{"id":13057,"date":"2026-01-17T11:38:41","date_gmt":"2026-01-17T10:38:41","guid":{"rendered":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=13057"},"modified":"2026-01-17T11:40:43","modified_gmt":"2026-01-17T10:40:43","slug":"la-lotta-contro-lopportunismo-nel-movimento-operaio","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/la-lotta-contro-lopportunismo-nel-movimento-operaio\/","title":{"rendered":"La lotta contro l\u2019opportunismo nel movimento operaio"},"content":{"rendered":"<p><em>Pubblichiamo un interessante articolo del Partito Comunista Rivoluzionario (PCR ) del Brasile, apparso sul n. 51 della rivista \u201cUnit\u00e0 e Lotta\u201d, organo della CIPOML. <\/em><\/p>\n<p><em>I lettori sapranno cogliere profonde analogie con quanto avviene da decenni nel nostro paese, ove i sovrapprofitti spremuti dalla classe operaia e dai popoli dei paesi dipendenti trovano la loro manifestazione nell\u2019ideologia e nella politica di ampi strati di burocrazia sindacale e dei quadri riformisti e socialdemocratici.\u00a0 \u00a0\u00a0\u00a0\u00a0<\/em><\/p>\n<p><em>Cogliamo l\u2019occasione per informare che il partito fratello brasiliano ha tenuto nello scorso dicembre con successo il suo VII Congresso, con la presenza di centinaia di delegati. <\/em><\/p>\n<p><em>Moltissimi i delegati giovani e le donne che si sono distinti per un\u2019attiva partecipazione nel dibattito e negli impegni assunti per dare impulso al processo rivoluzionario.<\/em><\/p>\n<p><em>Il dibattito al Congresso si \u00e8 concentrato principalmente sul lavoro del Partito all&#8217;interno della classe operaia, nonch\u00e9 sugli sforzi dei suoi membri e delle sue organizzazioni nella distribuzione del quotidiano \u201cA Verdade\u201d. Tra l&#8217;entusiasmo generale, il Congresso ha deciso di trasformare la pubblicazione quindicinale in settimanale e di aumentarne la diffusione.<\/em><\/p>\n<p><em>Il Congresso ha rilevato una significativa crescita organica\u00a0 del Partito, nonch\u00e9 la sua presenza nella maggior parte degli Stati del Brasile. <\/em><\/p>\n<p><em>In questo contesto, \u00e8 stata sollevata la necessit\u00e0 di un ulteriore sviluppo, incorporando numerosi nuovi membri e formando quadri rivoluzionari strettamente legati alle lotte della classe operaia e della giovent\u00f9.<\/em><\/p>\n<p><em>Il Congresso \u00e8 culminato nell&#8217;elezione del nuovo Comitato Centrale, che unisce l&#8217;esperienza dei quadri con anni di attivismo rivoluzionario all&#8217;energia dei giovani che ora assumono responsabilit\u00e0 ai massimi livelli dirigenziali.<\/em><\/p>\n<p><em>\u00a0<\/em><\/p>\n<h3 style=\"text-align: center;\"><strong>La lotta contro l\u2019opportunismo nel movimento operaio<\/strong><\/h3>\n<p>Sebbene il Brasile non abbia un regime fascista, ma una democrazia borghese, vale a dire democrazia per una minoranza e diritti democratici formali per la maggioranza della popolazione, la propaganda del socialismo nel movimento operaio \u00e8 stata abbandonata da vari partiti considerati di sinistra.<br \/>\nInfatti, anche in un contesto di relativa libert\u00e0 politica, i sindacati e i partiti \u201csocialisti\u201d, invece di intensificare la mobilitazione dei lavoratori, denunciare il sistema capitalista e diffondere idee rivoluzionarie, si limitano a organizzare incontri con gli imprenditori, partecipare a camere di settore e raggiungere accordi senza alcuna interruzione del lavoro. Essi sostengono la crescita dell&#8217;economia capitalista, negoziano Piani di Licenziamento Volontario (PVD) e la menzogna della ripartizione dei profitti. In realt\u00e0, un&#8217;autentica aristocrazia operaia dirige la maggior parte dei sindacati del paese, il che, in ultima istanza, impedisce l\u2019avanzamento delle lotte e degli scioperi nel movimento operaio. Questa situazione di dominio dell&#8217;opportunismo non \u00e8 nuova, ma si \u00e8 consolidata dall&#8217;ultimo decennio del XX secolo.