{"id":13546,"date":"2026-05-09T10:01:03","date_gmt":"2026-05-09T08:01:03","guid":{"rendered":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=13546"},"modified":"2026-05-08T18:08:41","modified_gmt":"2026-05-08T16:08:41","slug":"risposta-aperta-a-una-lettera-aperta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/risposta-aperta-a-una-lettera-aperta\/","title":{"rendered":"\u00a0Risposta aperta a una lettera aperta"},"content":{"rendered":"<p>Alcuni giorni fa abbiamo ricevuto dalla segreteria del Partito Comunista di Unit\u00e0 Popolare (PCUP) una \u201clettera aperta\u201d (pubblicata in <a href=\"https:\/\/movimentorinascitacomunista.com\">https:\/\/movimentorinascitacomunista.com<\/a>) con la richiesta di prenderne visione.<\/p>\n<p>In tale documento, il PCUP propone l\u2019apertura di un \u201cTavolo permanente dei comunisti\u201d su alcuni temi e obiettivi.<\/p>\n<p>Non \u00e8 nostro costume rimanere in silenzio o celare i nostri punti di vista, quando siamo interpellati. Rispondiamo quindi altrettanto apertamente alla \u201clettera aperta\u201d del PCUP.<\/p>\n<p>I comunisti non di rado si trovano ad affrontare il problema della collaborazione o della creazione di fronti comuni con altri partiti o organizzazioni politiche, sindacali, sociali, per questioni d\u2019interesse comune.<\/p>\n<p>Naturalmente, non possono essere in linea di principio contrari a ci\u00f2 quando lo esigono gli interessi della causa della classe operaia, ma non considerano mai la collaborazione e i fronti come obiettivi fini a stessi, bens\u00ec come mezzi per avanzare nel processo rivoluzionario.<\/p>\n<p>In questo senso \u00e8 fondamentale:<\/p>\n<p>&#8211; mantenere una posizione giusta, di principio e indipendente, basata sui principi del marxismo\u2013leninismo e dell\u2019internazionalismo proletario, priva di opportunismo e di settarismo;<\/p>\n<p>&#8211; valutare la natura di classe e la posizione ideologica e politica delle forze che promuovono o partecipano alla collaborazione;<\/p>\n<p>&#8211; considerare attentamente se attraverso la collaborazione vi sono le condizioni per affermare gli interessi generali del proletariato e il suo futuro, della rivoluzione socialista, senza mai metterli in ombra o sacrificarli in nome delle alleanze;<\/p>\n<p>&#8211; sviluppare una lotta ideologica attiva per contribuire a riorganizzare e sviluppare il movimento operaio e comunista internazionale, affrontando i nodi di fondo della crisi che questo movimento ancora subisce, mettendo in luce le divergenze di principio che oggi impediscono la sua unit\u00e0 del movimento comunista.<\/p>\n<p>Alla luce di ci\u00f2, la \u201clettera aperta, ci offre l\u2019occasione per esporre alcune nostre considerazioni e conclusioni.<\/p>\n<p>1. Il PCUP esordisce nella sua \u201cLettera aperta\u201d affermando che \u00e8 avvenuto un \u201ccambiamento dei rapporti di forza mondiali, nell\u2019ultima fase storica, a sfavore delle potenze imperialiste e a favore dei Paesi, degli Stati e dei popoli che tendono a liberarsi dal dominio imperialista\u201d. Con ci\u00f2 dimostra di non concepire l\u2019imperialismo secondo l\u2019analisi di Lenin, ma di identificare l\u2019imperialismo solo con la politica aggressiva degli USA e di altri stati occidentali.<\/p>\n<p>L&#8217;imperialismo non si riduce a uno o ad alcuni dei suoi rappresentanti, per quanto potenti possano essere. E nemmeno pu\u00f2 essere ridotto a una \u201cpolitica\u201d estera di rapina, preferita dal capitale finanziario.<\/p>\n<p>L&#8217;imperialismo \u00e8 l\u2019ultima fase del capitalismo, caratterizzata dal dominio del capitale monopolistico finanziario, che crea un sistema di spartizione del mondo \u201cin proporzione al capitale\u201d e \u201cin proporzione alla forza\u201d.<\/p>\n<p>Le diverse potenze imperialiste (Stati Uniti, Cina, Russia, Giappone, Germania, Regno Unito, Italia, Francia) sono elementi essenziali di questo sistema che \u00e8 attraversato da acute contraddizioni che si vanno aggravando, causando lo scoppio di guerre imperialiste e reazionarie.