{"id":13634,"date":"2026-05-26T15:00:47","date_gmt":"2026-05-26T13:00:47","guid":{"rendered":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=13634"},"modified":"2026-05-26T18:04:06","modified_gmt":"2026-05-26T16:04:06","slug":"spezzare-la-morsa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/spezzare-la-morsa\/","title":{"rendered":"Spezzare la morsa!"},"content":{"rendered":"<p>Nei mesi scorsi abbiamo messo a fuoco un problema: la sostanziale assenza della classe operaia nei movimenti di lotta per la Palestina, contro la guerra e il governo Meloni che si sono succeduti nel nostro paese a partire dallo scorso autunno.<\/p>\r\n<p>Anche se la spinta \u00e8 venuta da un settore della classe che ha dato l\u2019esempio, i portuali, la partecipazione \u00e8 stata\u00a0 principalmente di studenti, di attivisti sociali, dei lavoratori dei trasporti, dei servizi, della scuola, del pubblico impiego. Il movimento si \u00e9 sviluppato nelle scuole e nelle universit\u00e0, non nelle fabbriche. Senza operai non si blocca la produzione, e ogni movimento di lotta \u00e8 debole, instabile, a rischio.<\/p>\r\n<p>La scarsa presenza operaia \u00e8 stata un fatto che abbiamo osservato nelle mobilitazioni, negli scioperi, nelle manifestazioni, comprese quelle del 25 Aprile e del 1\u00b0 Maggio.<\/p>\r\n<p>Perci\u00f2 nei nostri interventi abbiamo posto una esigenza fondamentale: riportare la classe sul fronte di lotta, come fattore chiave nei rapporti di forza fra le classi.<\/p>\r\n<p><strong>Fattori oggettivi e soggettivi dello stallo<\/strong><\/p>\r\n<p>Gli operai salariati in Italia, paese a capitalismo avanzato con un vasto apparato manifatturiero, sono circa 8 milioni, di cui circa 4 milioni impiegati nel settore industriale.<\/p>\r\n<p>La classe operaia \u00e8 l\u2019antagonista pi\u00f9 deciso e conseguente del capitale, il centro della nostra attivit\u00e0 rivoluzionaria e delle nostre prospettive. Il partito comunista che vogliamo costituire sorge dall\u2019unione dei comunisti (m-l) e dei settori avanzati della classe.<\/p>\r\n<p>Il proletariato oggi si trova in una condizione di immobilismo politico. Uno stallo relativo che ha cause oggettive e soggettive.<\/p>\r\n<p>Fra di esse individuiamo: lo smantellamento e lo spezzettamento delle grandi fabbriche e la smobilitazione dell\u2019indotto, la frammentazione del tessuto produttivo, le trasformazioni della struttura produttiva (elettrificazione, robotica, IoT e IA, gestione catene di approvvigionamento, etc.) con la conseguente riorganizzazione che avviene sulle spalle della classe operaia; le delocalizzazioni all\u2019estero, l\u2019ampio utilizzo di appalti, subappalti, cooperative, partite IVA; il precariato diffuso e strutturale, l\u2019utilizzo di forza lavoro immigrata per mettere in concorrenza la classe; la nuova organizzazione del lavoro e il clima da caserma instaurato nelle fabbriche, dove si lavora a testa bassa.<\/p>\r\n<p>A ci\u00f2 si accompagna la politica borghese di divisione e immobilizzazione della classe, la distruzione dei diritti conquistati (per es.: l\u2019art. 18), la restrizione del diritto di sciopero, le leggi sicurezza rivolte contro la lotta proletaria, la repressione e i licenziamenti politici, il ricatto occupazionale e l\u2019obbligo \u201cdi fedelt\u00e0 all\u2019azienda\u201d, la strategia dei tavoli ministeriali a perdere, che servono solo a smobilitare gli operai che lottano in difesa del posto di lavoro. Sono strategie e tattiche antioperaie imposte dai capitalisti e seguite da tutti i governi;<\/p>\r\n<p>Sul piano sindacale hanno un effetto immobilizzatore il collaborazionismo delle burocrazie e delle aristocrazie operaie che serve a supportare il capitale e difendere i profitti. Anche il divisionismo e l\u2019indebolimento sindacale pesano negativamente. L\u2019unit\u00e0 della \u201ctriplice\u201d \u00e8 ormai un ricordo, e la CGIL \u00e8 in una crisi multilaterale (che il landinismo non ha arginato, ma approfondito). Avanza la trasformazione dei sindacati confederali in agenzie di servizi, o in sindacati \u201cdei cittadini\u201d.