<\/p>\n<p>I responsabili di questa politica volta a frenare le lotte operaie \u2013 PT, PCdoB, PSOL, PCB, MST, tra gli altri \u2013 giustificano la loro immobilit\u00e0 dicendo che i lavoratori non sono interessati al socialismo e vogliono semplicemente mantenere il proprio posto di lavoro; quasi come se i lavoratori desiderassero essere schiavi dei padroni. Tuttavia, la disoccupazione e i bassi salari non sono opera divina, ma conseguenze del regime capitalista; infatti, ogni volta che un borghese ritiene vantaggioso acquistare una nuova macchina per sostituire i lavoratori, lo fa. Pertanto, se il lavoratore vuole conservare il proprio posto di lavoro, deve lottare per la fine del capitalismo e non lasciare il proprio destino nelle mani del padrone.<\/p>\n<p>Inoltre, ogni volta che c&#8217;\u00e8 un aumento salariale, vengono adeguati i prezzi dei principali prodotti consumati dai lavoratori. Ci\u00f2 che un padrone \u00e8 stato costretto a concedere con una mano, con l\u2019altra lo toglie. Pertanto, la classe operaia deve combattere la lotta politica, la lotta per il socialismo. I riformisti moderni sono cos\u00ec ipocriti da predicare l&#8217;apartitismo tra i lavoratori, ma hanno fondato il Partito dei Lavoratori.<\/p>\n<p>Ricordiamo la storia: \u00abIl Partito dei Lavoratori, all&#8217;inizio del suo percorso (nel decennio 1980), aveva una forte identit\u00e0 di classe: il suo punto di riferimento era la classe operaia come centro di un progetto di trasformazione sociale. Nella campagna per il governatorato del 1982, l&#8217;identit\u00e0 del nuovo partito era: \u00abUn partito senza padroni\u00bb, e il suo slogan, \u00abIl lavoratore vota il lavoratore\u00bb. Il partito parlava di socialismo, ma prendeva le distanze dalla socialdemocrazia europea e dai partiti comunisti\u00bb (Vito Giannotti, Storia delle lotte dei lavoratori, NPC).<\/p>\n<p><strong>Il tradimento del Partito dei Lavoratori (PL)<\/strong><\/p>\n<p>Alla fine del XX secolo, il PT abbandon\u00f2 queste posizioni per diventare un partito attraente per i leader imprenditoriali e inizi\u00f2 a sostenere che il modo migliore per migliorare la<br \/>\nvita dei lavoratori fosse perfezionare il capitalismo. Invece di essere un partito senza padroni, inizi\u00f2 ad affiliare grandi imprenditori e ad allearsi con politici e partiti borghesi nelle elezioni. Per dimostrare ai capitalisti che la sua nuova politica non era pura apparenza, la CUT( Confederazione Generale dei Lavoratori, Ndt)\u00a0 e i suoi sindacati iniziarono a dare priorit\u00e0 agli accordi rispetto agli scioperi. Un altro importante servizio che i membri del PT hanno reso al sistema capitalista \u00e8 stato l&#8217;abbandono del lavoro di base nelle fabbriche, nelle periferie urbane e tra i contadini senza terra, trasformando i leader operai, contadini e popolari in dipendenti del settore pubblico o dirigenti di ONG.