{"id":13992,"date":"2026-08-20T10:20:18","date_gmt":"2026-08-20T08:20:18","guid":{"rendered":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=13992"},"modified":"2026-08-20T10:20:34","modified_gmt":"2026-08-20T08:20:34","slug":"carceri-italiane-specchio-della-societa-borghese-oppressiva-e-repressiva","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/carceri-italiane-specchio-della-societa-borghese-oppressiva-e-repressiva\/","title":{"rendered":"Carceri italiane, specchio della societ\u00e0 borghese oppressiva e repressiva"},"content":{"rendered":"<p><em>Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente contributo sulle drammatiche condizioni di detenzione esistenti nel nostro paese<\/em><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>La pubblicazione del XXII Rapporto annuale dell&#8217;associazione Antigone sullo stato delle carceri italiane, intitolato &#8220;Tutto chiuso&#8221;, disegna una situazione generale parossistica, aggravata dalle condizioni disumane in cui le persone ristrette sono gettate, durante un&#8217;estate di fuoco, alla merc\u00e9 di disfunzioni strutturali e di carenze di servizi di base (dall&#8217;assistenza sanitaria alle difficolt\u00e0 di rapporti con l&#8217;esterno, dal sovraffollamento alla repressione delle minoranze, degli emarginati, dei migranti).<\/p>\n<p>A corollario di questo Rapporto pubblicato nel maggio scorso, durissimo ed inesorabilmente critico verso il sistema, le notizie che arrivano dalle prigioni durante quest&#8217;estate vedono difficolt\u00e0 incredibili quotidiane che favoriscono proteste e suicidi, accanto all&#8217;aumento costante della popolazione carceraria, a crolli di vecchie strutture (Regina Coeli su tutte) che causano una invivibilit\u00e0 nelle singole celle riempite all&#8217;inverosimile, a continue nuove disposizioni ministeriali restrittive delle residue libert\u00e0 individuali e collettive,<\/p>\n<p>I dati raccolti dall&#8217;associazione Antigone sono numerosissimi e chiariscono i vari aspetti della vita carceraria negli istituti italiani. Nel totale delle case di pena (189) sono ristrette, al 30 aprile 2026, 64.436 persone, di cui 2.844 donne (il 4,4% dei presenti) e 20.307 stranieri (vale a dire, il 31,5% del totale). Oltre a ci\u00f2, \u00e8 importante sapere che negli ultimi 12 mesi il numero dei carcerati \u00e8 aumentato di 1.991 unit\u00e0, a fronte d&#8217;un incremento di 1.148 persone recluse nei 12 mesi precedenti. Ci\u00f2 sta a significare che negli istituti di pena ci finiscono persone in numeri in costante crescita ogni anno, andando a peggiorare il sovraffollamento strutturale.<\/p>\n<p>Nonostante il &#8220;Piano carceri&#8221; promosso dal governo, i posti disponibili nel sistema penitenziario sono globalmente diminuiti. A fine aprile 2026, la capienza regolamentare era di 51.265 posti, ma tuttavia quelli realmente disponibili erano solo 46.318. Vale a dire che, rispetto al numero totale di persone detenute e di posti disponibili, c&#8217;\u00e8 un eccesso enorme, concreto e reale, di presenze. Di qui \u00e8 facile capire che il crescente sovraffollamento carcerario rende impossibile una gestione &#8220;umana&#8221; della detenzione e annulla di fatto i diritti dei detenuti.<\/p>\n<p>Circa 140% \u00e8 infatti il tasso di sovraffollamento attuale a livello nazionale.<\/p>\n<p>In particolare, &#8220;<em>sono ormai 73 gli istituti penitenziari in cui il tasso di affollamento \u00e8 pari o superiore al 150%, 8 quelli in cui ha superato il 200%. Si tratta di Lucca (240%), Foggia (225%), Grosseto (213%), Lodi (212%), Milano San Vittore (210%), Brescia Canton Monbello (210%), Udine (210%), Latina (204%)<\/em>&#8221; scrive il Rapporto. Sui 189 istituti penitenziari, solo 22 sono ancora con livelli &#8220;regolari&#8221; di affollamento.