{"id":14107,"date":"2026-09-18T20:33:25","date_gmt":"2026-09-18T18:33:25","guid":{"rendered":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/?p=14107"},"modified":"2026-09-18T20:33:45","modified_gmt":"2026-09-18T18:33:45","slug":"crisi-climatica-e-rivoluzione-sociale","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/piattaformacomunista.com\/index.php\/crisi-climatica-e-rivoluzione-sociale\/","title":{"rendered":"Crisi climatica e rivoluzione sociale"},"content":{"rendered":"<p>Sta finendo l\u2019estate pi\u00f9 torrida che la storia ricordi. Sei ondate di calore con temperature sopra la media per lunghi periodi, che in alcune zone hanno raggiunto i 45 gradi, mentre nelle acque del Mediterraneo sono stati superati i 30 gradi.<\/p>\n<p>Non siamo all&#8217;inizio, ma nel mezzo di una catastrofe ambientale di portata mondiale, di cui il riscaldamento climatico \u00e8 una componente assieme al degrado di\u00a0 biodiversit\u00e0, suolo, oceani, foreste; una crisi che comporta eventi estremi pi\u00f9 frequenti ed effetti sociali devastanti. L\u2019accelerazione di questa crisi \u00e8 evidente.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 \u00e8 la diretta conseguenze della produzione e della circolazione capitalistica delle merci che aumentano i gas serra nell\u2019atmosfera, del saccheggio spietato e deliberato del nostro pianeta, che hanno disorganizzato sistematicamente e quindi spezzato il ciclo naturale del ricambio fra essere umano e natura.<\/p>\n<p>Il collasso ecologico \u00e8 l\u2019inevitabile risultato della legge generale dell\u2019accumulazione capitalistica che con l\u2019incessante corsa a valorizzare capitali sempre pi\u00f9 grandi in tempi sempre pi\u00f9 brevi, dunque ad espandere illimitatamente la produzione, determina il progressivo e inarrestabile deterioramento dell\u2019ambiente naturale attraverso l\u2019uso massiccio di combustibili fossili, la deforestazione, l\u2019inquinamento, forme di allevamento e uso intensivo del suolo, etc.<\/p>\n<p>Il fascismo negazionista e il militarismo stanno aggravando considerevolmente la crisi climatica, che \u00e8 un aspetto della crisi generale del capitalismo. Al tempo stesso quanti proclamano \u2013 finora senza risultati \u2013 \u201cmitigazioni\u201d ed \u201cadattamenti\u201d, senza porsi il problema decisivo di rovesciare i rapporti sociali capitalistici dominanti all\u2019origine del disastro in cui ormai siamo immersi, spargono illusioni sulla possibilit\u00e0 che nel sistema capitalista sia possibile un diverso modo di produrre e di consumare.<\/p>\n<p>Il cambiamento climatico, con le ondate di calore ed eventi atmosferici estremi, non \u00e8 solo un fenomeno \u201cnaturale\u201d e non comporta solo danni biologici.<\/p>\n<p>Il surriscaldamento provoca interruzioni nell\u2019attivit\u00e0 produttiva e nei servizi (es. il turismo), gravi problemi nell\u2019agricoltura e nella pesca, perdita di posti di lavoro, aumento dei prezzi dei beni alimentari, diminuzione del PIL; la carenza idrica e la desertificazione aumentano la competizione imperialista per acqua, terra, energia; lo stress climatico porta a migrazioni forzate e conflitti locali, colpisce particolarmente classi e strati sociali pi\u00f9 deboli e aggrava le disuguaglianze sociali; alluvioni e frane, siccit\u00e0 e incendi generano proteste di massa, instabilit\u00e0 e conflitti politici.<\/p>\n<p>Anche sul piano sanitario le conseguenze sono profonde: in Italia a luglio 8% in pi\u00f9 di morti nella fascia sopra gli 85 anni. In Europa 35 mila morti in eccesso legate alle ondate di calore. Molti erano lavoratori esposti a temperature insopportabili.<\/p>\n<p>E dopo le ondate di calore, l\u2019energia accumulata in questi mesi si scarica con alluvioni, bufere, grandinate, trombe d\u2019aria, scioglimento dei ghiacci con frane disastrose.<\/p>\n<p>La crisi climatica, manifestazione dei limiti storici e fisici dell\u2019accumulazione capitalistica, \u00e8 un \u201cmoltiplicatore\u201d perch\u00e9 accelera le altre crisi, le rende pi\u00f9 acute, pi\u00f9 intense e pi\u00f9 difficili da gestire per la classe dominante.