giovent\u00f9<\/strong><\/p>\n<p>In questo contesto, assistiamo alla progressiva militarizzazione delle scuole e nelle universit\u00e0, della giovent\u00f9, che procede con un pesante intervento delle forze armate nelle istituzioni scolastiche, accompagnato da una propaganda guerrafondaia incessante. Ci\u00f2 rappresenta uno strumento ideologico di assuefazione alla guerra e alla societ\u00e0 della sorveglianza.<\/p>\n<p>L\u2019infiltrazione della promozione del militarismo in Italia avanza in modo spaventoso, coinvolgendo una fascia di et\u00e0 sempre pi\u00f9 piccola.<\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 spaziano dalle visite a centri militari, a conferenze, lezioni, incontri\u00a0 e celebrazioni con ufficiali e sottufficiali dell\u2019esercito, dei carabinieri, dagli stage formativi realizzati presso strutture militari, alle borse di studio intitolate a \u201ceroi di guerra\u201d, etc.<\/p>\n<p>Numerosi sono i protocolli d\u2019Intesa fra il Ministero dell\u2019istruzione, gli Uffici scolastici regionali e il Ministero della Difesa, la Marina Militare, i Carabinieri, i Bersaglieri, etc. Persino i corsi di educazione civica vengono affidati alle forze militari.<\/p>\n<p>Interventi di vertici militari e reparti dell\u2019esercito vengono organizzati nelle scuole accanto a giovani che, nel pieno dell\u2019infanzia e della pubert\u00e0 si lasciano trasportare dalle manifestazioni di violenza e di autoritarismo delle forze armate.<\/p>\n<p>Nessun ambito viene risparmiato da questa tendenza. Riportiamo un fatto di cronaca riguardante l\u2019azienda italiana di giocattoli \u201cGiochi Preziosi\u201d, che un paio di anni fa ha ritirato dal commercio, a seguito di diverse proteste e indignazioni pubbliche, un set di zaini scolastici decorati con loghi militari con tanto di slogan con connotazioni fortemente militari.<\/p>\n<p>Come si pu\u00f2 capire il target di molti prodotti di moda \u00e8 rivolto a bambini che fin da una piccola et\u00e0 vengono esposti a contenuti che normalizzano e incentivano la sotto-cultura militaresca.<\/p>\n<p>La propaganda si intensifica ulteriormente se andiamo ad esaminare il mondo del web. Infatti su piattaforme social e siti internet si stanno moltiplicando a dismisura gli annunci pubblicitari di scuole militari e centri di reclutamento.<\/p>\n<p>Per promuovere il reclutamento, il militarismo viene promosso anche attraverso attivit\u00e0 ludiche come lo sport. In Italia infatti vi sono diverse iniziative riguardanti il \u201cmilitary fitness\u201d che consiste in percorsi e allenamenti militari per migliorare le proprie prestazioni fisiche.<\/p>\n<p>Non dobbiamo sottovalutare i secondi fini che si celano dietro il semplice allenamento fisico: l\u2019accessibilit\u00e0 pubblica, spesso promossa a livello di PCTO (percorsi formativi obbligatori per gli studenti delle scuole superiori) e \u201copen day\u201d di queste attivit\u00e0 \u00e8 talvolta accompagnata da propaganda a fini di reclutamento nelle forze armate.<\/p>\n<p>Questa crescente infiltrazione rivela un favoreggiamento negli incentivi e nei fondi allocati per il reclutamento militare, accompagnati spesso da collaborazioni di aziende e enti pubblici interessati al riarmo per questioni di lucro.<\/p>\n<p>Tra queste figura Leonardo s.p.a., il gigante dell\u2019industria bellica italiana infatti risulta spesso coinvolta in progetti di &#8220;alternanza scuola-lavoro&#8221;, PCTO e progetti \u201cdual use\u201d sviluppati nelle universit\u00e0,\u00a0 dove in collaborazione con forze armate, universit\u00e0 e istituti tecnici, si promuovono attivit\u00e0 formative in ambiti tecnologici e ingegneristici legati alla politica di guerra.<\/p>\n<p>Il pericolo reale dunque \u00e8 che aziende del settore bellico si intrufolino ampiamente nelle scuole promuovendo retoriche pro-riarmo e guerra per portare avanti i loro interessi economici e politici.<\/p>\n<p>Gli studenti vengono inseriti all\u2019interno di progetti PCTO legati alle strutture militari con lo scopo di far apprendere disciplina, leadership, gestione delle emergenze e protezione civile, a volte anche con esercitazioni fisiche. Le attivit\u00e0 si svolgono sotto la guida di personale militare e, in alcuni casi, vengono presentate tecnologie legate alla \u201cdifesa\u201d.