{"id":13815,"date":"2026-07-09T10:20:32","date_gmt":"2026-07-09T08:20:32","guid":{"rendered":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=13815"},"modified":"2026-07-08T11:44:47","modified_gmt":"2026-07-08T09:44:47","slug":"il-piano-dassalto-di-padroni-e-governo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/il-piano-dassalto-di-padroni-e-governo\/","title":{"rendered":"Il piano d\u2019assalto di padroni e governo"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]La crisi dell\u2019industria italiana \u00e8 un fatto innegabile. La produzione manifatturiera \u00e8 scesa di circa il 7% dal 2019 a oggi. L\u2019indice della produzione si \u00e8 ridotto per il 4\u00b0 anno consecutivo. La produttivit\u00e0 \u00e8 bassa a causa degli insufficienti investimenti in strumenti di produzione, tecnologia avanzata, etc.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 avviene in un contesto di declino e stagnazione strutturale (negli ultimi 25 anni la media di crescita del PIL \u00e8 stata dello 0,4%\u00a0 e non ha mai superato il 2%).<\/p>\n<p>Le tensioni geopolitiche, i costi dei rifornimenti\u00a0 energetici, l\u2019instabilit\u00e0 delle catene di rifornimento, l\u2019aumento dei tassi per i prestiti, gli squilibri globali, le vulnerabilit\u00e0 finanziarie, l\u2019incertezza globale e la crisi dell\u2019ordine mondiale sorto dopo il 1945, aggravano la posizione dei capitalisti.<\/p>\n<p>A ci\u00f2 si aggiungono la frenata di alcuni mercati chiave (Germania), i dazi statunitensi e la pressione cinese, che hanno determinato un calo dell\u2019export.<\/p>\n<p>L\u2019ultradecennale\u00a0 politica di compressione dei salari, portata avanti con l\u2019appoggio dei governi di ogni colore e il collaborazionismo dei vertici sindacali, ha ridotto il valore della forza-lavoro e determinato la diminuzione del potere d\u2019acquisto degli operai, quindi della capacit\u00e0 di consumo delle masse.<\/p>\n<p>In questa situazione i padroni fanno come al solito i \u201cpiangina\u201d, ricattano con i licenziamenti e chiamano alla \u201cresponsabilit\u00e0 nazionale\u201d governo, partiti e sindacati.<\/p>\n<p>Per reggere la concorrenza devono rimanere agganciati alla UE, rilanciare produttivit\u00e0, ovvero la produzione di plusvalore, scopo immediato e motivo determinante della produzione capitalistica.<\/p>\n<p>Il loro obiettivo \u00e8 il 2% di crescita annuo. Un sogno, che nemmeno col PNRR hanno potuto raggiungere.<\/p>\n<p>Per inseguirlo Confindustria ha esposto il suo programma, che in buona parte coincide con quello della UE dei monopoli.<\/p>\n<p>\u2013 Mercato unico\u00a0 dell\u2019energia, con l\u2019UE unico acquirente e reti di connessione,\u00a0\u00a0 sospensione dell\u2019Ets e dei prezzi certificati di emissione del CO2.<\/p>\n<p>\u2013 Mercato unico dei capitali e del risparmio.<\/p>\n<p>\u2013 Debito comune europeo (1200 mld annui per finanziare investimenti strategici).<\/p>\n<p>\u2013 Applicazione dell\u2019IA in tutte le filiere per aumentare lo sfruttamento, a scapito dell\u2019occupazione.<\/p>\n<p>\u2013 Crescita dimensionale delle imprese: ossia favorire la creazione di nuovi monopoli tramite il processo di concentrazione e centralizzazione del capitale.<\/p>\n<p>\u2013 Contratti di sviluppo e innovazione. Sono strumenti gestiti da Invitalia e Mimit per sostenere investimenti strategici di grandi dimensioni: 20 milioni a fondo perduto, particolarmente accessibili alle grandi imprese.<\/p>\n<p>\u2013 Mini reattori nucleari da installare nel territorio e dentro le grandi imprese, sulle navi mercantili e militari.<\/p>\n<p>\u2013 Filiera dell\u2019aerospazio da monopolizzare da parte delle grandi imprese,<\/p>\n<p>\u2013 Meno regole e burocrazia, per velocizzare la rotazione del capitale.