<\/p>\n<p>Non ci volle molto perch\u00e9 il PCdoB, sempre sottomesso all&#8217;ideologia borghese e con lo sguardo rivolto alle cariche nei governi del PT, adottasse questa politica e desse la priorit\u00e0 agli accordi con i padroni rispetto agli scioperi. Poich\u00e9 per ogni forza di azione esiste una forza di reazione, i leader dell&#8217;opportunismo si sono sorpresi dall&#8217;avanzata dell&#8217;estrema destra nelle regioni operaie che prima contavano su un ampio bacino elettorale. Invece di auto criticare le loro politiche riformiste, invocano l&#8217;aiuto del cielo. Renderebbero un servizio migliore ai lavoratori se riflettessero seriamente sulle sagge parole di Lenin: \u00abNon c&#8217;\u00e8 via di mezzo, ideologia borghese o ideologia socialista (poich\u00e9 l&#8217;umanit\u00e0 non ha sviluppato alcuna \u2018terza ideologia\u2019); inoltre, in generale, in una societ\u00e0 lacerata dalle contraddizioni di classe, non pu\u00f2 mai esserci un&#8217;ideologia al di fuori delle classi o al di sopra di esse\u00bb. (V. I. Lenin. Che fare?)<\/p>\n<p><strong>La situazione attuale del movimento operaio<\/strong><\/p>\n<p>Questa politica di opportunismo ha portato all&#8217;attuale stato di confusione e indecisione nel movimento operaio brasiliano. Anche il lavoro di ristretti circoli che promuovono il socialismo scientifico \u00e8 oggi scarso, e la lotta economica \u00e8 limitata, concentrandosi nei settori con una maggiore tradizione di lotta, ma senza molto entusiasmo. Due fatti dimostrano la gravit\u00e0 della situazione: c&#8217;\u00e8 stata una drastica riduzione degli scioperi economici nei primi decenni del XXI secolo e i sindacati hanno trasformato il Primo Maggio in concerti musicali con lotterie di automobili, senza la partecipazione delle masse lavoratrici.<\/p>\n<p>Alcune organizzazioni giustificano questa inattivit\u00e0 dicendo che la classe operaia si \u00e8 ridotta e che i lavoratori non hanno pi\u00f9 la forza che avevano nel XX secolo. Ebbene, il Brasile conta milioni e milioni di lavoratori; nel 1917 ne aveva meno di 300.000, ma convoc\u00f2 uno sciopero generale per la riduzione dell&#8217;orario di lavoro che mobilit\u00f2 il paese. Ieri come oggi, c&#8217;\u00e8 solo una verit\u00e0: l&#8217;industria, l&#8217;agricoltura moderna, i trasporti e il commercio sono gli ingranaggi di un vasto meccanismo, e tutto questo meccanismo \u00e8 messo in moto dai lavoratori. Il ritiro del movimento operaio non ha nulla a che vedere con il numero di lavoratori n\u00e9 con la \u201cmancanza di interesse\u201d della classe operaia. Ne sono prova gli scioperi in diversi settori e la mobilitazione nazionale contro la giornata lavorativa di 6&#215;1. Si cerca di nascondere che la causa principale di questo declino \u00e8 l&#8217;egemonia dell&#8217;opportunismo nel movimento operaio e il tradimento degli pseudo-socialisti.<\/p>\n<p>Questi sono i fatti. Lo Stato borghese \u00e8 un organo di dominio della classe capitalista sulla societ\u00e0. In questo tipo di Stato, i governi sono amministratori o esecutori della classe capitalista. Poich\u00e9 la fonte del profitto \u00e8 sempre lo sfruttamento della classe lavoratrice, \u00e8 essenziale per la borghesia mantenere bassi i salari e prolungare l&#8217;orario di lavoro. Come ha sottolineato V. I. Lenin in \u201cL&#8217;imperialismo: fase superiore del capitalismo\u201d: \u00abL&#8217;ottenimento di elevati profitti monopolistici da parte dei capitalisti di uno dei tanti rami industriali, di uno dei tanti paesi, ecc., offre loro la possibilit\u00e0 economica di corrompere alcuni settori dei lavoratori e, temporaneamente, una minoranza piuttosto consistente di questi, attirandoli dalla \u201cparte\u201d della borghesia di quel ramo o di quella nazione, contro tutti gli altri\u00bb. In altre parole, la borghesia riserva una piccola parte dei propri profitti per corrompere sindacalisti e capi dei partiti di sinistra, finanziando cos\u00ec le loro campagne elettorali.