<\/p>\n<p>Caserme, basi e reparti militari diventano luoghi di formazione per studenti che si trovano a lavorare in basi come nella base aerea NATO a Sigonella dove migliaia di studenti hanno partecipato a \u201cprogrammi di orientamento\u201d.<\/p>\n<p>Sempre alla base NATO di Sigonella si sono registrati eventi quali uscite di scuola che coinvolgevano gli studenti in promozioni di aziende di fast food USA all\u2019interno della base militare. Queste iniziative sono come un tentativo di normalizzare la presenza militare statunitense nella vita scolastica locale, sfruttando occasioni di svago per rafforzare il legame con i giovani.<\/p>\n<p>Questo avviene mentre si svolgono esercitazioni come quella denominata \u201cMare aperto\u201d, svolta nello scorso marzo-aprile 2025 nelle acque del Mediterraneo, promossa dalla Marina Militare, sotto l\u2019egida della NATO, con 9500 militari coinvolti, che ha visto il coinvolgimento di 15 Universit\u00e0 italiane, che sono intervenute con decine di partecipanti fra docenti e studenti di vari ambiti disciplinari.<\/p>\n<p>Altra espressione della militarizzazione in Italia \u00e8 il fenomeno delle \u201cFrecce tricolori\u201d (pattuglia acrobatica), che oltre allo spreco di denaro pubblico rappresenta anche un pericolo per la sicurezza pubblica, come si \u00e8 riscontrato dai molteplici incidenti mortali che hanno coinvolto civili negli ultimi 40 anni.<\/p>\n<p>Un argomento riguardante il fenomeno del militarismo in ascesa \u00e8 la retorica secondo cui \u201dle Forze Armate offrono sbocchi lavorativi concreti&#8221;. Questa propaganda ha facile presa su generazioni che non hanno un futuro certo in ambito lavorativo, che non percepiscono un salario stabile, e che spesso vedono nei supposti valori delle forze armate una funzione che riempie il vuoto che sentono nelle loro vite.<\/p>\n<p>Il progressivo infiltramento nelle scuole del militarismo va pari passo con lo smantellamento della coscienza antifascista. Il governo Meloni non ha infatti rinnovato il contratto con l\u2019ANPI (associazione dei partigiani)\u00a0 per quanto riguarda l\u2019educazione antifascista nelle scuole che porta ai giovani consapevolezza riguardo la violenza e la devastazione portata in Italia dal fascismo prima, durante e dopo la seconda guerra mondiale.<\/p>\n<p>Un&#8217;ulteriore aspetto della militarizzazione \u00e8 l\u2019istituzionalizzazione delle forze armate nelle festivit\u00e0 nazionali.<\/p>\n<p>Il 4 Novembre (giornata dell\u2019unit\u00e0 nazionale e delle forze armate) e il 2 Giugno (Festa della Repubblica) sono esempi palesi di ci\u00f2, con parate militari e celebrazioni delle forze armate che oscurano la natura, le cause e il contesto della Prima e della Seconda guerra mondiale, con centinaia di migliaia di giovani massacrati nelle guerre volute dall\u2019imperialismo e dal fascismo.<\/p>\n<p>La mentalit\u00e0 che la borghesia vuole inculcare nei giovani \u00e8 ben espressa dalle parole del ministro della \u201cdifesa\u201d Crosetto: \u201cSe vuoi studiare devi riarmare\u201d!<\/p>\n<p>A questo si educano le nuove generazioni? Un futuro di guerra e devastazione per il nostro paese \u00a0e per il resto del mondo? Dobbiamo opporci fermamente alla demagogia e ai tranelli politici e culturali orchestrati dalla borghesia per alimentare e normalizzare il clima di guerra e smascherare i loro sostenitori. Tra di essi \u00a0i partiti riformisti che come un secolo fa continuano a sostenere il sistema e le inevitabili guerre mosse in nome del capitale.<\/p>\n<p><strong>Il potenziamento dei ranghi delle forze armate<\/strong><\/p>\n<p>La politica di guerra non pu\u00f2 prescindere dalla preparazione di adeguate forze armate, in particolare un ampio esercito permanente, come strumento di forza della macchina statale borghese per le aggressioni all\u2019esterno e la repressione interna.<\/p>\n<p>L\u2019esercito \u00e8 composto soprattutto da giovani reclutati fra i ranghi dei disoccupati, addestrati e formati ideologicamente e militarmente. La formazione, come abbiamo visto comincia fin dalle scuole, ed \u00e8 un aspetto chiave della politica bellicista.<\/p>\n<p>In Italia la leva militare obbligatoria \u00e8 stata sospesa per legge nel 2004, ma non \u00e8 stata mai abolita.<\/p>\n<p>La legge prevede che il servizio di leva possa essere ripristinato in caso di:<br \/>\n\u2013 delibera dello stato di guerra ai sensi dell\u2019articolo 78 della Costituzione;<br \/>\n\u2013 grave crisi internazionale nella quale l\u2019Italia \u00e8 coinvolta direttamente o in ragione della sua appartenenza ad un\u2019organizzazione internazionale (NATO).