{"id":13911,"date":"2026-08-06T22:03:51","date_gmt":"2026-08-06T20:03:51","guid":{"rendered":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=13911"},"modified":"2026-08-06T22:53:33","modified_gmt":"2026-08-06T20:53:33","slug":"uruguay-lesperienza-dellalbania-socialista-e-il-presente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/uruguay-lesperienza-dellalbania-socialista-e-il-presente\/","title":{"rendered":"Uruguay: L&#8217;esperienza dell&#8217;Albania socialista e il presente"},"content":{"rendered":"<p><strong>Ricostruzione Comunista &#8211; Uruguay<\/strong><\/p>\n<p>Sebbene siano trascorsi ormai quasi 35 anni dal trionfo della controrivoluzione che ha fatto saltare in aria la conquista della rivoluzione proletaria in Albania e nonostante i tentativi della propaganda borghese e revisionista di seppellire storicamente il processo rivoluzionario del popolo albanese, per noi \u00e8 estremamente importante riportare all\u2019ordine del giorno l\u2019importanza di tenere sempre presente l\u2019eredit\u00e0 di progresso di questa esperienza e la sua rilevanza ai giorni nostri.<\/p>\n<p>Lo diciamo senza alcun intento nostalgico-folcloristico, ma perch\u00e9 \u00e8 necessario insistere sul fatto che ogni rivendicazione storica deve necessariamente collegarsi alla nostra pratica, o deve ispirarci nel suo miglioramento.<\/p>\n<p>Senza dubbio l&#8217;eredit\u00e0 del PLA e del compagno Enver Hoxha \u00e8 fonte di inquietudine per molti, soprattutto per coloro che si sforzano giorno dopo giorno di nascondere la storia sotto il tappeto, sapendo che essa li incrimina. Questo ha portato pi\u00f9 di una volta alla creazione di miti e accuse, come quella che il socialismo albanese sia frutto di prestiti sovietici, menzogne su un presunto dogmatismo e, nel peggiore dei casi, di pragmatismo senza principi o opportunismo, proprio come fanno attualmente dalle file del maoismo esperto nel vedere sempre la pagliuzza nell\u2019occhio altrui.<\/p>\n<p>Di fronte a ci\u00f2, \u00e8 necessario riproporre e insistere mille volte: come ha costruito il socialismo il popolo albanese e quali sono stati i suoi principali meriti e peculiarit\u00e0? Perch\u00e9 pi\u00f9 che mai dobbiamo difendere l\u2019eredit\u00e0 del PLA e diffonderla tra le masse?<\/p>\n<p>Innanzitutto, va sottolineato che il processo di costruzione del socialismo fu un percorso lungo e arduo, costellato di grandi successi e difficolt\u00e0, tenuto conto dell\u2019arretratezza della vecchia Albania feudale-borghese, ridotta in rovina da anni di sottomissione prima agli imperialisti e poi dai gravi danni causati dall\u2019invasione nazifascista.<\/p>\n<p>Fu qui che il Partito Comunista Albanese \u2014 in seguito PLA \u2014 guid\u00f2 la formazione del Fronte di Liberazione Nazionale (FLN), una forza che riuniva tutti i settori progressisti della societ\u00e0 albanese con l\u2019obiettivo di espellere gli invasori fascisti e smascherare i falsi \u201cpatrioti\u201d del Balli Komb\u00ebtar [1] e i loro alleati, primo ostacolo sulla via della liberazione della patria.<\/p>\n<p>Per dare un\u2019idea, quel paese con scarse relazioni di produzione capitalistiche, afflitto da residui feudali, fu quello che sub\u00ec i maggiori danni pro-capite una volta terminata la Seconda Grande Guerra imperialista, senza tuttavia impedire il successivo sviluppo n\u00e9 la collaborazione con il fronte antifascista mondiale.<\/p>\n<p>Se si traducono questi dati in cifre, si stima che, nonostante la piccola Albania contasse poco pi\u00f9 di un milione di abitanti prima dell\u2019inizio della guerra, il popolo albanese abbia sacrificato 28.000 martiri alla causa dell\u2019eliminazione del nazifascismo. A ci\u00f2 si aggiunga che, nonostante le condizioni sfavorevoli, il FLN riusc\u00ec a contare su circa 70.000 guerriglieri, i quali riuscirono a eliminare 27.000 soldati fascisti, ferirne pi\u00f9 di 21.000 e farne prigionieri 20.800, a cui si aggiunge anche un numero significativo di danni materiali.