{"id":13801,"date":"2026-07-09T09:55:06","date_gmt":"2026-07-09T07:55:06","guid":{"rendered":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=13801"},"modified":"2026-07-08T11:43:11","modified_gmt":"2026-07-08T09:43:11","slug":"piano-stellantis-piu-sfruttamento-e-chiusure","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/piano-stellantis-piu-sfruttamento-e-chiusure\/","title":{"rendered":"Piano Stellantis: pi\u00f9 sfruttamento e chiusure"},"content":{"rendered":"<p>Il 21 giugno Filosa (CEO di Stellantis) ha presentato il nuovo piano\u00a0 della multinazionale, di 60 miliardi di investimenti, di cui 36 miliardi in marchi e prodotti e 24 miliardi in piattaforme, propulsori, tecnologie.<\/p>\n<p>Un progetto colossale che mette in luce la crisi profonda del settore automobilistico e l\u2019interesse a spremere una maggiore quantit\u00e0 di lavoro non pagato dagli operai.<\/p>\n<p>Il 60% degli investimenti in nuovi modelli andr\u00e0 in Nordamerica, una buona parte nei paesi emergenti come Marocco, Algeria e Sudafrica. Pochissimo in Europa, dove si prevede un\u2019ulteriore contrazione di volumi di 800.000 unit\u00e0.<\/p>\n<p>Filosa intende recuperare il ritardo sull\u2019elettrico facendosi aiutare dai cinesi. \u00c8 prevista infatti una joint-venture in Spagna con Leap Motor e in Francia con Dongfeng, ma nulla in Italia.<\/p>\n<p>L\u2019attenzione per il Nordamerica si spiega con l\u2019attesa di un aumento del 25% dei ricavi, con 11 nuovi modelli e l\u2019aumento del 35% dei volumi, ma anche per aggirare la politica dei dazi imposta dall\u2019amministrazione Trump.<\/p>\n<p>Medio Oriente ed Africa del Nord sono invece valutati mercati in forte espansione che permetteranno un 40% in pi\u00f9 di ricavi.<\/p>\n<p>Aree di interesse pi\u00f9 vecchie, come Sudamerica ed Europa prevedono incrementi di ricavo pi\u00f9 bassi del 10% e del 15% rispettivamente.<\/p>\n<p>Stellantis ha dichiarato che nel vecchio continente non saranno chiusi stabilimenti, n\u00e9 saranno ridotti gli organici. Un\u2019affermazione per nulla rassicurante che si pu\u00f2 spiegare con due diverse politiche:<\/p>\n<ol>\n<li>a) di entrata di (o di cessione ad) altri produttori, visto l\u2019interesse degli asiatici;<\/li>\n<li>b) della prosecuzione, con particolare riferimento all\u2019Italia, dell\u2019impiego su scala sempre pi\u00f9 larga degli ammortizzatori sociali con il complementare aumento dello sfruttamento (ritmi, turni, saturazione, straordinari, ecc.), della nocivit\u00e0 per chi rimane in produzione, oltre che della flessibilit\u00e0 d\u2019impiego per far fronte a picchi di produzione imposti dal mercato.<\/li>\n<\/ol>\n<p>In Italia i sindacati collaborazionisti sono consci delle nere prospettive che si profilano. Mugugnano, esprimono preoccupazione, prospettano la mobilitazione, ma non la indicono. Si limitano ad implorare il governo di essere\u00a0 ascoltati e di intervenire, chiedono l\u2019apertura di tavoli istituzionali di confronto.<\/p>\n<p>Fanno finta di non ricordare che nulla ha fatto seguito alle promesse in Parlamento di Elkann di qualche tempo fa, dove nessuno \u2013 tra quelli che contano \u2013 si \u00e8 permesso di fare anche solo osservazioni.<\/p>\n<p>Tra le promesse non mantenute di Stellantis c\u2019\u00e8 la \u201cgigafactory\u201d di Termoli, il rilancio di Melfi, Pomigliano, Atessa, Pratola Serra, Cassino, Mirafiori, Modena\u2026<\/p>\n<p>Le burocrazie di Fiom, Fim, Uilm sollecitano inoltre il governo l\u2019attivazione dell\u2019ammortizzatore unico e di stanziare altre risorse (leggi altri aiuti di Stato) per raggiungere un milione di vetture come volume produttivo, quindi di agire per la transizione ecologica sapendo bene che su questo tema il governo \u00e8 contrario.<\/p>\n<p>Se non ascoltati, dicono, sar\u00e0 attivata la mobilitazione.<\/p>\n<p>Il 15 giugno hanno avuto un incontro con il responsabile Europa di Stellantis, Cappellano, che ha confermato precedenti dubbi e criticit\u00e0.<\/p>\n<p>Il 17 dello stesso mese Filosa ha tenuto un\u2019audizione alla commissione attivit\u00e0 produttive della Camera, dove i rappresentanti sindacali non sono stati ammessi, e dove ha confermato lo spostamento del baricentro verso USA e Nord Africa. Inoltre ha \u201cdeluso\u201d (si fa per dire) precedenti promesse di piani per la produzione di batterie.