<\/p>\r\n<p>Le RSU sono avviluppate in regolamenti e pratiche che favoriscono la burocrazia sindacale, fungendo per lo pi\u00f9 da trasmettitrici di compromessi prestabiliti.<\/p>\r\n<p>Da parte loro i sindacati di \u201cbase\u201d seguono logiche autoreferenziali e settarie, movimentiste, e si sono rivelati incapaci di costruire stabili percorsi di unit\u00e0 e di lotta. Continua la proclamazione di scioperi frammentati e separati che, tranne pochi casi, non incidono realmente sulla produzione dei profitti e non possono dare forza alla classe. Lo spezzettamento di queste realt\u00e0, la loro incomunicabilit\u00e0 e concorrenzialit\u00e0 sono fenomeni ormai endemici.<\/p>\r\n<p>Sul vuoto creato dalla debolezza relativa del movimento operaio si sviluppano come \u201calternativa\u201d forme di radicalismo pseudo-rivoluzionario, che si basano su slogan astratti e sul soggettivismo, piuttosto che sulle concrete condizioni di sviluppo della lotta di classe.<\/p>\r\n<p>Tutto ci\u00f2 non solo ha peggiorato le condizioni di vita e di lavoro dei proletari, ma ha anche indebolito il potere contrattuale (i CCNL ormai certificano la perdita del salario e rafforzano i padroni) e fiaccato la capacit\u00e0 di organizzazione e di mobilitazione operaia, aiutando il capitalismo e i suoi governi a portare avanti una dura offensiva contro il proletariato.<\/p>\r\n<p>L\u2019attacco ovviamente \u00e8 anche ideologico, volto a diffondere l\u2019idea della sparizione della classe operaia, la sua residualit\u00e0. Persino nella pubblicistica di tanti gruppi che si definiscono\u201d\u2008comunisti\u201d non si parla pi\u00f9 di classe operaia, oppure si riduce la lotta di classe del proletariato al solo aspetto economico.<\/p>\r\n<p><strong>Conseguenze e carenze<\/strong><\/p>\r\n<p>Risultato di questa situazione \u00e8 che si sciopera e si manifesta di meno, mentre fra gli operai si diffonde la disillusione e la sfiducia, in primo luogo nei confronti dei sindacati collaborazionisti.<\/p>\r\n<p>Ci\u00f2 si riflette nel calo non uniforme, ma continuo, del tesseramento sindacale, specie dei pi\u00f9 giovani, nella diminuzione dei votanti alle elezioni Rsu e alle consultazioni sui contratti.<\/p>\r\n<p>Anche la diffidenza riguardo la socialdemocrazia e tutti i partiti borghesi \u00e8 ampia e si traduce nell\u2019astensionismo politico. Gli operai sanno per esperienza che per loro non cambia nulla, chiunque vada al governo.<\/p>\r\n<p>Fra gli operai c\u2019\u00e8 pessimismo, in alcuni casi rassegnazione. Si sentono traditi dai loro capi. Come dare loro torto? Pesano anche negativamente l\u2019assenza di collegamenti fra le vertenze e le lotte, la mancanza di una corrente sindacale di classe organizzata nei differenti sindacati. Soprattutto manca l\u2019organizzazione rivoluzionaria degli operai e di conseguenza il livello di coscienza politica \u00e8 basso.<\/p>\r\n<p>Ma attenzione: l\u2019operaio medio non \u00e8 stolto, \u00e8 attento, legge, si informa, ragiona con la sua testa. Sa perfettamente che le sue condizioni materiali peggiorano, che il padrone lo opprime, che il riarmo e la guerra lo danneggiano.<\/p>\r\n<p>Come abbiamo osservato tante volte, questo operaio si rimette in movimento quando scorge la concreta possibilit\u00e0 di incidere, spinto dagli elementi pi\u00f9 avanzati della classe, rivendicando occupazione,\u00a0 miglioramento delle condizioni di lavoro, aumento dei salari, riduzione della giornata lavorativa, salute e sicurezza, etc.; quando viene licenziato e gettato sul lastrico, quando non ne pu\u00f2 pi\u00f9 e incrocia le braccia, approfittando di ogni opportunit\u00e0 per farlo.