<\/p>\n<p>Lo spazio regolamentare sarebbe quello di 3 mq a persona. La totale insufficienza di questi spazi ha dato luogo a migliaia di ricorsi da parte dei detenuti. Anche tali ricorsi sono in crescita costante e veniamo a sapere che, solo tra il 2018 ed il 2024, oltre 70.000 ricorsi per trattamento inumano o degradante sono stati accolti dai tribunali. Il che non ha per\u00f2 dato adito ad alcun cambiamento sostanziale. Lo Stato italiano prende in giro due volte i propri detenuti.<\/p>\n<p>Sono in crescita le persone che in carcere stanno scontando una condanna definitiva, passando dal 74,8% dei presenti al 75,4% nell&#8217;ultimo anno. Sono invece in diminuzione coloro che stanno in custodia cautelare. Il Rapporto spiega l&#8217;attuale sovraffollamento con l&#8217;allungamento globale delle pene detentive e lo dimostra con le cifre ad oggi disponibili.<\/p>\n<p>Ma Antigone ci racconta anche che la criminalit\u00e0 in Italia negli ultimi sei anni \u00e8 sostanzialmente stabile. I delitti totali registrati nel 2024 infatti ammontano a circa 2,4 milioni, un valore praticamente identico a quello del 2018 quando era pari a 2,37 milioni: una variazione dell&#8217;1,2% in sei anni che non evidenzia alcun allarme sociale. I furti addirittura diminuiscono: da 1,19 milioni nel 2018 a 1,05 milioni nel 2024. Continuano poi a calare anche gli omicidi ed i femminicidi.<\/p>\n<p>Al contrario, aumenta l&#8217;et\u00e0 media dei detenuti e soprattutto crescono gli &#8220;over 50&#8221; come conseguenza di condanne molto lunghe. Sono in aumento anche i pi\u00f9 giovani, gettati in carcere a 18-20 anni in numero crescente, spesso per microreati legati a povert\u00e0, vuoto educativo e culturale, disagio ed emarginazione, assuefazione all\u2019aggressivit\u00e0 come stile di vita, uso di sostanze.<\/p>\n<p>Con le recenti misure governative di maggiore repressione nei confronti dei giovanissimi, si assister\u00e0 all&#8217;aumento esponenziale della carcerazione per questa fascia d&#8217;et\u00e0.<\/p>\n<p>Sono purtroppo in notevole calo le cosiddette &#8220;misure alternative&#8221; (detenzione domiciliare, affidamento ai servizi sociali, soprattutto), che favorirebbero invece non poco un parziale svuotamento delle prigioni. Ed allora il Rapporto di Antigone dimostra facilmente come gli ultimi provvedimenti governativi vada diritto verso un inasprimento delle pene, un aumento della repressione, un ordinamento sostanzialmente punitivo di alcune fasce della popolazione.<\/p>\n<p>Sono infatti ben 57 i nuovi reati e pi\u00f9 di 60 le nuove aggravanti introdotte dal governo Meloni, che vanno a rimodellare in chiave marcatamente securitaria l&#8217;impianto del Codice penale italiano di origine fascista.<\/p>\n<p>La spinta repressiva ha interessato anche il diritto amministrativo, con l&#8217;introduzione di pi\u00f9 di 30 nuove sanzioni pecuniarie e interdittive, utilizzate come strumento di controllo preventivo e di stigmatizzazione della marginalit\u00e0. &#8220;<em>Questa architettura repressiva non ha eguali nella storia recente<\/em>&#8221; avverte Antigone e non si pu\u00f2 non concordare con l&#8217;affermazione.<\/p>\n<p>Lo sbandierato \u2013 da anni \u2013 Piano carcerario di costruzione di nuovi penitenziari non solo non \u00e8 una risposta alla sostanza del problema (perch\u00e9 si va in carcere?), ma \u00e8 una vera e propria frottola orchestrata tra i Ministeri della Giustizia e dei Trasporti, i quali si rimpallano le responsabilit\u00e0, i ritardi, la ricerca dei finanziamenti.