<\/p>\n<p>Come se non bastasse, una volta ottenuta la ritirata dell\u2019esercito tedesco, il FLN mobilit\u00f2 20.000 combattenti per la totale liberazione dei Balcani. (\u00abIl popolo albanese, partecipante attivo alla coalizione antifascista mondiale\u00bb, 1985)<\/p>\n<p>Una volta espulsi gli invasori nazifascisti, con lo stimolo e il finanziamento degli imperialisti anglo-americani, i rappresentanti degli interessi della piccola borghesia alleati con i \u00abnazionalisti\u00bb collaborazionisti delle truppe invasori, dimostrarono la loro disperazione nel vedere minacciati i propri interessi di classe scatenando la guerra civile, il che avrebbe costretto ancora una volta il FLN a prendere le armi e a scegliere tra la via della dipendenza economica e della sottomissione all\u2019imperialismo anglo-americano, proprio come aveva fatto re Zog con l\u2019imperialismo italiano, oppure intraprendere una dura lotta per l\u2019instaurazione di un nuovo regime di Democrazia Popolare.<\/p>\n<p>Lontani dall&#8217;immobilismo e dall&#8217;attesa passiva, emerge la solida convinzione dei comunisti albanesi nel difendere il territorio albanese e nell&#8217;organizzare non solo la resistenza, ma anche il passaggio alla Repubblica Popolare Democratica.<\/p>\n<p>I partigiani, con il Partito Comunista in testa, non esitarono un istante, e segno di ci\u00f2 fu il fatto che il 29 novembre 1944 venne instaurato lo Stato del Potere Popolare albanese, entrando in questa forma nel cammino della Rivoluzione Operaio-Contadina e della costruzione del socialismo.<\/p>\n<p>Senza concedere tregua nella promozione della rivoluzione socialista, fu immediatamente promulgata la legge di riforma agraria, accompagnata da un ambizioso piano di industrializzazione nel settore agricolo.<\/p>\n<p>Questo non fu un evento di secondaria importanza per quanto riguarda il progresso del popolo albanese nella lotta per i propri diritti, poich\u00e9 per la prima volta le terre sarebbero state distribuite ai contadini, mentre venivano completamente eliminati il latifondo e la propriet\u00e0 feudale della terra.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 avrebbe portato a un rapido compimento dei compiti democratico-borghesi e al consolidamento dell&#8217;alleanza operaio-contadina, creando cos\u00ec le condizioni per avanzare verso il socialismo in un paese a maggioranza contadina.<\/p>\n<p>Per farsi un&#8217;idea: prima dell&#8217;applicazione della legge, il 52,4% di tutte le terre dell&#8217;Albania era nelle mani dei grandi proprietari terrieri, mentre solo il 18,7% era distribuito tra i piccoli agricoltori e lo Stato; dopo questa misura i grandi proprietari terrieri possedevano solo il 16,4% del totale, il 43,17% sarebbe rimasto nelle mani dei piccoli contadini e il 34,6% era destinato agli ex contadini senza terra. Questo sarebbe stato il primo dei grandi passi da compiere da parte del nuovo Stato in materia di agricoltura.<\/p>\n<p>Parallelamente a queste misure, nelle citt\u00e0 si cominci\u00f2 ad attuare il Piano di industrializzazione dell&#8217;economia nazionale, che prese il via con la nazionalizzazione delle poche grandi industrie rimaste nel Paese.<\/p>\n<p>Questo settore dell&#8217;economia pass\u00f2 dal rappresentare il 3% del totale in mano allo Stato prima del processo di nazionalizzazione al 17% nel 1945 e all&#8217;89% nel 1946, dando chiari segnali della grande determinazione con cui il PLA e lo Stato albanese si erano assunti il compito di nazionalizzare e ricostruire il settore industriale.<\/p>\n<p>Come era prevedibile, i risultati si fecero visibili in modo notevole quasi immediatamente: gi\u00e0 nel 1945 si riusc\u00ec a eguagliare la produzione prebellica e nel 1948 si riusc\u00ec a raddoppiarla, il che dava anche segnali del successo della strategia di ripresa dell&#8217;economia nazionale albanese.