{"id":14087,"date":"2026-09-18T16:57:19","date_gmt":"2026-09-18T14:57:19","guid":{"rendered":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=14087"},"modified":"2026-09-19T08:33:07","modified_gmt":"2026-09-19T06:33:07","slug":"le-cause-reali-dellinverno-demografico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/le-cause-reali-dellinverno-demografico\/","title":{"rendered":"Le cause reali dell\u2019inverno demografico"},"content":{"rendered":"<p>Secondo i dati Istat, in Italia nel 2025 sono nati appena 355.000 bambini, il minimo storico dal secondo dopoguerra, con un tasso di fecondit\u00e0 sceso a 1,14 figli per donna, sotto la media europea di 1,38.<\/p>\n<p>Numeri simili prospettano orizzonti di maggiore depressione economica, instabilit\u00e0 sociale,\u00a0 invecchiamento generale, collasso del sistema previdenziale e sanitario pubblico, spopolamento di vaste aree del paese.<\/p>\n<p>La crisi demografica fa emergere le pi\u00f9 stridenti contraddizioni del sistema capitalistico, manifestandosi come un sintomo esplicito del conflitto tra le necessit\u00e0 sociali e la logica del profitto.<\/p>\n<p>Il trend negativo \u00e8 evidente da decenni. Il tasso di fecondit\u00e0 si attestava stabilmente sopra i 2.0 durante gli anni \u201860 e \u201870, con picchi di 2,7; precipita poi da 2,4 figli a inizio anni \u201970 a 1,4 figli a met\u00e0 degli anni \u201980 e scende ulteriormente, fino a 1,2 nei primi anni \u201990.<\/p>\n<p>Poi c\u2019\u00e8 stata una parziale ripresa, legata anche all\u2019arrivo di migranti che hanno un numero di figli pi\u00f9 elevato, mentre sul\u00a0 finire del primo decennio del XXI secolo \u00e8 ripresa la discesa che continua senza interruzioni fino al giorno d\u2019oggi.<\/p>\n<p>Dopo il\u00a0 2008,\u00a0 in poco pi\u00f9 di quindici anni si sono persi oltre 200 mila nati all\u2019anno.<\/p>\n<p>Tra il 2005 e il 2024 il calo degli italiani tra 25 e 34 anni \u00e8 stato imponente: da 8,5 milioni a 6,2, un crollo del 26,6%.<\/p>\n<p>Secondo le proiezioni, la popolazione dovrebbe calare a 55 milioni nel 2050 e 45 milioni nel 2080.<\/p>\n<p>Sono soprattutto gli ostacoli economici, lavorativi e sociali a determinare la crisi della natalit\u00e0.<\/p>\n<p>La denatalit\u00e0 non \u00e8 il frutto di un cambiamento culturale o della mancanza di desiderio di avere figli, quanto delle difficolt\u00e0 che impediscono a milioni di proletari di realizzare in questo sistema il proprio progetto di vita, e ci\u00f2 trova conferma anche nelle statistiche.<\/p>\n<p>Tra gli italiani in et\u00e0 feconda che non avranno altri figli, il 62,2% afferma infatti di aver rinunciato a causa delle difficolt\u00e0 incontrate, mentre soltanto il 5,5% dichiara che la genitorialit\u00e0 non rientra nel proprio progetto di vita.<\/p>\n<p>Oltre 2,8 milioni di italiani indicano le difficolt\u00e0 economiche e lavorative come principale ostacolo alla scelta di avere figli; quasi una donna su due (49,9%) teme conseguenze negative sulla propria carriera in caso di maternit\u00e0, contro il 24% degli uomini.<\/p>\n<p>Tra gli ostacoli che emergono vi \u00e8 quello di un sistema di assistenza nazionale totalmente insufficiente;\u00a0 le carenze del welfare sono la causa di\u00a0 oltre 3 milioni di donne risultate inattive per motivi familiari, contro 151 mila uomini, mentre 763 mila persone rinunciano ai figli anche per la necessit\u00e0 di assistere i genitori anziani.<\/p>\n<p>Il tasso di copertura degli Asili Nido si ferma al 31,6% a livello nazionale, con forti divari territoriali (nel Centro-Nord si supera il 40% in alcune aree, mentre al Sud si scende anche sotto il 15-20%). In aggiunta persiste una storica carenza di\u00a0 migliaia di educatori e insegnanti qualificati.<\/p>\n<p>Il carico familiare continua quindi a gravare fortemente sulle donne, assunte spesso con contratti precari e soggette al ricatto tra lavoro e maternit\u00e0, e sui nonni.<\/p>\n<p>A seguire, vi sono le difficolt\u00e0 dei giovani ad uscire dal proprio nucleo familiare: nel 2024 i giovani italiani hanno lasciato la casa dei genitori a un\u2019et\u00e0 media di 30,1 anni, contro i 26,2 della media Ue;\u00a0 il 79% degli italiani fra i 20 e i 29 anni vive ancora nella famiglia d\u2019origine, a fronte del 54% europeo.