<\/p>\n<p>In diversi Comuni si sta procedendo all\u2019aggiornamento liste del servizio di leva, che comprendono cittadini di sesso maschile dai 17 ai 45 anni.<\/p>\n<p>Con l\u2019avvio della guerra in Ucraina, si \u00e8 sviluppato un dibattito fra i partiti borghesi sui progetti di ripristino della leva obbligatoria (la Lega ha presentato un disegno di legge), come si sta prospettando in Germania con la riforma del servizio militare.<\/p>\n<p>Nell\u2019attuale scenario di instabilit\u00e0,escalation delle crisi e aspre tensioni interimperialiste gli alti comandi militari stanno spingendo per il potenziamento delle dotazioni organiche.<\/p>\n<p>Masiello, il Capo di Stato Maggiore dell\u2019Esercito, ha dichiarato che per sostenere un conflitto ad alta intensit\u00e0 servirebbero oltre 40.000 uomini e donne in pi\u00f9 per l\u2019esercito. Cavo Dragone, ex Capo di Stato maggiore della Difesa, ha affermato che con 170.000 effettivi le forze armate italiane sono \u201cal limite della sopravvivenza\u201d. Credentino, il capo di Stato maggiore della Marina, ha chiesto l\u2019ampliamento degli organici fino a 39 mila unit\u00e0.<\/p>\n<p>In alternativa alla leva obbligatoria, che ha dei costi notevoli e produrrebbe effetti negativi in campo economico, i fautori di guerra puntano alla creazione di una forza di riserva operativa di almeno 30 mila unit\u00e0, capace di diversi compiti, a seconda delle esigenze (dal pattugliamento del territorio al supporto delle unit\u00e0 operative professionali). Su questo punto governo e alti comandi sono d\u2019accordo.<\/p>\n<p>Il ministro della difesa, Crosetto ha affermato che il governo agir\u00e0 per \u201cla revisione della riserva\u201d e in particolare della \u201criserva selezionata\u201c, composta da personale addestrato (non solo ex militari, ma ingegneri, esperti informatici e hacker), per sostenere le truppe impiegate in conflitti prolungati.<\/p>\n<p>Assieme a questi progetti, se ne vanno sviluppando altri, come ad esempio quello contenuto in una proposta di legge di Fratelli d\u2019Italia (il partito della Meloni) per dare ai militari la qualifica di pubblico ufficiale e il potere di perquisire.<\/p>\n<p><strong>La lotta al militarismo<\/strong><\/p>\n<p>Il militarismo \u00e8 un fenomeno ampio,\u00a0 multiforme, poliedrico, che si estende enormemente nell\u2019epoca dell\u2019imperialismo.<\/p>\n<p>Espressione della violenza brutale delle societ\u00e0 divise in classi,\u00a0 figlio della borghesia imperialista, fratello gemello del fascismo e dello sciovinismo, parente stretto della burocrazia statale, esso ammorba l\u2019atmosfera della societ\u00e0, soffocando la giovent\u00f9 proletaria e preparandola a nuove carneficine.<\/p>\n<p>Come Giano, il moderno militarismo ha due volti: uno esterno, legato alle guerre di rapina e neocoloniali; uno interno, con compiti di difesa del decrepito ordinamento sociale vigente e di repressione della lotta di emancipazione del proletariato.<\/p>\n<p>Per adempiere ai suoi scopi il militarismo deve disporre di strumenti potenti, agili e docili, ben controllati ideologicamente. Lo \u201cspirito militare\u201d viene fatto penetrare specialmente nelle nuove generazioni da tutti i pori della comunicazione, dell\u2019istruzione, della tecnologia, in ogni ambiente dove esse vivono, producono e si riproducono.<\/p>\n<p>Una vera e propria pedagogia militarista si sta sviluppando nelle scuole, nelle universit\u00e0, dove si sviluppano programmi di condizionamento intellettuale, psicologico e culturale, per attizzare l\u2019odio fra i popoli, intossicare i giovani e accalappiarne in quantit\u00e0 utile al rilancio della \u201cprofessione di moda\u201d, consacrata dalla divisa con le mostrine. La fascistizzazione avanza anche attraverso questi programmi.<\/p>\n<p>Dietro il motto \u201csi vis pacem para bellum\u201d (in realt\u00e0 chi prepara la guerra avr\u00e0 la guerra), si diffondono una quantit\u00e0 di organismi, associazioni, programmi, collaborazioni, etc. per militarizzare la popolazione scolastica, suscitando false aspettative.