<\/p>\n<p>Con queste misure, la Repubblica Popolare d&#8217;Albania intraprendeva il percorso di costruzione del socialismo e si prefiggeva l&#8217;obiettivo di passare da un&#8217;economia caratterizzata da rapporti feudali a un&#8217;economia agro-industriale. Fin dal Primo Congresso del Partito del Lavoro d\u2019Albania, il piano di sviluppo dell\u2019economia si basava sui seguenti principi:<\/p>\n<p>\u201c1) Lo sviluppo simultaneo e armonioso dell\u2019industria e dell\u2019agricoltura, considerando l\u2019industria come il ramo trainante dell\u2019economia e l\u2019agricoltura come il suo ramo di base.<\/p>\n<p>2) Lo sviluppo prioritario dell\u2019industria pesante, che \u00e8 il cuore dell\u2019industrializzazione socialista.<\/p>\n<p>3) I ritmi accelerati di sviluppo dell\u2019industria.<\/p>\n<p>4) Lo sviluppo dell\u2019industria in quelle direzioni che garantiscano e rafforzino il principio di affidarci alle nostre forze.<\/p>\n<p>5) Lo sviluppo prioritario dell\u2019industria pesante, senza trascurare l\u2019industria leggera e dei beni di consumo\u201d. (Banja \u2013 Toci).<\/p>\n<p>In questo percorso si cominciavano a gettare le fondamenta della nuova Albania sul piano materiale, mentre sul piano politico si rafforzava il governo degli operai e dei contadini, si stringevano i legami con i nuovi regimi di Democrazia Popolare e con l\u2019Unione Sovietica, e si respingevano le vessazioni degli imperialisti anglo-americani e dei loro burattini, i monarchico-fascisti greci, gli imperialisti italiani e successivamente la Jugoslavia di Tito, che non esit\u00f2 a preparare le proprie truppe per impedire l\u2019indipendenza dell\u2019Albania.<\/p>\n<p>Seguendo questa strada, sotto la guida del Partito del Lavoro d\u2019Albania, quel paese un tempo semifeudale con il reddito nazionale pi\u00f9 basso d\u2019Europa, sprofondato nell\u2019arretratezza, nella fame e nello sfruttamento, riesce ad entrare negli anni \u201960 avendo consolidato la costruzione della base economica del socialismo e comincia a proporsi di compiere un salto da un\u2019economia agro-industriale a un\u2019economia industriale-agricola.<\/p>\n<p>A tal fine, miglior\u00f2 la propria tecnica, svilupp\u00f2 la propria industria e miglior\u00f2 anche le condizioni di vita del proprio popolo, che all\u2019epoca non conosceva affatto la disoccupazione, aveva libero accesso a tutti i livelli di istruzione e, soprattutto, aveva i mezzi di produzione e il potere dello Stato nelle proprie mani.<\/p>\n<p>A testimonianza di questi risultati, la produzione agricola, che aveva iniziato a progredire con la collettivizzazione nel 1956, complet\u00f2 questo processo nel 1967.<\/p>\n<p>Pass\u00f2 cos\u00ec da 201.000 tonnellate nel 1950 a 887.000 tonnellate nel 1985, triplicando la resa per ogni ettaro coltivato, un dato che la dice lunga sui magnifici progressi tecnici della produzione agricola albanese, che nel 1976 raggiunse l\u2019autosufficienza nella produzione di cereali da panificazione, assicurandosi cos\u00ec gran parte della propria sovranit\u00e0 alimentare.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda la produzione industriale, pass\u00f2 da 442 milioni di lek (moneta della RPA) nel 1950 a 16.082 milioni nel 1985, di cui 10.224 relativi all\u2019industria pesante. A dimostrazione dell&#8217;importanza di questi successi, un articolo dell&#8217;epoca sottolineava nel 1981 che in soli tre giorni si raggiungeva la produzione totale prebellica.<\/p>\n<p>In un articolo pubblicato sulla rivista \u00abAlbania Oggi\u00bb, il professor Papajorgji sottolineava che \u00abgli elevati indici di sviluppo dei principali settori industriali sono illustrati dai seguenti dati comparativi: nel 1980 la produzione di energia elettrica \u00e8 aumentata di 14 volte, l\u2019estrazione di carbone di 4,5 volte, quella di cromo di 4 volte, quella di rame di 25 volte, la produzione dell\u2019industria chimica di 50 volte, quella dell\u2019industria meccanica di 21 volte, ecc., rispetto al livello del 1960\u00bb.