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 mette in luce l&#8217;oggettiva incapacit\u00e0 del capitalismo a risolvere i problemi che affliggono la societ\u00e0, acutizzandoli tutti. \u00c8 un sistema irriformabile e fuori controllo, incompatibile con il genere umano e la natura. Chi lo difende \u00e8 corresponsabile della catastrofe.<\/p>\n<p>Ma con l\u2019aggravamento della crisi generale del capitalismo tende a ridursi la distanza fra i fattori oggettivi e i fattori soggettivi della rivoluzione.<\/p>\n<p>Oggettivamente le masse non ce la fanno pi\u00f9 a vivere come prima, e le classi dominanti non possono dominare pi\u00f9 nella vecchia maniera.<\/p>\n<p>Un processo di maturazione di sollevazioni dei proletari e dei popoli, foriero di una nuova discontinuit\u00e0 storica, \u00e8 in corso in tutto il mondo e non tarder\u00e0 a manifestarsi a pieno.<\/p>\n<p>La grande sfida delle forze marxiste-leniniste, rivoluzionarie, delle organizzazioni di classe, \u00e8 quella di incanalare il malcontento e la protesta delle masse sfruttate e oppresse nella lotta politica per il potere, affermando la coscienza della rottura con un sistema moribondo e barbaro, per organizzare in modo razionale e pianificato il rapporto sociale con la natura e permettere alle prossime generazioni di conservare in modo consapevole il ricambio con la natura, invece di lasciarlo alla legge della concorrenza e del profitto a cui soggiacciono tutti i governi borghesi.<\/p>\n<p>Alle stesse conclusioni giungeremo guardano le cose dal punto di vista storico-evoluzionistico.<\/p>\n<p>Sappiamo che 900 mila anni fa una mutazione climatica stermin\u00f2 quasi il 99% delle specie umane di allora.<\/p>\n<p>Successivamente, circa 300 mila anni fa, apparve in Africa l\u2019Homo sapiens che con la capacit\u00e0 di produrre\u00a0 coscientemente i propri mezzi di sussistenza, i progressi linguistici e tecnologici, l\u2019uso del fuoco, le migrazioni per uscire dagli stretti passaggi demografici dovuti all\u2019aridit\u00e0 e alla glaciazione, la vita in gruppi solidali e cooperativi, \u00e8 sopravvissuto in ambienti estremi e si \u00e8 adattato a nuovi ecosistemi, stabilendosi in tutte le regioni del pianeta, persino le pi\u00f9 inospitali.<\/p>\n<p>Con lo sviluppo delle forze produttive e il passaggio da un regime di produzione a un altro l\u2019essere umano, dopo aver raggiunto grandi traguardi, sembra finito in una \u201ctrappola evolutiva\u201d (cio\u00e8 una trasformazione dei rapporti sociali di produzione e dell\u2019ambiente in cui \u00e8 sempre pi\u00f9 difficile sopravvivere).<\/p>\n<p>Questa gabbia si chiama regime capitalistico, un rapporto sociale di produzione che \u00e8 in contraddizione insanabile con il carattere sociale delle forze produttive e spezza i cicli naturali, subordinandoli alla legge del profitto.<\/p>\n<p>Per far uscire la societ\u00e0 dalla trappola non servono le soluzioni puramente tecnologiche, il <em>green deal<\/em>\u00a0 o anacronistici e impossibili ritorni al passato. Serve l\u2019abbattimento rivoluzionario dei rapporti di produzione esistenti, giunti al loro limite storico.<\/p>\n<p>Sono le stesse capacit\u00e0 intrinseche e universali della specie umana, oggi sviluppate coscientemente dalla classe pi\u00f9 rivoluzionaria della societ\u00e0, lo sviluppo della lotta contro le classi che frenano lo sviluppo sociale, a rendere possibile la conquista di una societ\u00e0 collettivista, liberata dalla propriet\u00e0 privata e dallo sfruttamento, rispettosa della natura, razionalmente pianificata.<\/p>\n<p>Una societ\u00e0 vantaggiosa per i lavoratori sotto ogni aspetto, che consenta all\u2019umanit\u00e0 di ridurre i danni ecologici esistenti, evitare la catastrofe e conquistare un sistema sociale di produzione vivibile e diverso, salvaguardando le sue migliori e pi\u00f9 importanti conquiste.<\/p>\n<p>E\u2019 tardi, ma non \u00e8 troppo tardi. Essere umani oggi significa pensare al futuro, progettarlo, unirsi, organizzarsi e agire decisamente per conquistare il mondo nuovo in marcia verso la societ\u00e0 senza classi, la sola che potr\u00e0 salvare l\u2019ultima specie vivente del genere Homo sapiens dalla rovina.<\/p>\n<h3>Da Scintilla n. 162, settembre 2026<\/h3>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Sta finendo l\u2019estate pi\u00f9 torrida che la storia ricordi. 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