<\/p>\n<p><strong>Voracit\u00e0 senza limiti<\/strong><\/p>\n<p>Altre richieste padronali sono le seguenti.<\/p>\n<p>La trasformazione della Legge 231 per deresponsabilizzare i padroni (specie delle piccole aziende) per reati commessi a vantaggio dell\u2019azienda: dalla corruzione alla mancata sicurezza sul lavoro, dai disastri ambientali al caporalato, dal riciclaggio ai reati tributari.<\/p>\n<p>Una \u201cZona economica speciale\u201d unica per agevolazioni, semplificazioni e velocizzazioni (autorizzazioni uniche).<\/p>\n<p>Meno tasse e iperammortamento, altre agevolazioni e incentivi fiscali, specie per fusioni e acquisizioni.<\/p>\n<p>Ma non\u00a0 basta.\u00a0 Vogliono impadronirsi di gran parte dei 20 miliardi di una riforma fiscale in programma, con l\u2019affidamento dei servizi pubblici ai privati.<\/p>\n<p>Mirano a mettere le mani sui risparmi dei lavoratori e dei pensionati, ai fondi pensione e alle casse previdenziali.<\/p>\n<p>Dopo aver intascato un\u00a0 miliardo con il Decreto Primo Maggio, si dichiarano d\u2019accodo sul \u201cPiano casa\u201d del governo per cercare di trattenere i giovani in Italia con le promesse, favorendo i grandi costruttori.<\/p>\n<p>Si prefiggono di continuare il \u201ddialogo\u201d con i sindacati sui contratti pirata (concorrenza sleale), ma sui salari \u00f9 falcidiati dall\u2019inflazione non concedono nulla. I profitti miliardari e i privilegi inauditi non si toccano.<\/p>\n<p><strong>Neoliberismo e capitalismo monopolistico di Stato<\/strong><\/p>\n<p>Il programma dei padroni combina misure tipiche del capitalismo monopolistico di Stato e del neoliberismo.<\/p>\n<p>Prevede un grande trasferimento di ricchezza e risorse pubbliche nelle mani dei monopoli industriali, favorendo la loro competizione sul piano internazionale.<\/p>\n<p>L\u2019intervento statale \u00e8 fondamentale per spingere avanti questo processo. Lo Stato finanzia infrastrutture e reti, supportando i capitalisti privati a tutti i livelli (fiscale, legislativo, etc.). Favorisce la formazione di nuovi monopoli.<\/p>\n<p>L\u2019economia di guerra, che macina profitti in questa fase, vede lo Stato borghese, con il Ministero della difesa alla testa,\u00a0 come attore fondamentale in campo strategico, del bilancio e degli investimenti, della gestione fiscale, dell\u2019export, a livello operativo, etc.<\/p>\n<p>L\u2019apparato statale diventa cos\u00ec sempre pi\u00f9 apertamente uno strumento economico, politico e ideologico dei monopoli pi\u00f9 forti e aggressivi.<\/p>\n<p>Risultato di questo fenomeno: sempre meno \u201cstato sociale\u201d e sempre pi\u00f9 \u201cstato militare\u201d autoritario, guerrafondaio e repressivo, sempre pi\u00f9 fascistizzazione.<\/p>\n<p><strong>Chi paga?<\/strong><\/p>\n<p>Le conseguenze sulla classe operaia sono prevedibili: licenziamenti, intensificazione dello sfruttamento con vecchi e nuovi metodi, aumento dei ritmi, dei morti e degli infortuni sul lavoro, ricatti, intimidazioni, repressione.<\/p>\n<p>Quelle sulle grandi masse: ulteriore riduzione della spesa pubblica sociale, sanitaria, pensionistica, che fanno aumentare le disuguaglianze sociali.<\/p>\n<p>Sulla natura: piena libert\u00e0 di saccheggiarla e devastarla.<\/p>\n<p>Su questi temi gli industriali hanno mostrato un allineamento col governo. Non si tratta solo di aver trovato il \u201cnemico comune\u201d nell&#8217;UE burocratica, ma di convergenze strategiche.<\/p>\n<p>Il governo Meloni ha fin dall\u2019inizio spianato la strada all\u2019offensiva padronale contro i lavoratori.