<\/p>\n<p>Con questo riteniamo di poter mostrare chiaramente i successi della costruzione socialista in materia economica. Vale solo la pena chiarire una questione: non sono pochi i \u201ccritici\u201d che sottolineano che il successo dell\u2019economia albanese e i risultati del socialismo in Albania furono dovuti all\u2019aiuto prestato prima dalla Jugoslavia e poi dall\u2019URSS e dalla Cina. Questo \u00e8 totalmente falso.<\/p>\n<p>Sebbene non si possa assolutamente sottovalutare l\u2019aiuto internazionalista fornito dal popolo sovietico una volta liberato il Paese dagli occupanti nazifascisti, n\u00e9 gli incentivi materiali concessi dai revisionisti jugoslavi insieme agli accordi commerciali vantaggiosi raggiunti con la Cina, bisogna riconoscere il merito strategico del Partito del Lavoro d&#8217;Albania nel stringere le sue alleanze e nell&#8217;utilizzare gli aiuti economici come dimostrazione dell&#8217;importanza di saper sfruttare le contraddizioni secondo il principio della flessibilit\u00e0 tattica e della tenacia nei principi: l&#8217;aspetto principale \u00e8 sempre stato la costruzione del socialismo e il mantenimento del potere popolare.<\/p>\n<p>In questo senso, a differenza di altri paesi membri del COMECON o della stessa Jugoslavia, il PLA ha sempre confidato nelle capacit\u00e0 del proprio popolo e nelle risorse dei propri territori e si \u00e8 attenuto alle leggi fondamentali del marxismo-leninismo per quanto riguarda la costruzione economica del socialismo. Nonostante i ricatti esterni, ha dato priorit\u00e0 allo sviluppo della propria industria pesante come motore dell&#8217;economia, applicando la legge dello sviluppo sostenuto delle forze produttive e della loro crescita ampliata come unica forma per raggiungere la sovranit\u00e0 economica e politica.<\/p>\n<p>Dopo aver interrotto le relazioni con la Cina nel 1978, lo Stato albanese \u00e8 stato un esempio di autosufficienza, sopravvivendo a un feroce blocco da parte delle potenze occidentali, dell\u2019Unione Sovietica e della Cina, accompagnato da azioni di sabotaggio interno ed esterno da parte dei nemici del socialismo.<\/p>\n<p>Durante tutto quel periodo, la piccola Albania ha mostrato come si debba commerciare da pari a pari con i paesi capitalisti, come difendere la propria sovranit\u00e0 e, fondamentalmente, come sviluppare il socialismo basandosi sulle proprie forze, cosa che senza dubbio \u00e8 stata possibile grazie alle scelte giuste e al buon uso della crescita economica di altri periodi.<\/p>\n<p>In definitiva, la grande eredit\u00e0 dell&#8217;Albania socialista e del Partito del Lavoro \u00e8 questa: credere e dimostrare nella pratica l&#8217;assoluta superiorit\u00e0 del socialismo come modo di produzione nelle condizioni di un piccolo paese montuoso, semifeudale e sperduto nei Balcani, che in meno di 50 anni si \u00e8 trasformato da paese semifeudale a paese altamente sviluppato in cui il popolo decideva del proprio destino.<\/p>\n<p>Alla luce della Storia, vediamo come la Repubblica Popolare d\u2019Albania non abbia esitato n\u00e9 si sia nascosta dietro scuse quando si \u00e8 trattato di unire, organizzare e armare il proprio popolo, prima contro gli occupanti, poi contro la reazione interna e gli attacchi incessanti dell\u2019accerchiamento imperialista-revisionista.<\/p>\n<p>Inoltre, nonostante la sua esigua estensione territoriale e lo scarso sviluppo delle sue forze produttive, \u00e8 stata in grado di andare avanti e superare i limiti della Rivoluzione Democratica Popolare senza fermarsi a met\u00e0 strada, evitando cos\u00ec di mandare all\u2019aria la lotta come \u00e8 invece accaduto ad altre Repubbliche Popolari che non sono mai passate all\u2019edificazione della Societ\u00e0 Socialista [2].