<\/p>\n<p>Per questo motivo non possiamo accettare l&#8217;idea secondo cui, per contrastare l&#8217;imperialismo statunitense, attualmente il pi\u00f9 pericoloso, aggressivo e guerrafondaio, occorra appoggiarsi, o addirittura sostenere, l&#8217;imperialismo cinese che si sta sviluppando e aspira all&#8217;egemonia mondiale, oppure l&#8217;imperialismo russo che difende con le unghie e con i denti le proprie aree d\u2019influenza. Russia e Cina non sono &#8220;forze antimperialiste&#8221; ma parte integrante del sistema capitalista-imperialista.<\/p>\n<p>Non possiamo denunciare e combattere solo l&#8217;imperialismo statunitense, considerandolo l&#8217;unico nemico dei popoli, ignorando le altre potenze imperialiste che sono elementi essenziali della lotta per una nuova ripartizione del mondo. Non possiamo appoggiarci su un brigante per combatterne un altro, invece di sostenere le lotte dei lavoratori e dei popoli che resistono all\u2019imperialismo.<\/p>\n<p>2. In nessun punto della \u201cLettera aperta\u201d si fa cenno all\u2019internazionalismo proletario. Ci\u00f2 non ci stupisce, in quanto il PCUP non difende i suoi principi, ma li distorce sforzandosi di impiegarli per accodarsi ai BRICS e alle potenze imperialiste che li dirigono, quali la Cina e la Russia imperialiste.<\/p>\n<p>Se si guarda il mondo dalla finestra delle borghesie dei BRICS rivali degli USA (sempre pronte a raggiungere compromessi con Washington sulle spalle del proletariato e dei popoli), se ci si schiera nel loro campo sostenendo un ruolo \u201cprogressivo\u201d di questo gruppo di paesi capitalisti e imperialisti in via di accrescimento, se si spargono micidiali illusioni sulla realizzazione di un &#8220;mondo pacifico e multipolare&#8221;, si finisce inevitabilmente per mettere sullo stesso piano gli interessi della borghesia dei paesi che vogliono sottrarsi al dominio degli USA con gli interessi della classe operaia e delle masse lavoratrici (dei loro paesi e a livello internazionale); si deforma inevitabilmente la posizione leninista che consiste di approfittare delle contraddizioni fra i gruppi finanziari e le diverse potenze imperialiste, che inevitabilmente generano guerre, a beneficio del movimento di emancipazione del proletariato, si tradisce l\u2019internazionalismo proletario e i suoi compiti.<\/p>\n<p>Il compito dei comunisti \u00e8 quello di combattere il sistema del capitale finanziario mondiale e non schierarsi con una potenza imperialista contro un&#8217;altra. E il primo dovere di ogni sincero internazionalista \u00e8 di lottare prima di tutto contro il &#8220;proprio&#8221; imperialismo, inserendo questa lotta in quella della classe operaia, dei lavoratori e dei popoli del mondo per una nuova e superiore societ\u00e0, il socialismo proletario, che nulla ha a che vedere con il \u201csocialismo di mercato\u201d che non porta all\u2019edificazione di un nuovo e superiore ordine sociale, non mira alla societ\u00e0 senza classi ma serve a puntellare il dominio borghese.<\/p>\n<p>3. Il \u201ccampismo\u201d del PCUP trova un\u2019evidente conferma nella sua partecipazione al c.d. \u201cSovintern\u201d che si riunisce a Mosca. Si tratta di una congerie di piccoli partiti conservatori che dietro la maschera dei simboli comunisti svolgono una funzione di appoggio della borghesia russa diretta dall\u2019anticomunista Putin (che ha mandato un messaggio di congratulazioni all\u2019iniziativa), che si conciliano con partiti e organizzazioni legati alla borghesia russa e cinese, con le forze nazionaliste e scioviniste, nonch\u00e9 con Trump (come l\u2019American Communist Party).<\/p>\n<p>Si tratta di una grottesca caricatura dell\u2019Internazionale comunista, costruita sulla base della retorica nostalgia sovietica, che va smascherata senza piet\u00e0 da parte di tutti coloro che sostengono gli interessi e gli obiettivi storici del proletariato internazionale, sostenendo la fedelt\u00e0 ai principi dell\u2019internazionalismo proletario, la sua applicazione coerente in tutti i partiti e le organizzazioni del movimento operaio e comunista, il consolidamento dell&#8217;unit\u00e0, della solidariet\u00e0 e della collaborazione delle organizzazioni e dei partiti marxisti-leninisti.