<\/p>\n<p>Nel frattempo la situazione in Italia continua a peggiorare: volumi ed ordini calano. A Cassino nei primi sei mesi ci sono stati poco pi\u00f9 di 30 giorni lavorativi. Ferma anche Pomigliano per mancanza di componenti.<\/p>\n<p>L\u2019azienda ha sfruttato lo sfruttabile in termini di plusvalore estorto agli operai e in termini di aiuti diretti e indiretti di Stato, di cassa integrazione a perdere, pagata dai lavoratori e dalla fiscalit\u00e0 generale.<\/p>\n<p>\u00c8 ora di porre la questione dicendo \u201cbasta\u201d! La cassa integrazione deve essere pagata dai padroni! E devono mettere sul piatto anche i profitti per integrare il magro\u00a0 salario, in modo che si possa vivere dignitosamente, senza fare la fame.<\/p>\n<p>La cassa non deve essere strutturale, ma congiunturale e a rotazione, per risolvere le situazioni di crisi ed esigere dai padroni l\u2019obbligo di investire i loro capitali per garantire l\u2019occupazione, specie se hanno usufruito di aiuti pubblici.<\/p>\n<p>Di mobilitazione finora non c\u2019\u00e8 traccia. Che si aspetta?<\/p>\n<p>La situazione \u00e8 insostenibile. La base e gli operai avanzati, a prescindere dall\u2019appartenenza sindacale, devono coordinarsi in fabbrica e sul territorio, imporre con forza l\u2019indizione di assemblee e pronunciarsi per la lotta.<\/p>\n<p>Ma ci\u00f2 non \u00e8 ancora sufficiente. Delegati e operai avanzati e coscienti, iscritti o non iscritti alle OO.SS., devono unirsi e prendere in mano l\u2019iniziativa, senza attendere le calende greche dei vertici sindacali.<\/p>\n<p>Occorre costruire Comitati di lotta e di sciopero,\u00a0 andare a una conferenza dei delegati dei vari stabilimenti che possa apparire alla base operaia come un\u2019alternativa credibile di iniziativa e di lotta di fronte all\u2019inerzia dei bonzi sindacali.<\/p>\n<p>Non solo difesa dell\u2019occupazione, ma lotta per ritmi meno bestiali, per la riduzione dell\u2019orario e l\u2019aumento del salario, contro la nocivit\u00e0 e per il miglioramento delle condizioni di lavoro, riprendendo tradizioni di lotta vaste, radicali e praticate anche di recente.<\/p>\n<p>Questo sarebbe un grande passo avanti. Ma si deve guardare ed andare oltre.<\/p>\n<p>Nell\u2019ambito nazionale ci sono numerose e importanti mobilitazioni che si avviano, o sono in corso,\u00a0 o gi\u00e0 stanno concludendosi. Alcune condotte in modo incisivo ed avanzato. Bisogna unire in una sola vertenza tutte le lotte\u00a0 contro chiusure, delocalizzazioni, licenziamenti superando anacronistici e dannosi divisionismi.<\/p>\n<p>Con l\u2019unit\u00e0 d\u2019azione dal basso la classe operaia acquista migliori rapporti di forza, contrattuale e politica!<\/p>\n<p>Su un punto, infine, va fatta chiarezza. Le lotte, anche difensive, devono superare la divisione degli operai dei diversi Paesi, della quale le multinazionali approfittano per mettere gli operai di un paese contro quelli di un altro.<\/p>\n<p>Questo avviene quando le mobilitazioni rimangono nell\u2019ambito della subordinazione agli \u201cinteressi nazionali\u201d che altro non sono che interessi delle frazioni nazionali della borghesia, e nemmeno di queste quando si tratta di monopoli internazionali.<\/p>\n<p>Occorre allora, nel mentre si avanza verso l\u2019unit\u00e0 e la lotta operaia su scala nazionale, compiere passi concreti per l\u2019unit\u00e0 della classe degli operai a livello internazionale, contro la classe borghese.<\/p>\n<p><strong>Da Scintilla n. 161, luglio 2026<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il 21 giugno Filosa (CEO di Stellantis) ha presentato il nuovo piano\u00a0 della multinazionale, di 60 miliardi di investimenti, di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":13802,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[94],"tags":[108],"class_list":["post-13801","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-movimento-operaio","tag-home"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13801","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13801"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13801\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13803,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13801\/revisions\/13803"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13802"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13801"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13801"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13801"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}