<\/p>\n<p>In definitiva, questa esperienza ci dimostra e ci serve da esempio di come un popolo e il suo Partito Marxista-Leninista possano, attraverso una corretta assimilazione e applicazione delle leggi fondamentali del marxismo-leninismo, superare i limiti geografici (la superficie dell\u2019Albania pu\u00f2 essere paragonabile a quella della Galizia e della Catalogna in Spagna, alle province di Misiones e Tucum\u00e1n in Argentina o a un sesto di un piccolo paese come l\u2019Uruguay), un\u2019eredit\u00e0 economica povera e un accerchiamento imperialista-revisionista estremamente ostile.<\/p>\n<p>Quanto sopra ci insegna oggi che di fronte alle peggiori difficolt\u00e0 \u00e8 necessario confidare nel popolo, unirsi e poter cos\u00ec avanzare verso gli obiettivi della Rivoluzione Socialista.<\/p>\n<p>L&#8217;Albania socialista non si arrese di fronte alla superiorit\u00e0 numerica ed economica dei nazifascisti, costru\u00ec le basi economiche del socialismo nonostante le pressioni del socialimperialismo sovietico e raggiunse l&#8217;indipendenza economica nonostante le pretese dei revisionisti cinesi.<\/p>\n<p>L&#8217;eroica lotta del popolo albanese fu anche un faro per migliaia e migliaia di rivoluzionari che combatterono contro l&#8217;imperialismo e la borghesia nel corso del XX secolo e una guida per i nuovi partiti marxisti-leninisti formatisi in quell&#8217;epoca.<\/p>\n<p>Bisogna anche menzionare brevemente l\u2019eredit\u00e0 teorica formulata dal PLA e dal compagno Enver Hoxha durante questa esperienza, anch\u2019essa di inestimabile valore.<\/p>\n<p>Se si esamina nell\u2019insieme l\u2019opera sia di Enver Hoxha che dei vari quadri del PLA, si pu\u00f2 constatare che l\u2019Albania non era affatto lo \u00abStato socialista ribelle e isolato\u00bb n\u00e9 Hoxha \u00abcolui che le cantava a Krusciov\u00bb.\u00a0 Questo non \u00e8 altro che parte della caricatura rimasta come eredit\u00e0 della nostalgia e della rivendicazione folcloristica.<\/p>\n<p>In oltre 40 anni il PLA ha lasciato un&#8217;eredit\u00e0 teorica inestimabile per i partiti marxisti-leninisti di oggi, poich\u00e9 essa spazia dai primi passi della costruzione del partito marxista-leninista, al suo processo di rivoluzionarizzazione e alla lotta contro la burocrazia; tutto ci\u00f2 che riguarda l\u2019unit\u00e0 del Partito e della classe operaia con le altre classi, il contributo notevole rappresentato dagli scritti sul rapporto tra il Partito e le masse, il ruolo dei quadri e il lavoro della giovent\u00f9 manifestatosi soprattutto nelle lotte interne del decennio degli anni \u201970; le vie per il superamento della contraddizione tra campagna e citt\u00e0 e tra lavoro intellettuale e lavoro manuale; per non parlare di tutto ci\u00f2 che riguarda la lotta contro il revisionismo e la costruzione economica del socialismo.<\/p>\n<p>Va da s\u00e9 che quanto detto sopra \u00e8 solo un accenno e che l&#8217;intero patrimonio teorico e politico meriterebbe un&#8217;opera a s\u00e9 stante, ma senza ombra di dubbio si pu\u00f2 affermare mille volte che l&#8217;opera del PLA non ha nulla da invidiare a nessuno e mantiene una particolare attualit\u00e0 anche oggi.<\/p>\n<p>Per quanto lontani possano sembrare, i successi conquistati dal proletariato albanese e dal suo Partito, lungi dall\u2019essere oggetto di una rivendicazione nostalgica,devono necessariamente costituire un faro costante, un orientamento pi\u00f9 che pertinente per i Partiti marxisti-leninisti di oggi.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 ci insegna la grande capacit\u00e0 che hanno i popoli di superare le difficolt\u00e0 pi\u00f9 dure, purch\u00e9 siano guidati da un Partito comunista ispirato al marxismo-leninismo.<\/p>\n<p>Non esistono infatti limiti geografici n\u00e9 legati allo sviluppo economico che impediscano alla classe operaia di prendere il potere e costruire il proprio destino.