<\/p>\r\n<p>L\u2019attivit\u00e0 paralizzatrice e disgregatrice delle forze della classe trova dunque un limite nella resistenza attiva dei suoi settori combattivi, cos\u00ec come nella resistenza passiva della massa, che si rimette in movimento ponendo un argine all\u2019avidit\u00e0 borghese non appena rallenta la pressione politica e \u201cfisica\u201d del capitalismo e si fanno pi\u00f9 forti gli stimoli alla difesa dei propri interessi vitali.<\/p>\r\n<p><strong>Invertire la tendenza<\/strong><\/p>\r\n<p>Come spezzare la morsa in cui \u00e8 stretta la classe operaia? Come favorire la sua discesa nell\u2019arena della lotta fra le classi con una posizione indipendente?<\/p>\r\n<p>Dal punto di vista del materialismo dialettico e storico, la lotta di classe \u00e8 un fenomeno naturale e inevitabile in una societ\u00e0 divisa in classi antagoniste. La ripresa della lotta operaia dipende dall\u2019inasprirsi della contraddizione fra il lavoro e il capitale. Lo strapotere dei monopoli industriali, delle banche e dell\u2019oligarchia finanziaria non attenua questa contraddizione fondamentale della nostra epoca, ma l\u2019acutizza tappa dopo tappa, fino al punto in cui agli operai si pone il dilemma: sottomettersi al giogo dello sfruttamento e retrocedere di secoli, oppure tornare al conflitto di classe aperto. Questa \u00e8 la tendenza storica, che si afferma attraverso flussi e riflussi.<\/p>\r\n<p>Soggettivamente, con le nostre modeste forze, senza un partito comunista degno di questo nome, non possiamo ribaltare la situazione attuale. Possiamo per\u00f2 sollevare il problema, indicare soluzioni, lavorare per agire da stimolo, per facilitare la classe sfruttata dal capitale a ritrovare la via della lotta di classe intransigente e indipendente contro la classe sfruttatrice, l\u2019aspirazione a farla finita con lo sfruttamento e all\u2019edificazione del socialismo.<\/p>\r\n<p>Il primo compito che abbiamo di fronte \u00e8 sostenere la lotta di resistenza degli operai, unendoci ad essa e rappresentando gli interessi di tutto il movimento operaio, il suo futuro.<\/p>\r\n<p>L\u2019aiuto principale che in quanto comunisti possiamo e dobbiamo offrire agli operai \u00e8 la comprensione dell\u2019inconciliabilit\u00e0 dei loro interessi con quelli del capitale, dunque lo sviluppo della loro coscienza politica di classe. Una classe che per emanciparsi deve conquistare e mantenere il potere politico.<\/p>\r\n<p>Non possiamo per\u00f2 limitarci a questo. Per portare avanti il processo di fusione del socialismo scientifico con il movimento operaio dobbiamo infatti:<\/p>\r\n<p>&#8211; esporre le rivendicazioni pi\u00f9 urgenti per le quali si deve scioperare, che sono in sintonia con la situazione e riescono a spingere la massa alla lotta; illustrare le condizioni in cui si agisce e indicare le forme e i mezzi di lotta pi\u00f9 adeguati nella situazione concreta; trarre le necessarie lezioni dalle esperienze di lotta compiute.<\/p>\r\n<p>&#8211; agire per far uscire le vertenze e le singole lotte dall\u2019isolamento, travalicando logiche di appartenenza, di sigla e di categoria; lavorare per unire le lotte dei lavoratori (aziendali, di categoria, territoriali, nazionali e internazionali) tenute artificiosamente separate dai sindacati confederali e di base; denunciare e condannare la pratica degli scioperi e delle manifestazioni separate che dividono e indeboliscono la lotta, intensificare la denuncia contro gli scissionisti, i settari, i nemici del fronte unico proletario, la parte pi\u00f9 reazionaria dei sindacati;<\/p>\r\n<p>&#8211; favorire l\u2019unit\u00e0 tra operai combattivi e delegati, a partire dall\u2019unit\u00e0 di azione di