<\/p>\n<p>Vediamo, quindi, come i governi del PT hanno contribuito a indebolire il movimento operaio e ad avvantaggiare la classe capitalista: \u00abIl primo governo di Lula da Silva ha ricoperto circa la met\u00e0 dei posti di alta dirigenza e consulenza (circa 1.305 posti vacanti in totale) con leader sindacali, che sono arrivati a controllare un budget annuale superiore ai 100 miliardi di dollari. Inoltre, le posizioni strategiche nei fondi pensione delle aziende statali sono state occupate da dirigenti sindacali. Molti di loro hanno ricoperto posizioni di grande prestigio in aziende statali, come Petrobras e Furnas Centrais El\u00e9tricas, e hanno fatto parte del consiglio di amministrazione della Banca Nazionale di Sviluppo Economico e Sociale (BNDES). Il governo federale ha anche promosso una riforma sindacale che ha riconosciuto ufficialmente le federazioni sindacali brasiliane (centrali sindacali) di queste organizzazioni.<\/p>\n<p>In sintesi, il sindacalismo brasiliano \u00e8 diventato un attore strategico degli investimenti capitalistici nel Paese.\u00a0 Il recente percorso del Sindacato dei Bancari di San Paolo esemplifica perfettamente questo processo. Come molti sindacati affiliati alla Centrale Unica dei Lavoratori (CUT), il Sindacato dei Bancari di San Paolo si \u00e8 allineato con il governo di Lula da Silva sin dall&#8217;inizio. Inoltre, va sottolineato che la direzione dei bancari di San Paolo \u00e8 stata il principale anello dell&#8217;alleanza forgiata da Lula da Silva tra la burocrazia sindacale del PT e il capitale finanziario. Infatti, alla base di questo patto c&#8217;erano i settori della burocrazia sindacale che sono diventati amministratori dei fondi pensione e dei fondi salari. Il Sindacato dei Bancari di San Paolo ha fornito i quadri politici per questa operazione. Mentre i sindacalisti delle file metallurgiche dell&#8217;ABCD si occupavano della politica del lavoro e Luiz Marinho assumeva un incarico al Ministero del Lavoro, i dirigenti sindacali paulisti, come Gilmar Carneiro, Luiz Gushiken, Ricardo Berzoini e S\u00e9rgio Rosa, si sono rivolti al mercato finanziario, assumendo il comando del fondo pensione dei dipendenti del Banco do Brasil (Previ), Petrobras (Petros) e Caixa Econ\u00f4mica Federal (Funcef).In qualit\u00e0 di investitori istituzionali, l&#8217;impegno principale di questo gruppo di sindacalisti \u00e8 la liquidit\u00e0 e la redditivit\u00e0 degli attivi finanziari dei fondi. Molti hanno sostenuto che, oltre a generare posti di lavoro e reddito per i lavoratori, i fondi svolgono un ruolo importante nella selezione di investimenti sostenibili dal punto di vista ambientale. Al contrario, i fondi pensione brasiliani hanno avuto una funzione strategica nel processo di fusioni e acquisizioni di aziende nel paese e, di conseguenza, stanno finanziando l&#8217;oligopolizzazione dell&#8217;economia, con effetti sull&#8217;intensificazione dei ritmi di lavoro, l&#8217;indebolimento del potere contrattuale dei lavoratori e la riduzione delle dimensioni dei settori amministrativi delle aziende. Per non parlare della crescente partecipazione a progetti infrastrutturali discutibili, come la centrale idroelettrica di Belo Monte, fonte di grande preoccupazione per gli ambientalisti brasiliani.