{"id":12962,"date":"2025-12-15T11:42:45","date_gmt":"2025-12-15T10:42:45","guid":{"rendered":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=12962"},"modified":"2025-12-15T11:42:58","modified_gmt":"2025-12-15T10:42:58","slug":"per-lunita-di-azione-del-movimento-operaio-e-sindacale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/per-lunita-di-azione-del-movimento-operaio-e-sindacale\/","title":{"rendered":"Per l\u2019unit\u00e0 di azione del movimento operaio e sindacale"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019autunno ha visto nel nostro paese un\u2019acutizzazione dei contrasti di classe e un ampliamento del fronte di lotta, visibile nelle manifestazioni con milioni in piazza (22 settembre, 3 e 4 ottobre).<\/p>\n<p>Caratteristiche pi\u00f9 significative di questo ciclo di lotte sono stati: il ruolo di alcuni settori di proletariato, come i portuali, la spinta unitaria dei lavoratori dal basso e la massiccia partecipazione dei giovani.<\/p>\n<p>Il ruolo dinamico svolto dalla resistenza palestinese, l\u2019attivismo dei sindacati di base e di migliaia di realt\u00e0 schierate contro l\u2019occupazione e il genocidio, la politicizzazione e la radicalizzazione degli scioperi al grido di \u201cblocchiamo tutto\u201d, il travalicamento degli steccati legalitari e della moderazione sindacale con forme di lotta decise, hanno favorito una crescita dello slancio delle masse e del loro spostamento su nuove e pi\u00f9 avanzate posizioni.<\/p>\n<p>Le ragioni profonde di questa ripresa della mobilitazione possono essere trovate nella risposta all\u2019offensiva capitalista e imperialista che urta contro una maggiore capacit\u00e0 di resistenza operaia e popolare, al peggioramento delle condizioni\u00a0 di vita e lavoro che determina una crescente insoddisfazione operaia, nell\u2019impoverimento, nelle aggressioni imperialiste e sioniste, nella repressione e nella conseguente azione di solidariet\u00e0 internazionale.<\/p>\n<p>Tutto ci\u00f2 induce settori di classe e delle masse a rimettersi in movimento praticando metodi di lotta pi\u00f9 attivi.<\/p>\n<p>Mentre matura la ripresa del movimento operaio e sindacale, procede la crisi dei sindacati riformisti e delle direzioni collaborazioniste, che vanno sempre pi\u00f9 a destra.<\/p>\n<p>Questa crisi si \u00e8 espressa in particolare nella Cgil, dopo i referendum persi, in due forme: con le azioni di recupero verso una base orientata alla lotta e sempre pi\u00f9 sfiduciata e critica verso i vertici sindacali (v. lo sciopero generale del 3 ottobre) e nella politica divisionista e isolazionista (v. lo sciopero generale del 12 dicembre).<\/p>\n<p>Tuttavia, i nemici dell\u2019unit\u00e0 di classe non sono solo i collaborazionisti e gli opportunisti di destra, ma spesso anche i dirigenti dei sindacati di base e dell\u2019\u201cala sinistra\u201d della socialdemocrazia che nonostante la sua fraseologia pseudo-rivoluzionaria svolge un ruolo oggettivo di sostegno sociale della dittatura borghese.<\/p>\n<p>Il limitato effetto di blocco dello sciopero del 28 novembre, e la modesta partecipazione, specie operaia, alle manifestazioni indette per il 28 e il 29 novembre hanno mostrato come l\u2019atteggiamento autoreferenziale dei promotori (in primis la USB) e della CGIL, unito all\u2019errata comprensione della \u201ctregua\u201d in Palestina, stia disperdendo il patrimonio di lotta, di adesioni e di combattivit\u00e0, determinatosi nei mesi scorsi.<\/p>\n<p>Il divisionismo sindacale e il socialdemocraticismo politico indeboliscono l\u2019azione e l\u2019organizzazione della classe, ne frenano lo slancio, frustrano e disperdono le sue rivendicazioni e aiutano il capitalismo e i suoi governi a realizzare la loro offensiva contro il livello di vita del proletariato.<\/p>\n<p>Oggi nessuna realt\u00e0 sindacale \u00e8 in grado di realizzare rapporti di forza all&#8217;altezza della situazione. L&#8217;unit\u00e0 di forze disponibili alla lotta rappresenta dunque una condizione imprescindibile per avanzare.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 va condotta una polemica implacabile contro gli elementi scissionisti di destra, che vedono come estremisti i lavoratori aderenti ai sindacati di base, e quelli di \u201csinistra\u201d, che concepiscono come reazionaria tutta la massa degli aderenti ai sindacati confederali. Entrambi disprezzano l\u2019unit\u00e0 del movimento operaio e sindacale.<\/p>\n<p>Deve essere sviluppata una lotta per l&#8217;unit\u00e0 di tutti i lavoratori che si battono per gli stessi interessi di classe, in grado di superare le divisioni imposte dalle varie sigle che agiscono con logiche concorrenziali ed egemoniche. L&#8217;adesione a questa o quella sigla va sempre subordinata all&#8217;interesse generale della classe. \u00c8 il desiderio di unit\u00e0 e di lotta contro il comune nemico, il capitalismo sfruttatore e i suoi governi, che deve affermarsi!