<\/p>\n<p>Ne sono prova i decreti-sicurezza, l\u2019attacco continuo al diritto di sciopero (v. la direttiva anti-sciopero della Commissione di garanzia che estende alla logistica la 146), il riarmo per favorire le industrie belliche. E ora si propone per una nuova fase di attacco, mettedosi al completo servizio dei padroni.<\/p>\n<p><strong>L\u2019asse governo-padroni<\/strong><\/p>\n<p>Con l\u2019inasprimento delle difficolt\u00e0 dell\u2019economia italiana l\u2019asse esecutivo-capitalisti si \u00e8 consolidato su questioni chiave, come gli investimenti a lungo termine e il ruolo dello Stato come partner strategico delle imprese.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 in sintonia con le manovre del governo per ottenere la deroga sul Patto di stabilit\u00e0 UE, usando come leva di pressione la mancata attivazione di SAFE (prestito agevolato da 150 mld. per le spese militari).<\/p>\n<p>La premier ha decantato la flessibilit\u00e0 ottenuta dalla UE, pari a 13 miliardi in tre anni per investimenti nell\u2019energia (ossia per il nucleare), all\u2019interno della deroga di 1,5 punti percentuali del PIL annuo per la politica di guerra.<\/p>\n<p>Questi fondi assieme alla rimodulazione del PNRR per 2 miliardi, la revisione dei Fondi per la coesione e il Piano casa saranno cavalli da battaglia in campagna elettorale.<\/p>\n<p>Sono miliardi che andranno nei conti dei grandi capitalisti, dei palazzinari, dei mercanti di armi, non certo nelle tasche delle masse lavoratrici. Ma non \u00e8 tutto.<\/p>\n<p>Con la conversione in legge del DL Lavoro si legittima il sottosalario e si concedono altri fondi ai padroni.<\/p>\n<p>Si preparano il sesto decreto \u201csicurezza\u201d diretto contro i migranti e una manovra di bilancio antipopolare coperta dal fumo demagogico, sciovinista e razzista.<\/p>\n<p>A Montecitorio intanto si va verso il voto su una legge-truffa elettorale con un meccanismo premiale che favorisce la premier e spiana il terreno ad altre controriforme politiche ed economiche. Il parallelo storico \u00e8 con la legge fascista Acerbo, l\u2019obiettivo il Quirinale.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 procede parallelamente all\u2019attacco ai diritti sociali e al tentativo di cancellare l\u2019antifascismo, mentre si normalizzano il fascismo e la fascistizzazione che avanza nell\u2019alveo della marcia democrazia borghese.<\/p>\n<p><strong>Clima politico e risposta operaia e popolare<\/strong><\/p>\n<p>Il clima politico \u00e8 pesante, reazionario a 360 gradi. I bersagli centrali dell\u2019attacco restano la classe operaia e le masse lavoratrici, native e immigrate, mentre si procede con la melina del tavoli ministeriali utili a frenare, indebolire e isolare le vertenze dei 120 mila operai che rischiano il posto di lavoro (senza contare i tavoli regionali e l\u2019indotto).<\/p>\n<p>Per respingere l\u2019assalto padronale, reazionario e fascista, \u00e8 essenziale il fronte unico nelle fabbriche e negli altri luoghi di lavoro, imperniato sulla difesa intransigente degli interessi economici e politici della classe, sulla lotta per il salario, l\u2019occupazione, la salute, strettamente legate alla lotta per la difesa delle libert\u00e0 conquistate a prezzo del sangue, della pace, e inserite nel contesto della pi\u00f9 generale lotta per farla finita con un sistema che nega tutto questo, sfruttando e opprimendo sempre pi\u00f9.<\/p>\n<p>I lavoratori sfruttati non sono responsabili della crisi e dei debiti di capitalisti e politicanti, e non devono pagarne le conseguenze.<\/p>\n<p>Sono i padroni, i ricchi, i parassiti, i guerrafondai che devono pagare!\u00a0 Via il governo della miseria e della guerra! Fuori dalla NATO e dalla UE!\u00a0 Via le basi\u2008USA! Ritiro delle truppe inviate all\u2019estero!