<\/p>\n<p>\u00abQuesto ruolo di supporto agli investimenti capitalistici deriva dalla natura periferica della struttura economica brasiliana: dato che il tasso di risparmio privato \u00e8 storicamente basso, lo Stato \u00e8 costretto a ricorrere a partnership con capitali stranieri o all&#8217;indebitamento per affrontare il problema degli investimenti capitalistici nel Paese\u00bb. (Ruy Braga, La formazione del precariato postfordista in Brasile. Ricchezza e povert\u00e0 lavorativa in Brasile III, Editora Boitempo).<\/p>\n<p>Oltre a Luiz Marinho (ex presidente del Sindacato dei Metallurgici dell&#8217;ABC e della CUT), altri ex leader sindacali hanno occupato il Ministero del Lavoro durante i governi del PT: Jacques Wagner (Sindacato dell&#8217;Industria Petrolchimica &#8211; Bahia); Ricardo Berzoini (Sindacato dei Bancari &#8211; San Paolo); e Miguel Rossetto (Sindacato dei Metallurgici di San Leopoldo &#8211; RS).<\/p>\n<p>Ebbene, un secolo prima che tali fatti si verificassero nel nostro Paese, V. I. Lenin scrisse:<\/p>\n<p>&#8220;Sulla base economica indicata, le istituzioni politiche del capitalismo moderno \u2014la stampa, il parlamento, i sindacati, i congressi, ecc.\u2014 hanno creato privilegi e stipendi politici, corrispondenti a quelli economici, per impiegati e lavoratori rispettosi, delicati, riformisti e patrioti. La borghesia imperialista attira e ricompensa i rappresentanti e i simpatizzanti dei \u00abpartiti operai borghesi\u00bb con posti lucrativi e comodi nel governo o nel comitato delle industrie belliche, in parlamento e in vari comitati, nelle redazioni di giornali legali \u201cseri\u201d o nella direzione di sindacati operai non meno seri e obbedienti alla borghesia.&#8221; (V. I. Lenin. L&#8217;imperialismo e la scissione del socialismo).<\/p>\n<p>Questo spiega perch\u00e9 l&#8217;attuale governo di Lula, nonostante tutte le promesse fatte in campagna elettorale, non abbia fatto nulla per abrogare la riforma del lavoro approvata durante il governo reazionario di Michel Temer.<\/p>\n<p><strong>Panorama degli scioperi in Brasile<\/strong><\/p>\n<p>Analizzando i primi decenni del XXI secolo, durante i quali il PT ha governato il Paese per 14 anni, osserviamo una significativa riduzione del numero di scioperi rispetto agli ultimi decenni del XX secolo, caratterizzati da importanti scontri tra capitale e lavoro, tra proletariato e borghesia. Analizziamo la situazione degli scioperi negli ultimi 24 anni:<\/p>\n<p>Numero di scioperi per anno (2001 \u2013 2024)<\/p>\n<p>2001 \u2013 406<\/p>\n<p>2002 \u2013 298<\/p>\n<p>2003 \u2013 340<\/p>\n<p>2004 \u2013 302<\/p>\n<p>2005 \u2013 299<\/p>\n<p>2006 \u2013 320<\/p>\n<p>2007 \u2013 316<\/p>\n<p>2008 \u2013 411<\/p>\n<p>2009 \u2013 518<\/p>\n<p>2010 \u2013 445<\/p>\n<p>2011 \u2013 555<\/p>\n<p>2012 \u2013 879<\/p>\n<p>2014 \u2013 2.085*<\/p>\n<p>2015 \u2013 1.996*<\/p>\n<p>2016 \u2013 2.114<\/p>\n<p>2017 \u2013 1.568<\/p>\n<p>2018 \u2013 1.453<\/p>\n<p>2019 \u2013 1.118<\/p>\n<p>2020 \u2013 640<\/p>\n<p>2021 \u2013 721<\/p>\n<p>2022 \u2013 1.067<\/p>\n<p>2023 \u2013 1.132<\/p>\n<p>2024 \u2013 880<\/p>\n<p>*I dati relativi al 2014 e al 2015 sono stime elaborate dal DIEESE (Dipartimento Intersindacale di Statistica e Estudos Socioecon\u00f4micos). Fonte: www.dieese. org.br<\/p>\n<p>Si osserva quindi che durante i due mandati di Lula (PT), dal 2003 