<\/p>\n<p>Naturalmente, l\u2019unit\u00e0 non va conseguita \u201ca ogni costo\u201d (cio\u00e8 capitolando di fronte alle burocrazie sindacali), ma sul terreno della lotta di classe contro lo sfruttamento e la reazione, contro la politica di austerit\u00e0 e di sovvenzione ai monopoli bellici, praticando la democrazia proletaria nelle assemblee e nei sindacati, unendo sulle piattaforme di lotta gli operai organizzati e non.<\/p>\n<p>La linea da seguire non \u00e8 quella del \u201cblocco\u201d indifferenziato con i capi e le burocrazie sindacali riformiste, opportuniste e settarie, ma quella del fronte unico alla base, come principale mezzo di mobilitazione di classe contro il capitale.<\/p>\n<p>Il clima di guerra e il crescente pericolo fascista pongono questa tattica come improrogabile e di vitale importanza per il proletariato.<\/p>\n<p>Gli operai sono spinti verso questa tattica da tutto lo svolgimento degli avvenimenti, dalla fine delle illusioni riformiste, dalla crisi del riformismo e della socialdemocrazia, dalla limitatezza pratica e nell\u2019orizzonte angusto dei dirigenti dei sindacati di base.<\/p>\n<p>Il punto di partenza e il contenuto essenziale del fronte unico proletario consiste nella difesa degli interessi economici e politico immediati della classe operaia, contro la reazione e la repressione.<\/p>\n<p>Le forme di questa tattica dipendono dalle condizioni della lotta di classe.<\/p>\n<p>Oggi applicare largamente la tattica di fronte unico alla base nel concreto significa:<\/p>\n<ul>\n<li>realizzare scioperi e mobilitazioni unitarie, come mezzo pi\u00f9 adeguato per respingere le offensive dei padroni e del governo, lanciando appelli in tal senso;<\/li>\n<li>denunciare e condannare la pratica degli scioperi e delle manifestazioni separate che dividono e indeboliscono la lotta, intensificare la lotta contro gli scissionisti, i settari e la parte pi\u00f9 reazionaria dei sindacati;<\/li>\n<li>difendere il diritto di sciopero, che \u00e8 attaccato frontalmente dal governo, scioperando in massa nei luoghi di lavoro spingendo tutti i sindacati a un\u2019azione comune;<\/li>\n<li>estendere la solidariet\u00e0 di classe fra le lotte e verso tutti i proletari colpiti dalla repressione, dai licenziamenti politici, dalle espulsioni dai sindacati;<\/li>\n<li>ampliare il coordinamento e stringere accordi di lotta, a breve o lunga scadenza, fra organizzazioni di base dei lavoratori contro i nemici della classe operaia;<\/li>\n<li>stabilire piattaforme di lotta unitarie e liste comuni nelle elezioni sindacali, dare impulso alla democrazia reale e alla partecipazione;<\/li>\n<li>costruire organismi proletari dal basso, di classe, elettivi (comitati di lotta) per la pi\u00f9 ampia mobilitazione di massa, partecipando assieme alle manifestazioni e agli scioperi;<\/li>\n<li>lavorare in seno a tutti i sindacati aventi base di massa, conquistando posizioni elettive, seguendo la tattica del fronte unico dal basso per sottrarre le masse operaie all\u2019influenza dei riformisti e degli opportunisti di ogni tipo, sviluppare l\u2019opposizione di classe conquistare gli operai socialdemocratici;<\/li>\n<li>battersi per la creazione di una larga coalizione popolare antifascista e antimperialista, sostenendo le rivendicazioni di quegli strati di lavoratori che non sono in contrasto con gli interessi generali del proletariato.<\/li>\n<\/ul>\n<p>Ci\u00f2 naturalmente non ha nulla a che vedere con il \u201ccampo largo\u201d o con alleanze elettoralistiche.<\/p>\n<p>Affinch\u00e9 questa linea possa affermarsi \u00e8 necessaria l\u2019attivit\u00e0 dell\u2019elemento cosciente e organizzato.<\/p>\n<p>In quanto sostenitori degli interessi dell\u2019intero movimento operaio e del suo futuro, difensori intransigenti della sua indipendenza politica e ideologica, sappiamo che per realizzare un largo fronte unico alla base e rafforzare la lotta contro gli ostacoli per lo sviluppo dell\u2019unit\u00e0 di azione delle masse operaie la chiave sta nella partecipazione diretta dei comunisti e degli operai avanzati e combattivi, cos\u00ec come nell\u2019esistenza di una forte frazione sindacale rossa.<\/p>\n<p>Perci\u00f2 chiamiamo i migliori elementi del proletariato a discutere e praticare la linea di massa da noi proposta, a stringere contatti e unirsi nel lavoro di ricostruzione del partito, la parte pi\u00f9 avanzata e cosciente della classe, lo strumento indispensabile per portare alla ripresa e alla vittoria il processo rivoluzionario nel nostro paese e a livello internazionale.<\/p>\n<p>Senza partito siamo niente, col partito saremo tutto!<\/p>\n<p><strong>Da Scintilla n. 156, dicembre 2025<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019autunno ha visto nel 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