<\/p>\n<p>L\u2019influenza del militarismo sulla popolazione si avvale di un esercito di ciarlatani e venditori della merce \u201csicurezza\u201d, che trova i suoi pi\u00f9 decisi sostenitori nei manager delle grandi aziende belliche di stato e private, i quali si arricchiscono con favolosi dividendi, negli alti ufficiali ben remunerati delle forze armate, dei ministri e dei capi dei partiti borghesi, reazionari e riformisti.<\/p>\n<p>Il fenomeno del militarismo nel nostro paese si sviluppa in un ambito particolare, quello della NATO che elabora programmi, detta tempi e ritmi, stabilisce impegni comuni, fissa obiettivi e compiti.<\/p>\n<p>A livello economico si nutre del bilancio pubblico che si gonfia costantemente alla voce \u201cspese militari e di sicurezza\u201d, scaricandone tutti gli oneri sulle spalle della classe operaia e dei settori pi\u00f9 poveri e deboli della societ\u00e0.<\/p>\n<p>La crescente importanza delle grandi societ\u00e0 del settore bellico, che sono le promotrici della reazione politica; l\u2019intreccio fra spese militari, commesse e industrie; gli stretti rapporti con il settore energetico e altre industrie chiave (elettronica, chimica, automobilistica, etc.), delineano una crescente \u201ceconomia di guerra\u201d sotto l\u2019egida del capitalismo monopolistico di Stato.<\/p>\n<p>Il fenomeno del militarismo ha per\u00f2 un limite: la resistenza al militarismo nel proletariato e nelle masse popolari, che si manifesta e sviluppa con numerose forme e attivit\u00e0, trovando oggi nell\u2019opposizione al riarmo un fattore chiave di mobilitazione di massa.<\/p>\n<p>Il militarismo \u00e8 un pericolo mortale per l\u2019essere umano e la natura, un nemico giurato della pace e un antagonista temibile della rivoluzione proletaria.<\/p>\n<p>L\u2019avversione verso il militarismo, il suo indebolimento, \u00e8 una questione vitale per lo sviluppo della lotta di classe degli sfruttati e degli oppressi, in particolare della giovent\u00f9 proletaria.<\/p>\n<p>La lotta antimilitarista, le proteste contro i pericoli di guerra e la barbarie dei conflitti armati in corso, l\u2019avversit\u00e0 all\u2019aumento delle spese militari, la necessit\u00e0 di uscire dalle alleanze belliciste come la NATO, il rifiuto di portare armi per conto della borghesia contro altri proletari, la solidariet\u00e0 con i popoli oppressi come quello palestinese, vanno portati avanti non dal punto di vista sentimentale o umanitario, ma dal punto di vista del proletariato rivoluzionario, con le sue rivendicazioni storiche e immediate.<\/p>\n<p>La lotta contro il militarismo \u00e8 un terreno importante per la conquista della giovent\u00f9 proletaria al socialismo scientifico.<\/p>\n<p>Nella propaganda comunista, vanno denunciati i guerrafondai e i loro partiti che ci vogliono trascinare in nuove carneficine, va indicato chi dobbiamo \u201cringraziare\u201d per tutti i disagi e le tribolazioni conseguenti alle spese per il riarmo, vanno messe in luce le responsabilit\u00e0 politiche del militarismo, chiarendo che per il proletariato non vi \u00e8 che un nemico: la classe dei capitalisti che sfrutta e opprime i proletari di tutti i paesi.<\/p>\n<p>Questo nemico non va cercato lontano. Come scriveva Karl Liebknecht: \u201c<em>Il nemico principale di ciascun popolo si trova nel proprio paese!<\/em>\u201d.<\/p>\n<p>Settembre 2025<\/p>\n<h3><strong>Organizzazione per il partito comunista del proletariato <\/strong><\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La posizione dell\u2019Italia nel campo atlantico Dai tempi dello sbarco anglo-americano nel luglio 1943, durante la II Guerra mondiale, all\u2019imperialismo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":12631,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[87,91],"tags":[108],"class_list":["post-12630","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-gioventu-m-l","category-lotta-alla-guerra","tag-home"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12630","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=12630"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12630\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":12632,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/12630\/revisions\/12632"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/12631"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12630"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=12630"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=12630"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}