al 2011, si \u00e8 verificata una drastica riduzione del numero di scioperi, come mostra la tabella precedente. Durante il governo di Dilma (PT), dal 2009 al 2016, gli scioperi sono aumentati solo negli ultimi anni del suo secondo mandato, periodo che ha coinciso con grandi manifestazioni di piazza e un crescente malcontento popolare nei confronti delle misure economiche neoliberiste adottate dal governo dopo le elezioni del 2014. Nel 2016, anno del colpo di Stato parlamentare sostenuto dall&#8217;Alto Comando delle Forze Armate, che ha approvato l&#8217;impeachment di Dilma Rousseff e ha insediato il vicepresidente Michel Temer come presidente, sono stati registrati 2.114 scioperi.<br \/>\n\u00c8 evidente, quindi, che i governi del PT non hanno contribuito alla crescita delle lotte operaie n\u00e9 all&#8217;aumento del numero di scioperi. Al contrario, sono stati determinanti nel ridurre il numero di scioperi nel paese. Dal 2016 al 2019, durante il governo del MDB, gli scioperi hanno superato quota 1.000 all&#8217;anno. Il 2020 e il 2021 sono stati gli anni della pandemia COVID-19 e, a causa dell&#8217;oscurantismo del governo fascista, pi\u00f9 di 700.000 brasiliani hanno perso la vita. Nel 2024, secondo anno del terzo governo Lula (PT), il numero di scioperi \u00e8 tornato ad aumentare, ma \u00e8 rimasto comunque inferiore rispetto agli anni precedenti.<\/p>\n<p><strong>CUT: dalla lotta di classe alla conciliazione<\/strong><\/p>\n<p>Alcuni eventi nella storia della CUT aiutano a spiegare perch\u00e9 la Centrale Sindacale del PT ha smesso di istruire i sindacati a dichiarare lo sciopero. Ecco il racconto di Vito Giannotti, figura chiave nella fondazione della CUT e fondatore del N\u00facleo Piratininga de Comunica\u00e7\u00e3o (NPC), sul IV e V Congresso della CUT:<\/p>\n<p>&#8220;Nel settembre (1991), la CUT ha tenuto il suo IV Congresso ad Anhembi, San Paolo. Le controversie all&#8217;interno della Centrale si sono intensificate. Il principale dibattito politico che divideva il Congresso era il tema del patto sociale. Con l&#8217;invito del governo federale alla CUT, attraverso il Ministro dell&#8217;Economia, a sedersi al tavolo delle trattative, si sono scontrate due posizioni opposte. La prima sosteneva la &#8220;contrattazione nazionale\u201d come approccio proattivo, senza dimenticare la mobilitazione. La seconda sosteneva la mobilitazione per il confronto diretto con la borghesia attraverso uno sciopero generale.\u201d<\/p>\n<p>E ancora: &#8220;Nel maggio (1994), la CUT ha celebrato il suo V Congresso, e Vicente Paulo da Silva, noto come Vicentinho, ha sostituito Jair Meneghelli. All&#8217;interno della Centrale, la tendenza a trasformare i sindacati in \u201csindacati cittadini\u201d crebbe, in contrasto con il \u201cvecchio\u201d sindacalismo di scontro e lotta di classe. Nel 1996, la media degli scioperi raggiunse gli 11 al mese, e nel 1999, i 46 al mese. All&#8217;interno della CUT, le discussioni si fecero accese e polarizzate. Alcuni attribuirono la diminuzione degli scioperi non a fattori esterni, ma alla nuova posizione politica della centrale, che dava la priorit\u00e0 alla negoziazione rispetto al conflitto.