<\/p>\n<p>4. Il PCUP afferma che la crisi di un \u201dordine generale\u201d (che si chiama capitalismo, per chi se lo fosse dimenticato) \u201cpotrebbe aprire anche grandi spazi di cambiamento verso nuovi e positivi \u201cordini\u201d sociali e politici\u201d. Non \u00e8 certo un caso che nella \u201cLettera aperta\u201d, che pure si appella all\u2019unit\u00e0 dei comunisti, non figura la prospettiva della rivoluzione e del socialismo. Il PCUP non comprende il carattere della rivoluzione in Italia, che \u00e8 un paese imperialista, come rivoluzione proletaria, per il passaggio diretto al socialismo.<\/p>\n<p>Di conseguenza, sostiene che bisogna \u201csuperare l\u2019attuale ordinamento dell\u2019UE e dell\u2019Euro, recuperando una concreta sovranit\u00e0 popolare in ambito politico, monetario ed economico, la difesa della Costituzione nata dalla Resistenza e l\u2019attuazione delle sue parti pi\u00f9 progressiste\u201d.<\/p>\n<p>In altre parole, il PCUP predica un\u2019ulteriore fase di transizione democratica borghese (tale \u00e8 il carattere della Costituzione vigente), senza rompere con il sistema capitalistico e il suo regime politico, senza realizzare la dittatura del proletariato per passare direttamente al socialismo, ma alleandosi con settori di borghesia per difendere il capitalismo e lo Stato borghese, proponendo soluzioni tampone, come le nazionalizzazioni borghesi.<\/p>\n<p>Dentro questa strategia che prosegue quella revisionista di tipo togliattiano, osserviamo che il PCUP non riesce nemmeno a distinguere fra un \u201ctavolo\u201d di confronto e un \u201cfronte ampio\u201d dal contenuto indefinito e dalle mire elettoralistiche, che nulla ha a che vedere con un fronte popolare antifascista e antimperialista, con la classe operaia alla sua testa.<\/p>\n<p>5. Il PCUP afferma che le basi materiali della divisione dei comunisti vanno addebitate \u201calla stessa, intera, storia comunista italiana\u201d. Questo \u00e8 un modo meschino per confondere le acque, mettendo sullo stesso piano il comunismo e il revisionismo, le Tesi di Lione e l\u2019VIII Congresso del PCI, la strategia rivoluzionaria e la \u201cvia italiana al socialismo\u201d.<\/p>\n<p>In realt\u00e0 il PCUP non ha compiuto un bilancio della storia del movimento comunista internazionale e della sconfitta transitoria del socialismo, trovando le cause di ci\u00f2 nell\u2019affermarsi della linea controrivoluzionaria, che prese la forma del revisionismo moderno e fu imposta a seguito del XX Congresso del PCUS, interrompendo cos\u00ec l\u2019edificazione socialista, aprendo la strada alla restaurazione del capitalismo, rimpiazzando con la conciliazione la lotta contro l\u2019imperialismo, la borghesia e ogni specie di correnti opportuniste e revisioniste.<\/p>\n<p>Il PCUP nella sua visione ristretta, non fa neppure un accenno al fatto che le divisioni del campo socialista e del movimento comunista internazionale (quindi anche in Italia) sono state storicamente il risultato della svolta revisionista verificatasi in Unione Sovietica e in altri paesi, oltre che un risultato della penetrazione dell\u2019ideologia borghese nel movimento operaio e comunista.<\/p>\n<p>Di conseguenza il PCUP non \u00e8 in grado di trarre conclusioni corrette sul perch\u00e9 delle divisioni del movimento comunista, sulla restaurazione del capitalismo in URSS e sul perch\u00e9 il movimento operaio e comunista sia entrato in un periodo di sconfitte e di declino, n\u00e9 di formulare una strategia di rilancio della lotta per l\u2019abbattimento del capitalismo e l\u2019edificazione del socialismo, prima tappa del comunismo.<\/p>\n<p>La \u201cLettera aperta\u201d parte da posizioni e giunge a conclusioni estranee al marxismo-leninismo e all\u2019internazionalismo proletario, con le quali non ci possiamo conciliare, perch\u00e8 ci\u00f2 farebbe compiere non un passo avanti, ma tre indietro.<\/p>\n<p>In quanto comunisti non rinunciamo al confronto e alla conquista dei compagni onesti che ancora militano nelle formazioni revisioniste. Ma a questi compagni chiediamo: conoscete a fondo le posizioni ideologiche e la composizione di classe dei gruppi in cui siete attivi? Siete veramente convinti che si possa raggiungere l\u2019unit\u00e0 dei comunisti attraverso minestroni eclettici? Non ritenete che sia ora di rompere con il conciliatorismo e l\u2019attesismo?