<\/p>\n<p>Continuando a leggere i dati messi a disposizione dal Rapporto, ne appare uno di particolare gravit\u00e0. Solo il 40% di chi \u00e8 in carcere oggi \u00e8 alla prima detenzione. Il resto ha gi\u00e0 scontato altre carcerazioni, fino ad un 2,7% che \u00e8 gi\u00e0 oltre alla decima volta che entra in un istituto di pena. Sta di fatto che circa il 60% dei detenuti \u00e8 recidivo o addirittura ultra-recidivo. E&#8217; evidente il fallimento d&#8217;un sistema, oltretutto molto costoso per l&#8217;economia di uno Stato &#8220;moderno&#8221;, sedicente &#8220;democratico&#8221;, ma in realt\u00e0 organo di oppressione e repressione di classe con la sua forza che \u201c<em>consiste anzitutto in distaccamenti speciali di uomini armati che dispongono di prigioni<\/em>\u201d (Lenin).<\/p>\n<p>E ci\u00f2 \u00e8 anche dimostrato da come si vive all&#8217;interno delle carceri, dove ogni tentativo di &#8220;riabilitazione&#8221;, di lavoro, di formazione, naufraga davanti alle difficolt\u00e0 burocratiche crescenti. Negli ultimi anni, un mare di nuove circolari del DAP (il Dipartimento dell&#8217;Amministrazione penitenziaria, facente parte del Ministero della Giustizia) e di ordinanze estemporanee delle autorit\u00e0 locali giudiziarie ha creato una situazione di blocco di servizi, di rapporti tra detenuti, di vivibilit\u00e0 complessiva, di corsi scolastici e di formazione, di visite.<\/p>\n<p>Anche il diritto all&#8217;affettivit\u00e0, pur normato da anni a livello europeo e nazionale e riconosciuto da una sentenza della Corte costituzionale del 2024, non \u00e8 assicurato che ad una minoranza di detenuti. Sono poche le carceri (meno di dieci in tutto) che garantiscono i colloqui intimi.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda poi il cosiddetto &#8220;circuito dell&#8217;Alta Sicurezza&#8221;, al 7 aprile 2026 le persone ivi detenute erano 9.264, pari al 14,49% del totale dei ristretti nelle carceri. Dai dati raccolti durante l\u2019attivit\u00e0 di monitoraggio di Antigone svolta nel 2025, dei detenuti inseriti in Alta Sicurezza, il 96,7% sono assegnati al sottocircuito AS3, l\u20190,9% al sottocircuito AS2 e l\u20191,7% in AS1. Al 31 dicembre 2025 gli ergastolani erano 1.901, di cui 143 gli stranieri (7,5%). La stragrande maggioranza di queste persone &#8220;godono&#8221; di un rinnovo del loro trattamento praticamente automatico. Tra il 1\u00b0 gennaio e il 31 ottobre 2025, sono state ben 232 le persone ristrette al 41-bis destinatarie di un provvedimento di proroga.<\/p>\n<p>L&#8217;attuale governo, con un ministro della Giustizia come Carlo Nordio che \u00e8 strumento di un progetto autoritario, sta mettendo in atto un piano per concentrare i detenuti al 41-bis in sole 7 carceri di massima sicurezza, ma soprattutto in quelle della Sardegna (Nuoro, Cagliari e Sassari). Sono anche in aumento costante i detenuti costretti in isolamento disciplinare.<\/p>\n<p>Un &#8220;naturale&#8221; risultato di queste politiche repressive \u00e8 rappresentato dal numero crescente di aggressioni al personale penitenziario (2.154 nel 2024 e 2.423 nel 2025, con un incremento del 12,4%) e di aggressioni tra detenuti (3.356 nel 2021 e 5.812 nel 2025, con un incremento del 73%).<\/p>\n<p>Secondo i dati pubblicati dal Garante Nazionale, le rivolte carcerarie sarebbero state 7 nel 2024 e 4 nel 2025. Va da s\u00e9 che, in forza degli ultimi provvedimenti legislativi securitari (Decreto sicurezza dell\u201911 aprile del 2025, poi D.L. 48\/2025, convertito nella L. 80\/2025), tale numero sar\u00e0 in calo ulteriore. La nuova fattispecie rubricata &#8220;Rivolta all&#8217;interno di un istituto penitenziario&#8221;, all&#8217;art. 415-bis del Codice penale, ha gi\u00e0 dato una prima conseguenza: dalla primavera 2025 a oggi sono stati avviati procedimenti penali per fatti accaduti in almeno cinque istituti: Belluno (8 imputati), Bologna IPM (10 giovani detenuti), Latina (6 imputati, con tre misure cautelari), Prato (due episodi distinti, 5 e 10 imputati) e Rovigo IPM (4 giovani indagati).