lavoratori\/trici che si battono per gli interessi di classe, superando le divisioni imposte dalle varie sigle; promuovere la formazione di comitati di sciopero e di lotta, per dare impulso alla partecipazione e il protagonismo anche dei non iscritti ad alcun sindacato; rivitalizzare il ruolo e il coordinamento dei delegati di fabbrica e di territorio, di ambiti intersindacali, per unificare lotte, vertenze, scioperi;<\/p>\r\n<p>&#8211; rafforzare la solidariet\u00e0 di classe contro la repressione, battendosi affinch\u00e9 i lavoratori colpiti ricevano sostegno da parte di tutto il movimento operaio e popolare;<\/p>\r\n<p>&#8211; portare la lotta contro la guerra imperialista e la militarizzazione dell\u2019economia e della societ\u00e0 dentro il movimento sindacale e operaio, spiegando come vanno a detrimento delle spese sociali e delle libert\u00e0 democratiche, evidenziando le responsabilit\u00e0 dei monopoli e dei loro governi.<\/p>\r\n<p>Per adempiere questi compiti si deve andare alla fabbrica, studiando le condizioni dei lavoratori, si deve partecipare alle manifestazioni, ai picchetti, agli scioperi, si deve stare fra gli operai, fare propaganda a voce e scritta (i volantini operai, il giornale) per risvegliare la coscienza di classe e dare cognizioni politiche, per diffondere le nostre posizioni sullo sfruttamento, sui salari, sui ritmi, sulla\u00a0 sanit\u00e0, sulle pensioni, sulla guerra, per ascoltare e apprendere dalle esperienze di lavoro e di lotta.<\/p>\r\n<p>Gli operai devono vedere che c\u2019\u00e8 chi si interessa della loro vita e della loro lotta; e a loro dobbiamo chiedere corrispondenze, interviste, partecipazione alle riunioni, a corsi di formazione, ecc.<\/p>\r\n<p><strong>Largo al dibattito e all\u2019iniziativa!<\/strong><\/p>\r\n<p>Concludiamo questo contributo invitando a sviluppare l\u2019analisi e il confronto, utilizzando anche le pagine di questo giornale.<\/p>\r\n<p>Diamo spazio al dibattito sui problemi del movimento operaio e sindacale, per esporre riflessioni, suscitare esigenze, avanzare proposte, dar vita ad un\u2019azione collettiva di cui siano protagonisti i comunisti e gli operai avanzati e combattivi.<\/p>\r\n<p>Ci\u00f2 sar\u00e0 di grande importanza per la formazione dei requisiti ideologici, politici e organizzativi di un partito proletario indipendente dalla borghesia e dalle sue quinte colonne nel movimento operaio, capace di guidare la lotta di classe nelle specifiche condizioni del nostro paese e di preparare gli operai alle future battaglie per la conquista rivoluzionaria del potere politico.<\/p>\r\n<h3><strong>Da \u201cScintilla\u201d n. 160, maggio-giugno 2026<\/strong><\/h3>\r\n\r\n<p class=\"wp-block-paragraph\">&nbsp;<\/p>\r\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Nei mesi scorsi abbiamo messo a fuoco un problema: la sostanziale assenza della classe operaia nei movimenti di lotta per [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":13640,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[94,89],"tags":[108],"class_list":["post-13634","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-movimento-operaio","category-politica","tag-home"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13634","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13634"}],"version-history":[{"count":4,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13634\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13643,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13634\/revisions\/13643"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13640"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13634"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13634"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13634"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}