<\/p>\n<p>Questo aspetto \u00e8 direttamente collegato con l\u2019esorbitante costo degli affitti e dei mutui, l\u2019assenza di edilizia popolare, in un contesto di alta disoccupazione giovanile, lavoro nero, precariato e salari da fame.<\/p>\n<p>In conseguenza di queste condizioni negative la maternit\u00e0 viene progressivamente rinviata.<\/p>\n<p>Nel 2025 l\u2019et\u00e0 media al parto ha raggiunto 33,4 anni per le donne italiane e 31,4 anni per le cittadine straniere.<\/p>\n<p>In questa situazione emergono sempre pi\u00f9 frequentemente concezioni individualiste, con ampi settori della societ\u00e0 che vivono atomizzati e nella solitudine, in uno stato di sempre maggiore emarginazione dalla collettivit\u00e0, con enorme difficolt\u00e0 nel costruire relazioni personali e sociali stabili.<\/p>\n<p>Sempre pi\u00f9 giovani dichiarano di non voler avere figli, perch\u00e8 ritengono possano inficiare sulla realizzazione personale e sulla loro autonomia.<\/p>\n<p>\u00c8 in notevole aumento il numero dei single, con oltre 6,3 milioni di persone che vivono da sole (circa una famiglia su quattro); sono circa 8,8-9 milioni se si considerano tutte le famiglie monocomponenti inclusi vedovi e separati.<\/p>\n<p>Le stime dicono che nel 2050 oltre il 41% delle famiglie italiane sar\u00e0 composto da una sola persona, dai 10,7 milioni del\u00a0 2025 a 12,3 milioni nel 2050, mentre vi sar\u00e0 una\u00a0 diminuzione\u00a0 delle coppie con figli: dagli attuali 7,5 milioni, pari al 28,1% del totale, a 5,8 milioni nel 2050 , pari al 21,1% delle famiglie.<\/p>\n<p>Quello della denatalit\u00e0 \u00e8 un fenomeno che riguarda gran parte dell\u2019Europa, ma ormai da tempo l\u2019Italia si colloca stabilmente tra i paesi pi\u00f9 colpiti.<\/p>\n<p>La crisi demografica \u00e8 un aspetto della crisi generale del capitalismo, alla sua origine vi sono numerose cause intrinseche al regime economico e sociale vigente.<\/p>\n<p>Non pu\u00f2 essere realmente fronteggiata con slogan propagandistici, bonus per le nascite e altre misure parziali, che spesso si legano solo al tentativo degli strati pi\u00f9 reazionari della societ\u00e0 di privare le donne di ogni indipendenza economica ed emancipazione, relegandole al lavoro di cura.<\/p>\n<p>La crisi demografica deriva dalle condizioni che rendono impossibile creare una famiglia e rendono insicura la vita dei lavoratori.<\/p>\n<p>Non \u00e8 dunque che in piccola parte frutto di scelte individuali, capricci personali e mode del momento. Incertezza lavorativa, bassi salari, precariet\u00e0, miseria, devastazione sociale e ambientale ne sono le cause primarie e si pu\u00f2 far fronte al declino demografico solo lottando contro queste cause, ovvero contro il sistema capitalistico, per una societ\u00e0 libera dallo sfruttamento e dall\u2019oppressione delle masse.<\/p>\n<p>Solo il socialismo pu\u00f2 coniugare l\u2019emancipazione della donna e la natalit\u00e0, la sicurezza dell\u2019occupazione e il benessere delle masse lavoratrici.<\/p>\n<h3>Da Scintilla n. 162, settembre 2026<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Secondo i dati Istat, in Italia nel 2025 sono nati appena 355.000 bambini, il minimo storico dal secondo dopoguerra, con [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":14130,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[100,118],"tags":[108],"class_list":["post-14087","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-attualita","category-societa","tag-home"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14087","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=14087"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14087\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":14088,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/14087\/revisions\/14088"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/14130"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=14087"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=14087"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=14087"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}