<\/p>\n<p>Sono in deciso calo (-17,8% in un anno) le manifestazioni di sciopero della fame e della sete. Ma anche i tentati suicidi sono in diminuzione (-4,7% nell&#8217;ultimo anno preso in considerazione). Il Garante Nazionale sottolinea come, nei 30 istituti in cui si sono verificati pi\u00f9 tentati suicidi, complessivamente sono stati registrati oltre 1.100 tentativi di suicidio nell\u2019arco del 2025. Ci\u00f2 equivale ad una media di circa 3 episodi al giorno.<\/p>\n<p>I suicidi nel 2025 sono stati ben 82, mentre, solo nei primi quattro mesi del 2026, si sono gi\u00e0 tolte la vita 24 persone. I dati restano quindi allarmanti e rivelano in modo lampante le condizioni e le relazioni di potere che rendono insopportabile la vita per molti detenuti. Il pi\u00f9 giovane suicida in assoluto \u00e8 stato un minore straniero non accompagnato di soli 17 anni, arrivato in Italia dalla Tunisia. Si \u00e8 tolto la vita a met\u00e0 agosto 2025, dopo sole poche ore di detenzione nel Centro di prima accoglienza dell&#8217;Istituto penale per minorenni di Treviso.<\/p>\n<p>Inoltre, pi\u00f9 di 2.000 atti autolesivi registrati ogni 10.000 detenuti significa che, mediamente, un detenuto su 5 compie gesti di autolesionismo. Sono anche in aumento costante i decessi &#8220;naturali&#8221; o per malattia tra le mura delle carceri: 148 morti nel 2021, 254 nel 2025. Senza dubbio il fenomeno \u00e8 conseguente alle crescenti condizioni precarie di salute, di igiene, di sovraffollamento ed invivibilit\u00e0 degli istituti penitenziari.<\/p>\n<p>Ma un altro dato presenta una situazione preoccupante e poco nota: tra il 2025 ed il 2026, si sono registrati ben 7 suicidi tra le detenute donne. Il numero si rivela altissimo in relazione al totale delle carcerate (2,2 ogni 1.000 donne, a fronte d&#8217;una incidenza nelle carceri maschili di suicidi di 1,3 ogni 1.000 detenuti). Al 31 marzo 2026 le carceri italiane ospitavano 2.804 donne, pari al 4,4% della popolazione detenuta, un dato sostanzialmente stabile nei decenni. Le tre carceri femminili (Roma, Venezia, Trani) ospitano complessivamente 501 donne, quindi meno di un quinto del totale. Le altre sono ospitate in sezioni femminili collocate in carceri a prevalenza maschile, con conseguenze di notevole stress sulle detenute.<\/p>\n<p>La mancata tutela della salute mentale in carcere rimane una delle problematiche pi\u00f9 ricorrenti osservata da Antigone. E i dati peggiorano rispetto allo scorso anno. Si fa largo uso di sedativi, ipnotici, ma anche di stabilizzanti dell&#8217;umore, antipsicotici e antidepressivi. Antigone ha inoltre registrato 123 Trattamenti Sanitari Obbligatori su persone detenute, raddoppiati rispetto allo scorso anno. La presenza di psichiatri e psicologi \u00e8 ufficialmente assicurata nel corso della settimana, ma con una continuit\u00e0 che varia da istituto a istituto.<\/p>\n<p>Di un altro problema si \u00e8 occupato il Rapporto di Antigone, relativo alla presenza di bambini nelle carceri. Al 31 marzo 2026, infatti, gli istituti penitenziari italiani ospitavano 26 bambini al seguito delle loro 22 madri detenute, 11 delle quali straniere. I bambini si trovano a Milano San Vittore (8), a Lauro (7), a Torino (6), a Roma (3), a Milano Bollate (1) e a Messina (1). Al 30 aprile 2025 erano 11 i bambini che vivevano in carcere con le loro 11 madri detenute. A met\u00e0 del 2025 aveva raggiunto le 19 unit\u00e0 e le 26 alla fine dell\u2019anno passato.<\/p>\n<p>Anche in questo caso, il Decreto sicurezza, convertito nella Legge 80\/25, ha peggiorato la situazione della presenza di ragazze-madri nelle celle italiane.