<\/p>\n<p>Oggi, in un contesto in cui prevalgono interpretazioni che riducono i problemi delle masse all\u2019adattamento individuale e indeboliscono la prospettiva di trasformazione sociale, l\u2019esperienza dell\u2019Albania socialista ripropone un tema centrale: la possibilit\u00e0 concreta di costruire il socialismo in condizioni avverse, basandosi sull\u2019organizzazione consapevole della classe operaia e sulla guida del suo Partito marxista-leninista.<\/p>\n<p>Lungi dall\u2019essere un aneddoto del passato o un riferimento meramente storico, lo sviluppo promosso dal Partito del Lavoro d\u2019Albania dimostra che la costruzione socialista non \u00e8 un\u2019astrazione, ma un processo reale, con risultati verificabili nella trasformazione delle condizioni materiali della societ\u00e0.<\/p>\n<p>In questo senso, difendere la sua eredit\u00e0 non implica una rivendicazione formale n\u00e9 la ripetizione di slogan, ma il recupero di un\u2019esperienza concreta che permetta di riportare al centro la questione della costruzione del socialismo come problema pratico e attuale.<\/p>\n<p><strong>Ricostruzione Comunista \u2013 Uruguay<\/strong><\/p>\n<p>Aprile 2026<\/p>\n<p>Note:<\/p>\n<p>[1] Il Balli Komb\u00ebtar era un\u2019organizzazione \u201cnazionalista\u201d borghese fondata nel 1942 come presunta resistenza repubblicana, ma dal profilo marcatamente anticomunista. Durante la Seconda Guerra Mondiale, collabor\u00f2 con l\u2019occupazione nazista tedesca nella lotta contro il movimento partigiano guidato dal Partito del Lavoro d\u2019Albania. Il suo programma coniugava il nazionalismo territoriale (compresa l\u2019idea di una \u00abGrande Albania\u00bb) con la difesa della propriet\u00e0 privata, il che lo collocava oggettivamente nel campo controrivoluzionario di fronte all\u2019avanzata della lotta del Fronte di Liberazione guidato dal PLA.<\/p>\n<p>[2] La questione meriterebbe un articolo a s\u00e9 stante, ma lo studio delle democrazie popolari \u00e8 un esempio molto chiaro di come la presa del potere da parte delle masse popolari sia solo il primo passo. Bisogna riconoscere come le democrazie popolari dell\u2019Europa dell\u2019Est abbiano vacillato rapidamente di fronte alle pressioni della reazione interna ed esterna, senza riuscire a compiere il salto dalla repubblica popolare alla repubblica socialista. La storiografia revisionista attribuisce sempre alla reazione la responsabilit\u00e0 della degenerazione dei processi rivoluzionari (soprattutto in Ungheria e Cecoslovacchia) minimizzando i costanti tentativi di attenuare la lotta di classe. La coerenza e la perseveranza sulla via rivoluzionaria da parte dell\u2019Albania socialista non sono altro che il risultato dell\u2019innumerevole serie di epurazioni per le quali vengono tanto criticati il PLA e, in particolare, Enver Hoxha.<\/p>\n<p><strong>Da \u201cUnit\u00e0 e Lotta\u201d n. 52, Organo della Conferenza Internazionale di Partiti e Organizzazioni Marxisti-Leninisti\u00a0 &#8211; CIPOML<\/strong><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ricostruzione Comunista &#8211; Uruguay Sebbene siano trascorsi ormai quasi 35 anni dal trionfo della controrivoluzione che ha fatto saltare in [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":13907,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[84,104,99],"tags":[108],"class_list":["post-13911","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cipoml","category-internazionale","category-memoria-storica","tag-home"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13911","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13911"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13911\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13912,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13911\/revisions\/13912"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13907"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13911"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13911"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13911"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}