<\/p>\n<p>Il proletariato pu\u00f2 contare solo su s\u00e9 stesso, riprendendo fiducia nella propria forza, capacit\u00e0 di azione e lotta, di organizzazione del proprio movimento generale.<\/p>\n<p>Sperare in aiuti che cadano dal cielo o da fuori, restare passivi, lasciarsi ingannare da chi predica l\u2019attesa, la rinuncia all\u2019azione (salvo poi gettare sugli operai le proprie responsabilit\u00e0 e la propria inazione), avrebbe conseguenze disastrose per la classe sfruttata.<\/p>\n<p>L\u2019unit\u00e0 \u00e8 necessaria agli operai, ma nessuno dar\u00e0 loro l\u2019unit\u00e0, che si deve conquistare nella lotta. Oggi va fatta progredire con il lavoro e l\u2019organizzazione degli operai avanzati e combattivi.<\/p>\n<p><strong>Il baricentro dello scontro di classe e i compiti da risolvere<\/strong><\/p>\n<p>Nessuna illusione pu\u00f2 essere riposta nella fittizia opposizione liberal-riformista e socialdemocratica che \u00e8 il pi\u00f9 sicuro sostegno di un governo di infimo livello.<\/p>\n<p>Questa opposizione \u00e8 completamente imbevuta di \u201cspirito nazionale ed europeo\u201d, mentre si sposta su posizioni pi\u00f9 retrive, sostenendo gli interessi del grande capitale.<\/p>\n<p>Dopo il referendum sulla giustizia e le accuse di \u201cfallimento totale\u201d rivolte al governo questa falsa opposizione non ha fatto nulla per approfondire la sua crisi, ma hanno sostenuto Meloni nei\u00a0 momenti critici.<\/p>\n<p>Con l\u2019argomento che il governo era ormai fallito, si \u00e8 messa sull\u2019attesa, ha fermato e diviso le lotte.<\/p>\n<p>Abbiamo di fronte a noi un periodo di reazione ancora pi\u00f9 dura e pi\u00f9 nera, di riarmo e guerra, di fascistizzazione.<\/p>\n<p>Dobbiamo prepararci ad affrontarlo con gli strumenti ideologici, politici e organizzativi adeguati.<\/p>\n<p>Le classi sociali esistono obiettivamente e contano pi\u00f9 che mai. Sono pi\u00f9 distanziate e divise rispetto a ieri.<\/p>\n<p>Il conflitto di classe, motore della storia, rimane intenso, il suo baricentro non \u00e8 in Parlamento, ma nelle fabbriche e nelle piazze, nei territori, nella societ\u00e0; la polarizzazione avviene nelle condizioni materiali di vita, non nei teatrini istituzionali.<\/p>\n<p>\u00c8 su questo terreno di lotta che si sconfiggono i piani reazionari, con l\u2019unit\u00e0 che si realizza nelle battaglie quotidiane, non con il divisionismo e l\u2019autoreferenzialismo, totalmente dispersivi e inconcludenti!<\/p>\n<p>Di conseguenza i compiti che ha di fronte a s\u00e9 il proletariato non possono essere risolti con i partiti della sinistra borghese e le loro appendici che chiamano alla rassegnazione, all\u2019attesismo elettorale, ad adattarsi alle leggi reazionarie, alla politica guerrafondaia e liberticida.<\/p>\n<p>Da ci\u00f2 deriva la crescente importanza che rivestono due fattori, fra loro legati:<\/p>\n<p>\u2013 la necessit\u00e0 della formazione di un ampio fronte popolare, indipendente dai partiti borghesi e piccolo borghesi, non subordinato a logiche elettoraliste, con alla sua testa la classe operaia unita nella sua azione, per far retrocedere padroni e governo;<\/p>\n<p>\u2013 l\u2019indispensabilit\u00e0 di un partito rivoluzionario del proletariato, di tipo leninista, capace di unificare, mobilitare e dirigere il proletariato e i suoi alleati nella lotta per la conquista del potere politico, cos\u00ec da assicurare, con la collettivizzazione socialista dei mezzi di produzione, un futuro di lavoro, di pace e dignit\u00e0 alle masse lavoratrici.<\/p>\n<p><strong>Da Scintilla n. 161, luglio 2026<\/strong>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column][vc_column_text]La crisi dell\u2019industria italiana \u00e8 un fatto innegabile. 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