<\/p>\n<p>Altro dato su cui Antigone ha posto significativamente l&#8217;attenzione \u00e8 quello relativo alla presenza di immigrati nelle carceri. Al 1\u00b0 gennaio 2026 le persone di cittadinanza straniera regolarmente presenti sul territorio italiano erano 5 milioni e 560 mila, in aumento di 188 mila individui (+3,5%) rispetto all\u2019anno precedente, con un\u2019incidenza sulla popolazione totale del 9,4%. Di costoro, appena lo 0,4% del numero complessivo \u00e8 ristretto nelle carceri. Ma, al 30 aprile 2026 nelle carceri italiane vi erano 64.412 persone, di cui 20.307 stranieri, pari al 31,5% del totale. Uno squilibrio macroscopico evidente, da porre in relazione alla necessit\u00e0 della classe dominante di disciplinare la forza-lavoro immigrata, trasformando la questione migratoria in una questione penale. Nonostante ci\u00f2, tale presenza di &#8220;stranieri&#8221; nelle carceri italiane \u00e8 fortemente diminuita, se solo si pensa che, tra il 2008 ed il 2009, l&#8217;incidenza di carcerati non italiani raggiungeva il 37%.<\/p>\n<p>La maggior parte delle persone straniere ristrette nelle prigioni italiche appartengono soprattutto all&#8217;area dei condannati in via non definitiva. Tra gli uomini, la nazionalit\u00e0 maggiormente rappresentata \u00e8 quella marocchina, seguita dalla tunisina, poi romena, albanese, egiziana, nigeriana, senegalese, algerina. Tra le donne sono prevalenti quelle di nazionalit\u00e0 romena, poi nigeriana, marocchina, bosniaca, ecc.<\/p>\n<p>La carcerazione di stranieri colpisce soprattutto gli strati giovanili. Inoltre, il Rapporto fa notare che a reati pi\u00f9 gravi e pene detentive maggiori corrispondono in modo inversamente proporzionale gli stranieri detenuti. Cio\u00e8, molte presenze sono per piccoli reati mentre c&#8217;\u00e8 scarsa incidenza di immigrati nella fascia di reati con pene lunghe.<\/p>\n<p>Molto importante, alla luce di questi dati sulla notevole presenza di persone straniere nelle carceri italiane, sarebbe l&#8217;ausilio di personale di mediazione culturale. Ebbene, il rapporto tra i mediatori culturali ed i carcerati di origine estera \u00e8 di 1,7 a 100. Del tutto insufficiente, ma il budget del Ministero non lo permette. A proposito proprio del finanziamento riservato dal governo Meloni e dal Ministero della Giustizia al DAP, si rileva un incremento seppur lieve rispetto all&#8217;anno passato. Ma va aggiunto anche che tale maggiore finanziamento \u00e8 totalmente assorbito da miglioramenti economici riservati al personale penitenziario. Parallelamente, il Fondo per la giustizia minorile e di comunit\u00e0 continua a diminuire.<\/p>\n<p>Il Rapporto si occupa anche del personale di controllo delle carceri e del personale amministrativo. Si registra, secondo Antigone, una forte carenza di organico anche tra i direttori degli istituti penitenziari, settore in cui ci sono ben 42 dirigenti in meno. Mancano pure molti educatori, soprattutto in alcune carceri del nord. Tra il personale di controllo, sono presenti 31.667 agenti in servizio, praticamente uno ogni due prigionieri. Ma in alcune carceri (in Lombardia, Abruzzo ed Umbria) l&#8217;organico \u00e8 in notevole difetto.<\/p>\n<p>I 20 istituti penali per minorenni &#8220;ospitano&#8221; ben 581 giovani detenuti, cio\u00e8 il 52,5% in pi\u00f9 rispetto al 2022. Questi numeri sono destinati a crescere costantemente dopo gli ultimi provvedimenti governativi (dal &#8220;Decreto Caivano&#8221; agli ultimi decreti sicurezza riservati proprio alle fasce giovanili). Anche la durata media di permanenza in carcere da parte dei minorenni \u00e8 in continua crescita: 145 giorni prima della pandemia, 180 nel 2025. Tre nuovi istituti per minorenni sono stati aperti solo negli ultimi mesi (L&#8217;Aquila, Lecce, Rovigo), a testimonianza degli obiettivi governativi di silenziare il dissenso giovanile con la repressione.