\u201d (Vito Giannotti, Storia delle lotte dei lavoratori)<\/p>\n<p>Inoltre, il presidente Lula (PT), nel suo secondo mandato, adott\u00f2 lo stesso metodo dei governi borghesi per porre fine agli scioperi dei dipendenti pubblici: sospendere gli stipendi dei lavoratori in sciopero. Il ministro del Lavoro era Luiz Marinho, che, come Lula, presiedeva anche il Sindacato dei Metallurgici dell&#8217;ABC. Ricordiamo anche che, durante i governi del PT, la CUT ha nominato, oltre ai ministri del Lavoro, migliaia di sindacalisti per cariche federali e ha amministrato fondi pensione che gestiscono miliardi di reali. Per nascondere il tradimento del PT e della sua aristocrazia operaia, i leader e gli intellettuali del partito affermano che questo periodo \u00e8 stato caratterizzato da un aumento senza precedenti del salario minimo e da una riduzione della disuguaglianza sociale. Tuttavia, omettono di menzionare che il salario minimo stabilito dal governo era molto al di sotto del salario necessario calcolato dal DIEESE. Infatti, nel 2025, ad esempio, nonostante l&#8217;aumento reale dei salari, la disparit\u00e0 rimane flagrante: il salario minimo attuale \u00e8 di R $ 1.518,00 (278 dollari USA), mentre il salario minimo calcolato dal DIEESE avrebbe dovuto dessere a settembre di R $ 7.147,91 (1297 Dollari USA).<\/p>\n<p>Il proletariato, tuttavia, non \u00e8 disposto a sottomettersi a questa politica di conciliazione con la borghesia. Ne sono prova gli scioperi delle infermiere che chiedono un salario minimo nazionale; lo sciopero di tre mesi dei lavoratori delle Universit\u00e0 e degli istituti federali; lo sciopero degli autisti di autobus, lo sciopero dei lavoratori edili e gli scioperi contro la giornata lavorativa di 6&#215;1.<\/p>\n<p>Pertanto, per riprendere la lotta della classe operaia \u00e8 fondamentale combattere la politica opportunista di conciliazione di classe e, soprattutto, decuplicare l&#8217;agitazione politica ed economica tra i lavoratori e le lavoratrici.<\/p>\n<p>Per questo motivo, il VII Congresso del PCR deve dare priorit\u00e0 alla discussione sul lavoro con la classe operaia, il che implica aumentare sostanzialmente il numero di comunisti rivoluzionari che difendono i diritti dei lavoratori e lavorano con costanza e quotidianit\u00e0 nelle industrie e nei sindacati. Si tratta di lavorare per unire il movimento operaio al socialismo, riconoscendo che solo attraverso questa unit\u00e0 il proletariato pu\u00f2 svolgere il suo ruolo rivoluzionario: prendere il potere, porre fine allo sfruttamento capitalista e costruire una societ\u00e0 socialista.<\/p>\n<h4><strong>Partito Comunista Rivoluzionario \u2013 Brasile<\/strong><strong>\u00a0 <\/strong><\/h4>\n<p><em>Ottobre 2025<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblichiamo un interessante articolo del Partito Comunista Rivoluzionario (PCR ) del Brasile, apparso sul n. 51 della rivista \u201cUnit\u00e0 e [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":13058,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[104,94],"tags":[108],"class_list":["post-13057","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-internazionale","category-movimento-operaio","tag-home"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13057","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13057"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13057\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13061,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13057\/revisions\/13061"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13058"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13057"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13057"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13057"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}