<\/p>\n<p>Non si tratta di \u201cruggini\u201d personali e \u201cquestioni di \u201cpiccolo cabotaggio\u201d, come afferma il PCUP. Per dare una \u201crisposta positiva e concreta all\u2019esigenza dell\u2019unit\u00e0 dei comunisti\u201d occorre affrontare e risolvere fondamentali questioni, tra cui quelle che abbiamo sollevato in questa nostra risposta, che hanno implicazioni programmatiche, strategiche e tattiche. Altrimenti i tavoli, i forum e i fronti inevitabilmente si trasformano o in cinghie di trasmissione del revisionismo o in club di discussioni sterili, aggravando con ci\u00f2 la crisi del movimento comunista.<\/p>\n<p>La mancanza di una polemica pubblica, franca e aperta, fra concezioni discordi, la tendenza a mantenere nascoste e a cancellare le divergenze che toccano questioni di importanza risolutiva, \u00e8 proprio una delle deficienze dell&#8217;odierno movimento comunista.<\/p>\n<p>L\u2019unit\u00e0 dei comunisti \u00e8 una necessit\u00e0, una questione vitale per dare impulso e guidare la lotta del proletariato. Essa non si sviluppa ponendo sullo stesso piano determinate tendenze e determinati organismi che non sono per nulla uguali avendo caratteristiche differenti, contenuti politici e ideologici contrastanti. Va realizzata nella chiarezza, nella lotta, dando impulso alla costruzione ideologica, politica dei quadri del futuro partito, alla luce del rapporto con la classe proletaria.<\/p>\n<p>La rottura aperta, netta e definitiva del cordone ombelicale che ancora lega molti compagni con il moderno revisionismo in tutte le sue forme (spesso questa rottura \u00e8 solo apparente) \u00e8 un requisito essenziale per porre le basi di un partito di tipo leninista. Non bisogna \u201caccorciare le distanze\u201d con il revisionismo come vorrebbe il PCUP, ma fare l\u2019esatto contrario!<\/p>\n<p>Ricostruire il partito significa aver liberato il campo, in un\u2019adeguata misura, dalle posizioni revisioniste e opportuniste, all\u2019interno di un processo di lotta e depurazione ideologia e politica, basato sui principi fondamentali che ogni marxista-leninista consapevole della sua responsabilit\u00e0 rivoluzionaria verso la classe operaia italiana e verso l&#8217;intero proletariato internazionale non pu\u00f2 non condividere, assumendosi le proprie responsabilit\u00e0.<\/p>\n<p>Si compagne e compagni, il proletariato ha bisogno pi\u00f9 che mai dell\u2019unit\u00e0 dei sinceri comunisti, ha bisogno di un partito politico indipendente dalla borghesia, non dell\u2019unit\u00e0 tra i comunisti e quanti nella teoria e nella pratica si frappongono come ostacoli sulla via della rivoluzione proletaria e del socialismo, come del resto si sono frapposti fino ad ora.<\/p>\n<p>Con i nostri saluti comunisti!<\/p>\n<p><em>7 maggio 2026<\/em><\/p>\n<h3><strong>Organizzazione per il partito comunista del proletariato<\/strong><\/h3>\n<p><strong><a href=\"https:\/\/piattaformacomunista.com\/wp-content\/uploads\/2026\/05\/RISPOSTA-APERTA.pdf\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Scarica e leggi il documento in PDF\u00a0<\/a><\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alcuni giorni fa abbiamo ricevuto dalla segreteria del Partito Comunista di Unit\u00e0 Popolare (PCUP) una \u201clettera aperta\u201d (pubblicata in https:\/\/movimentorinascitacomunista.com) [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":13010,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[101],"tags":[108],"class_list":["post-13546","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lotta-per-il-partito","tag-home"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13546","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13546"}],"version-history":[{"count":2,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13546\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13549,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13546\/revisions\/13549"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13010"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13546"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13546"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13546"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}