<\/p>\n<p>&#8220;<em>Negli ultimi anni il numero dei minorenni e giovani adulti sottoposti complessivamente a controllo penale \u00e8 fortemente cresciuto. Se nel dicembre 2022 i giovani in carico ai servizi della giustizia minorile erano 13.658, alla fine del 2025 avevano raggiunto le 17.027 unit\u00e0, con un aumento di quasi il 25% in soli tre anni. L\u2019espansione ha riguardato in generale tutte le misure che compongono il sistema<\/em>&#8220;, scrive Antigone. E non sono indenni, anche gli istituti minorili, dalle accuse di maltrattamenti ed addirittura torture, per cui sono tuttora aperti procedimenti penali nelle carcere per minori di Roma (Casal del Marmo) e Milano (Beccaria).<\/p>\n<p>Ma in ben 23 istituti visitati dai 100 volontari dell&#8217;Associazione si cucina ancora nello stesso ambiente in cui si trova il WC, in 47 ci sono celle senza acqua calda, in 53 le celle sono senza doccia. Il patrimonio edilizio \u00e8 talmente vetusto (con 21 istituti costruiti prima del 1900) che in ben 66 strutture su 102 esistono interi reparti inagibili, sottraendo spazio vitale proprio laddove servirebbe di pi\u00f9. In 90 istituti visitati non \u00e8 garantita la separazione dei giovani adulti.<\/p>\n<p>Da questo Rapporto di Antigone si possono trarre interessanti spunti per comprendere in modo documentato e scientifico la linea di tendenza securitaria e repressiva che \u00e8 alla base di questi quattro anni di governo Meloni. La \u201crisorsa\u201d carceraria \u00e8 essenziale per un sistema che esclude alcuni settori della societ\u00e0, ne precarizza e ricatta altri, ricorre alle minacce ed alla repressione soprattutto delle istanze proletarie e giovanili.<\/p>\n<p>Finch\u00e8 persister\u00e0 il capitalismo il carcere rester\u00e0 uno strumento di dominazione di una minoranza di oppressori su una maggioranza di oppressi, funzionale al mantenimento di un ordine borghese in decomposizione avanzata. In questa societ\u00e0 chi commette orribili crimini economici e sociali (padroni, banchieri, mercanti di armi, grandi trafficanti di droga, etc.) la fa quasi sempre franca.<\/p>\n<p>In carcere ci vanno soprattutto i sottoproletari, gli esclusi dal mercato della forza-lavoro, dal sistema abitativo, dai servizi sociali, i migranti, che spesso non possono neanche pagarsi un avvocato.<\/p>\n<p>La realizzazione della giustizia e dell\u2019uguaglianza sociale esigono la trasformazione rivoluzionaria delle condizioni materiali che generano povert\u00e0, alienazione, disuguaglianza, criminalit\u00e0.<\/p>\n<p>Dentro questa prospettiva l\u2019abolizione del carcere, con soluzioni alternative, \u00e8 ancora oggi un&#8217;utopia concreta ed una battaglia politica che vale la pena di combattere per tutti coloro che aspirano a costruire una societ\u00e0 senza classi.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Riceviamo e volentieri pubblichiamo il seguente contributo sulle drammatiche condizioni di detenzione esistenti nel nostro paese &nbsp; La pubblicazione del [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":13993,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[100,118],"tags":[108],"class_list":["post-13992","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita","category-societa","tag-home"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13992","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=13992"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13992\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":13994,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/13992\/revisions\/13994"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/13993"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=13992"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=13992"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=13992"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}